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COSA PENSA L'EUROPA DEGLI EVENTI IN TURCHIA?

EVENTI IN TURCHIA_LOCANDINA

EVENTI IN TURCHIA_LOCANDINA

Il colpo di Stato in Turchia del 2016 è un golpe militare fallito messo in atto il 15 luglio 2016 da una parte delle forze armate turche per rovesciare il Presidente Recep Tayyip Erdoğan e prendere il potere nel Paese. Il tentato colpo di stato ha portato alla morte di 248 persone e al ferimento di altre 2000. In tal modo si è cercato di far cadere le istituzioni democraticamente elette del paese, in particolare il Parlamento turco, che venne bombardato durante la notte. Le autorità turche dichiararono che i membri del movimento Gülen avevano progettato il tentato colpo di stato. Il golpe fornì inoltre alle autorità l’opportunità di intraprendere una vasta operazione di ‘pulizia’ nelle istituzioni dello Stato, nelle quali si riteneva si fossero infiltrati molti simpatizzanti del movimento, opinione questa che sembra essere largamente condivisa dalla società turca.

Quella stessa notte il presidente Erdoğan proclamò lo stato di emergenza ed attribuì poteri speciali al Governo, invocando l'articolo 120 della Costituzione turca ("Dichiarazione dello stato di emergenza a causa di atti diffusi di violenza e grave deterioramento dell'ordine pubblico"). Lo stato di emergenza venne approvato dal Parlamento. Il vice Primo Ministro Kurtulmuş annunciò la deroga, da parte della Turchia, alla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, richiamando l'articolo 15 della Convenzione ("guerra o altre emergenze pubbliche che minacciano la vita della nazione").

Lo stato d'emergenza è già stato prorogato tre volte, in ottobre 2016, gennaio 2017 e aprile 2017 suscitando le reazioni preoccupate del Consiglio d'Europa.

Si dà notizia della decisione presa dallo United Nations Mechanism for International Criminal Tribunals (organismo di carattere residuale istituito per gestire la fase conclusiva delle attività dei due tribunali penali internazionali ad hoc per l'ex-Jugoslavia e il Ruanda), in merito al trattenimento ingiustificato in Turchia di un giudice di tale organismo.

Sulla vicenda si veda un articolo pubblicato da Questione Giustizia.

Aggiornamento:

La Turchia smette di finanziare il Consiglio d’Europa e, di conseguenza, anche la Corte EDU.

Link: https://www.internazionale.it/opinione/cengiz-aktar/2017/10/10/turchia-dittatura


Notizie recenti:

La Commissione Venezia del Consiglio d’Europa cerca di rendere note le violazioni degli standard internazionali a tutela dei diritti umani e della democrazia.

Infatti il 6 ottobre la Commissione, su richiesta del Congress of Local and Regional Authorities del Consiglio d’Europa, ha evidenziato che la Turchia con il Decreto di emergenza n. 674, ancora pienamente in vigore, viola i principi democratici.

In particolare, la nuova legislazione consente addirittura la nomina diretta, da parte del Governo centrale, di sindaci non eletti e di membri chiamati a controllare in modo discrezionale il funzionamento dei consigli comunali. Il decreto ha introdotto cambiamenti strutturali, non limitati nel tempo e, quindi, non legati strettamente alla fase di emergenza. Di qui la richiesta al Governo turco di introdurre limiti di durata e controlli giurisdizionali sulle misure adottate dai delegati del Governo nei Consigli municipali e di rimuovere i provvedimenti che non risultano più necessari e collegati allo stato di emergenza.

Link:

http://www.marinacastellaneta.it/blog/turchia-la-commissione-venezia-chiede-la-modifica-della-legislazione-di-emergenza.html

http://www.marinacastellaneta.it/blog/commissione-venezia-la-turchia-non-rispetta-gli-standard-democratici.html

 


Aggiornamento:

Seppur sia passato più di un anno dal colpo di Stato avvenuto in Turchia, la situazione continua ad essere critica dal punto di vista dei diritti umani. Il prolungamento dello stato di emergenza infatti permette alla Turchia di limitare le libertà fondamentali garantite dalla Costituzione turca ma anche dalla Convenzione europea dei diritti e delle libertà fondamentali (CEDU) e dal Patto ONU sui diritti civili e politici.

Il problema fondamentale sta nel fatto che la popolazione che è stata oggetto di eventi spiacevoli, quali per esempio licenziamenti di massa, non può contestare dinanzi alle giurisdizioni ordinarie o invocare un controllo di costituzionalità su tali atti aventi forza di legge.

Si sta pian piano sgretolando il sistema democratico nel paese; infatti : 159 giornalisti sono stati arrestati, 110mila persone detenute, 138mila dipendenti pubblici licenziati, 1200 istituti scolastici chiusi, 15 università e 149 organi di formazione.

Per questi motivo l’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa ha deciso di riaprire la procedura di monitoraggio sul rispetto dei diritti umani in Turchia, dopo la risoluzione adottata dal Parlamento Europeo del 24 Novembre 2016, in cui ci si proponeva di sospendere i negoziati.

Link:

http://it.euronews.com/2017/09/11/turchia-i-giornalisti-di-cumhuriyet-restano-in-carcere

http://it.euronews.com/2017/09/11/turchia-riprende-il-processo-contro-cumhuriyet-giornale-dopposizione

http://it.euronews.com/2017/09/11/turchia-i-giornalisti-di-cumhuriyet-restano-in-carcere

http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//TEXT+TA+P8-TA-2017-0306+0+DOC+XML+V0//IT

http://www.ansamed.info/ansamed/it/notizie/stati/turchia/2017/09/13/juncker-esclusa-adesione-turchia-nel-prossimo-futuro_ffd56df0-58f7-4a13-89b6-3188e16f7b48.html

 

AGGIORNAMENTO:

Il 6 giugno, il presidente di Amnesty International Turchia, Taner Kiliç, è stato arrestato insieme ad altri 22 avvocati, tutti accusati di aver avuto legami col movimento di Fethullah Gülen, sospettato di essere responabile per il tentato colpo di stato del 2016.

Tra le 40mila persone arrestate dopo il fallito colpo di Stato, c’è anche un giudice dell’Onu, Aydin Sefa Akay, nonostante la sua immunità. È accusato di aver scaricato (legalmente) un’applicazione di chat chiamata Bylock, che è considerata il sistema di collegamento dei militari golpisti, e di possedere due libri di Fethullah Gülen e di un’ex direttore di un quotidiano “gülenista”. Mercoledì 14 giugno, verrà emesso il verdetto definitivo, dopo nove mesi in carcere. La penitenza per il “sostegno al terrorismo” va da 6 a 15 anni di prigione. Dato che si tratta di un giudice Onu che dovrebbe essere immune, la Turchia è stata deferita al Consiglio di sicurezza Onu, e contro Erdogan e il suo ministro della Giustizia Bozdag è stata preparata una richiesta di incriminazione internazionale presso il Tribunale penale internazionale. È inoltre attivo un ricorso presso la Corte Europea per i diritti dell’Uomo a Strasburgo. La figlia del giudice che vive in Italia ha potuto visitarlo in maggio e riferisce che la sua situazione è molto difficile, anche se fisicamente sta bene. Parla di sei persone in una cella per quattro, vietati libri e giornali.

Deniz Sürgut, giovane avvocato curdo membro de l'Association des Avocats pour la Liberté (OHD) dichiarata fuori legge dopo il tentativo di Golpe dello scorso anno è stato rimesso in libertà a seguito dell’udienza svoltasi il 16 giugno a Gumushane, città vicina al Mar Nero. L’avvocato era stato arrestato il 5 agosto 2015 mentre si trovava nella città di Idil nel sud est della Turchia dove erano in corso repressioni da parte delle forze di sicurezza turche. Da allora è rimasto in carcere con l’accusa di attentare all'unità ed all'integrità dello Stato (art. 302 codice penale turco). Importante il ruolo degli avvocati italiani presenti quali osservatori internazionali con mandato dell’Osservatorio internazionale Avvocati in pericolo del quale il CNF è cofondatore. Il processo è stato rinviato al 7 settembre prossimo.

 

Per avere ulteriori informazioni su come l’Unione Europea affronterà gli eventi in Turchia, sulle dichiarazioni e opinioni del Parlamento Europeo e del Consiglio d'Europa e sulle possibili misure da adottare, si possono consultare i seguenti siti:

 

http://www.venice.coe.int/webforms/documents/default.aspx?pdffile=cdl-ad(2017)005-e

http://www.coe.int/t/DGHL/cooperation/ccje/Cooperation/CCJE%20statement%20EN%201%20November%202016.pdf

http://website-pace.net/documents/19887/3258251/20170308-TurkeyInstitutions-EN.pdf/bbd65de5-86d4-466f-9bc1-185d5218bce7

http://www.marinacastellaneta.it/blog/wp-content/uploads/2017/04/2156.pdf

http://semantic-pace.net/tools/pdf.aspx?doc=aHR0cDovL2Fzc2VtYmx5LmNvZS5pbnQvbncveG1sL1hSZWYvWDJILURXLWV4
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http://www.distretto.torino.giustizia.it/documentazione/D_9656.pdf

 

https://www.amnesty.it/arrestato-presidente-amnesty-international-turchia/

http://www.repubblica.it/esteri/2017/06/11/news/la_turchia_sotto_accusa_giudice_onu_in_cella_nonostante_l_immunita_-167779976/