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Dopo 30 anni, la Macedonia ha un nuovo nome

Alexis Tzipras e Zoran Zaev

Alexis Tzipras e Zoran Zaev

Il 25 gennaio è giunta a conclusione la travagliata vicenda del nome della Macedonia (ora: Repubblica della Macedonia del Nord), trascinatasi per più di trent’anni e alla base di un conflitto diplomatico che ha comportato ingenti ritardi nella procedura volta all’adesione della Macedonia del Nord all’Unione Europea.

Il conflitto ha avuto inizio nel 1991 con l’indipendenza dell’allora repubblica di Macedonia. Oltre a condividere il nome con la regione del nord della Grecia, era anche opinione di quest’ultima che la costituzione macedone contenesse alcuni articoli che inneggiavano alla riconquista dell’omonima regione greca. L’attrito si era trasformato in un vero e proprio conflitto che era costato per esempio alla Grecia il proprio Ministro degli Esteri, Antonio Samaras, accusato dall’allora primo ministro Mitsotakis di non aver fatto valere a sufficienza le ragioni della Grecia nel dibattito internazionale.

L’ostilità si fece aperta quando nel ’94 il primo ministro Greco Papandreu impose l’embargo alla Macedonia, che venne rimosso solo su intermediazione dell’Onu dopo 18 mesi. Si rivelò inutile l’ulteriore mediazione diplomatica dell’ONU a New York (1995) tra i governi di Skopjie ed Atene, dove la Macedonia era stata ribattezzata Fyrom (Repubblica Ex-Jugoslava di Macedonia). Il governo greco continuò poi a mantenere questo atteggiamento di ostilità nel 2008, ponendo il veto all’entrata della Macedonia della NATO.

Il dibattito è andato animando l’opinione pubblica macedone.  Il conflitto si è posto per prima cosa in termini di identità e in seguito di effettive tensioni transnazionali. I Greci hanno teso ad ascrivere a sé l’eredità culturale della Macedonia, mentre quest’ultima ha sempre faticato a formarsi una vera identità nazionale. Basti vedere come, nonostante la Macedonia sia un melange di varie etnie (slavo-macedone, albanese, rumene, turche, jugoslave e rom), il premier ultranazionalista macedone Gruevski abbia fatto leva su personaggi di un passato glorioso, come Alessandro Magno, che in verità appartengono principalmente alla Macedonia greca.

E’ solo in tempi recenti, per opera degli attuali premier Tzipras in Grecia e Zoran Zaev in Macedonia, che si è riusciti a vedere la fine del tunnel. Gli accordi di Prespa, ratificati il 9 febbraio di quest’anno, hanno finalmente chiuso la questione, benché a seguito di accesi dibattiti parlamentari e proteste in piazza da entrambe le parti.

La Grecia ha così acconsentito a che la Repubblica Macedone venisse ribattezzata Repubblica della Macedonia del Nord. I suoi abitanti, invece, continueranno ad essere chiamati macedoni.

Questo accordo, inoltre, aprirà le porte anche ad una possibile entrata della Macedonia del Nord nell’ONU, venendo meno la continuata opposizione esercitata dalla Grecia negli ultimi 30 anni.

 

Link Utili:

-Accordi di Prespa (testo integrale inglese): https://www.pappaspost.com/wp-content/uploads/2018/06/Athens-Skopje-English.pdf

-Euronews: https://it.euronews.com/2019/01/25/parlamento-greco-verso-il-voto-per-il-nome-macedonia-del-nord

-L’identità nazionale macedone: https://it.euronews.com/2019/01/29/ora-la-macedonia-del-nord-ha-un-nome-ma-ha-un-identita-nazionale