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Il Parlamento Europeo progetta sanzioni per quegli Stati membri che non rispettano i principi dello stato di diritto.

Eider Gardiazabal

Eider Gardiazabal

Nell’ambito del provvedimento di bilancio di lungo termine che copre il periodo 2021-2027, il Parlamento Europeo ha discusso e approvato un procedimento volto a interrompere l’erogazione di fondi europei a quegli Stati membri che non rispettino i parametri dell’Unione in merito ai valori alla base dello stato di diritto.

L’eurodeputata co-responsabile della relazione votata, Eider Gardiazabal, ha dichiarato che: “Non esiste un’Europa à la carte, dove ci si può appellare solo ai diritti e non ai doveri”. Ha continuato aggiungendo che uno Stato che voglia aderire all’Unione deve soddisfare stringenti prerequisiti economici, politici, monetari e giuridici. Una volta ottenuto l’accesso all’Unione, però, non c’è alcun motivo per pensare che il rispetto dei suddetti parametri non sia più necessario.

Il dibattito si è in particolare focalizzato sulla necessità che gli Stati membri mantengano alti gli standard in tema di imparzialità dei tribunali. Dietro il provvedimento è verosimilmente da leggersi Il recente caso delle riforme dell’ordinamento giudiziario in Ungheria e in Polonia, con particolare riguardo, in quest’ultimo caso, all’abbassamento dell’età di collocamento a riposo dei giudici della Corte suprema, sul quale è intervenuta in via cautelare la Corte di giustizia dell’Unione europea, ordinando alla Polonia di sospendere l’applicazione delle nuove disposizioni in quanto suscettibili di minare l’indipendenza dei membri dell’organo giudiziario interessato e, per implicazione, di arrecare pregiudizio al buon funzionamento dell’intero sistema giudiziario europeo.

Il procedimento è stato approntato per evitare che gli Stati membri, complice un sistema giudiziario non indipendente, approfittino indebitamente dei finanziamenti europei, utilizzandoli per scopi illeciti o semplicemente divertendoli dal proprio scopo originario. Una seconda finalità è ovviamente quella di difendere i principi ispiratori che definiscono l’Unione come un insieme di Stati democratici.

Qualora il procedimento entrasse in atto, il voto del parlamento avrebbe la possibilità di bloccare l’erogazione di finanziamenti a beneficio dello stato incriminato. L’Unione però mantiene anche una garanzia per gli utilizzatori ultimi del denaro europeo. Qualora determinati progetti fossero stati messi a bilancio prima del congelamento dei fondi, sarà lo stesso Governo a doversi far carico dei finanziamenti (fatte salve determinate eccezioni).

Al momento sono in corso i primi passi per definire più specificamente i singoli passi del procedimento.

 

LINK UTILI

-Parlamento europeo

-Parlamento europeo – comunicato stampa

-Relazione sulla proposta di regolamento (eng)

-In merito alla controversia UE con Ungheria e Polonia: 1, 2, 3