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IMPLEMENTAZIONE DEL PILASTRO EUROPEO DEI DIRITTI SOCIALI : CREAZIONE DELL’AUTORITÀ EUROPEA DEL LAVORO

European Pillar of Social Rights (European Commission)

European Pillar of Social Rights (European Commission)

Il Pilastro Europeo dei Diritti Sociali è stato creato dalla Commissione Europea, il Consiglio dell’UE e il Parlamento Europeo nel novembre 2017. Questa creazione segue una proposta fatta dal Presidente della Commissione Jean-Claude Juncker nel settembre 2015.     
L’obiettivo principale del Pilastro Europeo dei Diritti Sociali è di creare un programma a livello di Unione Europea volto a migliorare le condizioni di vita e di lavoro dei cittadini europei.

Il Pilastro deve essere applicato a diversi livelli: l’UE collabora con gli Stati membri per le rispettive competenze legali. Al livello dell’Unione, la Commissione Europea è incaricata di realizzare il Pilastro Europeo dei Diritti Sociali.

Misure prese dalle Commissione Europea

Il primo passo compiuto dalla Commissione Europea è consistito nel porre gli obiettivi del Pilastro Europeo dei Diritti Sociali in primo piano nell’azione dell’UE. Sono stati utilizzati gli strumenti già esistenti per iniziare a lavorare sulla questione dei diritti sociali. La Commissione ha poi emanato alcune raccomandazioni per controllare l’applicazione del Pilastro Europeo dei Diritti Sociali.

Tra le azioni che si intende realizzare, 10 sono già in via di attuazione e 12 devono ancora essere approvate dal Parlamento o dal Consiglio dell’UE.    
Per esempio, la Commissione ha emanato una direttiva sull’accessibilità (European Accessibility Act) per le persone con disabilità. Ha anche creato un piano di azione per risolvere la questione della differenza di stipendio tra donne e uomini sul periodo 2017-2019 o ancora, diverse azioni per migliorare la qualità dell’Assistenza sanitaria all’interno dell’Unione.               
La Commissione ha presentato una raccomandazione al Consiglio dell’UE sulla questione della protezione sociale degli impiegati e degli imprenditori. La forma del lavoro nell’Unione Europea è molto cambiata ultimamente: ci sono il 40% dei cittadini europei che non hanno un lavoro full-time o permanente.

La Commissione lavora anche sulla possibilità di creare un Numero Europeo di sicurezza sociale per facilitare l’accesso ai servizi sanitari per i cittadini europei che si trovano fuori dal loro Stato di origine.

La Commissione Europea ha messo gli obiettivi del Pilastro Europeo dei Diritti Sociali al centro delle politiche del semestre europeo, della politica di finanziamento e di tassazione o dell’unione dell’energia. La Commissione Europea vuole consentire a tutti i suoi cittadini di avere accesso a acqua di buona qualità (proposta di Direttiva). La creazione del Corpo europeo di solidarietà (European Solidarity Corps) è un altro mezzo per integrare i cittadini giovani nella vita Europea e, nello stesso tempo sensibilizzarli ai problemi della società.

Inoltre, l‘obiettivo di uguaglianza economica e sociale del Pilastro Europeo dei Diritti Sociali fa parte dell’Unione economica e monetaria.

La Commissione si è impegnata a dare l‘aiuto finanziario necessario all’applicazione del Pilastro Europeo dei Diritti Sociali. Una prima erogazione di quest’aiuto è stata approvata dal Parlamento Europeo durante la sessione plenaria di marzo nella proposta di Quadro Finanziario Pluriennale, il bilancio a lungo termine dell’UE.

Il diagramma sotto sintetizza le azioni intraprese dalla Commissione Europea per promuovere uguaglianza sociale sia nella vita associata che nel mondo del lavoro:

Iniziative principale dalla Commissione Europea nel settore dell'occupazione e sociale

Iniziative principale dalla Commissione Europea nel settore dell'occupazione e sociale

Il ruolo degli Stati membri

La parte più grande di implementazione del Pilastro Europeo dei Diritti Sociali va fatta a livello nazionale, dagli Stati membri e dai membri della società civile. La responsabilità degli Stati membri è anche legata dalla legge Europea: l’UE non ha competenze in alcuni settori dei diritti sociali.  
Secondo la Commissione Europea, il contesto attuale è favorevole alla decisione di applicare il Pilastro Europeo dei Diritti: il tasso d‘occupazione nell’UE nel terzo semestre del 2017 è il più alto degli ultimi tre anni (72,3% per la fascia d’età 20-64 anni) e la crescita economica dell’Unione è solida.

Ogni Stato dell’UE ha la sua propria situazione interna con problemi e sfide diverse, quindi i governi devono prendere misure adatte alla loro situazione, alle condizioni attuali e agli obiettivi futuri. La Commissione Europea coordinerà le diverse riforme al livello nazionale.        
Tutte le parti della società civile devono collaborare all’applicazione del Pilastro Europeo dei Diritti Sociali, anche le organizzazioni non governative (ONG).

Monitorare la realizzazione del Pilastro europeo dei diritti sociali

Il programma del semestre europeo della Commissione Europea sarà lo strumento migliore per il controllo dell’implementazione del Pilastro Europeo dei Diritti Sociali. Questo programma si basa sull’analisi individuale della situazione di ciascuno Stato membro per costruire una soluzione adatta e non necessita di grandi riforme nel sistema legale del paese.

Con il semestre europeo, la Commissione vuole creare altri strumenti di collaborazione tra l’UE e i paesi membri, ma anche tra Stati membri come ad esempio un aiuto tecnico e uno scambio d’informazione tra i diversi attori del Pilastro Europeo dei Diritti Sociali o ancora, come il quadro di valutazione della situazione sociale (social scoreboard), un nuovo strumento creato dalla Commissione Europea, per misurare i progressi fatti nel quadro del Pilastro Europeo dei Diritti Sociali:

Presentazione del quadro di valutazione della situazione sociale.

Presentazione del quadro di valutazione della situazione sociale

Perché ci sono diversi livelli di realizzazione del Pilastro Europeo dei Diritti Sociali, è prevista anche la presentazione di diverse relazioni su una tematica particolare nel corso del anno; per esempio, il rapporto sull’occupazione e sullo sviluppo sociale.

La collaborazione tra gli Stati membri è il punto più importante nell’applicazione del pilastro europeo dei diritti sociali.

A proposito dell’Autorità europea del lavoro

Recentemente, la Commissione Europea ha creato un nuovo strumento per implementare il Pilastro Europeo dei Diritti Sociali: uno strumento di equità sociale (Social Fairness Package).
Questo programma include la creazione di un’Autorità europea del lavoro, per migliorare le condizioni di lavoro dei cittadini europei, e più specificamente di coloro che lavorano all’estero.

Il numero di persone che vivono o lavorano all’estero è quasi raddoppiato tra il 2006 e il 2017.

Il numero di persone che vivono o lavorano all'estero è quasi raddopiato tra il 2006 e il 2017

La creazione di questa Autorità segue una proposta fatta dal Presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker nel settembre 2017.     
La proposta del Presidente Juncker è stata approvata dalla Commissione nel marzo 2018; deve ancora essere approvata dal Parlamento Europeo e dal Consiglio dell’UE.

L’Autorità europea del lavoro dovrebbe essere creata prossimamente, per iniziare ad operare nel 2019.
Sarà una agenzia europea permanente monitorata dagli Stati membri e dalla Commissione Europea. Ci saranno diversi partner sociali che collaborano con l’autorità per dare consigli ed orientare le sue azioni future. L’autorità soprintenderà l’assistenza tecnica e lo scambio di informazione tra gli Stati membri sulla questione dei diritti sociali. Alcune agenzie europee già esistenti saranno integrate nella struttura dell’Autorità europea del lavoro per facilitare la collaborazione tra gli Stati membri.
L’Autorità europea del lavoro riceverà circa 50 milioni € all’anno per condurre le sue azioni.

Gli obiettivi principali dell’Autorità europea del lavoro saranno i seguenti:

  • Aiutare i cittadini europei che vogliono lavorare fuori dal loro paese di origine mettendo a disposizione informazione sulle condizione di lavoro in altri paesi, sul livello del reddito medio, sui requisiti linguistici e i diritti sociali;
  • Abbassare i rischi di frode economica nell’UE, facilitando la collaborazione degli Stati membri nelle inchieste comuni in caso di conflitto;
  • Facilitare l’accesso al Mercato interno europeo per le aziende e le persone che vogliono lavorare in altri paesi dell’Unione;
  • Facilitare il dialogo sociale tra impiegati e rappresentati delle aziende.

Le azioni dell’Autorità europea del lavoro saranno condotte in modo di favorire la mobilità delle persone nel mercato unico europeo per accrescere l‘occupazione in tutta l’Unione proteggendo i loro diritti economici e sociali.

 

Per saperne di più:

‘Making the European Pillar of Social Rights a reality’: video (in Inglese)
Monitorare l’applicazione del Pilastro Europeo dei Diritti Sociali : PDF (in Inglese)
Il quadro di valutazione della situazione sociale (Social Scoreboard) : Link (in Inglese)
Occupazione e situazione sociale nell’UE : PDF
Progressi degli Stati membri nel ultimo semestre 2017 : PDF
Decisione della Commissione Europea sul progetto di autorità europea del lavoro : PDF
Creazione dell’Autorità europea del lavoro : PDF (in Inglese)
Pubblicazione precedente sul sito del CDE relativa al Pilastro Europeo dei Diritti Sociali: link
http://www.ansa.it/europa/notizie/rubriche/speciali_elezioni2014/2018/03/13/lavoroue-propone-di-rafforzare-accesso-a-protezione-sociale_c4d54a82-6884-4abf-920d-81ef3357686e.html