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L'ultimatum elettorale dell'UE al presidente Maduro

Tensione nella comunità internazionale a seguito dell'ultimatum dell'Unione Europea all'ex-presidente venezuelano per indire nuove elezioni.
Nicolàs Maduro

Nicolàs Maduro

Ulteriori tensioni nei rapporti internazionali con il Venezuela, che il 23 gennaio di quest’anno ha visto il proprio presidente, Nicolas Maduro, esautorato e sostituito da Juan Guaidò, presidente dell’Assemblea Nazionale.

Nel giro di poco meno di dieci giorni, il presidente storico Nicolas Maduro, erede del chavismo che nel ’98 aveva promesso di risollevare un paese di forti diseguaglianze socioeconomiche, è stato deposto dal presidente dell’Assemblea Nazionale venezuelana, invocando l’articolo 233 della Costituzione. La norma permette ai vertici di Assemblea Nazionale e Congresso di esautorare il presidente qualora non adempia ai compiti basilari del proprio ufficio.

In realtà, l’attuale scenario è frutto di un lungo logoramento iniziato con la discussa gestione da parte dell’amministrazione Maduro delle risorse del Venezuela, lo stato sudamericano con le maggiori disponibilità di petrolio.  Ad oggi, la nazione è in ginocchio di fronte al sostanziale fallimento delle casse statali, con un’inflazione ai massimi storici, emigrazione di massa e i pochi cittadini rimasti barricati in casa per paura che le proprie abitazioni vengano occupate abusivamente in propria assenza.

Da dettato costituzionale, Guaidò ha diritto a ricoprire la carica per i 30 giorni necessari a indire nuove elezioni per tutti gli uffici pubblici. A supporto dell’opera del Presidente ad interim si sono mossi gli Stati Uniti, col presidente Trump (che ha dato da subito il proprio appoggio alla nuova amministrazione) e l’Unione Europea, la cui perplessità riguardo Maduro risale all’immediata successione ex officio a Hugo Chavez e seguente elezione, in circostanze mai del tutto accettate dalla comunità internazionale.  A favore di Maduro invece troviamo Cina e Russia, unanimi nell’accusare gli Stati Uniti di aver ordito l’ennesimo colpo di stato per destabilizzare un alleato.

Attualmente lo scenario è in una posizione di stallo. L’UE ha imposto un ultimatum al Venezuela per nuove elezioni, mentre gli Stati Uniti hanno esortato la comunità internazionale ad interrompere i rapporti commerciali col Venezuela finché non vi sarà un governo legittimamente eletto.  La posizione della sinistra di Maduro rimane ostile verso quella che viene percepita in tutto e per tutto come un’ingerenza nella sovranità del Venezuela.

 

Per  ulteriori informazioni:

-Euronews - UE divisa sulla crisi in Venezuela

-Il Sole 24 Ore - Venezuela, come si è arrivati al caos [...]

-TPI - L'Italia si schiera con l'UE sulla crisi venezuelana

-TPI - News in tempo reale

-Consiglio Europeo – Conclusioni sul Venezuela