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Rinviata a dicembre la nuova Commissione Europea

Ursula von der Leyen

Ursula von der Leyen

Il 2019 ha visto una trafila quantomai travagliata per la composizione della nuova Commissione Europea, capitanata da Ursula von der Leyen, politica tedesca del CDU e ministro di lungo corso di multipli governi Merkel. Dall’insediamento (a seguito di una votazione tutt’altro che netta) il 16 luglio, il mandato di von der Leyen pare non essere destinato ad avere vita facile.

I problemi sono iniziati già all’alba delle audizioni per i nuovi commissari, con il rifiuto da parte della commissione giuridica del Parlamento Europeo dei candidati Rovana Plumb (Romania, Trasporti) e Laszlo Trócsányi (Ungheria, Neighborood and Enlargement) per ragioni di conflitto di interessi.

La nuova commissaria avrebbe anche potuto ignorare il parere non vincolante del Parlamento, ma in luce della maggioranza già risicata con cui è stata eletta (appena 9 voti sopra la soglia richiesta) ha preferito non inimicarsi immediatamente il legislativo. Senza contare che la Romania non ha potuto fornire una valida alternativa alla Plumb, in quanto il governo è caduto nei primi di Novembre. Il nuovo commissario sarà proposto, presumibilmente intorno al 23 Ottobre, dal governo provvisorio che si formerà in attesa delle elezioni del 2020.

I problemi però non si fermano qui, con la controversia legata all’elezione dell’ex ministro della Difesa francese Sylvie Goulard, proposta come commissario del mercato interno, industria e difesa. Il problema pone le proprie radici in alcune pendenze aperte in patria per Goulard, riguardanti l’illecita allocazione di fondi per il pagamento di assistenti del Parlamento Europeo. La controversia la spinse già a dimettersi da ministro delle forze armate francese (la prima), fino a che il premier Macròn non l’ha proposta a fine agosto per la Commissione Europea.

In un clima già ostile alla squadra presentata da von der Leyen, Goulard è stata approfonditamente scrutinata e rigettata (con votazione più che netta) dopo due lunghe audizioni presso il Parlamento, sulla base dello scandalo ancora aperto di cui prima e per alcune consulenze in odore di conflitto d’interesse presso aziende private, la cui natura non è stata sufficientemente giustificata dalla candidata. Si sospetta, inoltre, che la bocciatura sia anche un segnale di ridimensionamento per il presidente francese Macron.

Alla luce di queste difficoltà, la tensione tra le mura di Bruxelles diventa imponente. Le nuove candidature dovrebbero arrivare per dicembre, probabilmente in soluzione unica per velocizzare le audizioni, ma sull’intero processo si staglia l’ombra di una maggioranza traballante, dubbiosa del nuovo Presidente von der Leyen, nonché dello spettro della Brexit, che a distanza di anni, sembra ancora lontana da una risoluzione.

Per approfondire:

-https://www.eunews.it/2019/10/10/von-der-leyen-ora-serve-tempo-sufficiente-passi-successivi-rinvia-lentrata-carica/121821

-https://www.eunews.it/2019/10/10/romania-cade-governo-indicare-commissario-europeo-designato/121820

-https://www.eunews.it/2019/09/30/parlamento-ue-boccia-candidati-commissari-plumb-trocsanyi-non-grado-esercitare-le-proprie-funzioni/121323

-https://www.eunews.it/2019/10/10/schiaffo-von-der-leyen-macron-parlamento-ue-goulard/121806

 

(Aggiornamenti)

Continuano le tribolazioni della nuova Commissione von der Leyen. Dopo essere riusciti a trovare un accordo con Romania e Francia per i commissari designati (rispettivamente Adina-Ioana Vălean e Thierry Breton), il Parlamento europeo ha nuovamente bocciato il candidato ungherese, questa volta Oliver Varhelyi.

Il problema sembrerebbe risiedere nella scarsissima fiducia che ormai le istituzioni europee nutrono per chiunque sia collegato alla figura di Viktor Orban, come confermato da Ronai Sandor, parlamentare europeo: “Varhelyi said in vain that he will work independently from Orban, no one in Europe believes a man of Viktor Orban. That is the reason why the second candidate of the Hungarian PM failed”.

Per ciò che riguarda invece la candidata romena e il candidato francese, questi hanno trovato immediatamente il favore del Parlamento, e ciò malgrado Thierry Breton fosse inizialmente guardato con sospetto a causa del proprio vasto portafoglio azionario di società operanti proprio nel settore di sua competenza. Breton ha infatti fugato i sospetti vendendo tutti i suddetti titoli in data 4 Novembre.

-https://www.euronews.com/2019/11/14/eu-parliament-approves-france-s-commissioner-designate-thierry-breton