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TRASPARENZA E INFORMAZIONE PER I CITTADINI: PROTEGGERE GLI INFORMATORI NELL’UE

Luxleaks in europe

Luxleaks in europe

Lunedì 23 aprile 2018 la Commissione europea ha presentato una proposta di direttiva per rafforzare la protezione per coloro che denunciano scandali di rilievo e rivelano attività illecite e contrarie alle regole dell’UE.

Il testo pubblicato dalla Commissione europea dovrà essere approvato dal Consiglio dell’Unione europea e dal Parlamento europeo, prima di entrare in vigore.


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Il vicepresidente della Commissione europea ha esposto il contesto nel quale la proposta è stata elaborata durante la conferenza stampa del 23 aprile: “Molti dei recenti scandali non sarebbero mai venuti alla luce se chi aveva accesso ad informazioni privilegiate non avesse avuto il coraggio di parlare. Chi lo ha fatto si è però assunto rischi enormi. [...] Non dovrebbe esserci alcuna sanzione per chi fa la cosa giusta.”

Vĕra Jourová, la Commissaria europea per la giustizia, i consumatori e la parità di genere, ha aggiunto: “In un mondo globalizzato in cui la tentazione di massimizzare i profitti, talvolta a scapito della legge, è reale, è nostro dovere sostenere chiunque sia pronto a correre il rischio di smascherare violazioni gravi del diritto dell’UE”, prima di qualificare questo progetto legislativo come destinato ai “cittadini europei onesti.”

Sul piano giuridico nell’Unione, finora solo dieci dei ventotto Stati membri (Francia, Ungheria, Italia, Lituania, Malta, Paesi Bassi, Slovacchia, Svezia e Regno Unito) offrono una protezione integrale agli informatori. Gli altri diciotto Stati garantiscono una protezione giuridica parziale, limitata a settori specifici.      
A livello UE, esistono misure che, tuttavia, sono concretamente applicate solamente in alcuni settori (il settore della finanzia, ad esempio, è coperto dalla Direttiva 2014/65/EU).

La proposta della Commissione europea segue una raccomandazione fatta dal Consiglio d’Europa per la protezione degli informatori nel 2014 e dalla giurisprudenza della Corte europea dei diritti umani (Consiglio d’Europa), particolarmente nella sentenza Guja c. Moldavia del 2008 (link al testo inglese). Due anni dopo, nell’ottobre 2016, il Consiglio dell’Unione europea ha incoraggiato la Commissione ad agire in un rapporto intitolato ‘Conclusioni del Consiglio sulla trasparenza fiscale’ e la Commissione si è impegnata a creare norme europee per la protezione degli informatori durante il convegno annuale sui diritti fondamentali, sul tema del pluralismo dei mezzi d’informazione e della democrazia.       
Nell’ottobre 2017, il Parlamento europeo ha anche adottato una Risoluzione per la protezione degli informatori che agiscono nell’interesse pubblico (Risoluzione 2016/2224(INI))

Contenuto della proposta della Commissione europea

La proposta di direttiva mira ad adottare regole a livello europeo per garantire una protezione armonizzata in ogni Stato. La proposta si articola in quattro pilastri principali.

Innanzitutto, assicurare la protezione dell’informatore nel processo di rivelazione nelle sue tre fasi:
1. rivelazione a livello interno (tranne quando l’informazione riguarda la stessa struttura),
2. possibilità di trasmettere le informazioni scoperte alle autorità competenti,
3. pubblicazione delle rivelazioni nei media per informare il pubblico.

Poi, proteggere l’informatore dopo le rivelazioni, e dopo che sono state pubblicate, con verifiche fatte dalla Commissione europea nei tre mesi che seguono.

La proposta della Commissione consiste nel creare delle regole per le imprese e le autorità pubbliche: le aziende con più di 50 impegnati e con un bilancio annuale superiore a 10 milioni di euro devono mettere in atto una procedura interna per la gestione dei rapporti prodotti dagli informatori.
La stessa regola si applica ai comuni, alle autorità regionali e agli Stati con più di 10.000 abitanti.

L’ultimo pilastro si svolge a livello nazionale: gli Stati membri saranno incaricati di fornire accesso ad un numero maggiore di informazioni ai cittadini (processo per denunciare una violazione di legge, passi da seguire...)

 

Tasso di sensibilizzazione per quanto riguarda gli informatori – Commissione Europea(49% dei cittadini non sa dove denunciare la corruzione; 15% dei cittadini sa che esistono regole per proteggere gli informatori)

Tasso di sensibilizzazione per quanto riguarda gli informatori – Commissione Europea
(49% dei cittadini non sa dove denunciare la corruzione; 15% dei cittadini sa che esistono regole per proteggere gli informatori)

In caso di attacco verso il denunciante

Generalmente, quando gli informatori denunciano un caso di corruzione o di frode, si espongono al rischio di attacco da parte del colpevole. Quindi, il testo della Commissione prevede la creazione di un sistema di protezione degli informatori, e consente di ricorrere alla legge in caso di rappresaglia. La Direttiva dovrebbe garantire agli informatori protezione e consulenza legale in caso di procedimento giudiziale. I colpevoli si esporrebbero alle sanzioni conseguenti.

 

https://ec.europa.eu/commission/news/whistleblower-protection-2018-apr-23 (in inglese)

Factsheet ‘Whistleblower protection’ (in inglese) [PDF]

Video della Commissione europea (in inglese): http://europa.eu/!fQ39Db

Comunicato stampa della Commissione : http://europa.eu/rapid/press-release_IP-18-3441_it.htm

Q&A della Commissione : http://europa.eu/rapid/press-release_MEMO-18-3442_en.htm (in inglese)

Euronews:  http://it.euronews.com/2018/04/23/l-ue-vuole-proteggere-gli-informatori

Ansa: http://www.ansa.it/europa/notizie/rubriche/altrenews/2018/04/23/da-luxleaks-a-facebookora-norme-ue-a-protezione-informatori_de33c2ea-15c1-41d9-8188-9a015bde28ae.html

Comunicato dell’ONG Transparency international (in inglese) : https://transparency.eu/wp-content/uploads/2017/11/EU-Whistleblower-Protection_Brief.pdf