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UNGHERIA: COSA DEDURRE DAI RISULTATI DELLE ELEZIONI?

Viktor Orbán a Budapest domenica 8 aprile -- Photo: Leonhard Foeger, Reuters

Viktor Orbán a Budapest domenica 8 aprile -- Photo: Leonhard Foeger, Reuters

 

Il primo ministro ungherese Viktor Orbán è stato eletto nuovamente nelle elezioni legislative dell’8 aprile 2018: questo è il suo terzo mandato consecutivo dal 2011 e il suo quarto in totale. Orbán era stato eletto Primo Ministro nel 1998, ed ha svolto il suo primo mandato fino al 2002.

Queste elezioni si sono tenute in un clima particolare di conflitto con l’UE, della quale l’Ungheria fa parte dal 2004. La questione dell’accoglienza dei migranti è un punto particolarmente sensibile.


Chi è Viktor Orbán e quali sono le sue posizione politiche?

Viktor Orbán è il leader del partito conservatore Fidesz (Unione Civica Ungherese). Il partito ha adottata una linea politica di destra nazionalista e populista, basata sui valori cristiani.           
Il Fidesz è partner del Partito del popolo austriaco e del Partito austriaco della libertà, due partiti di estrema-destra al potere in Austria dalla fine del 2017.

Il Fidesz e il suo capo Viktor Orbán hanno adottato una politica di lotta all’immigrazione, utilizzando come argomento principale una differenza culturale importante, legata alla religione, che, a dir loro, potrebbe minacciare la cultura cristiana ungherese, come si può vedere nell’immagine riportata sotto:

Campagna del partito Fidesz - Balaton

Campagna del partito Fidesz: “Balaton 2030. Se il Fidesz vince in aprile. / Se l’opposizione vince.”
(Il lago Balaton è un luogo turistico che si trova nella parte occidentale dell’Ungheria.)

È stato il Fidesz, nel 2015, a far costruire barriere alla frontiera con la Serbia e la Croazia, per impedire l’ingresso nel territorio ungherese dei migranti provenienti da sud.      
L’argomento principale usato dal Fidesz è la difesa del paese contro una possibile “invasione” dei migranti. Per esempio, il governo ha finanziato la locandina seguente che è affissa nelle strade di tutto il paese:

Campagna Stop migrants - Fidesz

Esempio di locandina della campagna anti-migranti del Governo ungherese.
(immagine presa dal sitodel giornale
Magyar Nemzet – mno.hu)

Più in generale, gli argomenti di stampo nazionalista come il valore della patria e la questione dell’identità nazionale sono al centro del discorso di Orbán.

L’Ungheria è in conflitto con l’UE sia sulla questione della politica migratoria, specialmente a proposito del sistema di allocazione delle quote dei richiedenti asilo, sia su quella economica: Orbán ritiene che l’UE sia troppo liberale. Da un lato Orbán sfida il potere dell’UE, dall’altro ha implementato una politica di avvicinamento alla Russia di Putin e alla Turchia di Erdogan.

Il Fidesz ha anche messo il miliardario George Soros sotto il fuoco della sua politica. George Soros è un filantropo ungherese naturalizzato statunitense che agisce molto nel settore dei diritti umani. Ha molto investito nel paese, per esempio con la creazione nel 1991 dell’Università dell’Europa Centrale (Central European University, CEU) a Budapest, una delle più prestigiose università europee nel campo delle scienze umane e sociali. Nel 2017, il governo Fidesz ha riformato il sistema di accreditamento universitario, in termini tali da provocare la revoca della autorizzazione dell’attività della CEU.

Durante i suoi mandati precedenti, Viktor Orbán ha attuato diverse riforme con l’obiettivo di limitare il potere dell’opposizione politica. Per iniziare, ha sostituito i diplomatici che non lo tolleravano con persone del partito Fidesz e ha soppresso tutti i poteri della Corte Costituzionale ungherese, in modo tale che questa non è più in grado di esercitare il controllo di legittimità sulle leggi emanate dal governo.


Poi, Orbán ha personalmente preso il controllo dei media ungheresi: ha comprato numerosi canali di tv, radio, siti internet, e oggi, detiene tutti i giornali regionali. Ha anche preso il controllo dei media pubblici, ponendosi in condizione di poter manipolare l’informazione (gli si contesta anche di avere messo in circolazione fake news in alcuni casi (link in inglese)).               

Grazie alle famiglie abbienti che gli sono vicine, Orbán ha posto in essere poco alla volta un sistema di ‘capitalismo ungherese’ nel quale tutte le maggiori imprese del paese sono state acquistate da potentati ungheresi.

Che cosa è successo domenica 8 aprile?

Durante le elezioni legislative dell’8 aprile, il partito Fidesz ha ottenuto circa il 50% dei voti. Quindi ha ottenuto la maggioranza assoluta al Parlamento, con 133 seggi su 199. La partecipazione dei votanti a queste elezioni è stata molto alta, con almeno il 70% degli aventi diritto che hanno votato: la percentuale è cresciuta rispetto alle elezioni precedenti (61% nel 2014, per esempio).
Ma per capire questa larga vittoria, si deve anche considerare la riforma del sistema elettorale implementato dal Fidesz, che divide lo scrutino tra sistema maggioritario e proporzionale, un sistema che favorisce molto i partiti importanti. Con questa riforma, Orbán ha anche ridefinito le circoscrizioni elettorali, particolarmente quelle dove l’elettorato votava maggiormente a sinistra e ha cambiato il sistema di ripartizione del voto minoritario, a vantaggio del partito eletto. Orbán ha dato diritto di voto agli ungheresi che vivono all’estero, una comunità elettorale rilevante presso la quale Orbán è molto popolare.

L’opposizione al Fidesz, costituita principalmente dal Jobbik (estrema destra) e dai socialisti, non è riuscita ad unirsi contro Orbán.

E dopo?

Lunedì 9 aprile, il gruppo del PPE (Partito popolare europeo) al Parlamento Europeo, del quale il Fidesz fa parte, ha salutato la vittoria di Orbán. I personaggi di maggior spicco della destra europea hanno fatto lo stesso: G. Wilders nei Paesi Bassi, M. Le Pen in Francia, B. Von Storch in Germania e M. Salvini in Italia.

Il Presidente del Consiglio Europeo Donald Tusk si è congratulato con Viktor Orbán in una comunicazione (in inglese), e ha dichiarato di sperare che il Primo Ministro “svolgerà un ruolo costruttivo nel mantenere l’unità dell’UE.”

Il giorno dopo, il 10 aprile, il Comitato delle libertà civili al Parlamento Europeo ha comunicato la pubblicazione di un rapporto sulla situazione in Ungheria e sullo stato di diritto. Questo rapporto è stato iniziato nel maggio 2017 e sarà presentato al Comitato dalla eurodeputata Judith Sargentini (Verde) e votato giovedì 12 aprile (link al rapporto adottato, in inglese). Poi, sarà messo al voto durante la sessione plenaria del Parlamento di settembre prossimo.

Per quanto riguarda l’Ungheria, il Primo ministro Orbán ha già formulato il suo programma di riforma costituzionale, che sarà possibile attuare grazie alla maggioranza assoluta acquistate nelle elezioni di aprile. Viktor Orbán dovrebbe essere al potere in Ungheria fino al 2022.

Le relazioni con l’UE non sembrano in via di miglioramento, e la possibilità di usare l’Articolo 7 TUE contro l’Ungheria è stata considerata nel rapporto scritto da Judith Sargentini.

Con la rielezione di Viktor Orbán, l’Ungheria rimane tra gli Stati membri dell’UE che hanno governi a maggioranza euroscettica (come Regno Unito, Germania, Polonia, ecc.).

 

Per saperne di più:

Sulla situazione in Ungheria, Viktor Orbán e la sua politica :
http://it.euronews.com/2018/04/05/puntare-tutto-sui-migranti-per-vincere-le-elezioni-ecco-la-strategia-di-orban
http://it.euronews.com/2018/02/23/orban-l-europa-ci-rimborsi-il-muro-sui-migranti-la-stiamo-aiutando-
http://it.euronews.com/2018/04/07/ungheria-legislative-ultimo-giorno-di-campagna
http://it.euronews.com/2018/04/08/ungheria-oggi-alle-urne-per-le-legislative
http://it.euronews.com/2018/04/04/l-ungheria-va-al-voto-orban-eroe-o-semplice-populista-
http://it.euronews.com/2018/04/09/elezioni-in-ungheria-in-diretta-risultati-analisi-e-reazioni
https://www.courrierinternational.com/article/hongrie-large-succes-pour-orban-echec-cuisant-pour-lopposition (in francese)
http://www.liberation.fr/planete/2018/04/06/hongrie-une-mise-au-pas-en-quatre-coups-de-force_1641684 (in francese)

Sul rapporto del Comitato delle libertà al Parlamento Europeo : http://www.europarl.europa.eu/news/it/press-room/20180410IPR01424/hungary-civil-liberties-meps-to-discuss-the-situation-of-fundamental-rights
http://www.europarl.europa.eu/oeil/popups/ficheprocedure.do?reference=2017/2131(INL)&l=EN

Euroscetticismo:
https://www.express.co.uk/news/world/713723/anti-eu-parties-european-union-eurosceptics-map-national-front-freedom-five-star