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Verso l’EUROPEAN EDUCATION AREA entro il 2025

EEArea2025

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La Commissione ha presentato oggi, 15 novembre, il suo contributo al Social Summit che si terrà a Gothenburg il 17 novembre, dove i leaders europei discuteranno della dimensione sociale dell’Europa, dell’educazione e della cultura. La Commissione vuole infatti creare un’European Education Area entro il 2025.

Quest’area si propone di:

  1. Incentivare la mobilità, in modo che diventi una realtà per tutti;
  2. Migliorare lo studio delle lingue straniere;
  3. Promuove la formazione continua;
  4. Supportare gli insegnanti;
  5. Creare un collegamento tra le Università Europee;
  6. Investire nell’educazione.

Per saperne di più:

https://ec.europa.eu/commission/news/towards-european-education-area-2025-2017-nov-14_it

http://europa.eu/rapid/press-release_IP-17-4521_en.htm

  1. https://ec.europa.eu/commission/sites/beta-political/files/leaders-working-lunch-mobility_en.pdf
  2. https://ec.europa.eu/commission/sites/beta-political/files/leaders-working-lunch-language-learning_en.pdf
  3. https://ec.europa.eu/commission/sites/beta-political/files/leaders-working-lunch-lifelong-learning_en.pdf
  4. https://ec.europa.eu/commission/sites/beta-political/files/leaders-working-lunch-teachers_en.pdf
  5. https://ec.europa.eu/commission/sites/beta-political/files/leaders-working-lunch-universities_en.pdf
  6. https://ec.europa.eu/commission/sites/beta-political/files/leaders-working-lunch-education_en.pdf

 

Aggiornamento:

Al Social Summit il Parlamento Europeo, il Consiglio e la Commissione Europea hanno proclamato congiuntamente l’European Pillar of Social Rights.

Nel Summit si è posta l’attenzione su come sfruttare al massimo le nuove opportunità e affrontare sfide comuni per il mercato del lavoro e i modelli di stato sociale di oggi e di domani.

Il Presidente Juncker ha affermato:

‘Quando mi sono insediato, una delle dieci priorità che ho presentato al Parlamento Europeo fu quella di creare delle basi per i diritti sociali, che oggi chiamiamo European Pillar of Social Rights. È una lunga lista di intenzioni, credenze e principi. Ma non vorrei che alcune menti brillanti considerino questo una poesia. Non è una poesia, ma un programma: prima di tutto un programma di principi, poi un programma di azioni.’

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