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Foto Convegno

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MISURE RESTRITTIVE DELL’UE

Locandina Misure restrittive

Locandina Misure restrittive

Le misure restrittive (o "sanzioni") sono uno strumento essenziale della Politica Estera e di Sicurezza Comune (PESC) dell'UE. Sono utilizzate dall'UE nell'ambito di un approccio politico integrato e globale comprendente il dialogo politico, attività congiunte da ambo i lati e il ricorso ad altri strumenti disponibili.

Gli obiettivi fondamentali nell'adozione delle sanzioni sono:

•           salvaguardare i valori, gli interessi fondamentali e la sicurezza dell'UE;

•           preservare la pace;

•           consolidare e sostenere la democrazia, lo stato di diritto, i diritti umani e i principi del diritto internazionale;

•           prevenire i conflitti e rafforzare la sicurezza internazionale.

Link: http://www.consilium.europa.eu/it/policies/sanctions/

http://www.esteri.it/mae/it/politica_europea/misure_deroghe

 

  • PROCEDURA DI ADOZIONE E DI RIESAME DELLE SANZIONI DELL'UE

Link: http://www.consilium.europa.eu/it/policies/sanctions/adoption-review-procedure/

 

  • QUANDO E IN CHE MODO L'UE ADOTTA MISURE RESTRITTIVE

Possono essere dirette a:

  • governi di paesi terzi a causa delle loro politiche;
  • entità (società) che forniscono gli strumenti per l'attuazione delle politiche in questione;
  • gruppi o organizzazioni quali i gruppi terroristici;
  • individui che sostengono le politiche in questione, sono coinvolti in attività terroristiche, ecc.

-’Aggiornamento delle migliori pratiche dell'UE per l'attuazione effettiva di misure restrittive.’

Link: http://data.consilium.europa.eu/doc/document/ST-15530-2016-INIT/it/pdf

 

  • TIPI DI SANZIONI

Link: http://www.consilium.europa.eu/it/policies/sanctions/different-types/

Mappa delle sanzioni: https://www.sanctionsmap.eu/

Sanzioni in vigore: https://eeas.europa.eu/sites/eeas/files/restrictive_measures-2017-01-17-clean.pdf

  • MISURE RESTRITTIVE IN VIGORE E DEROGHE

Afghanistan: http://www.esteri.it/mae/it/politica_europea/misure_deroghe/afghanistan.html

Al Qaeda/Isil (Da’esh) - Gruppi Terroristici: http://www.esteri.it/mae/it/politica_europea/misure_deroghe/sanzioni-al-qaeda-isil-da-esh-gruppi.html

Bielorussia: http://www.esteri.it/mae/it/politica_europea/misure_deroghe/bielorussia.html

Bosnia-Erzegovina: http://www.esteri.it/mae/it/politica_europea/misure_deroghe/bosnia-erzegovina.html

Burundi: http://www.esteri.it/mae/it/politica_europea/misure_deroghe/burundi.html

Congo (Repubblica Democratica del): http://www.esteri.it/mae/it/politica_europea/misure_deroghe/congo.html

Corea (Repubblica Democratica Popolare di): http://www.esteri.it/mae/it/politica_europea/misure_deroghe/corea.html

http://www.consilium.europa.eu/it/policies/sanctions/history-north-korea/

Costa d’Avorio: http://www.esteri.it/mae/it/politica_europea/misure_deroghe/costa_d_avorio.html

Egitto: http://www.esteri.it/mae/it/politica_europea/misure_deroghe/egitto.html

Eritrea: http://www.esteri.it/mae/it/politica_europea/misure_deroghe/eritrea.html

Guinea (Repubblica di): http://www.esteri.it/mae/it/politica_europea/misure_deroghe/guinea.html

Guinea-Bissau (Repubblica di): http://www.esteri.it/mae/it/politica_europea/misure_deroghe/guinea_bissau.html

Haiti: http://www.esteri.it/mae/it/politica_europea/misure_deroghe/haiti.html

Iran: http://www.esteri.it/mae/it/politica_europea/misure_deroghe/iran.html

http://www.consilium.europa.eu/it/policies/sanctions/iran/

Iraq: http://www.esteri.it/mae/it/politica_europea/misure_deroghe/iraq.html

Libano: http://www.esteri.it/mae/it/politica_europea/misure_deroghe/libano.html

Liberia: http://www.esteri.it/mae/it/politica_europea/misure_deroghe/liberia.html

Libia: http://www.esteri.it/mae/it/politica_europea/misure_deroghe/libia.html

Mali: http://www.esteri.it/mae/it/politica_europea/misure_deroghe/mali.html

Moldova: http://www.esteri.it/mae/it/politica_europea/misure_deroghe/moldova.html

Myanmar/Birmania: http://www.esteri.it/mae/it/politica_europea/misure_deroghe/myanmar_birmania.html

Repubblica Centrafricana: http://www.esteri.it/mae/it/politica_europea/misure_deroghe/repubblica_centrafricana.html

Russia/ Ucraina: http://www.consilium.europa.eu/it/policies/sanctions/ukraine-crisis/

http://www.esteri.it/mae/it/politica_europea/misure_deroghe/ucraina.html

Siria: http://www.esteri.it/mae/it/politica_europea/misure_deroghe/siria.html

Somalia: http://www.esteri.it/mae/it/politica_europea/misure_deroghe/somalia.html

Sudan: http://www.esteri.it/mae/it/politica_europea/misure_deroghe/sudan.html

Sud Sudan: http://www.esteri.it/mae/it/politica_europea/misure_deroghe/sudan_meridionale.html

Tunisia: http://www.esteri.it/mae/it/politica_europea/misure_deroghe/tunisia.html

Yemen: http://www.esteri.it/mae/it/politica_europea/misure_deroghe/yemen.html

Zimbabwe: http://www.esteri.it/mae/it/politica_europea/misure_deroghe/zimbabwe.html

 

 

 

 

RESETTLEMENT FRAMEWORK: IL CONSIGLIO È PRONTO PER NEGOZIARE

Resettlement Framework

Resettlement Framework

Il 15 novembre, il Comitato dei Rappresentanti Permanenti (COREPER) ha approvato, per conto del Consiglio, un mandato per le negoziazioni riguardo a un Regolamento che stabilisca un Quadro Europeo di Reinsediamento per l’ammissione di persone bisognose di protezione internazionale. Sulla base di questo mandato, sono iniziate negoziazioni con il Parlamento Europeo.

Gli obiettivi principali di questa bozza di norma sono:

  • Fornire strade sicure per l’Europa, riducendo a lungo termine il rischio di arrivi irregolari su larga scala;
  • Fornire regole comuni riguardo al reinsediamento e l’ammissione umanitaria;
  • Contribuire in modo efficace al reinsediamento globale e alle iniziative di ammissione umanitaria.

Il Consiglio ha adottato un piano biennale di reinsediamento e ammissione umanitaria, sulla base della proposta arrivata dalla Commissione.

Per saperne di più:

http://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2017/11/15/eu-resettlement-framework-council-ready-to-start-negotiations/

http://www.consilium.europa.eu/it/policies/migratory-pressures/legal-migration-pathways/

TRAFERIMENTO DELL’AGENZIA BANCARIA EUROPEA E DELL’AGENZIA EUROPEA PER I MEDICINALI

Regno Unito - EU

Regno Unito - EU

Le due agenzie dell'UE che hanno attualmente sede nel Regno Unito, l'Agenzia europea per i medicinali (EMA) e l'Autorità bancaria europea (ABE), devono essere trasferite a seguito dell’avviato processo di uscita del Regno Unito dall'UE.

Il 20 novembre i ministri dell'UE a 27 hanno selezionato Parigi, Francia, quale nuova sede dell'Autorità bancaria europea (ABE), ed hanno selezionato Amsterdam, Paesi Bassi, quale nuova sede dell'Agenzia europea per i medicinali (EMA).

La selezione si è svolta a margine del Consiglio "Affari generali" (Articolo 50) conformemente alla procedura approvata dai capi di Stato o di governo dell'UE a 27 il 22 giugno 2017.

Per saperne di più:

http://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2017/11/20/european-medicines-agency-to-be-relocated-to-city-country/

http://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2017/11/20/european-banking-authority-to-be-relocated-to-city-country/

INCONTRO ‘L’EUROPA CHE VOGLIAMO’

World Children's Day 2017

World Children's Day 2017

Il 20 novembre, durante la giornata mondiale dell’infanzia ragazzi e ragazze di tutta Europa hanno incontrato esperti dei diritti dell’infanzia al Parlamento europeo. L’incontro è stato organizzato dall’Intergruppo per i diritti dell’infanzia del Parlamento europeo, con la collaborazione di UNICEF e Eurochild.

L’evento ha avuto come scopo la promozione e la partecipazione dei più giovani e la volontà di assicurare che i deputati di oggi e del futuro si impegnino a mettere in pratica i diritti di tutti i bambini e di tutte le bambine.

Per saperne di più:

http://www.europarl.europa.eu/news/it/headlines/world/20171117STO88353/bambini-e-bambine-al-parlamento-europeo-per-parlare-del-futuro-dell-europa

http://www.childrightsmanifesto.eu/childrens-rights-ep-intergroup/about-the-intergroup

Nuove regole per guardare la TV online in tutta Europa

TV

TV

Martedì 21 novembre 2017 la Commissione Affari legali ha dato un parere positivo su una proposta che renderebbe più semplice per le tv di tutta Europa la pubblicazione dei propri contenuti online.

Il regolamento adesso in esame vuole dare la possibilità a chi si trova in un paese dell’Unione di accedere ai programmi di news e informazione delle radio-tv degli altri stati. Grazie a questo regolamento le radio-televisioni che vogliono offrire i propri programmi di informazione online in tutta l’UE avranno l’onere della liberatoria dei diritti in un singolo paese. La liberatoria varrà poi per tutta l’Unione.

Una volta che la plenaria confermerà questa approvazione cominceranno i negoziati con gli stati membri UE sulla legislazione finale.

Link: http://www.europarl.europa.eu/news/it/headlines/society/20171117STO88352/nuove-regole-per-guardare-la-tv-in-tutta-europa

Link Infografica: http://www.europarl.europa.eu/resources/library/images/20171117PHT88349/20171117PHT88349-cl.jpg

ANTIDUMPING

Locandina Antidumping

Locandina Antidumping

Che cosa significa dumping?

Nel linguaggio economico, il dumping è la vendita all’estero di una merce a prezzi inferiori a quelli praticati sul mercato interno, cioè quando un produttore vende un prodotto ad un prezzo più basso quando esporta in un altro paese rispetto al prezzo imposto nel proprio.

Come si comporta l’UE?

La politica commerciale dell'Unione europea è gestita esclusivamente a livello dell'UE, la quale ha competenza esclusiva in materia in base ai Trattati. La Commissione negozia accordi per conto dell'UE nell'ambito delle regole dell'Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC), collabora con i governi nazionali e il Parlamento europeo per mantenere il sistema globale e adattarlo ai cambiamenti sulla scena mondiale.

L'Unione europea è il più grande mercato unico del mondo. I consumatori e gli investitori, europei e internazionali, usufruiscono dei numerosi vantaggi offerti da un sistema semplificato, in un'area in cui persone, beni, servizi e denaro possono circolare liberamente.

Le importazioni dall'esterno dell’ UE hanno raggiunto €468,2 miliardi nel primo trimestre del 2017. Per evitare la concorrenza sleale nei confronti dei lavoratori e delle aziende europee, si impongono multe ai paesi terzi che si ritiene facciano dumping sui mercati europei.

Le novità:

  • il dumping sociale e ambientale sarà preso in considerazione nel valutare le misure antidumping,
  • la Commissione europea monitorerà la situazione nei Paesi esportatori e le imprese dell'UE potranno basarsi sulle relazioni della Commissione per presentare reclami,
  • non vi sarà alcun onere di prova supplementare per le imprese dell'UE nei casi di dumping, oltre all'attuale procedura,
  • le piccole e medie imprese riceveranno assistenza nella gestione dei reclami, e
  • tutte le parti interessate, in particolare i sindacati, potranno contribuire alle decisioni riguardanti le misure di difesa commerciale.

Il 15 novembre 2017 è stato approvato dalla Plenaria del Parlamento Europeo l’accordo informale sulle nuove norme con 554 voti a favore, 48 voti contrari e 80 astensioni.

Le nuove regole entreranno in vigore dopo l’approvazione formale da parte del Consiglio.

 

 

Link Procedura Antidumping: http://www.sviluppoeconomico.gov.it/index.php/it/commercio-internazionale/politica-commerciale-internazionale/misure-di-difesa-commerciale

Link REGOLAMENTO (UE) 2016/1036 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO dell'8 giugno 2016 relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri dell'Unione europea: http://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=celex:32016R1036

Principali partner commerciali Italia - Paesi Extra UE: http://www.europarl.europa.eu/resources/library/images/20171115PHT88129/20171115PHT88129-cl.jpg

Per saperne di più:

 

 

Citizenship Education at school in Europe 2017. Nuova pubblicazione da Eurydice.

Citizenship Education 2017

Citizenship Education 2017

Cos’è l’educazione alla cittadinanza? Come viene insegnata? Come vengono valutati gli studenti? Le competenze di cittadinanza possono essere sviluppate anche al di fuori della classe? Quale formazione e quale supporto ricevono gli insegnanti?

Il nuovo studio della rete Eurydice dedicato all’educazione alla cittadinanza, consente di dare risposta a queste e a numerose altre domande sull’offerta di educazione alla cittadinanza nelle scuole pubbliche di livello primario e secondario.

Link della pubblicazione: http://eurydice.indire.it/wp-content/uploads/2017/11/Citizenship_education_Final-Report-2017-1.pdf

Link dell’articolo: http://eurydice.indire.it/educazione-alla-cittadinanza-una-disciplina-per-formare-cittadini-consapevoli-di-uneuropa-multiculturale/

Blocchi geografici: sbloccare il commercio elettronico nell'UE

Commercio elettronico in UE

Commercio elettronico in UE

I blocchi geografici sono una pratica discriminatoria che impedisce ai clienti online di accedere e acquistare prodotti o servizi da un sito web basato in un altro Stato membro.

Il Consiglio e il Parlamento Europeo sono impegnati in negoziati sul contenuto del nuovo regolamento sui blocchi geografici.

Il progetto di regolamento si prefigge di eliminare la discriminazione fondata su:

  • la nazionalità dei clienti
  • il luogo di residenza
  • il luogo di stabilimento

Il divieto dei blocchi geografici costituisce un importante elemento della strategia per il mercato unico digitale.

Gli ambasciatori dell'UE hanno confermato il 29 novembre 2017 l'accordo raggiunto tra la presidenza estone e il Parlamento europeo per vietare i blocchi geografici ingiustificati nel mercato interno.

Il Consiglio e il Parlamento Europeo dovranno adottare il progetto di regolamento nei prossimi mesi. A seguito dell'adozione formale, il regolamento sarà pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell'UE e sarà applicabile nove mesi dopo la sua pubblicazione.

Per saperne di più:

http://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2017/11/29/geo-blocking-eu-ambassadors-confirm-agreement-on-removing-barriers-to-e-commerce/

http://www.consilium.europa.eu/it/policies/geo-blocking/

Infografica: http://www.consilium.europa.eu/it/infographics/geo-blocking/

Approvato il bilancio UE 2018: sostegno a giovani, crescita e sicurezza

Bilancio UE 2018

Bilancio UE 2018

Per il bilancio del prossimo anno, i deputati hanno previsto un maggiore sostegno per i giovani disoccupati e più finanziamenti per le PMI, i programmi di ricerca e l’Erasmus.

Gli stanziamenti d'impegno per il 2018 ammontano complessivamente a 160,1 miliardi di euro e gli stanziamenti di pagamento a 144,7 miliardi di euro.

Dopo l’approvazione formale da parte del Consiglio dell’accordo provvisorio sul bilancio 2018, il Parlamento ha approvato il 30 novembre 2017, il bilancio con 295 voti in favore, 154 voti contrari e 197 astensioni.

L’atto legislativo è stato poi firmato dal Presidente Antonio Tajani.

Link: http://www.europarl.europa.eu/news/it/press-room/20171127IPR88936/approvato-il-bilancio-ue-2018-sostegno-a-giovani-crescita-e-sicurezza

EUROPEAN PILLAR OF SOCIAL RIGHTS

Locandina European Pillar of Social Rights

Locandina European Pillar of Social Rights

Il Presidente della Commissione Europea, Jean-Claude Juncker e il Primo Ministro svedese Stefan Löfven hanno ospitato il Summit Sociale a Göteborg il 17 novembre 2017, focalizzandosi sulla promozione di condizioni di lavoro eque e crescita.

Hanno partecipato, oltre ai Presidenti del Parlamento europeo, Antonio Tajani, del Consiglio dell’Unione Europea, Jüri Ratas, e della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, anche Marianne Thyssen, Commissario Europeo per l'occupazione, gli affari sociali e l'integrazione e Valdis Dombrovskis, Vice-Presidente della Commissione Europea.

I Presidenti del Parlamento europeo, del Consiglio dell’Unione europea e della Commissione europea hanno adottato, nella forma di una dichiarazione congiunta, un documento intitolato ‘European Pillar of Social Rights’ (‘Pilastro Europeo dei diritti sociali’).

Erano presenti al Summit i Capi di Stato e di Governo, partner sociali e altri importanti persone impegnate a lavorare insieme per creare un’Europa più sociale e promuovere la crescita.

Il pilastro europeo dei diritti sociali, pur nel rispetto dei limiti delle competenze dell’Unione nelle materie interessate come definiti nei Trattati, mira a promuovere più elevati standards di tutela per i diritti per i cittadini. Si articola in tre categorie principali (suddivise in 20 principi):

  1. pari opportunità ed accesso al mercato del lavoro;
  2. condizioni di lavoro eque;
  3. protezione sociale ed inclusione.

 

  • PARI OPPORTUNITÀ E ACCESSO AL MERCATO DEL LAVORO
  1. Istruzione, formazione e apprendimento permanente
  2. Parità di genere
  3. Pari opportunità
  4. Sostegno attivo all’occupazione
  • CONDIZIONI DI LAVORO EQUE
  1. Occupazione flessibile e sicura
  2. Retribuzioni
  3. Informazioni sulle condizioni di lavoro e sulla protezione in caso di licenziamento
  4. Dialogo sociale e coinvolgimento dei lavoratori
  5. Equilibrio tra attività professionale e vita familiare
  6. Ambiente di lavoro sano, sicuro e adeguato e protezione dei dati
  • PROTEZIONE SOCIALE ED INCLUSIONE
  1. Assistenza all’infanzia e sostegno ai minori
  2. Protezione sociale
  3. Prestazioni di disoccupazione
  4. Reddito minimo
  5. Reddito e pensioni di vecchiaia
  6. Assistenza sanitaria
  7. Inclusione delle persone con disabilità
  8. Assistenza a lungo termine
  9. Alloggi e assistenza per i senzatetto
  10. Accesso ai servizi essenziali

 

European Pillar of Social Rights: https://ec.europa.eu/commission/sites/beta-political/files/social-summit-european-pillar-social-rights-booklet_en.pdf

Leggi di più nei seguenti link:

 

 

 

 

 

 

Mário Centeno: nuovo Presidente dell’Eurogruppo

Mário Centeno

Mário Centeno

L’Eurogruppo ha eletto il 4 dicembre 2017 Mário Centeno Presidente dell’Eurogruppo.

Il Presidente si insedierà il 13 gennaio e resterà in carica per due anni e sei mesi.

Mário Centeno è stato eletto Ministro delle Finanze in Portogallo il 26 novembre 2015.

L’Eurogruppo è un organo informale dove i Ministri degli Stati Membri della zona euro discutono di interessi comuni in relazione alla questione dell’euro, moneta unica. In particolare, l’Eurogruppo focalizza la sua attenzione sulla coordinazione delle politiche economiche e di solito si riunisce una volta al mese, alla vigilia del Consiglio Economia e Finanza.

Link:

Movimenti di denaro transfrontalieri: rafforzamento dei controlli

Movimenti di denaro transfrontalieri

Movimenti di denaro transfrontalieri

La Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni del Parlamento Europeo il 4 dicembre ha votato per rafforzare i controlli di denaro contante in Europa sia in entrata che in uscita.

Le nuove regole revocano il First Cash Control Regulation (CCR) del 2005, nel quale veniva richiesto di dichiarare somme maggiori di 10.000 euro sia in entrata che in uscita.

I Membri del Parlamento sono d’accordo per:

  • Consentire alle autorità di ritirare somme di denaro sospette anche se inferiori a 10.000 euro;
  • Dare una nuova definizione di ‘cash’;
  • Rendere obbligatorio dichiarare le somme ‘non accompagnate’ nel trasporto merci.

 

Link:

http://www.europarl.europa.eu/news/it/press-room/20171204IPR89410/cross-border-cash-movements-tightening-up-anti-terror-and-crime-checks

https://ec.europa.eu/transparency/regdoc/rep/10102/2016/EN/SWD-2016-470-F1-EN-MAIN-PART-1.PDF

First Cash Control Regulation (2005):

http://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/PDF/?uri=CELEX:32005R1889&rid=1

Il principio di legalità dei reati e delle pene. La sentenza Taricco.

La sentenza Taricco.

La sentenza Taricco.

Il 5 dicembre 2017 la Corte di Giustizia si è pronunciata con la sentenza c.d. Taricco bis (M.A.S., M.B.).

In tale sentenza, la Corte ha interpretato l'articolo 325 TFUE, secondo cui l’UE e gli Stati membri hanno il dovere di combattere contro la frode e tutte le altre attività illegali che ledono gli interessi finanziari dell'Unione, e di offrire una protezione efficace a tali interessi.

In caso di frodi gravi in materia di IVA, l’obbligo per gli Stati membri di cooperare efficacemente alla loro repressione, nell’interpretazione datane dalla Corte di giustizia nella precedente  sentenza Taricco (Corte di giustizia UE, sent.8 settembre 2015, in causa C-105/14), incontra, secondo quanto affermato dalla Corte costituzionale italiana (Corte costituzionale, ord. n. 24/2017), il limite del rispetto del principio di legalità.

Nella sentenza relativa alla causa C-42/17, depositata il 5 dicembre 2017, la Corte di Giustizia UE, risolvendo la questione pregiudiziale sollevata dalla Corte costituzionale italiana con l’ordinanza n. 24/2017 sopra richiamata, ha concluso che l’obbligo di tutelare gli interessi finanziari dell’Unione, previsto dall’art. 325, paragrafo 1 e 2, del TFUE, deve essere conciliato con il principio della legalità dei reati e delle pene. Pertanto nei casi di frodi IVA gravi i giudici nazionali, nella specie italiani, non sono tenuti a disapplicare le norme nazionali sulla prescrizione dei reati se la disapplicazione di queste norme si pone  in contrasto con tale principio.

L’art.325 TFUE (Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea) prevede:

1. L'Unione e gli Stati membri combattono contro la frode e le altre attività illegali che ledono gli interessi finanziari dell'Unione stessa mediante misure adottate a norma del presente articolo, che siano dissuasive e tali da permettere una protezione efficace negli Stati membri e nelle istituzioni, organi e organismi dell'Unione.

2. Gli Stati membri adottano, per combattere contro la frode che lede gli interessi finanziari dell'Unione, le stesse misure che adottano per combattere contro la frode che lede i loro interessi finanziari.

3. Fatte salve altre disposizioni dei trattati, gli Stati membri coordinano l'azione diretta a tutelare gli interessi finanziari dell'Unione contro la frode. A tale fine essi organizzano, assieme alla Commissione, una stretta e regolare cooperazione tra le autorità competenti.

4. Il Parlamento europeo e il Consiglio, deliberando secondo la procedura legislativa ordinaria, previa consultazione della Corte dei conti, adottano le misure necessarie nei settori della prevenzione e lotta contro la frode che lede gli interessi finanziari dell'Unione, al fine di pervenire a una protezione efficace ed equivalente in tutti gli Stati membri e nelle istituzioni, organi e organismi dell'Unione.

5. La Commissione, in cooperazione con gli Stati membri, presenta ogni anno al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione sulle misure adottate ai fini dell'attuazione del presente articolo.

 

 

Cronistoria della vicenda Taricco: http://rivista.eurojus.it/il-principio-di-legalita-dei-reati-e-delle-pene-dal-tribunale-di-cuneo-verso-la-corte-costituzionale-attraverso-la-corte-di-giustizia-ue/

Ordinanza 17 gennaio 2014 del Tribunale di Cuneo: https://www.penalecontemporaneo.it/upload/1391714331rinvio_pregiudiziale_Cuneo.pdf

Sentenza del 8 settembre 2015 della Corte di giustizia, Grande Sezione: http://curia.europa.eu/juris/document/document.jsf;jsessionid=9ea7d0f130d5b2c0e3cc06b645039b5381838a89588d.e34KaxiLc3eQc40LaxqMbN4PaNiPe0?text=&docid=167061&pageIndex=0&doclang=IT&mode=lst&dir=&occ=first&part=1&cid=1176291

Ordinanza 16 novembre 2015 del Tribunale di Cuneo: http://rivista.eurojus.it/wp-content/uploads/2017/12/ordinanza-16-novembre-2015-.pdf

Decreto 16 novembre 2015 del Tribunale di Cuneo: http://rivista.eurojus.it/wp-content/uploads/2017/12/GUP-Cuneo-16.11.2015-decreto.pdf

Ordinanza 18 settembre 2015 Corte d’Appello di Milano: https://www.penalecontemporaneo.it/upload/1442596551Ord_rim_18.9.15.pdf

Ordinanza 30 Marzo 2015 della Corte Suprema di Cassazione: https://www.penalecontemporaneo.it/upload/1468419448ordinanza_qlc_28346_2016.pdf

Ordinanza n.24/2017, 23 novembre 2016, dep. 26 gennaio 2017, della Corte Costituzionale:

https://www.cortecostituzionale.it/stampaPronunciaServlet?anno=2017&numero=24&tipoView=P

Sentenza della Corte di Giustizia del 5 dicembre 2017: http://curia.europa.eu/juris/document/document.jsf?text=&docid=197423&pageIndex=0&doclang=IT&mode=req&dir=&occ=first&part=1&cid=520532

Causa C-42/17: http://curia.europa.eu/juris/liste.jsf?language=it&td=ALL&num=C-42/17

Altri link:

UE, 5 ministri delle Finanze scrivono agli Usa: “La riforma fiscale di Trump ci preoccupa molto”

Donald Trump

Donald Trump

La riforma fiscale avviata da Donald Trump «causa preoccupazioni significative da una prospettiva europea». Con una lettera firmata dai ministri delle Finanze dei cinque Paesi più grandi – Germania, Francia, Regno Unito, Italia e Spagna – l’Europa lancia un appello alla Casa Bianca, chiedendo un «compromesso più bilanciato» in vista dell’approvazione definitiva. Dunque una retromarcia. Perché «è importante che la sovranità del governo Usa sulla politica fiscale interna sia esercitata in coerenza con gli obblighi internazionali che ha sottoscritto», per evitare «un impatto distorsivo sul commercio internazionale».

Per saperne di più:

L’UNIONE EUROPEA E IL GIAPPONE HANNO CONCLUSO L’ACCORDO DI PARTENARIATO ECONOMICO

UE-Japan

UE-Japan

Il commissario del commercio Cecilia Malmström e il ministro degli Esteri giapponese Taro Kono hanno annunciato l’8 dicembre 2017 la conclusione positiva delle discussioni finali sull'accordo di partenariato economico UE-Giappone.

Il presidente Jean-Claude Juncker ha dichiarato:

"Questa è l'Unione europea al meglio, producendo risultati sia sul piano della forma che della sostanza. L'UE e il Giappone inviano un messaggio potente in difesa di un commercio aperto, equo e basato sulle regole: questo accordo sancisce valori e principi comuni e apporta vantaggi tangibili a entrambe le parti, salvaguardando le rispettive sensibilità. In linea con l'impegno assunto a luglio, abbiamo finalizzato le discussioni prima della fine dell'anno: faremo il necessario per presentare l'accordo al Parlamento Europeo e agli Stati membri dell'UE in modo che le nostre aziende e i nostri cittadini possano iniziare a esplorare il suo pieno potenziale prima della fine del mandato della mia Commissione".

La conclusione di questi negoziati è un'importante pietra miliare che consente di dare attuazione al più grande accordo commerciale bilaterale mai negoziato dall'Unione europea.

Per saperne di più:

https://ec.europa.eu/commission/news/eu-and-japan-finalise-economic-partnership-agreement-2017-dec-08-0_it

http://europa.eu/rapid/press-release_STATEMENT-17-5182_en.htm

http://trade.ec.europa.eu/doclib/press/index.cfm?id=1687

http://ec.europa.eu/trade/policy/in-focus/eu-japan-economic-partnership-agreement/

http://ec.europa.eu/trade/policy/countries-and-regions/countries/japan/

Piano di investimenti per l’Europa: ecco come sta sostenendo l’economia europea

FEIS

FEIS

Il Parlamento europeo in seduta plenaria ha approvato, il 12 dicembre 2017, l’estensione del Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS) per altri tre anni, fino alla fine del 2020, con l’obiettivo di generare fino a un totale di 500 miliardi di investimenti.

L’Italia è il secondo paese dell’UE per fondi ricevuti, con 6,4 miliardi di euro di investimenti, che si stima possano generare un totale di oltre 36 miliardi di investimenti.

Per saperne di più:

http://www.europarl.europa.eu/news/it/headlines/economy/20171208STO89941/piano-di-investimenti-per-l-europa-ecco-come-sta-sostenendo-l-economia-europea

https://ec.europa.eu/commission/priorities/jobs-growth-and-investment/investment-plan-europe-juncker-plan_it

http://www.europarl.europa.eu/news/it/headlines/economy/20150717STO83411/stimolare-l-economia-europea-piano-di-investimenti-juncker-ha-spiegato

Servizio Allerta febbraio 2018

Servizio Allerta febbraio 2018

Servizio ALLERTA febbraio.pdf — PDF document, 125 kB (128,574 bytes)

Tirocini e offerte di lavoro per studenti

Stage e tirocini

Stage e tirocini

Lo Europe Direct presso la Regione Marche pubblica il primo numero di ALLERTA con informazioni su tirocini e offerte di lavoro per i giovani.

Incontro 2018 bando Erasmus

Incontro 2018 bando Erasmus.pdf — PDF document, 111 kB (113,848 bytes)

Erasmus+ Bando 2018

Erasmus 2018-2019

Erasmus 2018-2019

Gli studenti sono invitati a partecipare all’incontro che si svolgerà martedì 27 Febbraio, alle ore 14.00, presso l'Aula 1 del Dipartimento di Giurisprudenza con la partecipazione del Prof. Fabrizio Marongiu Buonaiuti (Delegato Erasmus) e del Sig. Enrico Ferretti (in rappresentanza dell' IRO).

SESSIONE PLENARIA DEL PARLAMENTO EUROPEO : 12-15 MARZO 2018

Il Parlamento Europeo di Strasburgo, Francia

Il Parlamento Europeo di Strasburgo, Francia

Da Lunedì 12 a Giovedì 15 Marzo, il Parlamento Europeo si riunisce a Strasburgo per una sessione plenaria.

 

Le seguenti tematiche saranno trattate nel corso della sessione:

  • La violenza contro le donne e la ratifica della Convenzione di Istanbul da i Stati Membri (Lunedì 12 marzo);
  • Brexit: I futuri rapporti tra UE e Regno Unito (Discussione: 13 marzo; votazione: 14 marzo);
  • Il prossimo bilancio a lungo termine dell’UE (Discussione: 13 marzo; votazione: 14 marzo);
  • La situazione in Siria: I deputati chiedono al regime siriano di porre fine al massacro di Ghouta (Discussione initiata durante la sessione di Febbraio, prosecuzione il 13 marzo; votazione: 15 marzo);
  • Dazi statunitensi su acciaio e alluminio: proteggere posti di lavoro e imprese UE (Mercoledì 14 Marzo);
  • Futuro dell'Europa: dibattito con il Primo ministro portoghese António Costa (Mercoledì 14 marzo);
  • Sicurezza dei giornalisti e uso improprio dei fondi europei in Slovacchia (Discussione: 14 marzo; votazione durante la sessione plenaria di Aprile);
  • Tassazione delle aziende e revisione del sistema fiscale societario dell'UE (Discussione: 14 marzo; votazione: 15 marzo).

Gli aggiornamenti relativi ai diversi punti saranno caricati doppo le discussione.

 

Per saperne di più sulle tematiche :

http://www.europarl.europa.eu/news/it/headlines/eu-affairs/20180301STO98929/prossimamente-alla-plenaria-brexit-bilancio-dell-ue-imposte-sulle-societa

http://www.europarl.europa.eu/news/it/agenda/briefing/2018-03-12

Per seguire le discussioni:

http://www.europarl.europa.eu/plenary/it/home.html?tabActif=next

 

Aggiornamenti:

- Dibattito sulla questione delle violenze contro le donne e sulla Convenzione d’Istanbul.

Lunedì 12 Marzo, i deputati europei hanno discusso con il Commissario A. Ansip della ratifica della Convenzione d’Istanbul (‘Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica’) che è stata ratificata dall’UE nel giugno 2017 e da 17 Stati Membri. La Convenzione d’Istanbul è considerata il mezzo migliore per combattere le violenze contro le donne.

I deputati hanno sottolineato che ci sono ancora 11 Stati Membri che non hanno ratificata la Convenzione, tra cui la Bulgaria, Ungheria, Irlanda, Lussemburgo e Regno Unito.

I deputati hanno chiesto alla Commissione Europea e al Concilio dell’UE di prendere una decisione per fare ratificare questa Convenzione da tutti gli Stati Membri.

(http://www.europarl.europa.eu/news/it/press-room/20180309IPR99425/violence-against-women-all-eu-countries-must-ratify-the-istanbul-convention - In Inglese)

 

- Relazioni commerciali tra USA e UE: Proteggere lavoro in Europa.

Dopo la decisione presa dal Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, i sindacati e rappresentanti europei del settore siderurgico si sono riuniti a Bruxelles Lunedì 2 marzo per discutere con il Commissario Europeo per il commercio Cecilia Malmström.

Mercoledì 14 marzo, Il Commissario ha discusso con i deputati europei a proposito delle misure fiscale prese dal Presidente USA e delle loro conseguenze. La finalità di questo dibattito è di adottare contromisure per proteggere l’industria dell’acciaio e dell’alluminio nell’UE.
I deputati hanno denunciato la decisione statunitense ma non vogliono una guerra commerciale. Hanno chiesto all’UE di allearsi con altri paesi colpiti dai nuovi dazi imposti su acciaio e alluminio per ridurre gli effetti del protezionismo.

( http://www.europarl.europa.eu/news/it/press-room/20180309IPR99441/restrizioni-commerciali-usa-proteggere-posti-di-lavoro-e-imprese-europee
http://it.euronews.com/2018/03/13/l-industria-siderurgica-europea-unita-contro-trump

http://www.europarl.europa.eu/news/it/press-room/20180309IPR99430/us-tariffs-avoid-trade-wars-and-tackle-global-overcapacity-in-steel-instead
- in Inglese)

 

- Futuro dell’Europa: dibattito con A. Costa, Primo Ministro portoghese.

Mercoledì 14 marzo, i deputati europei hanno avuto occasione di discutere del futuro dell’Europa con il Primo Ministro e il Presidente del Portogallo Antònio Costa e Antonio Tajani.

Questo dibatto era il terzo di questo tipo: il Taioseach irlandese e il Primo ministro Croato avevano già parlato in Parlamento sul futuro dell’Unione durante le precedente sessioni plenarie. La prossima discussione sul tema si farà con il Presidente Francese durante la sessione di Aprile.

Il Primo Ministro Portoghese ha dichiarato "Non possiamo aspettare di più dell'Europa se non diamo di più all'Europa" prima di aggiungere che il Portogallo è pronto a contribuire di più per l'UE.

(http://www.europarl.europa.eu/news/it/press-room/20180309IPR99442/futuro-dell-europa-dibattito-con-il-primo-ministro-portoghese-antonio-costa
http://www.europarl.europa.eu/news/it/press-room/20180309IPR99429/we-cannot-expect-more-from-europe-without-giving-more-to-it-says-portuguese-pm - In Inglese)

 

- Rapporti futuri tra UE e Gran Bretagna.

Durante i dibattito del 13 marzo, i deputati europei hanno dichiarato che un accordo di associazione tra l’Unione Europea e il Regno Unito potrebbe essere il contesto adatto per i rapporti post-Brexit. Hanno anche sottolineato che qualsiasi forma prenderanno i rapporti, non dovrebbero cambiare il mercato unico, l’unione doganale o l’ordinamento giuridico comunitario.
I deputati hanno chiesto al Regno Unito e alla Commissione Europea di mantenere delle relazioni effettive sulla questione dei diritti dei cittadini e di entrare in negoziazione relativamente alla frontiera con l’Irlanda. Hanno anche insistito sul bisogno di chiarezza sulla posizione del Primo Ministro britannico, Theresa May.
Nel contesto attuale della constante crescita dell’euroscetticismo, il deputato Europeo e ex-leader dello Ukip (Partito per l’indipendenza del Regno Unito) Nigel Farage ha chiesto a Theresa May di schierarsi contro la Commissione europea per fare “un favore non solo al popolo britannico, ma anche all’intera Europa.”

I deputati europei hanno votato in favore di un accordo di associazione tra UE e Regno Unito dopo la Brexit. La risoluzione è stata approvata dal Parlamento Europeo mercoledì con 544 voti in favore (77%), 110 voti contrari e 51 astensioni. Il progetto per le relazioni dopo l’uscita del Regno Unito nel marzo 2019 dovrebbe fondarsi su quattro pilastri principali: un accordo di libero scambio per mantenere relazioni economiche e commerciali, sicurezza interna, collaborazione per quanto riguarda politica estera e di difesa e cooperazione tematica su temi particolari come innovazione e ricerca.
Gli Eurodeputati hanno dichiarato che questo quadro futuro dovrebbe essere coerente.

Questa risoluzione sarà trattata durante il prossimo Vertice dei capi di Stato e di governi dell’UE la settimana prossima. Durante questo Vertice, i leader europei discuteranno della possibilità di creare un ‘periodo di transizione’ per mantenere il Regno Unito nell’unione doganale e nel mercato unico europeo per ancora due anni.

La risoluzione sostiene anche la proposta della Commissione Europea a proposito della frontiera tra Regno Unito e Irlanda del Nord: questa frontiera non dovrebbe essere ristabilita, per salvaguardare i diritti dei cittadini Europei e Britannici.

( http://www.europarl.europa.eu/news/it/press-room/20180309IPR99418/meps-discuss-future-eu-uk-relations-after-brexit
http://it.euronews.com/2018/03/13/brexit-dibattito-accesso-e-schermaglie-al-parlamento-ue
http://www.europarl.europa.eu/news/it/press-room/20180309IPR99418/brexit-il-pe-chiede-un-accordo-di-associazione-tra-ue-e-regno-unito
http://it.euronews.com/2018/03/14/brexit-europarlamento-vuole-accordo-di-associazione-ue-regno-unito
http://www.votewatch.eu/en/term8-guidelines-on-the-framework-of-future-eu-uk-relations-motion-for-resolution-vote-resolution-as-a-who.html )

 

- Protezione dei giornalisti nell’UE e situazione in Slovacchia.

Mercoledì 14 marzo, i deputati hanno discusso della situazione in Slovacchia dopo l'assassinio del giornalista Ján Kuciak e della sua compagna Martina Kušnírová la settimana scorza.
Questo dibattito segue l’arrivo di una delegazione di sei eurodeputati in Slovacchia l’8 e 9 marzo.
I deputati europei hanno anche discusso di quello che J. Kuciak aveva scoperto per il suo ultimo articolo che è stato pubblicato postumo : l’uso improprio dei fondi europei da parte dei politici Slovacchi e i potenziali legami tra il potere politico e gruppi criminali.
La discussione sarà seguita da una risoluzione del Parlamento Europeo, che sarà votata durante la prossima sessione plenaria in Aprile.

Il Parlamento Europeo ha chiesto l’apertura di un’inchiesta Europol sul omicidio di J. Kuciak e della sua compagna per proteggere meglio i giornalisti e le persone che denunziano problemi importanti nell’UE.
I deputati della delegazione UE presente in Slovacchia la scorza settimana hanno concluso che “esiste un problema sistemico sul controllo della spesa dei fondi europei negli stati membri, inclusa la Slovacchia” secondo Benedek Jávor, uno dei parlamentari della delegazione.

L’assassinio del giornalista e le rivelazione fatte nel suo articolo postumo hanno creato una grave crisi politica in Slovacchia. Dopo le proteste organizzate nel paese, il Ministro dell’interno ha dato le dimissioni e il Primo Ministro Robert Fico ha annunciato anche le sue dimissioni. Secondo il deputato europeo Ivan Tefanec “nuove elezioni in Slovacchia siano la soluzione più giusta e migliore per il Paese.”

( http://www.europarl.europa.eu/news/it/press-room/20180309IPR99443/sicurezza-dei-giornalisti-in-slovacchia-e-nell-ue-dibattito-oggi-alle-15-45
http://www.europarl.europa.eu/news/it/press-room/20180309IPR99421/murder-of-jan-kuciak-meps-urge-eu-investigation-actions-to-protect-journalists
http://it.euronews.com/2018/03/14/omicidio-del-giornalista-slovacco-il-parlamento-ue-vuole-aprire-un-inchiesta
http://www.ansa.it/europa/notizie/rubriche/altrenews/2018/03/15/slovacchia-il-premier-fico-offre-le-dimissioni_871f2a76-753b-4842-b0e0-96f742030a84.html )

 

- Bilancio a lungo termine dell’UE.

Mercoledì 14 marzo, i deputati europei hanno adottato due risoluzioni per il prossimo bilancio a lungo termine dell’Unione (Quadro Finanziario Pluriennale, QFP ; MFF in Inglese) che entrerà in vigore nel 2021.

La Brexit era al centro di una prima proposizione presentata dal Eurodeputato polacco Jan Olbrycht e dalla deputata francese Isabelle Thomas; sono state proposte nuove priorità finanziare per compensare le perdite causate dalla Brexit. La proposta sottolinea la necessità di sostenere la ricerca, il programma Erasmus+, le piccole e medie imprese e la lotta contro la disoccupazione dei giovani. Questa proposta risponde anche alle nuove sfide incontrate dagli Stati membri come il cambiamento climatico o le migrazioni.
Due altri Eurodeputati, il Belga Gérard Deprez e il Polacco Janusz Lewandowski hanno proposto un nuovo sistema di contribuzione al QFP basato sulla creazione di nuove risorse finanziarie come tasse ambientali o un’imposta sulle transazioni finanziarie.

La prima proposta di risoluzione è stata adottata con 458 voti in favore, 177 contrari e 62 astensioni. La proposta sul sistema di risorse UE è stata adottata con 442 voti in favore, 166 contrari e 88 astensioni.

Per saperne di più sul QFP (PDF; in Inglese): "What is the MFF?"
( http://www.europarl.europa.eu/news/it/headlines/economy/20180308STO99326/bilancio-ue-a-lungo-termine-ecco-cosa-chiede-il-parlamento-europeo
http://www.europarl.europa.eu/news/it/press-room/20180309IPR99420/il-bilancio-ue-dopo-il-2020-deve-essere-all-altezza-degli-obiettivi-politici )

 

- Violazioni dei diritti umani nel mondo

Giovedì 15 marzo, i deputati europei hanno discusso delle violazioni dei diritti umani nelle Maldive, in Sudan e in Uganda e hanno chiesto a questi tre paesi di rispettare i diritti umani e di porre fine  alla tortura a alle uccisioni seriali in Uganda.
Le tre proposte di risoluzione sono state adottate nello stesso giorno.

  • Il Parlamento Europeo ha chiesto al Governo delle Maldive di revocare lo stato d’emergenza che ha condotto a numerosi arresti ingiustificati e alla perdita di valore dei diritti umani e politici nel paese. I giornalisti, blogger e i difensori dei diritti umani sono le prime vittime di questa politica. I deputati hanno anche denunciato la reintroduzione della pena di morte nella legge nazionale.
  • Per quanto riguarda la situazione in Sudan, i deputati hanno chiesto al Governo di liberare i difensori dei diritti umani che sono incarcerati, incluso il militante Salih Mahmoud Osman, che ha ricevuto il premio Sacharov nel 2007. Il parlamento europeo ha chiesto al Governo Sudanese di porre fine alle torture sulle persone in carcere e gli ha anche chiesto di ratificare la Convenzione dell’ONU sull’eliminazione di tutte le forme di discriminazione nei confronti delle donne.
  • Il Parlamento europeo ha condannato i “mercy killings” in Uganda che consistono nell’uccisione dei bambini con disabilità. Gli eurodeputati hanno chiesto all’amministrazione Ugandese di proteggere le persone con disabilità e di aiutarle a preservare la loro dignità.
    La Commissione Europea, insieme agli Stati Membri ha deciso di collaborare col Governo Ugandese, con ONG e con la società civile per promuovere l’inclusione.

(http://www.europarl.europa.eu/news/it/press-room/20180309IPR99436/human-rights-the-maldives-sudan-and-uganda)

 

Riforma dell’Europass.

Mercoledì 14 marzo due eurodeputati –Svetoslav Malinnov e Thomas Mann hanno presentata una proposta di riforma dello sistema Europass per migliorare l’accessibilità in versione digitale. L’Europass è un sistema europeo che permette a tutti i cittadini dell’Unione di fare il curriculum in modo chiaro e uniforme. L’Europass è un mezzo per facilitare la ricerca di lavoro all’interno dell’UE.

Il deputato Thomas Mann ha dichiarato che l’Europass digitale deve essere reso più semplice, anche per le persone con disabilità.
La riforma dei deputati comprende un nuovo strumento chiamato e-portfolio, “una cartella che contiene tutto ciò che serve” come ha spiegato il deputato Svetoslav Malinov. Un sistema intelligente per individuare le competenze del personale sarà anche disponibile per le aziende.

La proposta è stata messa al voto giovedì 15 e è stata adottata con 587 voti in favore, 37 contrari e 20 astensioni.

( http://www.europarl.europa.eu/news/it/headlines/society/20180308STO99330/europass-per-un-mercato-europeo-del-lavoro-accessibile-a-tutti
http://www.votewatch.eu/en/term8-europass-framework-for-skills-and-qualifications-draft-legislative-resolution-provisional-agreement-.html )

 

- Situazione in Siria:

Giovedì 15 marzo, gli eurodeputati hanno discusso della situazione in Siria dopo l’adozione di un Cessate il fuoco per 30 giorni dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite il 24 febbraio.

I deputati hanno denunciato la violenza crescente in Siria, particolarmente dalle parte del regime siriano e dei suoi alleati, Russia e Iran, e hanno proposto di creare un tribunale internazionale per i crimini commessi in Siria.

La guerra in Siria ha già ucciso più di 400.000 civili e ne ha feriti molti di più; è per questo che il Parlamento Europeo ha chiesto il rispetto del Cessate il fuoco, per permettere agli aiuti umanitari di accedere ai territori più toccati dalla guerra.

( http://www.europarl.europa.eu/news/it/press-room/20180309IPR99435/syria-assad-regime-russia-and-iran-are-responsible-for-heinous-crimes - in Inglese)

 

- Riforma del regime fiscale delle aziende nell’UE.

Gli eurodeputati hanno dibattito Giovedì 15 marzo di un nuovo progetto di tassazione delle imprese nell’Unione per combattere sia l’evasione fiscale delle multinazionali sia la doppia imposizione.

Una prima proposta sul progetto di base imponibile comune per l’imposta sulle società è stata adottata con 438 voti in favore, 145 contrai e 69 astensioni. Una misura complementare che crea le fondamenta di questa base comune è stata adottata con il 67% dei voti favorevoli.

Un altro punto trattato riguarda la necessità di misurare la ‘presenza digitale’ delle aziende negli Stati membri, per sapere dove generano i loro profitti e quindi, per determinare dove devono pagare le tasse sui profitti.

Queste proposte adottate a titolo consultivo devono ora essere prese in considerazione dai Ministri degli Stati membri.

( http://www.europarl.europa.eu/news/it/press-room/20180309IPR99422/tassazione-aziende-includere-anche-le-imprese-digitali
http://www.ansa.it/europa/notizie/rubriche/altrenews/2018/03/15/ok-strasburgo-a-nuovo-fisco-imprese-includere-web-tax_e1ea7ffc-7818-4bb3-bf65-0c80615ff177.html
http://www.votewatch.eu/en/term8-common-consolidated-corporate-tax-base-draft-legislative-resolution-vote-commission-proposal-consult.html )

 

- Trasferimento dell’EMA da Londra ad Amsterdam.

Gli eurodeputati hanno approvato il progetto di trasferimento dell’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) da Londra ad Amsterdam a condizione che l’edificio di Amsterdam sia terminato entro il 16 novembre 2019.

( http://www.europarl.europa.eu/news/it/press-room/20180309IPR99434/ema-i-deputati-approvano-trasferimento-ad-amsterdam-ma-con-delle-condizioni
http://www.ansa.it/europa/notizie/rubriche/altrenews/2018/03/15/strasburgo-conferma-ema-ad-amsterdam-ma-pone-condizioni_98c9e14f-3d88-4f84-8f51-a9d6e4f1158a.html )

 

La prossima sessione plenaria del Parlamento Europeo si terrà a Strasburgo dal 16 al 19 Aprile 2018.

Qui Europa – News dall’Europarlamento per il territorio

Qui Europa

Qui Europa

Portare l’informazione sull’Europa il più vicino possibile ai cittadini rendendoli consapevoli dell’impatto delle decisioni prese a Bruxelles e, in particolare, dal Parlamento europeo sulla vita di tutti i giorni: questo l’obiettivo di ‘Qui Europa’, l’ultima iniziativa lanciata sul web dall’Ansa in collaborazione con 15 tra le principali testate giornalistiche a diffusione regionale/provinciale e grazie al contributo del Parlamento europeo.

Ogni giorno la redazione Ansa di Bruxelles – che alimenta in tempo reale il sito Ansa Europa (www.ansa.it/europa/)- provvede ad aggiornare e pubblicare una pagina sull’Europa composta da una decina di notizie  per ciascuna delle 15 edizioni web di altrettanti quotidiani.

Particolare attenzione è dedicata alle notizie riguardanti decisioni e manifestazioni legate agli interessi e alle necessità delle  realtà locali, ad esempio i progetti sul territorio finanziati con fondi europei, gli interventi per la salvaguardia dell’ambiente, la valorizzazione dei prodotti locali, le opportunità di lavoro e studio offerte ai giovani. Tutte informazioni che la redazione Ansa di Bruxelles provvede a ‘declinare’ sulle pagine dei quotidiani locali in base alle loro aree di diffusione.

Ai lettori è offerta la possibilità di commentare e reagire alle notizie interagendo direttamente attraverso le pagine web dei quotidiani. Oppure seguendo il flusso delle news che la redazione di Bruxelles provvede sempre e comunque a veicolare verso il pubblico attraverso i social network, in particolare Facebook e Twitter.

 

Ecco l’elenco dei quotidiani che partecipano al progetto ‘Qui Europa’:

L’Arena
http://www.larena.it/home/mondo/europa

Il Giornale di Vicenza
http://www.ilgiornaledivicenza.it/home/mondo/europa

La Gazzetta del Mezzogiorno
http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/sezioni/324/qui-europa

Gazzetta del sud
http://www.gazzettadelsud.it/sezioni/100120/qui-europa

La Sicilia
http://www.lasicilia.it/sezioni/231/qui-europa

Giornale di Sicilia
http://gds.it/qui-europa/

L’Eco di Bergamo
https://www.ecodibergamo.it/publisher/Ansa/section/

La Provincia di Como
https://www.laprovinciadicomo.it/publisher/Ansa/section/

Il Centro
http://www.ilcentro.it/qui-europa

Gazzetta di Parma
http://www.gazzettadiparma.it/sezioni/2708/qui-europa

Giornale di Brescia
https://www.giornaledibrescia.it/gdb/quieuropa/

Libertà
http://www.liberta.it/quieuropa/

La Prealpina
http://www.prealpina.it/qui-europa/

Trentino
http://www.giornaletrentino.it/focus/Tag/quieuropa

Alto Adige
http://www.altoadige.it/focus/Tag/quieuropa


(Segui ANSA Europa su Facebook e Twitter)

 




Con il contributo del Parlamento europeo.

IMPLEMENTAZIONE DEL PILASTRO EUROPEO DEI DIRITTI SOCIALI : CREAZIONE DELL’AUTORITÀ EUROPEA DEL LAVORO

European Pillar of Social Rights (European Commission)

European Pillar of Social Rights (European Commission)

Il Pilastro Europeo dei Diritti Sociali è stato creato dalla Commissione Europea, il Consiglio dell’UE e il Parlamento Europeo nel novembre 2017. Questa creazione segue una proposta fatta dal Presidente della Commissione Jean-Claude Juncker nel settembre 2015.     
L’obiettivo principale del Pilastro Europeo dei Diritti Sociali è di creare un programma a livello di Unione Europea volto a migliorare le condizioni di vita e di lavoro dei cittadini europei.

Il Pilastro deve essere applicato a diversi livelli: l’UE collabora con gli Stati membri per le rispettive competenze legali. Al livello dell’Unione, la Commissione Europea è incaricata di realizzare il Pilastro Europeo dei Diritti Sociali.

Misure prese dalle Commissione Europea

Il primo passo compiuto dalla Commissione Europea è consistito nel porre gli obiettivi del Pilastro Europeo dei Diritti Sociali in primo piano nell’azione dell’UE. Sono stati utilizzati gli strumenti già esistenti per iniziare a lavorare sulla questione dei diritti sociali. La Commissione ha poi emanato alcune raccomandazioni per controllare l’applicazione del Pilastro Europeo dei Diritti Sociali.

Tra le azioni che si intende realizzare, 10 sono già in via di attuazione e 12 devono ancora essere approvate dal Parlamento o dal Consiglio dell’UE.    
Per esempio, la Commissione ha emanato una direttiva sull’accessibilità (European Accessibility Act) per le persone con disabilità. Ha anche creato un piano di azione per risolvere la questione della differenza di stipendio tra donne e uomini sul periodo 2017-2019 o ancora, diverse azioni per migliorare la qualità dell’Assistenza sanitaria all’interno dell’Unione.               
La Commissione ha presentato una raccomandazione al Consiglio dell’UE sulla questione della protezione sociale degli impiegati e degli imprenditori. La forma del lavoro nell’Unione Europea è molto cambiata ultimamente: ci sono il 40% dei cittadini europei che non hanno un lavoro full-time o permanente.

La Commissione lavora anche sulla possibilità di creare un Numero Europeo di sicurezza sociale per facilitare l’accesso ai servizi sanitari per i cittadini europei che si trovano fuori dal loro Stato di origine.

La Commissione Europea ha messo gli obiettivi del Pilastro Europeo dei Diritti Sociali al centro delle politiche del semestre europeo, della politica di finanziamento e di tassazione o dell’unione dell’energia. La Commissione Europea vuole consentire a tutti i suoi cittadini di avere accesso a acqua di buona qualità (proposta di Direttiva). La creazione del Corpo europeo di solidarietà (European Solidarity Corps) è un altro mezzo per integrare i cittadini giovani nella vita Europea e, nello stesso tempo sensibilizzarli ai problemi della società.

Inoltre, l‘obiettivo di uguaglianza economica e sociale del Pilastro Europeo dei Diritti Sociali fa parte dell’Unione economica e monetaria.

La Commissione si è impegnata a dare l‘aiuto finanziario necessario all’applicazione del Pilastro Europeo dei Diritti Sociali. Una prima erogazione di quest’aiuto è stata approvata dal Parlamento Europeo durante la sessione plenaria di marzo nella proposta di Quadro Finanziario Pluriennale, il bilancio a lungo termine dell’UE.

Il diagramma sotto sintetizza le azioni intraprese dalla Commissione Europea per promuovere uguaglianza sociale sia nella vita associata che nel mondo del lavoro:

Iniziative principale dalla Commissione Europea nel settore dell'occupazione e sociale

Iniziative principale dalla Commissione Europea nel settore dell'occupazione e sociale

Il ruolo degli Stati membri

La parte più grande di implementazione del Pilastro Europeo dei Diritti Sociali va fatta a livello nazionale, dagli Stati membri e dai membri della società civile. La responsabilità degli Stati membri è anche legata dalla legge Europea: l’UE non ha competenze in alcuni settori dei diritti sociali.  
Secondo la Commissione Europea, il contesto attuale è favorevole alla decisione di applicare il Pilastro Europeo dei Diritti: il tasso d‘occupazione nell’UE nel terzo semestre del 2017 è il più alto degli ultimi tre anni (72,3% per la fascia d’età 20-64 anni) e la crescita economica dell’Unione è solida.

Ogni Stato dell’UE ha la sua propria situazione interna con problemi e sfide diverse, quindi i governi devono prendere misure adatte alla loro situazione, alle condizioni attuali e agli obiettivi futuri. La Commissione Europea coordinerà le diverse riforme al livello nazionale.        
Tutte le parti della società civile devono collaborare all’applicazione del Pilastro Europeo dei Diritti Sociali, anche le organizzazioni non governative (ONG).

Monitorare la realizzazione del Pilastro europeo dei diritti sociali

Il programma del semestre europeo della Commissione Europea sarà lo strumento migliore per il controllo dell’implementazione del Pilastro Europeo dei Diritti Sociali. Questo programma si basa sull’analisi individuale della situazione di ciascuno Stato membro per costruire una soluzione adatta e non necessita di grandi riforme nel sistema legale del paese.

Con il semestre europeo, la Commissione vuole creare altri strumenti di collaborazione tra l’UE e i paesi membri, ma anche tra Stati membri come ad esempio un aiuto tecnico e uno scambio d’informazione tra i diversi attori del Pilastro Europeo dei Diritti Sociali o ancora, come il quadro di valutazione della situazione sociale (social scoreboard), un nuovo strumento creato dalla Commissione Europea, per misurare i progressi fatti nel quadro del Pilastro Europeo dei Diritti Sociali:

Presentazione del quadro di valutazione della situazione sociale.

Presentazione del quadro di valutazione della situazione sociale

Perché ci sono diversi livelli di realizzazione del Pilastro Europeo dei Diritti Sociali, è prevista anche la presentazione di diverse relazioni su una tematica particolare nel corso del anno; per esempio, il rapporto sull’occupazione e sullo sviluppo sociale.

La collaborazione tra gli Stati membri è il punto più importante nell’applicazione del pilastro europeo dei diritti sociali.

A proposito dell’Autorità europea del lavoro

Recentemente, la Commissione Europea ha creato un nuovo strumento per implementare il Pilastro Europeo dei Diritti Sociali: uno strumento di equità sociale (Social Fairness Package).
Questo programma include la creazione di un’Autorità europea del lavoro, per migliorare le condizioni di lavoro dei cittadini europei, e più specificamente di coloro che lavorano all’estero.

Il numero di persone che vivono o lavorano all’estero è quasi raddoppiato tra il 2006 e il 2017.

Il numero di persone che vivono o lavorano all'estero è quasi raddopiato tra il 2006 e il 2017

La creazione di questa Autorità segue una proposta fatta dal Presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker nel settembre 2017.     
La proposta del Presidente Juncker è stata approvata dalla Commissione nel marzo 2018; deve ancora essere approvata dal Parlamento Europeo e dal Consiglio dell’UE.

L’Autorità europea del lavoro dovrebbe essere creata prossimamente, per iniziare ad operare nel 2019.
Sarà una agenzia europea permanente monitorata dagli Stati membri e dalla Commissione Europea. Ci saranno diversi partner sociali che collaborano con l’autorità per dare consigli ed orientare le sue azioni future. L’autorità soprintenderà l’assistenza tecnica e lo scambio di informazione tra gli Stati membri sulla questione dei diritti sociali. Alcune agenzie europee già esistenti saranno integrate nella struttura dell’Autorità europea del lavoro per facilitare la collaborazione tra gli Stati membri.
L’Autorità europea del lavoro riceverà circa 50 milioni € all’anno per condurre le sue azioni.

Gli obiettivi principali dell’Autorità europea del lavoro saranno i seguenti:

  • Aiutare i cittadini europei che vogliono lavorare fuori dal loro paese di origine mettendo a disposizione informazione sulle condizione di lavoro in altri paesi, sul livello del reddito medio, sui requisiti linguistici e i diritti sociali;
  • Abbassare i rischi di frode economica nell’UE, facilitando la collaborazione degli Stati membri nelle inchieste comuni in caso di conflitto;
  • Facilitare l’accesso al Mercato interno europeo per le aziende e le persone che vogliono lavorare in altri paesi dell’Unione;
  • Facilitare il dialogo sociale tra impiegati e rappresentati delle aziende.

Le azioni dell’Autorità europea del lavoro saranno condotte in modo di favorire la mobilità delle persone nel mercato unico europeo per accrescere l‘occupazione in tutta l’Unione proteggendo i loro diritti economici e sociali.

 

Per saperne di più:

‘Making the European Pillar of Social Rights a reality’: video (in Inglese)
Monitorare l’applicazione del Pilastro Europeo dei Diritti Sociali : PDF (in Inglese)
Il quadro di valutazione della situazione sociale (Social Scoreboard) : Link (in Inglese)
Occupazione e situazione sociale nell’UE : PDF
Progressi degli Stati membri nel ultimo semestre 2017 : PDF
Decisione della Commissione Europea sul progetto di autorità europea del lavoro : PDF
Creazione dell’Autorità europea del lavoro : PDF (in Inglese)
Pubblicazione precedente sul sito del CDE relativa al Pilastro Europeo dei Diritti Sociali: link
http://www.ansa.it/europa/notizie/rubriche/speciali_elezioni2014/2018/03/13/lavoroue-propone-di-rafforzare-accesso-a-protezione-sociale_c4d54a82-6884-4abf-920d-81ef3357686e.html

LO STATO DI DIRITTO IN POLONIA AL CENTRO DELLE PREOCCUPAZIONI EUROPEE

Lo stato di diritto in Polonia - Locandina

Lo stato di diritto in Polonia - Locandina

La situazione della Polonia e del suo stato di diritto è stata al centro del dibattito della riunione dei ministri degli esteri tenutasi a Bruxelles il 20 marzo.

 

L’attuale situazione politica in Polonia appare preoccupante per i leaders europei, dal momento che il governo polacco ha approvato alcune riforme che sottoporranno il potere giudiziario al controllo politico. Queste riforme rischiano di compromettere il rispetto per lo stato di diritto nel paese.

Il Parlamento Europeo aveva già espresso la sua preoccupazione durante diverse sessioni plenarie. L’articolo 7 del Trattato UE (TUE) è stato invocato dal Parlamento Europeo contro il governo polacco in una risoluzione durante la sessione plenaria nel novembre 2017. La commissione parlamentare per le libertà sta redigendo una proposta motivata per invitare il Consiglio dell’UE ad agire.
Gli eurodeputati considerano che le riforme del sistema giudiziario in Polonia sono contrarie ai valori fondamentali dell’UE. È principalmente preoccupante la questione della separazione dei poteri, dell’indipendenza della giustizia e dei diritti fondamentali dei cittadini.

Da quando il partito politico Diritto e Giustizia (Prawo i Sprawiedliwość, PiS in Polacco) è salito al potere nel 2015, lo Stato di diritto in Polonia è sottoposto a continui attacchi e l’UE esprime la propria preoccupazione per questa situazione e la sua evoluzione.

Dopo la riunione dei Ministri degli esteri, il 20 marzo, sono state chieste alla Polonia una spiegazione e un cambiamento di orientamento politico. Il vicepresidente della Commissione Europea Frans Timmermans ha dichiarato “L’indipendenza della magistratura e la separazione dei poteri sono elementi essenziali per il funzionamento dell’UE. (...) [L’UE] non è solo una comunità di valori, è una comunità di diritto, basata sul rispetto delle regole.”

Il giorno prima, la Cancelliera tedesca Angela Merkel si era recata a Varsavia e aveva incontrato il primo ministro Mateusz Morawiecki e il presidente della Repubblica polacca Andrzej Duda. La questione dello Stato di diritto non è stata trattata e la Cancelliera non ha incontrato Jaroslaw Kaczynki, presidente del PiS.

La Commissione europea ha dato al governo Polacco tre mesi per ristabilire l’indipendenza del potere giuridico e, più in particolare l’indipedenza del Tribunale Costituzionale. Se non saranno constatati

dei progressi, la Commissione potrà decidere di implementare l’Articolo 7 del TUE e la Polonia potrebbe perdere il suo diritto di voto al Consiglio europeo.

Per saperne di più, il Parlamento Europeo ha pubblicato un’infografica per spiegare la procedura di cui all’Articolo 7 TUE.

 

Altri link:

http://it.euronews.com/2018/03/20/polonia-a-rischio-sanzioni-sullo-stato-di-diritto
http://it.euronews.com/2018/03/20/la-polonia-nel-mirino-di-bruxelles-rischio-sanzioni-sullo-stato-di-diritto
http://www.europarl.europa.eu/news/en/press-room/20171110IPR87824/rule-of-law-and-democracy-in-poland-at-risk-parliament-ready-for-next-steps (in Inglese)
http://www.europarl.europa.eu/news/en/press-room/20180226IPR98615/rule-of-law-in-poland-parliament-supports-eu-action (in Inglese)
https://www.courrierinternational.com/une/lallemagne-et-la-pologne-taisent-leurs-differends (in Francese)
http://wyborcza.pl/7,75398,23164900,polski-rzad-odrzuca-zarzuty-komisji-europejskiej.html (in Polacco)

 

Aggiornamenti:

Il 27 marzo 2018, il Greco, Gruppo di Stati contro la corruzione del Consiglio d’Europa, ha denunciato la violazione degli ‘standard anti corruzione’ e ha avviato una procedura speciale contro l’attuale Governo Polacco.

Un rapporto ad hoc sulla situazione in Polonia è stato pubblicato con quattro raccomandazioni per ristabilire il principio della separazione dei poteri. Queste raccomandazioni riguardano l’elezione dei membri del Consiglio nazionale della magistratura e dei presidenti della Corte Suprema.
Però il Greco ha aggiunto che questi sono solo i primi passi; dovranno seguire altre riforme per ristabilire lo Stato di diritto e proteggere la Polonia della corruzione. Il Greco condurrà altre valutazioni del potere giudiziario polacco nel giugno 2018.

http://www.ansa.it/europa/notizie/rubriche/altrenews/2018/03/29/poloniaconsiglio-deuropa-violati-standard-anti-corruzione_25d0a212-d19e-4925-9c65-f4e055f6e6d6.html
https://www.coe.int/en/web/greco/-/poland-judicial-reforms-violate-anti-corruption-standards-say-council-of-europe-experts
Rapporto del Greco (in inglese) : https://rm.coe.int/ad-hoc-report-on-poland-rule-34-adopted-by-greco-at-its-79th-plenary-m/168079c83c

 

Il 5 aprile 2018, il Presidente del PiS Jarosław Kaczyński ha dichiarato nelle pagine di un giornale che il governo Polacco è pronto ad agire “secondo gli accordi stabiliti con l’esecutivo UE” per “riportare la situazione alla normalità.” Anche se il Vicepresidente della Commissione europea Frans Timmermans non è convinto delle risposte date dalla Polonia, un accordo con la Commissione Europea sembra probabile “circa all’ottanta per cento” secondo Kaczyński.
La Polonia sembra essere disposta ad apportare modifiche alla criticata riforma che mette a rischio l’indipendenza del potere giudiziario rispetto al potere esecutivo.

http://it.euronews.com/2018/04/05/amiche-come-prima-varsavia-apre-ad-un-accordo-con-la-commissione-europea

SERVIZIO ALLERTA, EDIC Regione Marche

Banner Europe Direct

Banner Europe Direct

Lo Europe Direct della Regione Marche ha attivato il Servizio Allerta.

Il Servizio Allerta consiste in una newsletter mensile nella quale sono pubblicati avvisi di tirocini, stage, concorsi, borse di studio utilissimi per quanti intendono fare esperienza di studio e stage all’estero e per quanti sono alla ricerca di un lavoro.

I leaders UE si riuniscono a Bruxelles per il Consiglio Europeo – 22 e 23 marzo 2018

Panoramica del Consiglio Europeo del 22 marzo 2018 - (c) Unione Europea

Panoramica del Consiglio Europeo del 22 marzo 2018 - (c) Unione Europea

Giovedì 22 e venerdì 23 marzo 2018, i capi di governi e di stato dell’UE si sono riuniti nel Consiglio Europeo di primavera a Bruxelles. All’ordine del giorno, temi economici e questioni urgenti nelle relazioni internazionali.


Economia e relazioni commerciali

“L’economia digitale è una sfida per il nostro sistema di tassazione.” Ha dichiarato Donald Tusk, il Presidente del Consiglio europeo dopo la concertazione dei leaders UE sulla politica fiscale dell’Unione. La discussione si è incentrata sul settore dell’economia digitale e sulla questione dell’adattamento del sistema di tassazione attuale a questa nuovo assetto dei rapporti economici.       
Questa questione sarà discusa nuovamente nel Consiglio Europeo di giugno. Il Presidente del Consiglio europeo ha anche chiesto agli Stati membri di lavorare sulla questione, più particolarmente sulla proposta fatta dalla Commissione Europea sul tema.

La situazione dei rapporti commerciali tra gli Stati Uniti e l’UE è stata al centro del dibattito di venerdì. Il Consiglio europeo ha accolto favorevolmente la decisione presa da Donald Trump giovedì sera di sospendere i dazi sulle importazioni di acciaio e alluminio europee per ancora 40 giorni.
L’UE rimane aperta alla discussione con gli Stati Uniti ma ha preparato alcune opzioni di risposta nel caso la decisione statunitense di dare esecuzione alla decisione di incrementare le tasse sui prodotti europei dovesse essere confermata.               
Cecilia Malmström, Commissario europeo al commercio e Donald Tusk hanno chiesto un’esenzione permanente nei confronti dell’amministrazione Trump.

Brexit

Venerdì 23 marzo, i leaders UE si sono riuniti per discutere dello stato di avanzamento delle negoziazioni tra UE e Regno Unito sulla questione Brexit. La delegazione britannica, come previsto dall’art. 50, par. 4, TUE, non ha partecipato alle deliberazioni del Consiglio europeo concernenti il proprio recesso dall’Unione.

I capi di governo hanno adottato linee guida per condurre le negoziazioni future; hanno approvato la decisione presa dal Parlamento europeo durante la sessione di marzo, hanno riaffermato la volontà di creare un accordo di libero scambio tra Regno Unito e UE, unitamente ad accordi relativi ai diritti dei cittadini, alle questioni socio-economiche, e altri.

Il Consiglio europeo seguirà le negoziazioni future e chiede al Consiglio dell’UE, agli Stati Membri e a l’Alto Rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza di continuare a collaborare nelle negoziazioni sulla Brexit.

Diplomazia

Nella comunicazione pubblicata dopo la riunione di giovedì 22 marzo, il Consiglio europeo ha condannato nuovamente l’attacco di Salisbury in Inghilterra. Il Consiglio europeo sostiene la posizione del Regno Unito, secondo cui la Federazione Russa sarebbe molto probabilmente all’origine dell’attacco.
La questione dell’uso delle armi chimiche è stata discussa e il Consiglio europeo ha chiesto alla Commissione europea e all’Alto Rappresentante di lavorare alla questione, in preparazione del Consiglio europeo di giugno.

Rapporti UE-Turchia

Sulla questione dei rapporti tra la Turchia e i paesi vicini, il Consiglio europeo ha nuovamente condannato le ‘continue azioni illegali’ nel Mediterraneo orientale e nel mar Egeo. Il Consiglio europeo ha chiesto alla Turchia di rispettare il diritto di Cipro di usare le proprie risorse naturali, e quindi di rispettare il diritto europea e internazionale.
È stata inoltre denunciata l’incarcerazione di due soldati greci, insieme ad altri cittadini dell’UE in Turchia. I leaders UE hanno chiesto alla Turchia di rendersi disponibili a negoziare sul punto, per facilitare la risoluzione del problema in maniera ‘rapida e positiva’.
Il Presidente della Turchia Recep Erdogan incontrerà i leaders UE lunedì 26 marzo a Varna (Bulgaria). Quest’incontro si annuncia ‘particolarmente difficile’ secondo Boïko Borissov, il Primo ministro della Bulgaria e Presidente pro tempore del Consiglio dell’UE, dato il contesto attuale delle relazioni tra UE e Turchia che si sono “degradate all’estremo” come ha dichiarato il Primo ministro Borissov.  La situazione problematica è anche legata alla questione dell’accordo tra Bruxelles e Ankara sulla questione dei migranti.

Allargamento dell’UE

I capi di stati e di governo dell’UE hanno discusso del vertice UE-Balcani occidentali che si terrà in maggio a Sofia, Bulgaria. Il Consiglio europeo ha confermato il progetto di allargamento dell’UE, la questione sarà trattata nel Consiglio europeo di giugno.

Europa Digitale

Il Consiglio europeo ha discusso della necessità di proteggere la vita privata e i dati personali dei cittadini nelle reti sociali e nelle nuove piattaforme digitali. È stata sottolineata l’importanza dell’applicazione della legislazione europea e nazionale.

Durante questa discussione, i leaders UE hanno insistito sull’importanze della promozione e del supporto dell’UE all’innovazione digitale, alla ricerca e allo sviluppo delle competenze digitali all’interno del progetto di Mercato Unico Digitale 2018; questa questione sarà trattata di nuovo durante la riunione di Sofia in maggio.

Occupazione e questioni sociali

Il Consiglio europeo ha chiesto ai legislatori dell’UE di intensificare gli sforzi per preparare il terreno alla realizzazione delle strategie per il mercato unico, per il mercato unico digitale e per la creazione dell’Unione dei mercati di capitali e dell’Unione dell’energia, prima delle elezioni europee che si terranno nel giugno 2019.

Durante il Consiglio europeo di primavera è anche stato pianificato il semestre europeo: i leaders UE hanno definito le politiche principali per l’anno 2018.        
L’applicazione del Pilastro Europeo dei Diritti Sociali è stata discussa, e più particolarmente le iniziative prese dalla Commissione Europea nel Quadro di valutazione della situazione sociale e la creazione dell’Autorità Europea del lavoro.

Il Consiglio ha discusso dell’accordo di Parigi durante la riunione di giovedì 22 marzo e ha chiesto alla Commissione Europea di presentare una strategia per ridurre le emissioni di gas a effetto serra nel primo trimestre 2019.

 

Per saperne di più:

Conclusioni del Consiglio europeo di primavera:
-In Inglese: http://www.consilium.europa.eu/en/meetings/european-council/2018/03/22-23/
http://www.consilium.europa.eu/media/33457/22-euco-final-conclusions-en.pdf

-In Italiano: http://www.consilium.europa.eu/it/meetings/european-council/2018/03/22-23/
http://www.consilium.europa.eu/media/33466/22-euco-final-conclusions-it.pdf

Dichiarazione del Presidente del Consiglio europeo Donald Tusk (in Inglese): http://www.consilium.europa.eu/en/press/press-releases/2018/03/22/remarks-by-president-donald-tusk-on-the-european-council-meeting-of-22-march-2018/

Per saperne di più sulle relazioni commerciali tra UE e Stati Uniti: http://it.euronews.com/2018/03/23/vertice-ue-i-leader-chiedono-a-trump-un-esenzione-permanente-dai-dazi
Infografica: http://www.consilium.europa.eu/it/infographics/eu-us-trade/

Articolo sull’incontro di lunedì 26 marzo tra R. Erdogan e UE (in Francese): https://www.courrierinternational.com/article/au-programme-aujourdhui-reunion-ue-turquie-sous-haute-tension

Rapporto della discussione sulla Brexit (in Inglese): http://www.consilium.europa.eu/media/33458/23-euco-art50-guidelines.pdf

Immagine presa da https://tvnewsroom.consilium.europa.eu/event/european-council-march-2018-day-2-19c6d/european-council-roundtable-euro-summit-23-03-18-bruxelles-23-03-18#/gallery/41

Pubblicato il volume degli atti del convegno: “Il Mercato Unico Digitale”

Convegno il mercato unico digitale

Convegno il mercato unico digitale

Nel mese di dicembre 2017 è stato pubblicato il volume degli atti del convegno “Il Mercato Unico Digitale”, tenutosi a Macerata il 26 ottobre 2016 nell’ambito del Progetto di rete nazionale 2016 dei CDE italiani, finanziato dalla Rappresentanza in Italia della Commissione europea.

Il volume contiene le relazioni presentate durante il Convegno da Alberto Gambino, Dignità umana e mercato digitale, Ermanno Calzolaio, Il Regolamento europeo sulla protezione dei dati personali: spunti introduttivi e profili problematici, Simone Calzolaio, Privacy by design. Principi, dinamiche, ambizioni del nuovo Reg. UE 2016/679, Marco Bolognese, La tutela dei dati personali nel Regolamento UE 2016/679, Fabrizio Marongiu Buonaiuti, La giurisdizione nelle controversie relative alle attività on-line, Fiammetta Borgia, Profili critici in materia di trasferimento dei dati personali verso i Paesi extra-europei, Cristina Grieco, L’attuazione in Italia del diritto all’oblio, Laura Marchegiani, Le licenze multiterritoriali per l’uso online di opere musicali nella disciplina comunitaria della gestione collettiva dei diritti d’autore: profili concorrenziali, Marco Capone, Nuovi media, vecchi problemi: il giornalismo nell’era dei social network.

2018: ANNO EUROPEO DEL PATRIMONIO CULTURALE

Anno Europeo del Patrimonio Culturale

Anno Europeo del Patrimonio Culturale

L’anno 2018 è stato dichiarato anno europeo del patrimonio culturale.

Questo progetto è nato dalla proposta fatta al Consiglio dell’Unione europea dai Ministri dell’educazione e della cultura nel 2014. Il Parlamento Europeo ha adottato una risoluzione in favore della proposta nel 2015 e la Commissione Europea ha concretizzato il progetto con una proposta legislativa nel 2016.

 

L’anno 2018 è stato designato anno europeo del patrimonio culturale per incoraggiare i cittadini europei a scoprire il loro patrimonio culturale e storico e per rafforzare il senso di appartenenza a un comune spazio europeo. Si iscrive nel contesto del principio dell’Unione culturale.

Con questo progetto, i leaders UE sperano di fare avvicinare i cittadini, di aiutarli a conoscere meglio il loro patrimonio culturale e la loro storia, entrambi alla base dell’identità europea.

La nozione di patrimonio culturale è ampia: comprende le classiche espressioni artistiche come la letteratura, il cinema, la musica ecc. ma anche il cibo, le tradizioni locali, l’artigianato e la creazione digitale. Tutto questo dà forma al valore universale del patrimonio culturale.

È anche stato deciso di fare dell’anno 2018 un anno che dimostri l’importanza di preservare e trasmettere la cultura, perché essa ha un ruolo cruciale nel futuro dell’Europa, e non solo. L’anno 2018 sarà una occasione per celebrare e conservare il patrimonio culturale.

Nella sola Europa, ci sono 453 siti iscritti nel patrimonio mondiale dell’UNESCO. Questi siti fanno anche parte di un percorso culturale, creato dal Consiglio dell’Unione Europea.

Si è tenuto conto anche del valore economico del patrimonio culturale: i siti culturali sono un punto decisivo di sviluppo del turismo. Un sondaggio fatto dall’Eurobarometro ha mostrato che il 68% dei cittadini europei considera la presenza di un sito del patrimonio culturale come determinante nella loro scelta di destinazione turistica.

Il progetto relativo all’anno del patrimonio culturale comprende la realizzazione di eventi in tutta Europa, e anche in paesi terzi.

Ogni Stato membro ha creato un Coordinamento Nazionale Anno Europeo Patrimonio Culturale 2018, incaricato di organizzare gli eventi culturali a livello locale, regionale e nazionale.     
Gli eventi saranno organizzati dalla società civile e dai membri del settore culturale. Tutte le istituzioni dell’Unione europea saranno coinvolte, in particolare la Commissione Europea, il Parlamento Europeo, il Consiglio dell’UE, il Comitato europeo delle regioni e il Comitato economico e sociale europeo. L’UE sostiene interamente le attività culturali organizzate attraverso i programmi come ‘Europa Creativa’, Erasmus+, ‘Europa per i cittadini’ o ancora attraverso il programma ‘Horizon2020’.

Per quanto riguarda specificamente il CDE di Macerata, è in programma un convegno di studi sul tema “La politica dell’Unione europea per la tutela e la promozione dei beni culturali”, che si terrà il 24 ottobre 2018, col contributo della Rappresentanza in Italia della Commissione europea.

La Commissione Europea collabora con il Consiglio d’Europa e l’UNESCO in 10 progetti a lungo termine che comprendono sia attività educative che la protezione degli edifici storici.

Alcuni siti storici sono stati individuati dalla Commissione Europea per ricevere il ‘Marchio del patrimonio europeo’. Il 26 marzo 2018, nove siti sono stati aggiunti ai 29 già designati tra il 2013 e il 2017, tra cui i siti del patrimonio musicale di Lipsia (Germania), gli ex-campi di concentramento di Natzweiler (tra Francia e Germania), il Forte di Cadine (Italia), il Memoriale di Sighet (Romania) e la città di Schengen (Lussemburgo).             
I siti a cui è attribuito il Marchio del patrimonio europeo sono scelti sulla base della loro rappresentazione dell’integrazione, dei principi e della storia d’Europa.

Per saperne di più sulle attività organizzate in Italia per l’anno europeo del patrimonio culturale, vai alla pagina https://europa.eu/cultural-heritage/country-links.

 

Attività dell’UE nel settore della cultura

Il programma ‘Europa Creativa’ (2014-2020)

È un programma dell’Unione Europea con la finalità di proteggere e promuovere la diversità del patrimonio culturale e linguistico. Gli è stato attributo un bilancio di 1.46 miliardi di euro per il periodo 2014-2020 e ha supportato 130 progetti diversi nel 2017.              
Si è ora previsto di incrementare il supporto ad artisti e attori operanti nel settore culturale che lavorano fuori dal loro paese di origine, alle attività culturali transnazionali nell’UE e fuori dell’Unione, e ad altre attività, per adeguare la cultura europea al nuovo contesto digitale. Ci si concentra principalmente sui settori del cinema, dell’arte e dell’innovazione culturale.           
I paesi terzi sono stati invitati a prendere parte al programma: nel 2018, l’Armenia, la Georgia, la Moldavia e l’Ucraina sono entrate nel programma ‘Europa Creativa’.

Capitale europea della cultura

Il programma ‘Capitale europea della cultura’ è stato creato nel 1985; è uno dei più ambiziosi progetti culturali dell’UE e anche uno dei preferiti dai cittadini europei. Ogni anno, l’UE sceglie due città dell’UE per farne le capitali culturali, per promuovere la ricchezza della diversità e gli aspetti comuni della cultura sul territorio europeo.             
Le capitali europee della cultura ricevono un aiuto finanziario dall’UE per sostenere gli eventi culturali nella città. Nel 2016, Wroclaw (Polonia) e San Sebastiano (Spagna) sono state capitali della cultura; nel 2017 Paphos (Cipro) e Aarhus (Danimarca). Le capitali europee della cultura per l’anno 2018 sono La Valletta (Malta) e Leeuwarden (Paesi Bassi).

Erasmus+

Erasmus+ è un programma dell’UE. Il suo obiettivo principale è di rafforzare le competenze dei cittadini europei attraverso l’educazione, la formazione, il supporto ai giovani e lo sport.    
Il programma opera in diversi ambiti, tra cui il servizio volontario europeo, la mobilità dei professori oltre che degli studenti, le ‘alleanze del sapere’ e le iniziative transnazionali in favore dei giovani.

Nel 2017, il programma di mobilità Erasmus ha compiuto 30 anni. Nel solo anno 2016, il programma ha permesso a 725.000 persone di studiare, lavorare o fare volontariato in altri paesi europei.

Cittadinanza

Per rafforzare il senso di appartenenza e l’identità europea tra i cittadini UE, è stato avviato un programma intitolato ‘l’Europa per i cittadini’. Questo programma intende aiutare i cittadini europei a capire meglio il funzionamento dell’Unione, la sua storia e la sua diversità al fine di promuovere la nozione di cittadinanza o d’identità europea e di far crescere l’investimento dei cittadini nella vita politica e civile europea.  
Il programma include un lavoro sulla storia della varietà ma anche degli elementi comuni dei diversi paesi europei, in maniera di coinvolgere i cittadini nella costruzione del futuro europeo.

Apertura ai paesi non-UE

Il programma dell’anno europeo del patrimonio culturale include anche i paesi terzi. Infatti, la politica culturale europea è parte della Politica Europea di Vicinato (PEV): la cooperazione tra UE e paesi terzi è molto importante nel programma dell’anno europeo del patrimonio culturale e nell’implementazione di programmi come Erasmus+ o ‘Europa Creativa’. Includere i paesi vicini all’Europa è importante perché l’identità europea si è costruita anche grazie alle influenze culturali e sociali dei paesi confinanti, come ad esempio quella dei paesi che si affacciano sul Mediterraneo.

 

 

Per saperne di più:

Presentazione del programma ‘Anno del Patrimonio Culturale’ da parte della Commissione Europea : https://europa.eu/cultural-heritage/about_it
Presentazione del programma ‘Europa Creativa’ (in inglese) : https://ec.europa.eu/programmes/creative-europe/
Azioni relativa all’anno del patrimonio culturale nella politica Europea (Agosto 2017, in inglese) : http://ec.europa.eu/assets/eac/culture/library/reports/2014-heritage-mapping_en.pdf
Per seguire i progetti dell’anno europeo del patrimonio culturale (in francese o tedesco): https://www.arte.tv/fr/videos/RC-015531/2018-annee-europeenne-du-patrimoine-culturel/
Comunicazione fatta dal Parlamento Europeo relativamente alla decisione di creare un anno europeo del patrimonio culturale (in inglese) : http://www.europarl.europa.eu/RegData/etudes/ATAG/2017/599440/EPRS_ATA(2017)599440_EN.pdf
10 progetti europei a lungo termine: https://europa.eu/cultural-heritage/sites/eych/files/eych-initiatives_it.pdf

Immagini e altre risorse relative al programma : https://europa.eu/cultural-heritage/toolkits_it

Servizio ALLERTA marzo.pdf — PDF document, 133 kB (136,649 bytes)

MERCATO UNICO DIGITALE: PORTABILITÀ DEI SERVIZI STREAMING IN TUTTA EUROPA

Portabilità dei servizi online - © Commissione Europea

Portabilità dei servizi online - © Commissione Europea

L’UE ha messo fine ai confini sui servizi di streaming nel territorio europeo.


Dal 1 Aprile 2018, è entrato in vigore il Regolamento UE 2017/1128 che ha messo fine ai limiti territoriali per gli abbonamenti ai servizi di streaming di contenuti: i contenuti sono diventati ‘portabili’.
Ora è quindi possibile viaggiare nell’intera UE senza perdere accesso a servizi come Netflix, Spotify, Amazon, SkyGo, i servizi di ritrasmissione di notizie sportive, ecc. Il contenuto sarà accessibile dai cittadini europei, senza limiti di localizzazione.

Il Regolamento riguarda solo i servizi privati. È ancora facoltativo per i servizi pubblici offrire contenuti portabili.

Della portabilità dei contenuti possono anche beneficiare le piattaforme di streaming, perché possono accrescere la loro apertura al pubblico nell’UE.

‘Streaming senza limiti’ infografica presa dal sito ednHUB

‘Streaming senza limiti’ infografica presa dal sito ednHUB

Ci sono ancora problemi, principalmente per quanto riguarda l’offerta disponibile, che cambia ancora secondo il paese. Per esempio, non è ancora garantito l’accesso ai siti d’informazioni, è quello che Monique Goyens, Direttore generale dell’Ufficio Europeo Unione Consultatori ha sottolineato: “Se provieni da un determinato paese di origine, vuoi vedere cosa sta succedendo a casa tua, vuoi vedere la TV del paese dal quale provieni, e questo non è possibile oggi.”

Inoltre, l’offerta dei servizi di streaming come Netflix non è uguale in tutta Europa; ci sono dei programmi che si possono vedere in Belgio o in Germania ma non in Italia e viceversa.

Questo Regolamento si inserisce nel progetto del Mercato Unico Digitale nell’UE e segue l’abolizione del roaming effettuata nel giugno 2017 e la fine del ‘geoblocking’ per i prodotti commerciali (prodotti materiali e servizi locali). Questa riforma corrisponde alle nuove abitudini dei cittadini europei nel campo delle nuove tecnologie: tra il 2014 e il 2015, il numero di utenti iscritti ai servizi streaming (musica, film, sport, libri...) è cresciuto del 56%.

 

Per saperne di più:

Link al testo del Regolamento: http://data.europa.eu/eli/reg/2017/1128/2017-06-30

Nel 2016, il Centro di Documentazione Europea di Macerata ha organizzato un convegno sul tema del mercato unico digitale. È stato pubblicato il volume degli atti del convegno.     
Più informazioni vai alla pagina: http://giurisprudenza.unimc.it/it/ricerca/laboratori-e-centri-di-ricerca-1/cde/conferenze/progetti-di-rete

http://www.ednh.news/it/ue-mette-fine-a-blocco-geografico-acquisti-online-ma-restano-fuori-musica-e-film/

http://www.ednh.news/it/streaming-senza-confini-ora-skygo-netflix-e-amazon-visibili-liberamente-in-tutta-ue/

https://ec.europa.eu/digital-single-market/en/news/factsheet-portability-online-content-services (in inglese)

http://europa.eu/rapid/press-release_STATEMENT-18-2341_it.htm

https://ec.europa.eu/commission/news/digital-single-market-travel-your-online-content-across-eu-2018-mar-27_it (in inglese)

http://it.euronews.com/2018/03/30/ue-streaming-senza-confini-dal-1-aprile

http://www.dimt.it/index.php/en/component/content/article/104-news/16797-mercato-unico-digitale-abbonamenti-streaming-validi-in-tutta-ue

#UEVeroFalso

UE vero falso

UE vero falso

 

 

La Rappresentanza della Commissione europea in Italia ha creato nel 2018 un hashtag #Ueverofalso nel quale sono pubblicate informazioni che aiutano a distinguere cosa è vero da cosa è falso tra le numerose informazioni pubblicate sull’UE, specialmente sui social media.

 

Tratta di argomenti di attualità che riguardano l’Italia.  Tra gli ‘Euromiti’ denunciati dall’hashtag UEVeroFalso, il mito maggiore è quello che l’UE agirebbe in favore di paesi terzi o di altri paesi membri, a danno dell’Italia.

Per esempio: l’Euro sarebbe un danno per l’economia italiana, le regole UE minaccerebbero i prodotti tipici, il bilancio UE non avrebbe un ritorno favorevole per l’Italia, il regolamento di Dublino sulla questione dei migranti lascerebbe l’Italia da sola, l’UE complotterebbe contro gli spaghetti alle vongole, o ancora gli ulivi sarebbero stati abbattuti in Puglia per favorire l’importazione di olio straniero.

Alcuni esempi di questi ‘Euromiti’:

“L’Euro non è positivo per l’economia italiana”

In questo articolo, si tratta della situazione economica in Italia dopo la sua entrata nell’Eurozona e delle conseguenze possibili se l’Italia ne uscisse.
https://ec.europa.eu/italy/news/euromyths_20180219_Euro_e_un_danno_per_il_paese_UEverofalso_it

“Gli Italiani contribuiscono al bilancio UE, senza un ritorno positivo”

Qui, si tratta dell’uso fatto dei soldi italiani messi nel bilancio UE. Il fatto che l’Italia versa più di quanto riceve dall’UE è utilizzato per sostenere la possibilità di uscire dall’UE per ridurre gli oneri dell’Italia. Ma si producono anche impatti positivi dell’UE sui cittadini italiani, ulteriori rispetto all’aspetto finanziario.
https://ec.europa.eu/italy/news/euromyths/20180201_i_nostri_soldi_finiscono_nel_budget_dell_Europa_UEverofalso_it

“Il regolamento di Dublino è un male per l’Italia”

Il Regolamento di Dublino è frutto di un accordo approvato dagli Stati membri sui criteri di determinazione dello Stato membro competente ad esaminare una domanda di asilo. Nell’hashtag UEVeroFalso si dimostra che ogni paese gestisce le richieste di asilo indipendentemente dall’UE, anche se non sempre a vantaggio dei paesi situati lungo le frontiere esterne dell’Unione, come l’Italia. Infine, si è mostrato che la Commissione europea lavora sulla questione con l’intento di riformare il sistema, tra le altre cose, si propone di creare un procedimento che consenta di controllare il numero di domande di asilo ricevuto in ogni Stato membro.
https://ec.europa.eu/italy/news/euromyths/20180205_il_regolamento_dublino_lascia_sola_Italia_UEverofalso_it

“Le regole UE minacciano i prodotti tipici dei paesi membri”

Con la creazione dell’UE, le domande per la protezione del cibo locale sono salite. È vero che oggi è più facile produrre imitazioni di prodotti locali come il formaggio. L’UE ha tuttavia implementato diversi sistemi di marchi d’origine per proteggere i prodotti tipici come l’IGP (indicazione geografica protetta), la denominazione di origine protetta (DOP) e il STG (specialità tradizionale garantita).
https://ec.europa.eu/italy/news/euromyths_20180208_Ue_uccide_prodotti_titpici_italiani_UEverofalso_it

“L’UE complotta contro gli spaghetti alle vongole”

Si tratta di una fake news secondo la quale l’UE vieterebbe certi pescati tradizionali, più specificamente per effetto dei regolamenti  1224/2009 e 1005/2008, che creano una normativa europea sul pescato con la finalità di limitare la pesca per preservare le specie e la biodiversità.
https://ec.europa.eu/italy/https%3A//ec.europa.eu/italy/news/euromyths/20160719_complotto_ue_contro_spaghetto_alle_vongole_it

Ci sono anche degli argomenti che riguardano tutti i cittadini europei, come la crescita dei voli low cost, le azioni UE per i giovani e la cultura.

Ad esempio:

“La crescita dei voli low cost ha un impatto negativo sui territori europei”

Prima di tutto, si dimostra che l’UE ha avuto un ruolo molto importante nella crescita delle opportunità di viaggio, in particolare con l’eliminazione delle barriere nazionali al trasporto aereo e con regole sulla protezione dei diritti dei passeggeri.
Si mostra inoltre come lo sviluppo dei voli low cost abbia favorito l’espansione degli aeroporti regionali e quindi, allo sviluppo economico di questi territori.
https://ec.europa.eu/italy/news/euromyths_20180227_LowCost_it

“L’UE non agisce a favore dei giovani”

Anche se la crisi economica iniziata nel 2008 ha toccato in modo particolare i giovani, l’UE ha implementato numerosi programmi per aiutarli a trovare lavoro, a studiare all’estero con il programma Erasmus+ o, ancora, per formarli alla solidarietà col Corpo europeo di solidarietà, creato nel dicembre 2016.
https://ec.europa.eu/italy/news/euromyths_20180222_Europa_non_fa_nulla_per_i_giovani_Ueverofalso_it

“L’Europa non ama la cultura”

È dimostrato che l’UE sostiene il settore culturale nelle sue diverse forme (cinema, patrimonio, arte, ecc.) e con vari programmi.
https://ec.europa.eu/italy/news/euromyths/20180201_Europa_non_ama_la_cultura_UEverofalso_it

 

Per saperne di più:

Euronews: http://it.euronews.com/2018/04/03/lotta-alle-fake-news-minor-liberta-di-espressione

GIORNATA INTERNAZIONALE DEI ROM - PROTEGGERE IL PATRIMONIO STORICO E CULTURALE DELLE MINORITÀ NELL’UE

UE - Rom

UE - Rom

 

 

Il 6 aprile 2018, è stato pubblicato un briefing dal Think Tank UE sulla questione della protezione minorità etniche nell’UE all’occasione delle Giornata internazionale dei Rom l’8 aprile.

 

La comunità Rom è la minorità etnica la più importante in Europa. I Rom sono particolarmente vittimi di  discriminazione e di violenza, e la loro cultura è stata sempre minacciata.

Quella giornata internazionale mira alla promozione e la difensa della storia, della cultura e della lingua Rom, che sono degli aspetti largamente sconosciuti in Europa ma molto importante per ridurre le differenzi tra comunità in Europa.

Proteggere le lingue minoritarie fa parte degli obbiettivi legali dell’UE e anche degli obiettivi del Consiglio d’Europa ma oggi, i dialetti Rom non sono preservati e potessero scomparire progressivamente.

Contesto: Origine della Giornata internazionale dei Rom

La Giornata internazionale dei Rom scade l’8 aprile di ogni anno. È stata creata durante il primo congresso mondiale dei Rom, organizzato a Londra, Inghilterra nel 1971.             
Il Congresso di 1971 ha anche condotto alla creazione di una bandiera e di un inno Rom.

Nel mondo interro, ci sono tra 10 e 12 milioni di Rome circa 6 milioni in Europa sola. I Rom rappresentano tra 9% (Bulgaria, Slovacchia) e 0.1% (Germania) della popolazione nazionale nei paesi membri dell’Unione Europea.     
I Rom fanno parte di una comunità etnica molto discriminata e vittima di stereotipi negativi. E uno dei gruppo più toccato dalla disoccupazione e della povertà in Europa e nel mondo. Ci sono anche grandi problemi in termini di educazione.

La cultura Rom è una cultura con molto diversità, principalmente perché ha una storia di migrazione importante. Al origine, le popolazioni Rom erano nomade e hanno attraversato tutta l’Europa tra il dicessimo e in sedicesimo secolo.              
La storia Rom comprende anche molto violenza con numerosi casi di discriminazione, di deportazione ed anche di internamento: per esempio, deportazione organizzata nel diciottesimo secolo in Spagna, deprivazione dei diritti civici nella Russia sovietica, internamento durante la Seconde guerra mondiale in Francia. La fine del ventesimo secolo era un perioda nera per la comunità Rom, che ha molto soffritto del Olocausto dai Nazi, ma anche de violenza dalla parte dei regimi communisti nell’Europa orientale.

La lingua Rom è parlata in Europa dal Medioevo. È una lingua non-territoriale, che non è attaccata a una regione particolare ma a una comunità etnica come il Yiddish per esempio. La sterminazione diretta dai Nazi e le serie di violenze che hanno seguito hanno compromesso l’esistenza e la protezione della lingua.  
Oggi, la lingua Rom fa parte dell’Atlante delle lingue del mondo a rischio di estinzione pubblicato dall’UNESCO (disponibile in Inglese, Francese o Spagnolo).

Come proteggere la diversità linguistica e culturale nell’UE? L’esempio della lingua Rom

Al livello UE

Proteggere le minorità e la loro cultura non è solo una questione di diritti umani nell’Unione, ma anche un’obbligazione legale.

Nella Carta dei diritti fondamentali dell’UE, applicata dal 2009, l’Articolo 21 vieta tutte le forme di discriminazione legata alla lingua e l’Articolo successivo riguarda il rispetto della diversità linguistica nell’UE.
Nel TFUE (Trattato di Lisbona, 2009), l’Articolo 3(3) obbliga gli Stati membri da rispettare la diversità linguistica sul loro territorio. L’Articolo 165(1) dichiara gli Stati membri come responsabili della protezione della diversità culturale e linguistica nel sistema educativo.

Il Consiglio d’Europa

Nella Convenzione europea per la protezione dei diritti umani (pubblicata nel 1950), l’Articolo 14 vieta la discriminazione sulla base di lingue.

Nel 1981, il Parlamento del Consiglio ha adottata la Risoluzione 928 sulla questione dei dialetti e lingue minoritarie nell’educazione e la cultura.

Nel 1992, è stata adottata la Carta europea delle lingue regionali e minoritarie del Consiglio d’Europa. Oggi, 17 dei 28 Stati membri dell’UE l’hanno ratificata – altri paesi come la Belga, l’Estonia, la Grecia, l’Irlanda, la Bulgaria, la Francia, l’Italia e Malta non hanno ancora firmata la Carta.

La lingua è una caratteristiche molto importante da prendere in conto nella protezione e la preservazione della cultura Rom. La lingue Rom è riconosciuta  come lingua minoritaria in alcuni paesi dell’UE come la Repubblica Ceca, la Germania, la  Polonia e la Svezia ma non è sempre integrata nelle politiche nazionale in matteria di protezione e promozione delle minorità nei sistemi educativi e nella vita culturale.

Come l’UE e il Consiglio d’Europe agiscono per preservare la cultura, la storia e la lingua Rom

Al livello UE, una politica d’inclusione è stata messa in applicazione. Dei progetti culturali come la mostra ‘Jedni z wielku’ (Uno di molto) era sopportata dai fondi UE. Si è tenuta in Polonia nel 2014 e nel 2015, era una mostra fotografica per creare una vista e un’opinione più positiva delle popolazione Rom nella regione.        
Il fondo sociale europeo sopporta delle iniziativi associative come la fondazione ‘Secretariado Gitano’ in Spagna che promuoverla cultura Rom attraverso dei programmi educativi. Il progetto ‘Rombaze’ iniziato dall’Università di Graz in Austri fa anche parte dei progetti sostenuti dal fondo sociale UE. Questo progetto rassembra delle pubblicazioni a proposito della storia, della cultura, della lingue e della cultura Rom.    
L’UE ha anche iniziato un progetto intitolato ‘Qualirom’ tra il 2010 e il 201”, col obiettivo di guarantire un’educazione di buona qualità per i membri delle comunità Rom nell’UE.

L’UE e il Consiglio d’Europa hanno iniziato un progetto comune di rete accademico europeo degli studi Rom, con la finalità di includere la popolazione Rom nel dialogo interculturale europeo.

Nel 2017, il Parlamento europeo ha votata una Risoluzione per combattere l’antigiziganismo (le discriminazione verso le popolazione Rom). Gli eurodeputati hanno anche insistito sulla necessità di proteggere i diritti fondamentali dei Rom e il bisogno di promuovere la diversità culturale nel sistema educativo attraverso l’UE.     
Un anno primo, il Parlamento Europeo aveva chiesto all’UE la riconoscenza dello Olocausto Rom.

 

Pubblicazione del Think Tank UE (in inglese): http://www.europarl.europa.eu/RegData/etudes/BRIE/2018/620201/EPRS_BRI(2018)620201_EN.pdf

 

Per saperne di più:

http://it.euronews.com/2018/04/09/la-comunita-rom-chiede-maggiore-inclusione-sociale-in-europa

Romaniarts – Sito d’informazione sulla cultura e l’arte Rom (in inglese) : http://www.romaniarts.co.uk

Sito di Presentazione della mostra ‘Jedni z wielu’ (in polacco) http://jednizwielu.pl/

Presentazione dell’associazione ‘Fundacion Secretariado Gitano’ (in inglese o spagnolo) https://www.gitanos.org/quienes_somos/index.php

Presentazione del progetto ‘Rombase’ (in inglese) http://rombase.uni-graz.at/

Presentazione della Rete accademica europea degli studi Rom (in inglese) http://romanistudies.eu/the-project/the-project/

UNGHERIA: COSA DEDURRE DAI RISULTATI DELLE ELEZIONI?

Viktor Orbán a Budapest domenica 8 aprile -- Photo: Leonhard Foeger, Reuters

Viktor Orbán a Budapest domenica 8 aprile -- Photo: Leonhard Foeger, Reuters

 

Il primo ministro ungherese Viktor Orbán è stato eletto nuovamente nelle elezioni legislative dell’8 aprile 2018: questo è il suo terzo mandato consecutivo dal 2011 e il suo quarto in totale. Orbán era stato eletto Primo Ministro nel 1998, ed ha svolto il suo primo mandato fino al 2002.

Queste elezioni si sono tenute in un clima particolare di conflitto con l’UE, della quale l’Ungheria fa parte dal 2004. La questione dell’accoglienza dei migranti è un punto particolarmente sensibile.


Chi è Viktor Orbán e quali sono le sue posizione politiche?

Viktor Orbán è il leader del partito conservatore Fidesz (Unione Civica Ungherese). Il partito ha adottata una linea politica di destra nazionalista e populista, basata sui valori cristiani.           
Il Fidesz è partner del Partito del popolo austriaco e del Partito austriaco della libertà, due partiti di estrema-destra al potere in Austria dalla fine del 2017.

Il Fidesz e il suo capo Viktor Orbán hanno adottato una politica di lotta all’immigrazione, utilizzando come argomento principale una differenza culturale importante, legata alla religione, che, a dir loro, potrebbe minacciare la cultura cristiana ungherese, come si può vedere nell’immagine riportata sotto:

Campagna del partito Fidesz - Balaton

Campagna del partito Fidesz: “Balaton 2030. Se il Fidesz vince in aprile. / Se l’opposizione vince.”
(Il lago Balaton è un luogo turistico che si trova nella parte occidentale dell’Ungheria.)

È stato il Fidesz, nel 2015, a far costruire barriere alla frontiera con la Serbia e la Croazia, per impedire l’ingresso nel territorio ungherese dei migranti provenienti da sud.      
L’argomento principale usato dal Fidesz è la difesa del paese contro una possibile “invasione” dei migranti. Per esempio, il governo ha finanziato la locandina seguente che è affissa nelle strade di tutto il paese:

Campagna Stop migrants - Fidesz

Esempio di locandina della campagna anti-migranti del Governo ungherese.
(immagine presa dal sitodel giornale
Magyar Nemzet – mno.hu)

Più in generale, gli argomenti di stampo nazionalista come il valore della patria e la questione dell’identità nazionale sono al centro del discorso di Orbán.

L’Ungheria è in conflitto con l’UE sia sulla questione della politica migratoria, specialmente a proposito del sistema di allocazione delle quote dei richiedenti asilo, sia su quella economica: Orbán ritiene che l’UE sia troppo liberale. Da un lato Orbán sfida il potere dell’UE, dall’altro ha implementato una politica di avvicinamento alla Russia di Putin e alla Turchia di Erdogan.

Il Fidesz ha anche messo il miliardario George Soros sotto il fuoco della sua politica. George Soros è un filantropo ungherese naturalizzato statunitense che agisce molto nel settore dei diritti umani. Ha molto investito nel paese, per esempio con la creazione nel 1991 dell’Università dell’Europa Centrale (Central European University, CEU) a Budapest, una delle più prestigiose università europee nel campo delle scienze umane e sociali. Nel 2017, il governo Fidesz ha riformato il sistema di accreditamento universitario, in termini tali da provocare la revoca della autorizzazione dell’attività della CEU.

Durante i suoi mandati precedenti, Viktor Orbán ha attuato diverse riforme con l’obiettivo di limitare il potere dell’opposizione politica. Per iniziare, ha sostituito i diplomatici che non lo tolleravano con persone del partito Fidesz e ha soppresso tutti i poteri della Corte Costituzionale ungherese, in modo tale che questa non è più in grado di esercitare il controllo di legittimità sulle leggi emanate dal governo.


Poi, Orbán ha personalmente preso il controllo dei media ungheresi: ha comprato numerosi canali di tv, radio, siti internet, e oggi, detiene tutti i giornali regionali. Ha anche preso il controllo dei media pubblici, ponendosi in condizione di poter manipolare l’informazione (gli si contesta anche di avere messo in circolazione fake news in alcuni casi (link in inglese)).               

Grazie alle famiglie abbienti che gli sono vicine, Orbán ha posto in essere poco alla volta un sistema di ‘capitalismo ungherese’ nel quale tutte le maggiori imprese del paese sono state acquistate da potentati ungheresi.

Che cosa è successo domenica 8 aprile?

Durante le elezioni legislative dell’8 aprile, il partito Fidesz ha ottenuto circa il 50% dei voti. Quindi ha ottenuto la maggioranza assoluta al Parlamento, con 133 seggi su 199. La partecipazione dei votanti a queste elezioni è stata molto alta, con almeno il 70% degli aventi diritto che hanno votato: la percentuale è cresciuta rispetto alle elezioni precedenti (61% nel 2014, per esempio).
Ma per capire questa larga vittoria, si deve anche considerare la riforma del sistema elettorale implementato dal Fidesz, che divide lo scrutino tra sistema maggioritario e proporzionale, un sistema che favorisce molto i partiti importanti. Con questa riforma, Orbán ha anche ridefinito le circoscrizioni elettorali, particolarmente quelle dove l’elettorato votava maggiormente a sinistra e ha cambiato il sistema di ripartizione del voto minoritario, a vantaggio del partito eletto. Orbán ha dato diritto di voto agli ungheresi che vivono all’estero, una comunità elettorale rilevante presso la quale Orbán è molto popolare.

L’opposizione al Fidesz, costituita principalmente dal Jobbik (estrema destra) e dai socialisti, non è riuscita ad unirsi contro Orbán.

E dopo?

Lunedì 9 aprile, il gruppo del PPE (Partito popolare europeo) al Parlamento Europeo, del quale il Fidesz fa parte, ha salutato la vittoria di Orbán. I personaggi di maggior spicco della destra europea hanno fatto lo stesso: G. Wilders nei Paesi Bassi, M. Le Pen in Francia, B. Von Storch in Germania e M. Salvini in Italia.

Il Presidente del Consiglio Europeo Donald Tusk si è congratulato con Viktor Orbán in una comunicazione (in inglese), e ha dichiarato di sperare che il Primo Ministro “svolgerà un ruolo costruttivo nel mantenere l’unità dell’UE.”

Il giorno dopo, il 10 aprile, il Comitato delle libertà civili al Parlamento Europeo ha comunicato la pubblicazione di un rapporto sulla situazione in Ungheria e sullo stato di diritto. Questo rapporto è stato iniziato nel maggio 2017 e sarà presentato al Comitato dalla eurodeputata Judith Sargentini (Verde) e votato giovedì 12 aprile (link al rapporto adottato, in inglese). Poi, sarà messo al voto durante la sessione plenaria del Parlamento di settembre prossimo.

Per quanto riguarda l’Ungheria, il Primo ministro Orbán ha già formulato il suo programma di riforma costituzionale, che sarà possibile attuare grazie alla maggioranza assoluta acquistate nelle elezioni di aprile. Viktor Orbán dovrebbe essere al potere in Ungheria fino al 2022.

Le relazioni con l’UE non sembrano in via di miglioramento, e la possibilità di usare l’Articolo 7 TUE contro l’Ungheria è stata considerata nel rapporto scritto da Judith Sargentini.

Con la rielezione di Viktor Orbán, l’Ungheria rimane tra gli Stati membri dell’UE che hanno governi a maggioranza euroscettica (come Regno Unito, Germania, Polonia, ecc.).

 

Per saperne di più:

Sulla situazione in Ungheria, Viktor Orbán e la sua politica :
http://it.euronews.com/2018/04/05/puntare-tutto-sui-migranti-per-vincere-le-elezioni-ecco-la-strategia-di-orban
http://it.euronews.com/2018/02/23/orban-l-europa-ci-rimborsi-il-muro-sui-migranti-la-stiamo-aiutando-
http://it.euronews.com/2018/04/07/ungheria-legislative-ultimo-giorno-di-campagna
http://it.euronews.com/2018/04/08/ungheria-oggi-alle-urne-per-le-legislative
http://it.euronews.com/2018/04/04/l-ungheria-va-al-voto-orban-eroe-o-semplice-populista-
http://it.euronews.com/2018/04/09/elezioni-in-ungheria-in-diretta-risultati-analisi-e-reazioni
https://www.courrierinternational.com/article/hongrie-large-succes-pour-orban-echec-cuisant-pour-lopposition (in francese)
http://www.liberation.fr/planete/2018/04/06/hongrie-une-mise-au-pas-en-quatre-coups-de-force_1641684 (in francese)

Sul rapporto del Comitato delle libertà al Parlamento Europeo : http://www.europarl.europa.eu/news/it/press-room/20180410IPR01424/hungary-civil-liberties-meps-to-discuss-the-situation-of-fundamental-rights
http://www.europarl.europa.eu/oeil/popups/ficheprocedure.do?reference=2017/2131(INL)&l=EN

Euroscetticismo:
https://www.express.co.uk/news/world/713723/anti-eu-parties-european-union-eurosceptics-map-national-front-freedom-five-star

SESSIONE PLENARIA DEL PARLAMENTO EUROPEO: 16-19 APRILE 2018

Parlamento europeo di Strasburgo, Francia

Parlamento europeo di Strasburgo, Francia

 

 

Gli eurodeputati si sono riuniti dal 16 al 19 aprile al Parlamento europeo di Strasburgo per la sessione plenaria del mese d’aprile 2018 con diverse questioni da trattare e votare.

 


Lunedì 16 aprile, gli eurodeputati hanno discusso le strategie da adottare a livello nazionale per ridurre le emissioni di gas a effetto sera del 40% rispetto ai livelli del 1990, in accordo con gli obiettivi dell’Accordo di Parigi (2016). La votazione si è tenuta nella seduta di martedì 17 aprile, durante la quale due progetti legislativi proposti dalla Commissione Europea saranno messi al voto. 
Link al briefing del Parlamento

Martedì mattina, il Presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron è stato invitato a discutere del futuro dell’Europa con gli eurodeputati e il Presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker. È il quarto leader a partecipare a questa discussione, dopo il Primo ministro irlandese in gennaio, il Primo ministro croato in febbraio e il Capo di governo portoghese durante le scorsa sessione. Alla sessione di maggio che si svolgerà a Bruxelles, il Primo ministro belga, Charles Michel, è stato chiamato a partecipare.

Martedì 17 aprile si è tenuto anche un dibattito sull’economia circolare. La votazione del testo si è svolta mercoledì 18 aprile e ad essa è seguita una conferenza stampa.

Infine, il 17 aprile sono state messe al voto la bozza di un testo relativo alla ristrutturazione degli edifici, residenziali e non, per contenere il consumo energetico e la proposta di riforma del finanziamento dei partiti politici europei. Link ai diversi comunicati stampa emessi dal Parlamento europeo: dibattito con E. Macron, economia circolare, risparmio energetico, e partiti politici europei.

Mercoledì 18 aprile, al Parlamento Europeo si è svolto un dibattito sulla questione della protezione dei dati personali dei cittadini UE, particolarmente nel contesto dello scandalo Facebook-Cambridge analytica. Il Presidente del Parlamento ha invitato l’amministratore delegato di Facebook, Mark Zuckerberg, al Parlamento per discutere con gli eurodeputati. 
Questa discussione è stata seguita da diversi dibattiti con votazione prevista per il giorno seguente, aventi ad oggetto, tra l’altro: la regolamentazione dei prodotti biologici e della etichettatura “bio”, l’emanazione di nuove norme sulle emissioni inquinanti delle autovetture, sulla questione delle regole UE in materia di vaccinazione e un progetto di sistema fiscale per limitare il riciclaggio finanziario. Una risoluzione del Parlamento sulla nomina di Martin Selmayr a segretario generale della Commissione Europea è stata anche messa al voto, dopo il dibattito tenuto in marzo.          
Per saperne di più su: protezione dei dati privati, prodotti biologici, norme auto, vaccinazione, lotta al riciclaggio e la nomina del segretario generale della Commissione europea, M. Selmayr.

Giovedì 19 aprile, ultimo giorno della sessione, una risoluzione del Parlamento Europeo è stata messa al voto sul tema della protezione dei giornalisti nell’UE, in seguito all’omicidio del giornalista slovacco Ján Kuciak e della sua compagna in febbraio. La risoluzione segue il dibattito tenuto durante la sessione plenaria di marzo a Strasburgo. Il Parlamento europeo ha in calendario anche una mozione di risoluzione per denunciare le violazioni dei diritti umani constatati nel mondo negli ultimi tempi.
Maggiori informazioni disponibili al link.

 

Per saperne di più :
http://www.europarl.europa.eu/pdfs/news/expert/newsletter/20180403NEW00807/20180403NEW00807_it.pdf
https://multimedia.europarl.europa.eu/it/from-waste-packaging-to-organic-food-coming-up-in-strasbourg_N01-PUB-180413-CMUP_ev

Per seguire le discussioni:
http://europarl.europa.eu/plenary/it/home.html?tabActif=next
http://europarl.europa.eu/ep-live/it/plenary/
http://www.epnewshub.eu/#/?_k=xa7fjp

 

Aggiornamenti:

Dichiarazione del Parlamento Europeo all’apertura della sessione plenaria

All’apertura della sessione plenaria di aprile 2018, il Presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani ha condannato l’uso di arme chimiche in Siria, aggiungendo “credo sia necessario che il Parlamento invii un messaggio forte (...) prima del dibattito [del 18 aprile] pomeriggio con l’Alto rappresentante Mogherini e del confronto che avremo in mattinata con il Presidente della Repubblica francese Macron.” Ha sottolineato la “drammaticità della situazione” in Siria e la necessità di rimanere uniti nell’UE.

I leaders dei gruppi politici al Parlamento europeo hanno sostenuto la posizione del Presidente Tajani e chiedono “un’iniziativa politica e diplomatica, forte dell’Europa” secondo quanto sostenuto dal Presidente del Parlamento Europeo.

http://www.europarl.europa.eu/news/it/press-room/20180411IPR01514/apertura-plenaria-leader-politici-del-pe-condannano-uso-armi-chimiche-in-siria

http://www.ansa.it/europa/notizie/rubriche/altrenews/2018/04/16/siriatajani-unita-in-ue-errore-andare-ordine-sparso_02504120-b4d7-4cfd-96b1-d3a3119249ef.html

Per saperne di più sulla posizione dell’UE: http://it.euronews.com/2018/04/16/siria-mogherini-necessario-fare-pressione-su-assad-affinche-venga-a-negoziare-

 

Il Presidente francese davanti ai deputati europei

Nel maggio 2017, Emmanuel Macron è stato eletto Presidente della Repubblica francese. È anche stato Ministro dell’economia, dell’industria e del digitale durante lo scorso mandato presidenziale.

Martedì 17 aprile 2018 alle 10:00, è stato il quarto capo di governo a dibattere sul futuro dell’Europa davanti al Parlamento Europeo.

Macron ha fatto della riforma dell’UE uno degli obiettivi principali del suo mandato. Martedì 17 aprile, ha presentato la “Grande Marcia per l’Europa” per fare rivivere il sogno politico europeo. Nel contesto della Brexit che si avvicina, così come le prossime elezioni europee, Macron dovrebbe investirvi molto e ottenere l’aiuto dei liberali europei per poter realizzare il suo sogno.

Il suo discorso era incentrato sui valori che distinguono l’UE dai regimi autoritari, in un contesto di sviluppo dei governi populisti e nazionalisti anche nell’UE (Bulgaria, Austria, Polonia, Italia...)
Ha aggiunto che “Difendere l’idea europea non vuol dire farlo a scapito della nostra sovranità ma per dare risposta ai problemi.”

Macron ha messo in primo piano quattro punti che a suo giudizio sono essenziali per l’Europa: un nuovo programma europeo per riformare il sistema stabilito dal Regolamento di Dublino con riferimento alla ripartizione tra gli Stati membri della competenza ad esaminare domande d’asilo, modificare il sistema di tassazione digitale per trovare nuove risorse al bilancio UE, riformare i regolamenti bancari e dare più importanza all’aspetto culturale dell’Unione europea.
Il Presidente francese ha sottolineato il bisogno di trovare une politica comune a tutta l’Unione Europea per quanto riguarda la protezione dell’ambiente e il digitale.

Il prossimo leader UE a prendere parte al dibattito sul futuro dell’Europa sarà il Primo ministro belga, Charles Michel, durante la prossima seduta plenaria del Parlamento Europeo che si terrà a Bruxelles il 2 e 3 maggio 2018.

http://it.euronews.com/2018/04/16/il-sogno-europeo-di-macron-illusione-o-realta-

http://it.euronews.com/2018/04/17/dall-europarlamento-il-discorso-di-macron-sul-futuro-dell-europa

 

Economia circolare e riciclaggio: nuove norme adottate mercoledì 18 aprile

L’obbiettivo del testo adottato mercoledì 18 aprile 2018 e dibattuto il giorno prima consiste nel favorire l’incremento del riciclaggio dei rifiuti e passare dalla quota del 44% odierna al 55% nel 2025 e inoltre a ridurre la quantità di rifiuti, specialmente gli imballaggi.       
La quantità di sprechi alimentari è anche considerata nel testo: gli Stati membri dovrebbero ridurli del 30% entro il 2025, per arrivare nel 2030 al obiettivo fissato dalle Nazione Unite del 50%. I parlamentari europei hanno sottolineato la necessità di chiarire il senso della locuzione ‘da consumarsi entro’ e ‘da consumarsi preferibilmente entro’.

Aumentare il riciclaggio vuol dire ridurre l’uso delle discariche. Le statistiche europee in materia di riciclaggio o uso delle discariche sono molto diverse: nel 2014, paesi come Austria, Danimarca, Germania o Svezia non hanno praticamente interrato alcun rifiuto; al contrario, Cipro, Croazia, Grecia, Lettonia e Malta hanno messo più del 75% dei loro rifiuti in discarica. L’Italia, nel 2016 ha mandato l’equivalente di 123 chili pro capite in discarica, che corrisponde al 28% dei rifiuti totali.

L’obiettivo finale del testo votato è di limitare al 10% la quantità di rifiuti in discarica entro il 2035.

La legislazione europea mira anche ad accrescere la raccolta differenziata, particolarmente per i rifiuti tessili e pericolosi dell’industria nucleare e a promuovere il compostaggio dei rifiuti biodegradabili direttamente a casa.

Il concetto di economia circolare si basa su un modo di produzione e di consumo che abbia l’obiettivo di ridurre i rifiuti al massimo: ogni prodotto dovrebbe passare attraverso uso, riutilizzo, riparazione, riciclaggio e rinnovo. La finalità della proposta legislativa sulla riduzione dei rifiuti è in linea con l’idea di economia circolare, con l’ambizione di ridurre in modo durevole l’impatto sull’ambiente e di supportare la competitività, l’innovazione e la crescita, quindi anche di creare lavoro.               
È stimato che il ricorso al modello dell’economia circolare potrebbe condurre le imprese europee ad un risparmio di € 600 miliardi (8% del fatturato annuale) e ridurrebbe le emissioni di gas a effetto serra tra il 2 e il 4% all’anno.

Secondo l’eurodeputata relatrice del progetto legislativo, l’economia circolare “non è solamente una politica di gestione dei rifiuti ma è un modo per recuperare materie prime e non premere oltremodo sulle risorse già scarse del nostro pianeta, anche innovando profondamente, il nostro sistema produttivo.”

Infografica economia circolare - Parlamento europeo

Come funziona l’economia circolare?
–illustrazione presa dal comunicato stampa del Parlamento Europeo

Il testo deve ora essere approvato formalmente dal Consiglio europeo prima di essere pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’UE e di entrare in vigore.

Per saperne di più sull’economia circolare : http://www.europarl.europa.eu/news/it/headlines/economy/20151201STO05603/economia-circolare-definizione-importanza-e-vantaggi
http://www.europarl.europa.eu/news/it/press-room/20180411IPR01518/economia-circolare-piu-riciclaggio-meno-smaltimento-in-discarica
http://www.ansa.it/europa/notizie/rubriche/altrenews/2018/04/18/rifiuti-pe-dice-addio-a-discariche-nuovi-target-riciclo_cf398cd4-1e32-43bb-8016-1afb510fedee.html

 

Protezione dei dati privati nell’UE

Mercoledì 18 aprile, gli eurodeputati hanno discusso sulla protezione dei dati personali nel contesto dello scandalo Facebook – Cambridge Analytica e dell’uso improprio di questi dati dalle imprese.

I deputati europei hanno chiesto a Facebook di spiegare come pensa rispettare il nuovo Regolamento generale sulla protezione dei dati, approvato durante la session plenaria di marzo 2018 e che entrerà in vigore il 25 maggio prossimo.

Il fondatore di Facebook Mark Zuckerberg era stato invitato alla discussione dal Presidente del Parlamento Antonio Tajani per discutere della situazione attuale. Il Parlamento Europeo ha rinnovato la richiesta di un dibattito relativo all’influenza esercitata dai social network sull’opinione politica dei cittadini.

http://www.europarl.europa.eu/news/it/press-room/20160407IPR21776/protezione-dei-dati-il-parlamento-approva-le-nuove-norme-per-l-era-digitale
http://www.europarl.europa.eu/news/it/press-room/20180412IPR01606/meps-urge-facebook-ceo-to-come-to-european-parliament (in inglese)
http://www.europarl.europa.eu/news/it/headlines/society/20180418STO02004/scandalo-facebook-cambridge-analytica-zuckerberg-deve-rispondere-agli-europei
http://www.ansa.it/europa/notizie/rubriche/altrenews/2018/04/18/facebook-tajani-scrive-a-zuckerberg-venga-al-pe_b62a64d4-d3a5-4691-aa7b-bc79f18a2cc9.html

Nuove regole sul finanziamento dei partiti politici europei

Martedì 17 aprile, gli eurodeputati hanno adottato una proposta legislativa della Commissione europea per riformare le regole in materia di finanziamento ai partiti politici nell’UE.

L’obiettivo principale sarà di guarantire l’uso corretto dei fondi europei nei partiti politici a livello nazionale e ridefinire la distribuzione dei soldi UE: tutti i partiti riceveranno il 10% del bilancio (contro il 15% attuale) e il restante 90% sarà attribuito proporzionalmente al numero di deputati eletti.
In caso di uso improprio, le regole di recupero saranno più severe e più semplici da applicare dal Parlamento europeo, istituzione incaricata del controllo.

Maggiori informazioni ai link: http://www.europarl.europa.eu/news/it/press-room/20180411IPR01520/partiti-politici-europei-il-pe-approva-nuove-regole-per-il-finanziamento
http://www.ansa.it/europa/notizie/rubriche/altrenews/2018/04/17/giro-di-vite-sul-finanziamenti-ai-partiti-dal-parlamento-ue_2e559501-08bc-4530-ae74-5aba38966ab6.html

 

Nomina del Segretario generale della Commissione europea Selmayr

Mercoledì 18 aprile, il Parlamento Europeo ha adottato una risoluzione, chiedendo alla Commissione europea di riconsiderare la procedura di nomina del Segretario generale Martin Selmayr, e più generalmente la procedura di nomina degli alti funzionari dell’Unione.

La finalità della risoluzione è di invitare tutte le istituzioni UE a pubblicare offerte aperte delle posizioni vacanti, non solo per selezionare i candidati più qualificati ma anche “nell’interesse della trasparenza, dell’integrità e delle pari opportunità”, hanno dichiarato i deputati nel testo adottato. La risoluzione invita la Commissione europea a rivedere la procedura di nomina prima della fine del 2018.

Il documento è stato emanato a seguito della preoccupazione espressa sulla procedura dai deputati europei durante la sessione di marzo scorso, nella quale i parlamentari avevano sottolineato la mancanza di integrità e trasparenza della procedura.

La risoluzione votata dal Parlamento potrebbe avere conseguenze importanti sull’intera Commissione europea, come spiegato in questo post dall’Ansa.

http://www.europarl.europa.eu/news/it/press-room/20180411IPR01525/pe-alla-commissione-rivedere-la-procedura-di-nomina-del-segretario-generale

 

Calendario elettorale 2019 approvato

Gli eurodeputati hanno approvato la proposta del Consiglio europeo: le prossime elezione europee si terranno dal 23 al 26 maggio 2018, e non tra il 6 e il 9 giugno come previsto originalmente dall’Atto elettorale del 1976.        
Questa proposta fatta dal Consiglio europeo è stata adottata con 492 voti a favore, 14 contro e 24 astensioni.

Anche il calendario 2019 delle sessioni del Parlamento europeo è stato definito e votato.

http://www.europarl.europa.eu/news/it/press-room/20180411IPR01519/elezioni-europee-i-deputati-approvano-le-date-per-il-2019

 

Clima: come ridurre le emissioni di CO2 al livello europeo?

Due proposte legislative erano dibattute nel pomeriggio, lunedì 17 aprile e sono state messe al voto il giorno dopo, nel quadro dell’Accordo di Parigi sul cambiamento climatico che ha definito l’obiettivo di riduzione delle emissioni di gas a effetto sera del 40%, rispetto al livello del 1990.

La prima proposta riguarda i gas inquinanti emessi in agricoltura, trasporti edilizia e rifiuti: entro il 2030, le loro emissioni di gas a effetto serra dovranno essere ridotte del 30%.

Questi settori non sono inclusi nel sistema comunitario di scambio delle quote di emissioni ma rappresentano circa il 60% delle emissioni totali nell’UE.    
Il testo è stato adottato dal Parlamento europeo con 343 voti favorevoli, 172 contrari e 170 astensioni.

Il secondo testo proposto riguarda la deforestazione, che dovrebbe essere compensata con nuove piantagioni di alberi, di modo che la capacità di assorbimento del CO2 dagli alberi sia ristabilita. Dal 2030, questa capacità dovrebbe essere incrementata e essere superiore alle emissioni.

Questo Regolamento è stato approvato dagli eurodeputati con 574 voti a favore, 79 contrari e 32 astensioni.

Il Consiglio europeo deve approvare formalmente le proposte, poi gli obiettivi definiti dai Regolamenti devono entrare in vigore negli stati membri mediante la creazione di obiettivi nazionali.

Per saperne di più:

http://www.europarl.europa.eu/news/it/press-room/20180411IPR01515/ambiente-obiettivi-riduzione-co2-per-agricoltura-trasporto-edilizia-e-rifiuti

 

Nuove regole UE in materia di omologazione delle auto

Il Parlamento europeo ha adottato giovedì 19 aprile un testo legislativo che mira a ridurre i rischi di frode nelle modalità di omologazione delle auto.

Il testo prevede di rafforzare i controlli e di accrescere l’indipendenza delle autorità responsabili dei controlli per evitare al massimo i conflitti di interesse.                   
Le sanzioni saranno rafforzate in caso di non inadempimento delle norme e degli obiettivi annuali di ispezione: ogni Stato membro dovrà controllare almeno 40.000 veicoli nuovi all’anno con un minimo del 20% dei test riguardanti le emissioni inquinanti; in caso di non rispetto delle norme, la Commissione europea potrà infliggere sanzioni fino a € 30.000 per ogni veicolo non conforme.

Le nuove norme sono state introdotte per evitare un nuovo ‘Dieselgate’ (link in inglese) e mirano a ristabilire la fiducia dei consumatori nelle auto nuove, ma anche a meglio proteggere l’ambiente. Il testo è stato adottato con 547 voti a favore, 83 contrari e 16 astensioni e dovrà essere ora approvato dal Consiglio dell’UE. Dovrebbe entrare in vigore a partire dal 1 settembre 2020.

http://www.europarl.europa.eu/news/it/press-room/20180411IPR01522/emissioni-auto-nuove-norme-ue-per-evitare-ulteriori-frodi


Nuove regole UE per prodotti biologici importati

L’UE considera ‘prodotto biologico’ tutta la produzione fatta in un sistema rispettoso dell’ambiente. Mentre il mercato biologico si sviluppa, i regolatori europei hanno sentito il bisogno di rafforzare le regole.

Infografica mercato biologico - Parlamento europeo

Il mercato del cibo biologico – infografica
(
Parlamento europeo)

Giovedì 19 aprile, Il Parlamento europeo ha approvato nuove regole riguardanti i prodotti biologici importati nell’UE, per garantire un’alta qualità dei prodotti ed evitare gli abusi in materia di etichettatura ‘biologico’.

Il testo mira anche ad aumentare la produzione biologica nel territorio UE per facilitare l’accesso ai semi biologici agli agricoltori, particolarmente ai piccoli coltivatori. La contaminazione da pesticidi chimici dovrebbe essere limitata.

Il testo adottato dal Parlamento europeo - con 466 voti a favore, 124 contrari e 50 astensioni - è stato descritto dal suo relatore, l’eurodeputato Martin Häusling come uno strumento per migliorare la qualità dei cibi biologici nell’Unione ma anche per “rispondere ai bisogni di un mercato in rapida espansione.”

Ora, il testo deve essere approvato dal Consiglio europeo e dovrebbe entrare in vigore nel 2021. La Commissione europea sarà responsabile della valutazione nell’applicazione delle regole: nel 2025, dovrà stimare l’efficacia delle norme europee e nel caso non siano state efficaci, fare una proposta legislativa per armonizzare le regole a livello nazionale.

http://www.europarl.europa.eu/news/it/press-room/20180411IPR01523/prodotti-biologici-regole-piu-rigide-per-le-importazioni
http://www.ansa.it/europa/notizie/rubriche/altrenews/2018/04/19/pe-approva-nuove-norme-su-bio-italiani-votano-tutti-contro_0f17f8d0-5798-48db-ac80-70bd0117f573.html

Contesto:
Proposta per nuove regole UE sui prodotti biologici fata dal Parlamento Europeo e dal Consiglio europeo (in inglese)     
Infografica : il mercato biologico nell’UE             
http://www.ansa.it/europa/notizie/agri_ue/dossier/2018/04/19/il-marchio-bio-il-simbolo-di-un-universo-in-espansione_03c075f8-a675-4707-ab0b-c07182e1acc5.html

 

Violazioni dei diritti umani a Gaza, nelle Filippine e in Bielorussia

Giovedì 18 aprile, gli eurodeputati hanno discusso sulle violazioni dei diritti umani constatati nel mondo nelle ultime settimane e hanno votato alcune risoluzioni:

  • A proposito degli eventi di violenza nella Striscia di Gaza, il Parlamento ha chiamato Israele e Palestina ad usare mezzi non-violenti per preservare i diritti umani delle popolazioni civili che vivono nella zona. I deputati hanno anche chiesto di porre fine alla chiusura della Striscia di Gaza in maniera “immediata e incondizionata” per facilitare l’accesso degli aiuti umanitari alla zona.
  • Gli eurodeputati hanno denunciato la situazione criminale nelle Filippine, dove le autorità praticano uccisioni extragiudiziali e falsificano le prove. Hanno anche chiesto che famosi difensori dei diritti umani e il Relatore speciale delle Nazione Unite sui diritti dei popoli indigeni Victoria Tauli-Corpuz siano rimossi dalla lista delle persone considerate terroristi dal Governo. La reintroduzione della pena di morte fa anche parte delle questioni denunciate dal Parlamento europeo.
  • Per quanto riguarda la situazione in Bielorussia, i deputati hanno denunciato l’arresto di numerosi manifestanti pacifici della marcia organizzata il 25 marzo in occasione della Giornata della Libertà bielorussa.      
    Il testo della risoluzione del Parlamento chiede al Governo di applicare le regole standard in materia di diritti umani e di aumentare la libertà politica dei suoi cittadini.

La risoluzione su Gaza è stata adottata con 524 voti a favore, 30 contrari e 92 astensioni; quelle sulle Filippine e la Bielorussia sono state approvate per alzata di mano.

http://www.europarl.europa.eu/news/it/press-room/20180411IPR01529/human-rights-breaches-in-gaza-the-philippines-and-belarus (in inglese)

 

Vaccinazione

Giovedì 18 aprile, gli eurodeputati hanno votato una risoluzione relativa alla situazione attuale nell’UE in materia di vaccinazione. L’opinione pubblica si fida sempre meno della vaccinazione, e questo sta già producendo un impatto sulla salute dei cittadini: tra il 2008 e il 2015, si sono registrati 215.000 casi di malattie che avessero potuto essere prevenute dalla vaccinazione.

Il progetto del Parlamento mira a rafforzare la fiducia degli europei nella vaccinazione con una trasparenza maggiore a proposito della produzione e della valutazione dei vaccini.

http://www.europarl.europa.eu/news/it/press-room/20180412IPR01612/rischi-per-la-salute-derivanti-dalla-caduta-dei-tassi-di-vaccinazione-nell-ue

 

Risoluzione del Parlamento europeo per la protezione dei giornalisti nell’UE

La risoluzione non legislativa adottata dal Parlamento giovedì 18 aprile, in seguita al dibattito tenutosi durante la sessione plenaria di marzo sottolinea la necessità per l’UE di proteggere meglio i giornalisti.

I deputati europei chiedono anche al governo slovacco di assicurare lo svolgimento di un’inchiesta seria, indipendente e condotta da diversi paesi, in collaborazione con Europol.

Il Presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani ha dichiarato “Gli omicidi di Daphne Caruana Galizia [una giornalista investigativa maltese, uccisa nell’ottobre 2017] e di Jan Kuciak sono tentativi che mettono a repentaglio i nostri valori fondamentali e sono un attacco allo stato di diritto nell’Unione Europea. (...)”

http://www.europarl.europa.eu/news/it/press-room/20180411IPR01528/murder-of-jan-kuciak-meps-urge-action-to-protect-journalists-across-the-eu (in inglese)

 

Lotta al riciclaggio e alla frode fiscale

Il Parlamento europeo ha adottato l’aggiornamento alla direttiva anti-riciclaggio dell’UE, con 574 voti a favore, 13 contrari e 60 astensioni.

Questo testo mira a completare la direttiva originale, pubblicata in risposta agli attache terroristici del 2015 e del 2016 e alle informazioni pubblicate dai Panama Papers, e ad accrescere la regolamentazione delle monete virtuali come i Bitcoin, che facilita il riciclaggio di denaro e il finanziamento al terrorismo.

Il progetto previste di rafforzare la trasparenza finanziare con la possibilità per i cittadini di accedere a tutte le informazioni riguardando le imprese che operano nell’UE con l’obiettivo di reprimere l’uso di società fantasma e altre forme di frode fiscale.
Sarà anche possibile, per chi dimostra avere un ‘interesse legittimò (principalmente ONG e giornalisti investigativi), di chiedere un accesso a informazioni più apie agli Stati membri.

Le nuove misure hanno anche preso in conto il contesto contemporanea in matteria di valute virtuale: le piattaforme e i prestatori di servizi online dovranno essere registrati e così, porre fine al sistema anonimo del uso delle valute virtuali con una riduzione della soglia per l’identificazione dei titolari di carte prepagate a €150 (contro 250 ora).

In segue dell’adotto del testo dal Parlamento Europeo, la direttiva entrerà in vigore quando sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale  dell’Unione europea e gli Stati membri avranno allora 18 mesi per trascrivere le nuove norme nel loro sistema legale.

Più dettagli nella comunica stampa del Parlamento Europeo :  
http://www.europarl.europa.eu/news/it/press-room/20180411IPR01527/antiriciclaggio-obbligo-di-far-luce-sui-proprietari-effettivi-delle-aziende

TRASPARENZA E INFORMAZIONE PER I CITTADINI: PROTEGGERE GLI INFORMATORI NELL’UE

Luxleaks in europe

Luxleaks in europe

Lunedì 23 aprile 2018 la Commissione europea ha presentato una proposta di direttiva per rafforzare la protezione per coloro che denunciano scandali di rilievo e rivelano attività illecite e contrarie alle regole dell’UE.

Il testo pubblicato dalla Commissione europea dovrà essere approvato dal Consiglio dell’Unione europea e dal Parlamento europeo, prima di entrare in vigore.


Contesto: dieselgate, luxleaks panama papers, cambridge analytica ...

Il vicepresidente della Commissione europea ha esposto il contesto nel quale la proposta è stata elaborata durante la conferenza stampa del 23 aprile: “Molti dei recenti scandali non sarebbero mai venuti alla luce se chi aveva accesso ad informazioni privilegiate non avesse avuto il coraggio di parlare. Chi lo ha fatto si è però assunto rischi enormi. [...] Non dovrebbe esserci alcuna sanzione per chi fa la cosa giusta.”

Vĕra Jourová, la Commissaria europea per la giustizia, i consumatori e la parità di genere, ha aggiunto: “In un mondo globalizzato in cui la tentazione di massimizzare i profitti, talvolta a scapito della legge, è reale, è nostro dovere sostenere chiunque sia pronto a correre il rischio di smascherare violazioni gravi del diritto dell’UE”, prima di qualificare questo progetto legislativo come destinato ai “cittadini europei onesti.”

Sul piano giuridico nell’Unione, finora solo dieci dei ventotto Stati membri (Francia, Ungheria, Italia, Lituania, Malta, Paesi Bassi, Slovacchia, Svezia e Regno Unito) offrono una protezione integrale agli informatori. Gli altri diciotto Stati garantiscono una protezione giuridica parziale, limitata a settori specifici.      
A livello UE, esistono misure che, tuttavia, sono concretamente applicate solamente in alcuni settori (il settore della finanzia, ad esempio, è coperto dalla Direttiva 2014/65/EU).

La proposta della Commissione europea segue una raccomandazione fatta dal Consiglio d’Europa per la protezione degli informatori nel 2014 e dalla giurisprudenza della Corte europea dei diritti umani (Consiglio d’Europa), particolarmente nella sentenza Guja c. Moldavia del 2008 (link al testo inglese). Due anni dopo, nell’ottobre 2016, il Consiglio dell’Unione europea ha incoraggiato la Commissione ad agire in un rapporto intitolato ‘Conclusioni del Consiglio sulla trasparenza fiscale’ e la Commissione si è impegnata a creare norme europee per la protezione degli informatori durante il convegno annuale sui diritti fondamentali, sul tema del pluralismo dei mezzi d’informazione e della democrazia.       
Nell’ottobre 2017, il Parlamento europeo ha anche adottato una Risoluzione per la protezione degli informatori che agiscono nell’interesse pubblico (Risoluzione 2016/2224(INI))

Contenuto della proposta della Commissione europea

La proposta di direttiva mira ad adottare regole a livello europeo per garantire una protezione armonizzata in ogni Stato. La proposta si articola in quattro pilastri principali.

Innanzitutto, assicurare la protezione dell’informatore nel processo di rivelazione nelle sue tre fasi:
1. rivelazione a livello interno (tranne quando l’informazione riguarda la stessa struttura),
2. possibilità di trasmettere le informazioni scoperte alle autorità competenti,
3. pubblicazione delle rivelazioni nei media per informare il pubblico.

Poi, proteggere l’informatore dopo le rivelazioni, e dopo che sono state pubblicate, con verifiche fatte dalla Commissione europea nei tre mesi che seguono.

La proposta della Commissione consiste nel creare delle regole per le imprese e le autorità pubbliche: le aziende con più di 50 impegnati e con un bilancio annuale superiore a 10 milioni di euro devono mettere in atto una procedura interna per la gestione dei rapporti prodotti dagli informatori.
La stessa regola si applica ai comuni, alle autorità regionali e agli Stati con più di 10.000 abitanti.

L’ultimo pilastro si svolge a livello nazionale: gli Stati membri saranno incaricati di fornire accesso ad un numero maggiore di informazioni ai cittadini (processo per denunciare una violazione di legge, passi da seguire...)

 

Tasso di sensibilizzazione per quanto riguarda gli informatori – Commissione Europea(49% dei cittadini non sa dove denunciare la corruzione; 15% dei cittadini sa che esistono regole per proteggere gli informatori)

Tasso di sensibilizzazione per quanto riguarda gli informatori – Commissione Europea
(49% dei cittadini non sa dove denunciare la corruzione; 15% dei cittadini sa che esistono regole per proteggere gli informatori)

In caso di attacco verso il denunciante

Generalmente, quando gli informatori denunciano un caso di corruzione o di frode, si espongono al rischio di attacco da parte del colpevole. Quindi, il testo della Commissione prevede la creazione di un sistema di protezione degli informatori, e consente di ricorrere alla legge in caso di rappresaglia. La Direttiva dovrebbe garantire agli informatori protezione e consulenza legale in caso di procedimento giudiziale. I colpevoli si esporrebbero alle sanzioni conseguenti.

 

https://ec.europa.eu/commission/news/whistleblower-protection-2018-apr-23 (in inglese)

Factsheet ‘Whistleblower protection’ (in inglese) [PDF]

Video della Commissione europea (in inglese): http://europa.eu/!fQ39Db

Comunicato stampa della Commissione : http://europa.eu/rapid/press-release_IP-18-3441_it.htm

Q&A della Commissione : http://europa.eu/rapid/press-release_MEMO-18-3442_en.htm (in inglese)

Euronews:  http://it.euronews.com/2018/04/23/l-ue-vuole-proteggere-gli-informatori

Ansa: http://www.ansa.it/europa/notizie/rubriche/altrenews/2018/04/23/da-luxleaks-a-facebookora-norme-ue-a-protezione-informatori_de33c2ea-15c1-41d9-8188-9a015bde28ae.html

Comunicato dell’ONG Transparency international (in inglese) : https://transparency.eu/wp-content/uploads/2017/11/EU-Whistleblower-Protection_Brief.pdf

Il Mercato Unico Digitale online nel sito della Rete italiana dei Centri di Documentazione Europea

CDE

CDE

Il Mercato Unico Digitale, volume contenente gli atti del convegno dal titolo omonimo che si è tenuto a Macerata il 26 ottobre 2016 e pubblicato come Numero speciale 2017 della rivista Diritto Mercato Tecnologia, è ora online alla pagina Dossier tematici del sito della Rete italiana dei Centri di Documentazione Europea (http://cdeita.it/node/35).

I LAVORATORI DISTACCATI NELL’UE

Distacco del lavoro

Distacco del lavoro

 

È stato pubblicato un documento dal Parlamento europeo sul tema dei lavoratori distaccati e della normativa in vigore nell’UE. I membri della Commissione Occupazione del Parlamento europeo hanno presentato proposte per nuove regole e obiettivi per proteggere il diritto al lavoro e la competizione economica leale in questa situazione.


Contesto

Prima di affrontare il tema delle nuove norme proposte relativamente alla disciplina dei lavoratori distaccati, bisogna capire bene cosa si intende con ‘lavoratore distaccato’. Secondo la definizione data dalla Commissione europea, un lavoratore è considerato distaccato quando viene temporaneamente inviato dal suo datore di lavoro a svolgere un certo servizio in un altro paese dell’Unione Europea, chiamato paese ospitante.

Per esempio, un lavoratore di un’impresa italiana che viene mandato a lavorare in Germania per due mesi per il compimento di un’opera come la costruzione di un edificio o di un impianto o per la prestazione di un servizio.

I lavoratori distaccati restando sempre impiegati dall’azienda nel proprio paese, rimangono coperti dal diritto nazionale anche per quanto riguarda la previdenza sociale.         
Si devono differenziare i lavoratori distaccati dai lavoratori mobili nell’UE, perché essi non si spostano nel mercato del lavoro di un altro stato membro in quanto rimangono parte dell’impresa di origine; i lavoratori mobili non sono protetti dalle norme di previdenza sociale del loro paese di origine.

Il concetto di lavoratore distaccato è frutto diretto della libera circolazione dei servizi economici nel mercato unico UE, garantita dall’articolo 56 del TFUE (Trattato sul Funzionamento dell’Unione europea) e regolata dalla Direttiva 96/71/CE del 1996, che garantisce condizioni minime di protezione per i lavoratori distaccati. I lavoratori interinali distaccati sono protetti dalla Direttiva 2008/104/CE.
Nel 1990, la questione è stata trattata per la prima volta quando la Corta di Giustizia dell’UE ha emesso la sentenza nella causa Rush Portuguesa (C-11/89). Prima della emanazione della Direttiva nel 1996, il lavoratore distaccato non era regolato a livello europeo.

La disciplina europea in materia di distacco di lavoratori unisce due principi essenziali: la libertà di prestare servizi nell’UE e la coesione sociale tra i lavoratori nell’UE (protezione dei loro diritti sociali).

In termini numerici, la Commissione europea stima che, nel 2016, erano 2.3 milioni i lavoratori distaccati in tutta l’Unione; con un aumento del 69% tra il 2010 e il 2016 –e del 44.4% tra il 2010 e il 2014. Però, questi 2.3 milioni di cittadini UE che lavorano all’estero rappresentano meno dell’1% del totale dei lavoratori sul territorio UE.    
I paesi che mandano più impiegati all’estero sono la Polonia (513.972)*, la Germania (260.068) e la Slovenia (164.226). Paesi come la Spagna, la Francia, l’Italia, la Slovacchia e il Belgio mandano più di 100.000 lavoratori distaccati.            
D’altra parte, i Stati membri che ricevono più lavoratori sono la Germania (440.065), la Francia (203.019) e il Belgio (178.319); questi tre paesi rappresentano circa il 50% dei lavoratori distaccati accolti nell’Unione. L’Austria, i Paesi Bassi, l’Italia, il Regno Unito e la Spagna ricevono più di 50.000 lavoratori stranieri. 
I settori che più ricorrono ai lavoratori distaccati sono l’industria, che rappresenta circa il 69% del totale, l’edilizia (45%), il settore dei servizi (appena 25%) e l’agricoltura e la pesca che impiegano l’1,5% dei lavoratori distaccati.

*Tutti i numeri sono presi dalle stime della Commissione Europea per l’anno 2016.

Proposte di azione

Tra la emanazione della Direttiva nel 1996 e l’anno 2016, ci sono stati cambiamenti rilevanti nel mercato del lavoro e nell’economia europea. Il divario nel livello dei salari tra gli Stati membri è cresciuto negli ultimi anni, quindi c’era bisogno di riformare la legislazione UE sul lavoro. Lo sviluppo delle frodi fiscali, mediante l’uso di compagnie di facciata per esempio, è parte delle ragioni per le quali la riforma era necessaria.         
Importanti incertezze giuridiche sono state sottolineate con riferimento al testo della Direttiva del 1996, particolarmente in materia di diritti sociali dei lavoratori. La CGUE è intervenuta sull’interpretazione del testo della direttiva nelle cause Viking (C-438/05), Laval (C-341/05), Rüffert (C-346/06) e Commissione v. Lussemburgo (C-319/06), con le quali sono stati stabiliti criteri minimi per quanto riguarda la protezione dei lavoratori. Nelle cause Sähköalojen ammattiliitto (C-396/13)  e RegioPost (C-115/14), la Corta di Giustizia ha emesso sentenze volte alla protezione dei lavoratori.

Nel 2014, la Direttiva 2014/67/UE è stata adottata per rafforzare la Direttiva 96/71/CE e renderla più chiara. Inoltre, ha creato un quadro giuridico comune per gli Stati membri in materia di diritto al lavoro, con la finalità di garantire la certezza giuridica nell’applicazione della Direttiva 96/71/EC. 
Però, questo testo non conteneva nessun provvedimento riguardante i diritti sociali dei lavoratori.

Nel marzo 2016, la Commissione ha preparato una seconda proposta, per il completamento della Direttiva del 2014. Questo testo prevedeva di limitare la durata del distacco a due anni al massimo, di modificare il salario minimo dei lavoratori per garantire parità di trattamento tra lavoratori distaccati e locali, accrescere il controllo degli Stati membri sulle imprese in materia di collaborazione con altre imprese europee e creare una clausola obbligatoria sul diritto dei lavoratori distaccati tramite agenzie interinali.

Dieci Stati membri si sono opposti alla proposta della Commissione (Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Polonia and Romania) usando la procedura del “cartellino giallo”. (link in inglese)

Nell’ottobre 2017, il Parlamento europeo ha invitato la Commissione a presentare una proposta di direttiva sulla questione dei diritti sociali dei lavoratori distaccati con l’intento di regolare la retribuzione e l’informazione dei lavoratori, il sistema di indennità delle spese, la contrattazione collettiva e la previdenza sociale; ma anche di limitare la durata del distacco.

Il Consiglio si è concentrato sulla questione della durata del distacco (limitato a 12 mesi, con possibilità di prolungarlo per altri 6 mesi, contro i 24 mesi proposti dalla Commissione europea) e la questione della contrattazione collettiva.

Nel marzo 2018, il Parlamento ha votato un accordo con il Consiglio sulla questione, e ciò ha condotto alla definizione di un testo comune, raggiunta il 25 aprile 2018.

Profili essenziali della riforma

Il 25 aprile 2018, la Commissione Occupazione del Parlamento europeo ha approvato un testo recante nuove regole per assicurare migliori condizioni di lavoro ai lavoratori distaccati; in particolare per rafforzare il principio della “parità di retribuzione a parità di lavoro”, per garantire una previdenza sociale equa e per preservare forme leali di concorrenza tra le imprese europee.

Il testo adottato dalla commissione parlamentare contiene cinque punti essenziali.
Il primo, e principale, punto è la volontà di garantire parità di trattamento tra lavoratori distaccati e locali. Fino ad oggi, un lavoratore distaccato è pagato secondo le regole del suo paese di origine, il testo propone di cambiare questa norma, per ristabilire una parità di retribuzione tra lavoratori distaccati e lavoratori del mercato nazionale del lavoro.   
La riforma riguarda anche le imprese che distaccano i lavoratori: esse saranno responsabili non solo per il pagamento del viaggio dei loro lavoratori, ma anche delle spese di alloggio e degli eventuali costi amministrativi.

La durata del distacco sarà limitata secondo la Direttiva riformata: un’impresa non potrà più mandare un lavoratore distaccato per più di 12 mesi consecutivi, con la possibilità di estendere il contratto una sola volta, per 6 mesi al massimo. Trascorso questo tempo massimo, il lavoratore verrà considerato come lavoratore mobile sul mercato unico europeo, e dunque sarà coperto dalla legge del paese in cui lavora.           
Il settore del trasporto sarà integrato nella nuova direttiva europea sui lavoratori distaccati.
La riforma della Direttiva 96/71/EC mira anche a rafforzare la cooperazione tra le autorità nazionali nei casi di frode.

Il testo approvato dalla Commissione Occupazione del Parlamento europeo sarà messo al voto dei parlamentari europei durante la sessione plenaria di giugno 2018. Dopo l’entrata in vigore dell’atto, gli Stati membri avranno due anni per recepire le nuove norme europee nella legge nazionale.

 

Per saperne di più:

Sintitesi della Direttiva 96/71/CE relativa al distacco dei lavoratori nell'ambito di una prestazione di servizi

Sintitesi della Direttiva 2008/104/CE relativa al lavoro tramite agenzia interinale

Direttiva 2014/67/UE relativa al distacco dei lavoratori nell'ambito di una prestazione di servizi

Contesto - Commissione europea (in inglese): http://ec.europa.eu/social/main.jsp?catId=471&langId=en

Proposta di riforma 2016 – Commissione europea : http://ec.europa.eu/social/main.jsp?langId=en&catId=89&newsId=2488&furtherNews=yes

Comunicato stampa del Parlamento europeo (19.03.18) (in inglese) : http://www.europarl.europa.eu/news/it/press-room/20180319IPR00014/posting-of-workers-meps-and-council-strike-a-deal-on-pay-and-working-conditions

Comunicato stampa del Parlamento europeo (26.04.18) : http://www.europarl.europa.eu/news/it/headlines/society/20171012STO85930/lavoratori-distaccati-i-fatti-e-le-riforme-infografica

Infografica del Parlamento europeo

Note sintetiche sull’Unione europea ‘Distacco dei lavoratori’ – Think tank Parlamento europeo : [PDF]

Briefing del Parlamento europeo sulla revisione della Direttiva 96/71/EC (in inglese) [PDF]

#UEalGiro – l'Europa al Giro d'Italia 2018

UE al Giro

UE al Giro

Quest'anno il Giro d'Italia si tinge d'Europa. La Rappresentanza in Italia della Commissione europea parteciperà all'edizione 2018 del Giro (8-27 maggio), per valorizzare l'Europa presente sui nostri territori e le azioni UE nel campo dello sport, della salute, dell'ambiente e della mobilità sostenibile.

Nell'anno europeo 2018 del patrimonio culturale il Giro d'Italia è innanzitutto un viaggio tra i mille "gioielli" che fanno del nostro Paese un tesoro a cielo aperto per la cultura e la civiltà europea. Molti di questi gioielli sono stati restaurati o valorizzati grazie a diversi finanziamenti UE.

 

L'iniziativa coinvolge attivamente la rete Europe Direct e altri centri di informazione operanti in Italia.

La Regione Marche parteciperà all’evento con il suo Centro Europe Direct Regione Marche supportando la Rappresentanza in Italia della Commissione europea nell’attività di informazione e distribuzione delle pubblicazioni e gadget nelle giornate:

15 maggiotappa n. 10 Penne/Gualdo Tadino (con sosta nei Comuni di Teramo, Ascoli Piceno, Comunanza, Amandola, Nocera Umbra);

16 maggio – tappa n. 11 Assisi/Osimo (con sosta nei Comuni di Castel Raimondo, Valico di Pietra Rossa, Cingoli, Filottrano)

 

Vi invitiamo a prendere visione delle "soste" (e relativi orari indicativi)  al seguente link: http://www.giroditalia.it/it/carovana/soste/

Sezione del sito della Rappresentanza in Italia della Commissione europea dove potrete seguire e condividere giorno per giorno i progetti UE più interessanti toccati o sfiorati dal percorso del Giro https://ec.europa.eu/italy/events/uealgiro_it

Roadbook della Gazzetta per i media, che comprende 17 progetti UE e che potete trovare qui : https://giroditalia.wetransfer.com/downloads/a98f7de02c9a92a468be21bef600484720180423052326/1f1268

Comunicato stampa della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea [PDF]

PUBBLICATO IL BANDO “UNIVERSITIES FOR EU PROJECTS”

Bando SEND "Universities for EU projects"

Bando SEND "Universities for EU projects"

È stato pubblicato il bando "UNIVERSITIES FOR EU PROJECTS" per l’assegnazione di borse ERAMSUS+ TRAINEESHIP.

Un consorzio di 12 Università, una raccolta di oltre 250 vacancy europee. Questo e tanto altro nel nuovo bando del consorzio SEND per tirocini in Europa.

 

BANDO MAGGIO 2018 "UNIVERSITIES FOR EU PROJECTS" 2017

un progetto Erasmus Plus Ka1 istruzione superiore

 

SEND Agenzia per il lavoro e la mobilità internazionale

 

CON IL SUPPORTO DI INDIRE ED IN CONSORZIO CON DODICI ATENEI ITALIANI IN QUALITÀ DI ENTI INVIANTI:

Università Cà Foscari di Venezia, Università di Palermo, Università di Padova, Università di Catania, Università di Parma, Università di Ferrara, Università di Macerata, Università di Firenze, Università di Roma La Sapienza, Università di Napoli Federico II, Università di Cagliari, Università di Roma Tor Vergata.

 

PROMUOVE

 

​56 BORSE DI MOBILITÀ STUDENTI PER TRAINEESHIP

 

CHI PUÒ PARTECIPARE?

Studenti e laureandi regolarmente iscritti al primo, secondo o terzo ciclo di studi (laurea triennale, laurea magistrale, laurea magistrale a ciclo unico, dottorato di ricerca, master universitario di primo e secondo livello) PRESSO LE UNIVERSITÀ DEL CONSORZIO e che soddisfino i criteri descritti nel bando.

 

​PERIODO DI PARTENZA:

tra il 10 settembre 2018 e il 31 gennaio 2019.

 

DURATA DELLA MOBILITÀ:

Le borse assegnate potranno avere durata massima di tre mesi (con possibilità di prolungamento).

 

​COSA OFFRE LA BORSA?

-   preparazione linguistica su On line Linguistic Support predisposto dalla Commissione Europea;

-   preparazione tecnico-professionale: SEND ha predisposto due moduli di preparazione alla partenza, uno

relativo all’acquisizione di competenze tecnico-professionali in materia di progettazione europea, l’altro di  orientamento al vivere e lavorare in Europa. Il Vademecum di preparazione alla partenza sarà reso disponibile agli studenti selezionati;

-   una banca dati di aziende europee che hanno già dato la propria disponibilità ad ospitare stagisti per questo progetto;

-  Stage in aziende straniere nel settore dell'Europrogettazione. In particolare i tirocinanti saranno impegnati nell’analisi dei fabbisogni e delle opportunità di finanziamento per l’azienda ospitante, e/o nello sviluppo di proposte di progetto. Oltre all’esperienza pratica e alle competenze tecniche, i partecipanti si arricchiranno di contatti, competenze linguistiche, attitudine al lavoro in contesti internazionali e motivazione, tutti elementi chiave per la professione del progettista europeo.

 

PAESI OSPITANTI:

I partecipanti possono svolgere la loro attività di mobilità esclusivamente in uno dei Paesi aderenti al programma Erasmus Plus.

 

PER CANDIDARSI È NECESSARIO:

- Leggere attentamente il bando scaricabile dal link:

http://www.sendsicilia.it/media/allegato/II%C2%B0_Bando_maggio_18_def_15270050053500.pdf

 

- Compilare ENTRO E NON OLTRE LE ORE 24:00 DEL 30 GIUGNO 2018 il Formulario di candidatura online (art. 7 del bando)

 

- Allegare al Formulario di candidatura i seguenti documenti:

● Curriculum vitae formato Europass, in italiano

● Curriculum vitae formato Europass, in inglese o nella lingua del paese ospitante

● Lettera di motivazione in italiano

● Lettera di motivazione in lingua straniera

● Auto-dichiarazione possesso requisiti

● Documenti comprovanti le competenze linguistiche (certificazione rilasciata da una scuola di lingue e/o piano di studi comprovante il superamento dell'esame di lingua e/o video cv)

● Lettera di disponibilità firmata da una Host Organization

 

SCADENZA: ore 24.00 del 30 giugno 2018

Visita la pagina web dedicata al progetto: http://www.sendsicilia.it/main/portfolio/dettaglio.jsp?i=124

 

​PER SAPERNE DI PIÙ SCRIVI A: mobility@sendsicilia.it

SEGUICI SUL WEB: http://www.sendsicilia.it/main/index.jsp

E SU FACEBOOK: https://www.facebook.com/SENDSICILIA

 

Link: http://www.sendsicilia.it/

Risultati Eurobarometro n. 442

Risultati, in italiano, del sondaggio n. 442 dell’Eurobarometro

Factsheet Eurobarometro speciale 442 - IT.pdf — PDF document, 2,385 kB (2,442,825 bytes)

IL PARLAMENTO EUROPEO CHIEDE UN DIVIETO MONDIALE DELLA SPERIMENTAZIONE ANIMALE NEL SETTORE COSMETICO

Sperimentazione sugli animali

Sperimentazione sugli animali

 

Giovedì 3 maggio 2018, durante la prima parte della sessione plenaria del Parlamento europeo, gli eurodeputati hanno chiesto all’UE di avviare un’iniziativa diplomatica a livello mondiale, con la finalità di vietare tutte forme di sperimentazione cosmetica sugli animali nel mondo, entro il 2023.


Una misura già applicata nell’Unione europea

Dal 2013, l’UE ha vietato la vendita di prodotti cosmetici testati su animali. Questa misura non ha avuto un impatto economico negativo sull’industria cosmetica; al contrario, circa due milioni di posti di lavoro sono stato creati in cinque anni.

In un sondaggio fatto dall’Eurobarometro nel 2016, l’89% dei cittadini europei è a favore di un’azione UE per accrescere la consapevolezza mondiale sull’importanza del benessere degli animali. Inoltre, il 90% dei cittadini è anche favorevole alla diffusione dei criteri europei nel mondo.

La proposta del Parlamento europeo: per un divieto su più ampia scala

I parlamentari europei hanno votato una risoluzione non legislativa, con la speranza di avviare un’azione presso le Nazioni Unite. Il progetto è stato approvato il 3 maggio, con 620 voti favorevoli, 14 contrari e 18 astensioni.

Finora, l’80% dei paesi del mondo consente la sperimentazione sugli animali nel settore cosmetico.

I deputati hanno sottolineato alcune carenze nella legislazione UE, con particolare riguardo al fatto che essa non osta a che alcuni prodotti vengano testati sugli animali prima di entrare nel mercato interno europeo, dove sono sperimentati nuovamente con altri metodi. Il Parlamento europeo ha inoltre denunciato la mancanza di dati sulle dimensioni di questa categoria di prodotti importati.
Gli eurodeputati hanno anche ritenuto che la maggior parte dei prodotti usati nei cosmetici siano anche usati dall’industria farmaceutica, e come tali continuino ad essere testati sugli animali.

Con questa risoluzione non legislativa, i deputati europei hanno invitato i leaders UE a proporre l’adozione di una convenzione internazionale che vieti la sperimentazione sugli animali nel settore dei cosmetici, al fine di garantire il rispetto del divieto europeo nel quadro dell’Organizzazione mondiale del commercio e di negoziati commerciali.

Il benessere degli animali: un tema importante per i cittadini UE

Nel 2010, il Parlamento europeo e il Consiglio dell’Unione Europea hanno approvato la Direttiva 2010/63/UE per migliorare il benessere degli animali nel settore scientifico. Questa direttiva riforma la Direttiva 86/609/CEE votata nel 1986, e rappresenta un progresso sulla questione della capacità degli animali di sopportare dolore e pericolo, ed anche quanto ai metodi di ricerca.           
La Direttiva 2010/63/UE ha introdotto il principio chiamato delle ‘Tre R’ (rimpiazzare, ridurre e raffinare) per promuovere metodi di sperimentazione alternativi.

Nel marzo 2015, è stata presentata alla Commissione europea, su iniziativa dei cittadini europei, una proposta che chiede di sostituire la Direttiva 2010/63/UE, per creare norme più precise per quanto riguarda la sperimentazione sugli animali nel settore biomedico e tossicologico.        
La proposta è stata oggetto di dibattito l’11 maggio 2015 al Parlamento europeo e, il 3 giugno, la Commissione europea ha reso nota la sua decisione: la Direttiva non è stata eliminata, perché è ancora considerata rappresentare la migliore forma di protezione del benessere animale al momento esistente. Tuttavia, la Commissione si è impegnata a incoraggiare lo sviluppo di metodi di sperimentazione alternativi.

Nel 2015, gli eurodeputati Merton Messerschmidt e Pascal Arimont hanno presentato interrogazioni parlamentari alla Commissione sulla possibilità di regolamentare le sperimentazioni sugli animali nel settore dei prodottoti domestici.

 

Per saperne di più:

Comunicato stampa del Parlamento Europeo (3.05.2018)

Pubblicazione del ThinkTankEU sul benessere degli animali (02.05.2016) – in inglese

Risultati, in italiano, del sondaggio n. 442 dell’Eurobarometro (03.2016) [PDF]

Studio sul benessere degli animali (Gennaio 2017) – in inglese [PDF]

Q&A della Commissione europea sulla Direttiva 2010/63/UE – in inglese

Comunicato stampa della Commissione europea (3.06.2015) – in inglese

Interrogazione parlamentare presentata dall’eurodeputato P. Arimont (Agosto 2015) – in inglese

Interrogazione parlamentare presentata dall’eurodeputato M. Messerschmidt (Giugno 2015) – in inglese

FUTURO DELL’EUROPA: LA COMMISSIONE CHIEDE L’OPINIONE DEI CITTADINI

Futuro dell'UE

Futuro dell'UE

 

 

Il 9 maggio 2018, in occasione della giornata dell’Europa, la Commissione europea ha annunciato l’avvio di una consultazione sul futuro dell’Europa, che si svolgerà online per un intero anno.

 

 

L’iniziativa della consultazione online segue una proposta contenuta nel libro bianco sul futuro dell’Europa, presentato dalla Commissione europea il 1° marzo 2017. È la prima volta che un progetto di questo tipo è avviato dall’Unione europea in queste modalità.

Per strutturare la consultazione, la Commissione ha invitato 96 cittadini UE a Bruxelles il 5 e 6 maggio 2018. È stato messo a punto un sondaggio comprendente una decina di domande fatte dai cittadini, per i cittadini.

La consultazione dei cittadini si inserisce anche nel processo iniziato a gennaio 2018, che ha avviato dibattiti tra i capi di stato o di governo dell’Unione europea e gli eurodeputati.

Per rafforzare la comunicazione tra l’Unione e i suoi cittadini, su iniziativa del governo francese, l’UE dovrebbe anche realizzare un programma di dialogo tra i governi e i cittadini in ogni Stato membro.

Si può partecipare alla consultazione dei cittadini fino al 9 maggio 2019.

Per accedere alla consultazione clicca qui (disponibile in tutte le lingue dell’UE).

Contesto: Il libro bianco della Commissione

Il libro bianco sul futuro dell’Europa e sulla via da seguire è un documento pubblicato dalla Commissione europea nel 2017 per stabilire linee guida relativamente al futuro dell’Unione europea, specialmente dopo la Brexit.     
Il libro delinea cinque scenari da prendere in considerazione nel futuro: riforme dell’UE, rafforzamento del mercato unico, aumento dell’efficacia delle attività UE e incremento della collaborazione tra gli Stati membri nel quadro politico dell’UE, ma anche tra di loro.            
Il libro bianco sul futuro dell’Europa mira ad affrontare nuove sfide europee come la globalizzazione, il populismo e l’occupazione.

Per saperne di più:

Comunicato stampa della Commissione europea (9.05.2018)

Presentazione della Consultazione online

Scheda informativa della Commissione Europea – in inglese : [PDF]

Presentazione del programma dei dialoghi con i cittadini – in inglese : [PDF]

Libro bianco sul futuro dell’Europa : I cinque scenari

Euronews - ‘9 maggio, giornata dell’Europa. Ma c’è poco da festeggiare’

SETTIMANA VERDE EUROPEA 2018: DAL 21 AL 25 MAGGIO

EU Green Week 2018 - (c) Commissione europea

EU Green Week 2018 - (c) Commissione europea

 

L’edizione 2018 della settimana verde europea si è tenuta dal 21 al 25 maggio. Il progetto mira a porre in evidenza i programmi UE a favore dell’ambiente e ad impegnare diversi livelli di azione nella politica ambientale (singoli Stati membri, autorità locali, regionali, ecc.)

La settimana verde europea 2018 è iniziata a Utrecht, nei Paesi Bassi e si è conclusa il 25 maggio a Madrid (Spagna); un vertice UE in materia ambientale si è tenuto a Bruxelles dal 22 al 24 maggio.

 

Presentazione del programma EU Green Week

L’evento della settimana verde europea è organizzato dal Commissario europeo all’ambiente, gli affari marittimi e la pesca, Karmenu Vella.

La settimana verde europea mira a promuovere le politiche dell’Unione europea in materia di ambiente e di qualità della vita in città, in settori quali la qualità dell’aria, la regolamentazione dell’inquinamento acustico, la protezione della natura e della biodiversità, la gestione dei rifiuti e delle risorse idriche.

Promuove anche le iniziative di collaborazione e il lavoro in rete implementato nelle città per migliorare la qualità della vita.

In occasione della settimana verde europea, sono previsti eventi a livello locale in tutta Europa, che si protrarranno dalla fine di aprile al mese di giugno.

Gli organizzatori della settimana verde europea collaborano con altri programmi europei per la promozione delle politiche ambientali: la Settimana dell’energia sostenibile (che si terrà dal 4 al 8 giugno 2018) e la Settimana europea dello sviluppo sostenibile (edizione 2018 dal 30 maggio al 5 giugno).

Presentazione dell’edizione 2018

Il tema dell’edizione 2018 della settimana verde europea sarà la città verde. In questa prospettiva, si terrà a Bruxelles un vertice UE dal 22 al 24 maggio 2018 su diversi temi di discussione relativi alle città verde.

L’apertura della settimana verde europea 2018 ha avuto luogo il 22 maggio a Utrecht (Paesi Bassi), con vari eventi (giro della città, dibattiti, seminari, presentazioni e documentari sul futuro verde della città, ecc.)              
La settimana si è conclusa a Madrid il 25 maggio, presso il laboratorio pubblico ‘Medialab Prado’. Si sono svolte discussioni sui progetti culturali partecipativi e la collaborazione inter-istituzionale sulla questione dell’ambiente. Programma completo (in inglese).

Tra gli eventi organizzati nell’UE, ne sono stati programmati alcuni in Italia:

Altri eventi sono stati organizzati durante la settimana verde europea, si possono trovare indicati in questa pagina (in inglese).

Il programma capitale verde

Il programma ‘Capitale verde’ mira a promuovere le capitali dell’UE nelle quali è stata implementata una politica innovativa a favore dell’ambiente.

È nato da un’iniziativa avviata in 15 capitali ed altre città europee (Tallinn, Helsinki, Riga, Vilnius, Berlino, Varsavia, Madrid, Lubiana, Praga, Vienna, Kiel, Kotka, Dartford, Tartu e Glasgow). Due anni dopo, la Commissione europea ha dato seguito alla proposta del 2006 delle 15 città, con la creazione del Premio Capitale verde europea.

La prima città a ricevere il premio è stata Stoccolma (Svezia) nel 2010, poi negli anni successivi Amburgo (Germania), Vitoria-Gesteiz (Spagna), Nantes (Francia), Copenaghen (Danimarca), Bristol (Inghilterra), Lubiana (Slovenia), Essen (Germania), e nel 2018, Nimega (Paesi Bassi).
L’anno prossimo, la capitale verde europea sarà Oslo (Norvegia).          
La scelta della capitale verde europea per il 2020 si farà il 21 giugno 2018: le tre finaliste sono Gand (Belgio), Lahti (Finlandia), e Lisbona (Portogallo). L’unica città italiana fra le 13 candidate era Prato ed è stata eliminata nel novembre scorso.

Mappa delle Capitali verdi europee dal 2010 al 2019

Mappa delle Capitali verdi europee dal 2010 al 2019
- Fonte: Commissione europea

Nel 2015, la Commissione europea ha creato un programma intitolato ‘Foglio verde europeo’, dedicato alle città più piccole. Le città vincitrici del premio foglio verde europeo sono state Mollet del Vallès (Spagna) e Torres Vedras (Portogallo) nel 2015, Galway (Irlanda) nel 2017 e, per l’anno 2018, Lovanio (Belgio) e Vaxjo (Svezia).

Per l’anno 2019, le cinque finaliste del Premio sono Conrnallà de Lolbregat (Spagna), Gabrovo (Bulgaria), Horst aan de Maas (Paesi Bassi), Joensuu (Finlandia) e Mechelen (Belgio).

 

Per saperne di più:

Sito della settimana verde europea: https://eugreenweek.eu/it/

Presentazione del programma Capitale verde europea – Commissione europea (in inglese): http://ec.europa.eu/environment/europeangreencapital/news/events/eu-green-week-greener-cities-for-a-greener-future/

Post del Commissario europeo K. Vella sulle città verdi (8.05.2018, in inglese):  https://ec.europa.eu/commission/commissioners/2014-2019/vella/blog/green-cities-we-make-it-real_en

Programma del vertice città verde a Bruxelles dal 22 al 24 maggio 2018 (in inglese): https://eugreenweek.eu/brussels-conference

Il Premio ‘Capitale verde europea’– Commissione europea (in inglese) http://ec.europa.eu/environment/europeangreencapital/

Rapporto della Commissione europea sulla decisione della Capitale verde europea 2018 (in inglese) [PDF]

Il programma capitale verde europea– Commissione europea (in inglese) [PDF]

Il Premio ‘Foglio verde europeo’ – Commissione europea (in inglese): http://ec.europa.eu/environment/europeangreencapital/europeangreenleaf/

“Ambiente: Nessuna italiana fra finaliste ‘capitale verde’  UE” (18.04.2018) – Ansa:  http://www.ansa.it/europa/notizie/rubriche/ambienteenergia/2018/04/18/ambiente-nessuna-italiana-fra-finaliste-capitale-verde-ue_c39b7439-351b-4391-8b22-1f95d64ea44b.html

CHARLES MICHEL DAVANTI AL PARLAMENTO EUROPEO: IL FUTURO DELL’EUROPA SECONDO IL PREMIER BELGA

Charles Michel davanti al Parlamento europeo di Bruxelle nel 3 maggio - (c) Unione europea, 2018

Charles Michel davanti al Parlamento europeo di Bruxelle nel 3 maggio - (c) Unione europea, 2018

 

 

 

Dopo il Presidente Francese intervenuto alla sessione plenaria di aprile, il Primo Ministro portoghese, il Taiosearch irlandese e il Premier Croato, Charles Michel, il Premier belga si è espresso davanti ai parlamentari europei sul futuro dell’Europa giovedì 3 maggio 2018.

 

 

“Un’Europa forte”

Davanti agli eurodeputati e al Presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker riuniti a Bruxelles per la prima parte della sessione plenaria di maggio, il Primo Ministro belga ha dichiarato di volere “un’Europa forte che possa aggiungere un valore reale.”

Ha insistito sull’importanza che l’UE rafforzi tre valori essenziali: prosperità, sicurezza e la protezione dei valori fondamentali, con diverse forme di azione: il controllo dei fondi UE, le riforme economiche e sociali, le nuove misure in materia di sicurezza e la promozione della pace. Ha definito questi punti “battaglie infinite per servire l’ideale europeo e i cittadini europei” con la finalità di “rivelare il potenziale eccezionale del nostro continente.”

Il Primo Ministro ha descritto l’UE come un possibile “motore di un multilateralismo rinvigorito che rileva le sfide maggiore dell’umanità: la pace, la sicurezza, lo sviluppo e il cambiamento climatico.”

Presidente del Parlamento europeo salutando Charles Michel ha sottolineato l’importanza del dibattito tra i leader UE e i Parlamentari e la Commissione, poiché “ci permette di vedere quello che si può fare insieme.”

La questione dei funzionari britannici

Dopo il discorso del Premier belga, il Presidente delle Commissione europea Jean-Claude Juncker ha risposto “Vorrei che la autorità belghe mostrassero lo stesso entusiasmo quando si tratterà di conferire la cittadinanza belga ai funzionari britannici.”

In risposta alla dichiarazione dell’eurodeputato britannico Nigel Farage secondo il quale “Il Belgio non è una nazione”, il Primo Ministro Charles Michel ha ribattuto dicendo che “I suoi consigli sul futuro del Belgio non lo interessano.” Prima di aggiungere “Potete gridare quanto volete ma basta guardare i risultati delle elezioni: state perdendo voti signori miei” parlando a tutti gli eurodeputati euroscettici, in particolare a quelli dell’UKIP nel Regno Unito.

Relazione tra i diversi livelli di potere politico

Charles Michel ha sottolineato l’importanza di avviare una collaborazione tra i diversi livelli di potere: “Le democrazie europee, nazionali, regionali e locali devono completarsi e rafforzarsi mutualmente” per raggiungere gli obbiettivi e i risultati previsti dall’UE.

Gli eurodeputati hanno accolto la proposta ambiziosa del Premier belga per un’Europa più forte, alcuni hanno messo in evidenza il passato complesso del paese per smorzare l’entusiasmo dei belgi verso l’Unione europea.              
La città di Bruxelles è stata descritta come la capitale dello stato federale Belga che sta anche al cuore dell’Europa.

Infine, i deputati europei hanno sottolineato il bisogno di individuare soluzioni europee nella lotta all’evasione fiscale, nel rafforzamento delle frontiere esterne dell’UE e nel supporto alla difesa europea.

Il prossimo dibattito al Parlamento europeo sul futuro dell’Europa si terrà il 30 maggio a Strasburgo, dove si svolgerà la seconda parte della sessione plenaria di maggio, sarà presente il Primo Ministro lussemburghese Xavier Bettel.

 

Per saperne di più:

Video del dibattito con il Premier Belga al Parlamento europeo : http://www.europarl.europa.eu/plenary/IT/vod.html?mode=chapter&vodLanguage=IT&startTime=20180503-09:10:09-218 – in diverse lingue

Biografia di Charles Michel, Primo ministro belga dall’ottobre 2014 : http://premier.fgov.be/en/biography - in inglese

Comunicato stampa del Parlamento Europeo (3.05.2018) : http://www.europarl.europa.eu/news/en/press-room/20180426IPR02612/charles-michel-advocates-a-strong-europe-that-acts-where-it-can-add-real-value - in inglese

Euronews ‘Charles Michel al parlamento UE, tra polemiche e richieste esplicite da parte di Juncker’ (3.05.2018): http://it.euronews.com/2018/05/03/charles-michel-al-parlamento-ue-tra-polemiche-e-richieste-esplicite-da-parte-di-juncker

TRUMP SI RITIRA DALL’ACCORDO SUL NUCLEARE IRANIANO: L’UE REAGISCE

Nucleare iraniano

Nucleare iraniano

 

 

Il Presidente statunitense Donald Trump martedì 8 maggio 2018 ha annunciato il recesso del suo paese dall’accordo sul nucleare iraniano.
Questa decisione ha fatto scattare numerose reazioni da parte degli altri firmatari dell’accordo, compresa l’Unione europea.



Dichiarazione dell’Alto Rappresentante dell’UE

Il giorno successivo, mercoledì 9 maggio, l’Alto Rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Federica Mogherini, ha rilasciato una dichiarazione per esprimere la posizione dell’UE sulla questione.

Ha sottolineato l’importanza dell’accordo approvato all’unanimità nel 2015 dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sul sistema di non-proliferazione nucleare a livello mondiale, dopo 12 anni di negoziazione, e anche il suo ruolo nella stabilità della regione iraniana.

L’Alto rappresentante dell’UE ha anche insistito sul fatto che il governo iraniano ha rispettato l’accordo, limitando il ricorso al nucleare per l’uso civile, come è stato dimostrato dai rapporti redatti dall’Agenzia internazionale per l’energia atomica. Infine, ha dichiarato che dal punto di vista dell’UE non vi sono ragioni reali per non rimanere nell’accordo sul nucleare.               
L’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA) è un organismo indipendente che promuove l’uso civile e pacifico dell’energia nucleare.

L’Alto rappresentante ha anche notato l’impatto che ha avuto l’accordo sullo sviluppo economico e commerciale dell’Iran; col quale l’UE intende mantenere gli scambi commerciali.

Il comunicato stampa è disponibile in Inglese: http://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2018/05/09/declaration-by-the-high-representative-on-behalf-of-the-eu-following-us-president-trump-s-announcement-on-the-iran-nuclear-deal-jcpoa/

Contesto e conseguenze

Il testo dell’accordo sul nucleare iraniano è stato approvato dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite con la Risoluzione 2231(2015) del 20 luglio 2015. Le autorità iraniane si sono impegnate a limitare l’uso del nucleare a fini civili, in cambio della cancellazione delle sanzioni internazionali contro il paese. Così, l’Iran ha potuto sviluppare la sua economia a livello internazionale e assicurare una forma di stabilità nella regione.

Ancor prima dell’effettivo annuncio del recesso degli Stati Uniti dall’accordo, la sua semplice prospettazione aveva causato una caduta del valore monetario del Rial, la moneta iraniana. L’inflazione è anche cresciuta negli ultimi anni, ed ha raggiunto il tasso attuale del 10,5%. Dal 2017, la crescita del prodotto interno lordo era già rallentata, ma rimaneva positiva (3,5% contro il 12,5% dell’anno precedente).

Uno degli effetti maggiori della decisione di Donald Trump è l’impossibilità per gli altri Paesi di intrattenere rapporti commerciali con l’Iran, vista l’impossibilità di usare il Dollaro, che è anche la moneta di riferimento internazionale. L’Iran è uno dei principali esportatori di petrolio verso l’Asia, la Turchia e l’Europa.

Anche i rischi di potenziali conflitti suscettibili di derivarne devono essere presi in considerazione.

 

Per saperne di più:

Articolo su  Euronews : http://it.euronews.com/2018/05/09/iran-cresce-il-timore-di-una-nuova-crisi-economica

Articolo del New York Times (07.05.2018) - in inglese : https://www.nytimes.com/interactive/2018/05/07/world/middleeast/iran-deal-before-after.html

The_State_of_Europeans_2.pdf — PDF document, 2,521 kB (2,582,235 bytes)

La Fondazione Achille e Giulia Boroli pubblica il secondo volume “The State of Europeans”

State of Europeans

State of Europeans

Il primo volume della serie “The State of Europeans” fu licenziato in coincidenza con l’anniversario della firma del Trattato di Roma. Quest’ultimo, invece, è dato alle stampe nel settantesimo anno dall’entrata in vigore della Costituzione italiana.

Nel 1998 Achille Boroli, editore e Presidente onorario del Gruppo De Agostini, costituisce la Fondazione che porta il suo nome e quello della moglie Giulia dotandola di un importante fondo dal patrimonio personale. I contenuti dello statuto della Fondazione riflettono i principi che hanno contraddistinto il pensiero e l’agire dell’uomo e dell’imprenditore: essere concretamente presente all’interno della società civile e fornire al singolo e alla collettività mezzi di diversa natura per contribuire al benessere materiale e spirituale, con particolare attenzione ai giovani.

La Fondazione ha negli anni sviluppato una significativa partnership con l’Università Luigi Bocconi, che si traduce in continue rilevanti iniziative: gli annuali Premi di laurea, le Bocconi-Boroli Lecture ed Europeans, giornate Bocconi Boroli sull’Europa dedicate ad Achille Boroli. Proprio nell’ambito di queste iniziative, che ricordano e sottolineano il grande spirito europeista di Achille Boroli, la Fondazione ha voluto la pubblicazione della collana The State of Europeans con il proposito di raccogliervi i contributi dei seminari Europeans e per assolvere il dovere di informazione e divulgazione.

I movimenti contrari all’Europa hanno acquisito forza in molti Paesi, legittimati dai cittadini nelle tornate elettorali. Sono, quindi, da prendere sul serio. Le difficili condizioni di vita di molti, la scarsità di posti di lavoro e la poca fiducia nel futuro vedono scricchiolare la certezza che l’integrazione europea sia la strada maestra verso il benessere diffuso, da intendersi non solo in chiave economica, ma anche – e soprattutto – in chiave di tutela dei diritti fondamentali dei cittadini. Sicuramente, quindi, l’Europa ha compiuto errori, come li hanno compiuti gli Stati che la compongono e che hanno troppo spesso ragionato secondo interessi propri e non comuni. Solo un’Europa dei popoli, un’Europa dei diritti e dei doveri, un’Europa della solidarietà, del lavoro e dello sviluppo potrà reggere, da un lato, le sfide globali e, dall’altro, le minacce che provengono dall’interno, ad opera di forze politiche nazionali che sempre più tendono a disgregare la costruzione comune.

Il progetto “Europeans”, che pone al centro della sua opera divulgativa i giovani e l’Europa, si è fatto promotore di una meritoria attività di ricerca e di confronto qualificato di tipo analitico e propositivo in diversi ambiti tematici.

I temi affrontati in questo volume attengono a: La riforma delle istituzioni; Il mercato unico; L’unione monetaria e i mercati finanziari; La politica estera e di difesa; Il fisco; Il welfare e le politiche sociali; La politica di asilo e di immigrazione; L’Europa dei giovani; La tutela della privacy in Europa; L’alimentazione e i prodotti territoriali; L’economia “circolare” dell’Unione europea; Il settore farmaceutico tra salute e mercato; L’Unione europea e il turismo: dove andiamo oggi?; L’Europa e lo sport.

"The State of Europeans" PDF

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Biglietti gratuiti per i giovani che vogliono scoprire l’Europa

DiscoverEU

DiscoverEU

«I requisiti per salire a bordo e partire sono avere 18 anni e aver voglia di scoprire l’Europa. L’iniziativa “Discover EU” (Scoprire ) nasce da un’idea proposta all’evento europeo per i giovani (EYE, dall’inglese European Youth Event) promosso dal Parlamento europeo nel 2014. Permetterà a 20.000-30.000 diciottenni cittadini dell’UE di viaggiare gratuitamente nell'UE quest'anno. Successivamente potranno beneficiare del programma anche altri giovani europei».

http://www.europarl.europa.eu/news/it/headlines/society/20180427STO02706/biglietti-del-treno-gratuiti-per-i-giovani-che-vogliono-scoprire-l-europa

Matrimoni omosessuali e permesso di soggiorno

Diritti Gay

Diritti Gay

I cittadini di paesi terzi uniti in matrimoni omosessuali a cittadini di paesi membri dell’Unione europea avranno gli stessi diritti al permesso di soggiorno in uno qualunque degli Stati dell’Unione che spettano ai coniugi nei matrimoni eterosessuali, anche nei paesi membri nei quali questo tipo di matrimonio non è consentito.

Questa la decisione assunta martedì 5 giugno dalla Corte europea di giustizia. Essa si basa sulla direttiva relativa al diritto dei cittadini dell'Unione e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri, nonché sulle norme primarie dei Trattati relative alla libertà di circolazione dei cittadini europei. In questo modo, la Corte conclude che gli Stati sono liberi di non prevedere i matrimoni tra coppie dello stesso sesso, ma non possono ostacolare la libertà di circolazione e di soggiorno di un cittadino dell'Unione, e, quindi, non possono rifiutare di concedere al coniuge dello stesso sesso, cittadino di un paese terzo, il permesso di soggiorno che spetterebbe al coniuge di sesso differente.

Questa decisione nasce da un ricorso presentato dal rumeno Adrian Coman e dal suo coniuge dello stesso sesso, lo statunitense Robert Clabourn Hamilton. Essi si sono sposati nel 2010 a Bruxelles secondo le norme della legge belga che consentono il matrimonio tra persone dello stesso sesso, e dopo due anni, desiderando trasferirsi insieme in Romania, hanno chiesto il permesso di soggiorno per Hamilton. Tuttavia, le autorità rumene hanno respinto la richiesta, adducendo che il diritto rumeno non riconosce i matrimoni omosessuali, e, pertanto, un cittadino di un paese terzo non poteva ottenere il permesso di soggiorno, in quanto non poteva essere considerato coniuge di un cittadino di uno Stato membro secondo il diritto rumeno.

 

Per saperne di più:

La sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea del 5 giugno 2018: http://curia.europa.eu/juris/document/document.jsf?text=&docid=202542&pageIndex=0&doclang=it&mode=req&dir=&occ=first&part=1&cid=1042428

Comunicato Stampa della Corte di giustizia dell’Unione europea del 5 giugno 2018: https://curia.europa.eu/jcms/upload/docs/application/pdf/2018-06/cp180080it.pdf

La notizia in inglese:

Politico.eu: https://www.politico.eu/article/european-court-of-justice-sides-with-same-sex-couple-over-residency-rights/

EUobserver: https://euobserver.com/justice/141993

Eubusiness: https://www.eubusiness.com/news-eu/gay-rights-court.56ga/?searchterm=homosexual

La notizia in italiano:

Euronews: http://it.euronews.com/2018/06/05/corte-europea-diritto-di-residenza-in-tutti-i-paesi-dell-unione-per-i-coniugi-di-omosessua (con video)

Eunews: http://www.eunews.it/2018/06/05/corte-ue-coppie-gay-coniuge-residenza-unione/105695

Crisi migratoria in Europa: i 630 migranti dell’Aquarius sbarcano a Valencia

La nave Aquarius

La nave Aquarius

Dopo un viaggio che è durato 8 giorni, più di 600 migranti - tra i quali erano presenti 11 bambini, 7 donne incinte e 123 minori non accompagnati - sono sbarcati domenica scorsa a Valencia, dopo che Italia e Malta avevano rifiutato di riceverli.

I migranti raccolti a bordo delle navi Aquarius, Orione e Dattilo, erano partiti dalla costa libica per arrivare in Europa, e sono stati soccorsi dalle ONG Sos Méditerranée e Medici Senza Frontiere.  Il Ministro dell’Interno Matteo Salvini ha deciso di non aprire i porti italiani alle navi, e ha scritto su Facebook: «Da oggi anche l’Italia comincia a dire No al traffico di esseri umani, No al business dell’immigrazione clandestina. Il mio obiettivo è garantire una vita serena a questi ragazzi in Africa e ai nostri figli in Italia». Al contempo, il nuovo primo ministro spagnolo Pedro Sánchez, al fine di «aiutare a evitare una catastrofe umanitaria», ha annunciato che la nave poteva attraccare in Spagna, e ha deciso di concedere ai migranti un permesso speciale di soggiorno di 45 giorni. Alla fine, anche la Francia ha annunciato che accetterà i migranti sbarcati dalle tre navi a Valencia che intendano andare in Francia, e che soddisfino i requisiti per ottenere il diritto di asilo.

Dopo l’episodio, mercoledì 12 giugno il Parlamento europeo ha analizzato la situazione nel Mediterraneo e l’attuazione del dovere di solidarietà tra gli Stati membri.  Al dibattito sono stati presenti solo 70 dei 750 eurodeputati. Il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, ha concluso che è necessario riformare le politiche in materia di immigrazione e asilo, e, insieme al Commissario europeo per le migrazioni, Dimitris Avramopoulos, ha chiesto ai paesi del Nord dell’Unione europea di non lasciare da soli quelli del Sud e di sbloccare la riforma del regolamento di Dublino. Il giorno prima, la Commissione aveva proposto di quasi triplicare i fondi destinati alla gestione migratoria tra 2021 e 2027. Similmente, il presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker ha detto che «non può essere che alcuni Paesi reggano tutto il peso mentre altri stanno a guardare».

Italia-Francia scontro sui migranti

Questo evento ha provocato una crisi diplomatica tra Francia e Italia. Il Presidente francese, Emmanuel Macron, ha criticato la politica di chiusura dei porti, e l’ha definita come «cinica e irresponsabile». I Ministro dell’Interno italiano Salvini ha risposto che gli accordi europei sulla redistribuzione di 40 mila rifugiati stabiliscono che la Francia accolga 9.816 persone, ma che finora ne ha accolte solo 640. Dopo che Macron ha chiarito che non intendeva offendere l’Italia né il popolo italiano, ha convenuto con il Presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, che nel Consiglio Europeo del 28 e 29 giugno, sarà necessario concepire nuove iniziative per realizzare una politica migratoria «efficace». Il Capo di Stato francese e il Capo del Governo italiano hanno espresso la necessità di cambiare il sistema di asilo e di riformare il regolamento di Dublino.  Questa è anche la posizione di Pedro Sánchez, che ritiene che debba esserci un’azione coordinata in Europa, così si esprimerà nel Consiglio Europeo del 28 e 29 giugno.

Nel mini vertice del 24 giugno a Bruxelles, Conte ha presentato un documento intitolato «European Multilevel Strategy for Migration» che si basa sul principio: «Chi sbarca in Italia sbarca in Europa». Il testo propone di istituire «centri di protezione» in diversi Stati dell’Unione e in paesi come Niger e Libia. Inoltre, il documento chiede che sia superato il regolamento di Dublino e invoca sanzioni finanziarie per gli Stati dell’UE che non accettano le quote di rifugiati. In sintesi, nella riunione informale si è deciso di rifinanziare il Trust Fund Africa (fondo fiduciario) per la Libia e di sostenere la guardia costiera libica.

Dopo i negoziati durati tutta la notte, il Vertice della UE ha trovato il 28 giugno un accordo sulla gestione dei migranti. Nel documento di 12 punti, i leader si dicono «determinati a continuare e rafforzare» l'azione «per prevenire un ritorno ai flussi incontrollati del 2015 e ridurre ulteriormente la migrazione illegale su tutte le rotte esistenti e nuove».

La notizia:

 

http://it.euronews.com/2018/06/18/aquarius-a-valencia-la-fine-di-un-lungo-viaggio 18/06/2018

http://it.euronews.com/2018/06/17/sbarcano-a-valencia-i-630-migranti-dell-aquarius 17/06/2018

http://www.medicisenzafrontiere.it/notizie/news/mediterraneo-centrale-i-governi-europei-devono-anteporre-la-vita-delle-persone-alla 17/06/2018

https://www.msf.es/aquarius-630-vidas-una-penosa-historia (reportage in spagnolo di MSF)

http://www.eunews.it/2018/06/11/spagna-accoglie-629-migranti-aquarius/106036 11/06/2018

https://www.politico.eu/article/spain-will-welcome-migrant-rescue-ship-turned-away-by-italy-pedro-sanchez-matteo-salvini/ 11/06/2018 (in inglese)

Immagini: https://elpais.com/elpais/2018/06/12/album/1528788845_820939.html#foto_gal_22

Video “A bordo di Aquarius”:  http://it.euronews.com/video/2018/06/14/a-bordo-di-aquarius

 

Scontro tra Italia e Francia:

http://www.eunews.it/2018/06/15/conte-macron-trovano-intese-migranti-ed-eurozona-attesa-del-confronto-merkel/106479 15/06/2018

http://www.eunews.it/2018/06/13/acquarius-conte-irritato-macron-salvini-mandera-parigi-lista-migranti-accogliere/106200

http://it.euronews.com/2018/06/15/conte-macron-prove-di-disgelo-a-parigi 15/06/2018

http://www.eunews.it/2018/06/14/scuse-ambigue-macron-conte-conferma-visita-parigi/106313 14/06/2018

https://www.politico.eu/article/italy-threatens-to-drop-france-summit-over-migration-criticism/ (in inglese) 12/06/2018

Reazioni dell’UE:

http://it.euronews.com/2018/06/13/caso-aquarius-cinismo-o-ipocrisia-dell-ue- 13/06/2018

http://it.euronews.com/2018/06/11/aquarius-le-reazioni-dall-unione-europea (video) 11/06/2018

Dibattito del parlamento (13/06/2018; 15:58- 17:51):
http://www.europarl.europa.eu/plenary/it/debate-details.html?date=20180613&detailBy=date

 

Implicazioni a livello europeo:

http://it.euronews.com/2018/06/14/il-caso-aquarius-quali-implicazioni-a-livello-europeo- (video) 14/06/2018

 

«European Multilevel Strategy for Migration», testo PDF: https://www.ansa.it/documents/1529851800903_Migranti.pdf


Il documento sui migranti siglato al Vertice: https://docs.google.com/viewerng/viewer?url=https://www.consilium.europa.eu/media/35947/28-euco-final-conclusions-it.pdf


Dichiarazione del Movimento europeo Italia su flussi migratori, bilancio pluriennale a garanzia dei beni pubblici europei e sicurezza esterna

Movimento europeo Italia

Movimento europeo Italia

Il Movimento europeo in Italia ha pubblicato una dichiarazione riguardante il diritto di asilo e la gestione dei flussi migratori, il bilancio pluriennale a garanzia dei beni pubblici europei e la sicurezza esterna.


"Il Movimento europeo sostiene l’apertura di vie di accesso legali attraverso corridoi umanitari per chi ha diritto all’asilo e di percorsi controllati per i migranti economici, la tutela dei minori non accompagnati... e la facilitazione dei ricongiungimenti familiari, l’accelerazione delle procedure per la concessione dei visti umanitari e di permessi di protezione temporanea, la creazione dell’Agenzia Europea per l’Asilo e l’Immigrazione, programmi di resettlement obbligatori stabilendo sanzioni per i paesi che non rispettano i loro doveri, una legislazione europea e leggi-quadro a livello nazionale che superino la frammentarietà del sistema attuale."
Riguardo al bilancio pluriennale a garanzia dei beni pubblici europei, il Movimento propone di "creare un meccanismo economico-finanziario, che potrebbe prendere la forma di una linea di bilancio dell’eurozona all’interno del bilancio dell’Unione europea a 27, adeguatamente dotata, ispirata al metodo comunitario, gestita dalla Commissione (e così sottratta al veto degli Stati membri e dei parlamenti nazionali) e operante grazie a una serie di automatismi che ne limitino la discrezionalità al fine di evitare lo scoglio di una revisione intergovernativa dei trattati e di rispettare il diritto dell’Unione."


Per quanto concerne la sicurezza esterna, il Movimento ritiene che "La difesa europea, quale componente della politica estera e di sicurezza comune, deve essere concepita come strumento per consentire all’Unione europea di agire efficacemente per il mantenimento e la costruzione della pace ma anche per intervenire nella gestione delle crisi nell’ambito e su mandato delle Nazioni Unite."

Link alla Dichiarazione

Il Parlamento europeo approva la nuova legge elettorale

Il Parlamento europeo

Il Parlamento europeo

Mercoledì 4 luglio il parlamento europeo ha approvato la nuova legge elettorale, con 397 voti a favore, 207 contrari e 62 astensioni.
La legge:

-facilita il voto postale ed elettronico.

-incoraggia gli Stati membri a permettere ai loro cittadini che vivono in paesi non Ue di esprimere il loro voto per le elezioni europee.

-introduce misure contro il doppio voto e una scadenza minima per l’istituzione di liste elettorali.

-impone una soglia obbligatoria per l’assegnazione dei seggi del Parlamento europeo nelle circoscrizioni con più di 35 seggi, che non può essere inferiore al 2% o superiore al 5% dei voti. Pertanto, i Paesi dell’Ue che hanno più di 35 seggi (come la Spagna e la Germania), dovranno introdurre una soglia per le elezioni europee del 2024.

http://www.europarl.europa.eu/news/en/press-room/20180628IPR06818/parliament-backs-a-modernised-eu-electoral-law

http://www.eunews.it/2018/07/04/parlamento-europeo-approva-le-nuove-norme-le-sue-elezioni/107428

https://www.politico.eu/article/meps-spitzenkandidat-electoral-reform-back-modest-changes/

https://www.europeaninterest.eu/article/meps-vote-modernise-eu-electoral-law/

https://www.eureporter.co/frontpage/2018/07/05/new-eu-electoral-law-opens-up-postal-and-electronicvoting/

La commissione giuridica del Parlamento europeo approva la direttiva sul copyright

Copyright

Copyright

Mercoledì 20 giugno la commissione giuridica del Parlamento europeo aveva approvato la controversa modifica alla direttiva sul mercato unico digitale, che pretende che le piattaforme digitale paghino in modo giusto agli autori. Ma 5 luglio il Parlamento ha fermato la riforma: 318 deputati hanno votato contro, e 278 a favore. Il testo sarà esaminato e votato di nuovo nella prossima plenaria a settembre.

Gli articoli 11 e 13 della nuova proposta di legge sono le più criticati. L’articolo 11, «Protezione delle pubblicazione di carattere giornalistico in caso di utilizzo digitale», implementa una tassa sui link che obbligherebbe le piattaforme web come  Google, Microsoft, o Facebook a pagare gli editori per la pubblicazione di un link a un loro articolo. D’altra parte, l’articolo 13 stabilisce che le piattaforme dovranno installare dei filtri tecnologici per prevenire che i navigatori carichino materiale protetto da copyright.

La proposta è stata criticata da esperti come l’inventore della web, Tim Berners-Lee, o il fondatore di Wikipedia Jimmy Wales, per considerare che limita la libertà di espressione. In una lettera insieme con altre 70 pionieri e specialisti della rete, hanno affermato che « l’articolo 13 fa un passo in avanti senza precedenti verso la trasformazione di Internet da una piattaforma aperta alla condivisione e innovazione a uno strumento per la sorveglianza automatizzata e il controllo degli utenti».

Per saperne di più:

Proposal for a directive on copyright in the digital single market

 

Statement by the rapporteur, Axel Voss (EPP, DE), after the vote

Multimedia package: digital single market

Comunicati stampa (in inglese): http://www.europarl.europa.eu/news/it/press-room/20180618IPR06024/copyright-meps-update-rules-for-the-digital-age

http://www.lastampa.it/2018/06/20/tecnologia/la-nuova-legge-europea-sul-copyright-sancir-la-fine-dei-meme-B61UTI9FOEbbRXAbuxULJM/pagina.html

http://it.euronews.com/2018/06/19/la-battaglia-europea-sul-diritto-d-autore

https://www.eubusiness.com/news-eu/copyright-internet.20gv (in inglese)

https://www.corriere.it/tecnologia/cards/riforma-ue-copyright-online-potrebbe-davvero-distruggere-internet-come-conosciamo/mercato-unico-digitale.shtml

http://www.lastampa.it/2018/06/20/economia/ombre-pi-che-luci-della-riforma-europea-del-copyright-ZqzmbTAGxPIxUJga2Ac1rJ/pagina.html

https://en.trend.az/world/europe/2918871.html (in inglese)

https://www.balcanicaucaso.org/aree/Europa/La-direttiva-europea-sul-copyright-minaccia-internet-188665

http://www.eunews.it/2018/07/05/parlamento-europeo-ferma-la-nuova-direttiva-sul-copyright/107431

https://www.politico.eu/article/european-parliament-votes-to-block-copyright-reform/

http://www.engage.it/media/parlamento-europeo-boccia-riforma-copyright/153306#zTdMgXtvp74fEjCU.97

Brexit: Si dimettono David Davis e Boris Johnson

La premier Theresa May

La premier Theresa May

Il ministro per l’uscita dall’Unione europea, David Davis, ha annunciato le sue dimissioni insieme ai sottosegretari Steven Baker e Suella Braverman, in polemica con il negoziato «soft» con l’UE adottato dalla premier Theresa May. Lunedì, anche il ministro degli Esteri Boris Johnson si è dimesso.

Nel consiglio dei ministri di venerdì scorso a Chequers, la leader conservatrice aveva convinto l’intero governo ad approvare la sua proposta per la Brexit: una area di libero scambio fra Il Regno Unito e l’UE: «La nostra proposta — ha detto la premier — creerà un’area di libero scambio fra il Regno Unito e l’Unione Europea che stabilisce un regolamento comune per i beni industriali e i prodotti agricoli». Prima della riunione del governo britannico, Michael Barnier, il capo negoziatore UE per la Brexit, aveva dichiarato di essere «pronto ad adattare la nostra offerta se la Gran Bretagna dovesse cambiare le sue “linee rosse”».

Ma Davis non ha accettato la strategia conciliante del consiglio. A suo avviso, May ha fatto troppe concessioni all’UE, e ha dichiarato che la proposta della May lascerà la Gran Bretagna in una posizione debole per i negoziati. Anche Boris Johnson, nella sua lettera di dimissioni, ha affermato che il piano della May trasformerà il Regno Unito in una «colonia dell’UE». Al posto di Boris Johnson è stato nominato Jeremy Hunt, ministro della Sanità, che a suo tempo aveva sostenuto la permanenza del Regno Unito nell’Unione Europea. Mentre, al posto di David Davis è stato nominato Dominic Raab, più flessibile. Nonostante queste due importantissime dimissioni, May ha tenuto la situazione sotto controllo, e tutto sembra, per ora, relativamente tranquillo.

Per saperne di più:

http://www.eunews.it/2018/07/09/davis-brexit-dimissioni-governo-may/107539

http://www.eunews.it/2018/07/09/uk-brexit-si-dimette-anche-ministro-degli-esteri-johnson/107572

 

https://www.politico.eu/article/david-davis-resigns-as-uks-brexit-secretary/ (in inglese)

https://www.politico.eu/article/theresa-may-boris-johnson-david-davis-brexit-britains-zombie-prime-minister/ (in inglese)

 

https://euobserver.com/uk-referendum/142311 (in inglese)

https://euobserver.com/uk-referendum/142322 (in inglese)

 

http://it.euronews.com/2018/07/09/live-brexit-theresa-may-in-parlamento-dopo-la-nomina-di-raab

http://it.euronews.com/2018/07/09/brexit-bruxelles-minimizza-sulle-dimissioni-di-davis-e-johnson

 

https://www.huffingtonpost.it/2018/07/09/brexit-governo-may-nella-bufera-lascia-ministro-davis_a_23477433/

https://www.theguardian.com/politics/2018/jul/09/boris-johnson-resigns-as-foreign-secretary-brexit (in inglese)

18-19 luglio, Bologna: Workshop Internazionale "A New Successful Economic, Industrial, Financial, Territorial Management Model - SDGs & Circular Economy"

Workshop Internazionale

Workshop Internazionale

Notizia pubblicata dal Movimento Europeo Italia:

 

«Si terrà a Bologna il 18 e 19 luglio il workshop internazionale dedicato all'economia circolare dal titolo A New Successful Economic, Industrial, Financial, Territorial Management Model – SDGs & Circular Economy, organizzato dal Movimento Europeo Italia e lo European Partners for the Environment, insieme al Comitato Economico e Sociale Europeo, l'Alleanza Italiana per lo sviluppo sostenibile e molti altri attori nazionali e internazionali, con il supporto del Ministero dell’Ambiente e il patrocinio della Regione Emilia Romagna e del Comune di Bologna.

L'economia circolare è in grado di produrre notevoli benefici economici, ambientali e sociali all'Unione europea, ai suoi Stati Membri e al suo tessuto produttivo, contribuendo all’implementazione degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile. Per ottenere, in conformità con questi Obiettivi, la massima efficienza nell’utilizzo delle risorse, la creazione di posti di lavoro, una prosperità a basse emissioni di carbonio, un ambiente sano e una produzione e un consumo responsabili, è necessario evitare soluzioni parziali e adottare un approccio olistico che tenga in considerazione tutti gli aspetti e gli attori coinvolti e si attivi in diverse aree politiche. Lo sviluppo di soluzioni parziali, che non affrontano ogni aspetto della questione, impedirebbe all’UE di godere in tutta la loro ampiezza dei benefici che l’economia circolare produrrebbe. ‘Walking the circle’.

Siamo intenzionati quindi a promuovere, attraverso la nostra iniziativa, un approccio multi-stakeholder al tema quale presupposto fondamentale per la creazione di un nuovo modello di sviluppo, che sia basato su: economia circolare ed efficienza delle risorse; transizione climatica ed energetica; bioeconomia e agricoltura sostenibile; stili di vita e comportamenti responsabili. Questa strategia deve essere transfrontaliera e può essere sostenuta da iniziative europee quali i Partenariati Europei per l’Innovazione e le Comunità della Conoscenza e dell’Innovazione.

La prima giornata del workshop (in lingua inglese, con traduzione simultanea in italiano), fornirà una panoramica dei principali progetti in atto e preparerà il terreno ad un’iniziativa comune europea. La seconda (interamente in italiano) sarà dedicata alle principali iniziative italiane e alla preparazione di raccomandazioni specifiche».

AGENDA

Registration form

Abstract dei relatori: http://movimentoeuropeo.it/images/documenti/Abstract_Bologna.pdf

Il Parlamentarium raggiunge quota 2 milioni di visitatori

 I visitatori numero "due milioni"!

I visitatori numero "due milioni"!

Notizia pubblicata su http://www.europarl.europa.eu/news/it/headlines/society/20180706STO07408/il-parlamentarium-raggiunge-quota-2-milioni-di-visitatori

 

"L’11 luglio 2018 il Parlamentarium, centro visitatori del Parlamento europeo, ha accolto con festeggiamenti il 2 milionesimo visitatore.

Mercoledì 11 luglio Alex Sturm, Thomas Varvier and Christoph Eisl, tre amici in visita dall’Austria, sono stati,con loro grande sorpresa, protagonisti dei festeggiamenti al centro visitatori del Parlamento europeo, che ha raggiunto proprio con loro quota 2 milioni di visitatori.

Il Presidente Antonio Tajani in persona ha accolto all’ingresso i tre visitatori.

Dalla sua inaugurazione nell’ottobre del 2011 il Parlamentarium è diventato col tempo una delle attrazioni turistiche più visitate a Bruxelles. Il centro è aperto al pubblico sette giorni su sette e l’ingresso è gratuito. All’interno è installata una mostra permanente e interattiva che presenta il lavoro del Parlamento e spiega la storia dell’integrazione europea in 24 lingue.

Il Parlamentarium ospita anche delle mostre temporanee. Attualmente è possibile visitare la mostra intitolata “Mistificazione di Stato: il potere della propaganda nazista”, aperta fino al 18 novembre 2018.

Il Parlamento europeo ha istituito altri tre centri visitatori simili a quello di Bruxelles a Berlino, Strasburgo e Lubiana".

JEFTA: L’UE e il Giappone firmano uno storico accordo commerciale

JEFTA

JEFTA

L’accordo di libero scambio con il Giappone era stato annunciato il 6 luglio 2017, al vertice UE-Giappone a Bruxelles, e i negoziati si sono conclusi l’8 dicembre. Il 17 luglio 2018, il trattato è stato firmato ufficialmente durante una cerimonia a Tokyo.

L’UE e il Giappone hanno un proficuo e reciproco rapporto di esportazione merci: nel 2015, le imprese dell’UE hanno esportato in Giappone prodotti per 58 miliardi di euro, e servizi per 28 miliardi. Tuttavia, ci sono alcune barriere commerciali, come i dazi doganali giapponesi, e normative di difficile applicazione. Il patto consentirà di ridurre o eliminare le barriere. Inoltre, l’accordo:

-consentirà al Giappone di riconoscere 200 specialità europee certificate.

-introdurrà regole giuridiche rigorose per la tutela dei lavoratori e dell’ambiente.

-aprirà il mercato giapponese dei servizi alle imprese UE.

-determinerà una crescita delle tecnologie verdi.

-contribuirà all’elaborazione di norme e standard chi garantiranno un commercio globale libero ed equo.

-contribuirà a creare posti di lavoro nell’Ue.

D’altra parte, la campagna Stop TTIP/Stop CETA ha sintetizzato le principali criticità del JEFTA: il trattato proteggerà solo 8 indicazioni geografiche italiane agroalimentari e 28 vini e alcolici, su un totale di 205. Il JEFTA limiterebbe anche la capacità dell'UE di controllare le importazioni giapponesi di alimenti e mangimi (articolo 6.7.4), nonostante il Giappone abbia già commesso consistenti infrazioni alle normative anti-ogm (organismi geneticamente modificati). Inoltre, il capitolo sull’e-commerce (8) è stato criticato per le regole che limitano la capacità di regolare i flussi di dati, mentre il capitolo 16, intitolato “Sviluppo sostenibile e lavoro”, è stato giudicato come “più debole di quello del CETA”. Il trattato è stato anche criticato per essere stato negoziato “nella più completa opacità”, e in Italia, l’Intergruppo Parlamentare No CETA, aveva chiesto al Vice presidente del Consiglio e Ministro dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, di intervenire al fine di sospenderne la firma da parte dell’Unione europea.

Schede informative sull’accordo: http://trade.ec.europa.eu/doclib/press/index.cfm?id=1697

Capitoli concordati e documenti negoziali:http://trade.ec.europa.eu/doclib/press/index.cfm?id=1684

Ulteriori informazioni sull'accordo di partenariato economico UE-Giappone: http://ec.europa.eu/trade/policy/in-focus/eu-japan-economic-partnership-agreement/

Ulteriori informazioni sulle relazioni commerciali tra l'UE e il Giappone: http://ec.europa.eu/trade/policy/countries-and-regions/countries/japan/

Video esplicativo:  http://www.euronews.com/2018/07/09/japan-eu-economic-partnership-agreement-epa-why-the-agreement-is-a-big-deal

EU-Japan Trade in your town: http://ec.europa.eu/trade/policy/in-focus/eu-japan-economic-partnership-agreement/eu-japan-in-your-town/

http://www.eunews.it/2018/07/11/commercio-parlamentari-italiani-insorgono-laccordo-ue-giappone/107665

http://it.euronews.com/2018/07/16/ue-giappone-accordo-commerciale-contro-i-dazi

Le critiche all’accordo:

https://stop-ttip-italia.net/2018/07/10/firma-italia-jefta-fonti-222/

https://corporateeurope.org/international-trade/2017/09/welcome-jefta

https://www.greenme.it/informarsi/ambiente/28279-jfeta-accordo-europa-giappone-firma

https://www.politico.eu/article/trade-deals-beware-the-acronym/

Multa record a Google dalla Commissione europea: 4,3 miliardi di euro

Google

Google

Google ha ricevuto una maxi-multa di 4.3 miliardi di euro dalla Commissione europea per aver violato le norme antitrust dell’Unione. Di fatto, dal 2011 Google impone ai produttori dei dispositivi dotati del sistema operativo Android una serie di restrizioni per consolidare la sua posizione nelle ricerche generiche su Internet. La multinazionale americana richiede ai produttori di pre-installare alcune app sugli smartphone Android, come Google Ricerche e il browser Chrome, impedendo la vendita degli smartphone e tablet con sistema operativo Android sprovvisti delle app in questione. La responsabile dell’Antitrust comunitario, Magrethe Vestager, ha pertanto deciso di imporre questa multa record, sostenendo che “Google non può pretendere di avere tutta la torta per sé”.

Il presidente degli Stati Uniti d’America, Donald Trump, ha criticato la multa con un tweet, come di consueto, evidenziando i tesi rapporti commerciali tra Usa e Ue.

Tweet

Come cambierà Android dopo la multa?

La principale conseguenza della decisione adottata dalla Commissione europea è che sarà nuovamente possibile trovare uno smartphone Android senza applicazioni Google preinstallate, e, pertanto, i consumatori avranno più libertà di scelta. Tuttavia, la Commissione non ha proibito la preinstallazione delle applicazioni, ma ha soltanto affermato che Google non potrà imporla ai produttori. Quindi probabilmente Samsung, Huawei e gli altri produttori di dispositivi con sistema operativo Android continueranno a pre-installare le app più apprezzate dai consumatori, ossia, quantomeno tendenzialmente, quelle di Google.

 

Per saperne di più:

Statement by Commissioner Vestager on Commission decision to fine Google

Commissione Europea-Comunicato stampa

http://www.eunews.it/2018/07/18/google-imponeva-android-gli-smartphone-dallue-maxi-multa-43-miliardi/107901

http://it.euronews.com/2018/07/18/google-nel-mirino-dell-ue-per-il-sistema-android

https://www.politico.eu/article/google-android-antitrust-fine-competition-margrethe-vestager/

https://euobserver.com/economic/142410

https://www.eubusiness.com/news-eu/google-android-18hn

http://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2018-07-18/google-multa-record-dall-ue-43-miliardi-android-105135.shtml?uuid=AE2pNYNF

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SERVIZIO ALLERTA, EDIC Regione Marche

Banner Europe Direct

Banner Europe Direct

Lo Europe Direct della Regione Marche ha attivato il Servizio Allerta

Il Servizio Allerta consiste in una newsletter mensile nella quale sono pubblicati avvisi di tirocini, stage, concorsi, borse di studio utilissimi per quanti intendono fare esperienza di studio e stage all’estero e per quanti sono alla ricerca di un lavoro.

Servizio ALLERTA luglio

Newsletter Movimento europeo Italia

Movimento Europeo Italia

Movimento Europeo Italia

E' online il numero 6 della newsletter "Europa insieme" del Movimento europeo Italia.

Newsletter Movimento europeo Italia NUMERO 6 - LUGLIO 2018

Trump e Juncker trovano una tregua sui dazi

Juncker e Trump

Juncker e Trump

Il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker si è incontrato mercoledì alla Casa Bianca con il presidente americano Donald Trump per parlare di politiche commerciali e dazi.

Nella conferenza stampa al termine dell’incontro, Trump e Juncker hanno sintetizzato i punti trattati. Trump ha annunciato che UE e Stati Uniti “lavoreranno insieme verso zero tariffe, zero barriere e zero sussidi per beni industriali non auto”, mentre Juncker ha promesso che i 28 paesi UE acquisteranno più soia dai produttori Usa. I presidenti hanno anche deciso di promuovere una riforma dell’Organizzazione mondiale del commercio (WTO), di prevenire pratiche commerciali sleali e di istituire un gruppo di lavoro esecutivo per portare avanti la loro agenda congiunta. L’accordo include anche una cooperazione più stretta del settore dell’energia: L’Europa comprerà più gas dagli Stati Uniti.

I risultati della riunione dovrebbero ridurre il rischio di una guerra commerciale tra Stati Uniti e Unione Europea. Di fatto, Trump e Juncker hanno descritto l’incontro in termini positivi.  Il presidente americano ha detto: «È stato un grande giorno, è iniziata una nuova fase nelle relazioni tra Stati Uniti e Unione Europea, una fase di stretta amicizia», mentre Juncker si è detto soddisfatto per aver trovato un accordo.

Le reazioni

Il ministro degli esteri tedesco Heiko Maas: “La risposta ad ‘America First’ può essere solo ‘Europe United’”. “Abbiamo visto che quando l’Europa si presenta unita la nostra parola ha peso”. “Siamo partner e alleati con valori e interessi comuni”.

Pierre Gattaz, presidente di BusinessEurope: “La ragione ha prevalso. L’agenda per i colloqui tra l’UE e gli Stati Uniti per attenuare l’attuale conflitto commerciale è quella giusta”.

Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura: “L’intesa tra Unione Europea e Stati Uniti per fermare la guerra commerciale in atto è senz’altro una buona notizia per il nostro sistema agroalimentare, che esporta sul mercato americano prodotti per un valore di 4 miliardi di euro”.

Erik Jonnaert, segretario generale dell’Associazione europea dei produttori di automobili (Acea): “La nostra industria prospera meglio in un ambiente senza barriere commerciali”.

Per saperne di più:

EU-U.S. Joint Statement

President Juncker's remarks at the joint press conference in the White House Rose Garden with President Trump

President Juncker's speech on EU-US relations at CSIS

 

http://www.eunews.it/2018/07/26/dazi-zero-scambi-ue-stati-uniti-pronti-lavorare-nuove-relazioni-commerciali/108106

http://www.eunews.it/2018/07/26/cosa-vuol-dire-accordo-juncker-trump-sul-commercio-ue-usa/108131

http://it.euronews.com/2018/07/25/usa-ue-verso-zero-tariffe-doganali-negli-scambi-industriali-tranne-per-il-settore-auto

http://it.euronews.com/2018/07/25/juncker-e-trump-il-giorno-del-vertice

https://euobserver.com/economic/142469

https://www.businesseurope.eu/publications/eu-us-trade-relations-reason-has-prevailed

http://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2018-07-25/barriere-commercio-juncker-e-trump-cerca-una-via-d-uscita-203118.shtml?uuid=AEcteXSF&refresh_ce=1

https://www.politico.eu/article/trump-speaks-with-juncker-on-trade-negotiations/

Sanzioni Usa all’Iran, l’UE attiva il c.d. “blocking statute”

Federica Mogherini e Mohamad Javad Zarif

Federica Mogherini e Mohamad Javad Zarif

Il 7 agosto, Donald Trump ha annunciato la reintroduzione delle sanzioni contro l'Iran in un tweet: “Chiunque faccia affari con l’Iran NON farà affari con gli Stati Uniti”. Dopo questa affermazione, l’Alto Rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza dell’UE, Federica Mogherini, e i Ministri degli Esteri di Francia, Germania e Gran Bretagna, hanno condannato “fermamente” la reintroduzione delle sanzioni, in seguito al ritiro dall'accordo sul nucleare. Nel comunicato congiunto di Federica Mogherini, Jean-Yves Le Drian, Heiko Maas e Jeremy Hunt, si legge che l’accordo “sta funzionando e sta realizzando il suo obiettivo”, e che preservarlo è una questione “di rispetto degli accordi internazionali e di sicurezza”.

Le sanzioni americane potrebbero danneggiare le aziende europee che dopo la firma dell’accordo hanno iniziato ad investire nel paese. Infatti, la Commissione europea ha già riattivato il c.d. “blocking statute”, un regolamento adottato nel 1996 e integrato da ultimo con un regolamento delegato del 6 giugno 2018 e con un regolamento di esecuzione del 3 agosto 2018, che prevede una serie di misure atte a consentire alle società europee di ignorare le sanzioni statunitensi senza essere penalizzate. Il portavoce della Commissione europea, Mina Andreeva, ha detto che gli operatori dell’UE sono liberi di “scegliere se iniziare a lavorare, continuare o smettere di fare affari in Iran, se entrare in un settore economico in base alle loro valutazioni della situazione economica”. Tuttavia, diversi esperti ritengono che le misure adottate dall’Unione Europea non siano sufficienti e che le sanzioni finiranno per danneggiare diversi operatori economici europei.

Per saperne di più:

Comunicato stampa della Commissione europea: http://europa.eu/rapid/press-release_IP-18-4805_it.htm

Scheda informativa (Domande e risposte): http://europa.eu/rapid/press-release_MEMO-18-4786_it.htm

Joint statement by High Representative Federica Mogherini and Foreign Ministers of E3 (France, the United Kingdom): https://eeas.europa.eu/headquarters/headquarters-homepage/49141/joint-statement-re-imposition-us-sanctions-due-its-withdrawal-joint-comprehensive-plan-action_en

Informazione sul “Blocking Statute”: http://ec.europa.eu/dgs/fpi/what-we-do/blocking_statute_en.htm

http://it.euronews.com/2018/08/06/iran-dal-7-agosto-in-vigore-lo-statuto-di-blocco-della-ue-contro-le-sanzioni-americane

https://www.politico.eu/article/federica-mogherini-europe-vows-to-fight-for-iran-deal-as-us-donald-trump-renews-sanctions/

https://euobserver.com/foreign/142530

https://www.euractiv.com/section/global-europe/news/eu-tries-to-soften-impact-of-us-sanctions-against-iran-as-they-re-enter-into-force/

http://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2018-08-07/sanzioni-usa-all-iran-scudo-ue-non-basta-proteggere-aziende-europee--115527.shtml?uuid=AE8QpnXF&fromSearch

Aggiornamento:

L’Unione europea ha disposto lo stanziamento di 18 milioni di euro in aiuti per sostenere lo sviluppo economico dell’Iran, e mantenere l’accordo sul nucleare. Questo primo pacchetto di aiuti da 18 milioni fa parte di un progetto dall'importo complessivo di 50 milioni di euro, che consolida la cooperazione tra l’Unione europea e l’Iran a seguito della conclusione del Piano d’azione globale congiunto (Jcpoa), abbandonato unilateralmente dagli Stati Uniti lo scorso maggio. Dei 18 milioni, 8 andranno alle piccole e medie imprese (PMI) iraniane ad alto potenziale, allo sviluppo di specifiche catene di valore e all’assistenza tecnica all’Organizzazione iraniana per la promozione del commercio. Altri 8 milioni serviranno per rispondere alle sfide climatico-ambientali, mentre gli ultimi 2 saranno destinati alla lotta contro la produzione e l’uso di droghe. “Dalla ripresa delle relazioni UE-Iran quale risultato dell’accordo nucleare iraniano, la cooperazione bilaterale si è sviluppata in molti settori”, ha detto l’Alto rappresentante per la politica estera e la sicurezza dell’UE, Federica Mogherini. “Ci impegniamo a sostenerla, e questo nuovo pacchetto amplierà le relazioni economiche e settoriali in settori che sono di beneficio diretto per i nostri cittadini”. Tuttavia, gli Stati Uniti hanno criticato lo stanziamento di fondi UE, e sostengono che i fondi saranno utilizzati per espandere le attività terroristiche.

 

Joint statement by the High Representative/Vice-President of the European Union, Federica Mogherini and the Minister of Foreign Affairs of the Islamic Republic of Iran, Javad Zarif, 16 April 2016

Statement from the Joint Commission of the Joint Comprehensive Plan of Action, 6 July 2018

Joint statement on the re-imposition of US sanctions due to its withdrawal from the Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA), 6 August 2018

Press release: Updated Blocking Statute in support of Iran nuclear deal enters into force

http://www.eunews.it/2018/08/24/nucleare-iraniano-dallue-pacchetto-aiuti-18-milioni-teheran/108261

http://www.asianews.it/notizie-it/DallUe-18-milioni-di-euro-in-aiuti-alleconomia-iraniana,-colpita-dalle-sanzioni-Usa-44762.html

 

La Grecia esce dalla fase di salvataggio

Ue-Grecia

Ue-Grecia

Il 20 agosto, la Grecia ha iniziato una nuova fase, dopo otto anni e 288,7 miliardi di prestiti di contributi dell’Unione europea e internazionali. La Repubblica ellenica è già fuori dall’ultimo programma di aiuti che le hanno evitato la bancarotta e l’uscita dall’Euro, al costo di un duro programma di austerità e riforme. La Grecia inizia ora la fase della sorveglianza post-aiuti, e dovrà rispettare le condizioni imposte dai creditori europei “solidali”, insomma, dovrà mantenere l’impegno delle riforme. Secondo il premier Alexis Tsipras, dovrebbe “tornare a essere un paese normale”. Tuttavia, questo non significa la fine della crisi economica e sociale, dato che i problemi per gran parte della popolazione restano gravi, come la disoccupazione, la riduzione di salari e pensioni, la fuga all'estero dei greci. Infatti, il governatore della Banca centrale greca, Yannis Stournaras, ha ammesso che resta “molta strada da fare” per risanare l’intera economia.

Il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, ha affermato che «la conclusione del programma di stabilità segna un momento importante per la Grecia e per l'Europa», mentre il commissario UE all'Economia Pierre Moscovici ha detto che «la conclusione del programma di sostegno alla stabilità è una buona notizia per la Grecia e per l’Eurozona. Per la Grecia, segna l'inizio di un nuovo capitolo dopo otto anni molto difficili. Per l’Eurozona, traccia una linea simbolica sotto una crisi esistenziale».

Per saperne di più:

Informazioni provenienti dalla Commissione europea:

Factsheets – A new chapter for Greece

Key indicators and figures

A new start for jobs and growth

Further details on debt measures

Further details on disbursements of financial assistance

Timeline of events

Eurogroup statement of 22 June 2018

Brochure: A new start for jobs and growth in Greece – Three years on

Further background information on EU financial assistance to Greece

Press release - Commission supports normalisation in Greece through activation of post-programme framework

 

Informazioni provenienti da altre fonti:

http://it.euronews.com/2018/08/20/il-grande-giorno-per-la-grecia-fine-della-tutela-della-troika (include la conferenza stampa completa di Moscovici)

http://it.euronews.com/2018/08/21/grecia-tsipras-anni-di-odissea-ora-inizia-una-nuova-era- (include il video con le dichiarazioni di Alexis Tsipras)

https://www.politico.eu/article/commission-greece-must-respect-its-post-bailout-commitments/

http://www.eunews.it/2018/08/20/la-grecia-volta-pagina-si-chiude-ufficialmente-programma-assistenza/108214

http://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2018-08-21/fine-bailout-ecco-che-cosa-cambia-la-grecia-e-noi-071405.shtml?uuid=AE6t3IdF

https://euobserver.com/economic/142626

https://euobserver.com/economic/142517

https://www.eubusiness.com/news-eu/greece-bailout.20

Volantino Help desk

volantino HelpDesk-EDIC RegMarche_.pdf — PDF document, 225 kB (230,899 bytes)

Selezione

SELEZIONE FARMACISTI PER DE_ok.pdf — PDF document, 862 kB (882,748 bytes)

Convegno: La politica dell'Unione Europea per la tutela e la promozione dei Beni Culturali - 24 ottobre 2018

CDE convegno 24 ottobre 2018

CDE convegno 24 ottobre 2018

Progetto Nazionale dei CDE Italiani 2018
«POPOLI, CULTURE E TRADIZIONI:UN PATRIMONIO COMUNE PER L’EUROPA DEL FUTURO»
Rappresentanza in Italia della Commissione Europea

Europe Direct Marche: Tour post-sisma

Torre civica e comune

Torre civica e comune

L'Europa con noi per ripartire

Macerata, Piazza della Libertà, 19 ottobre 2018, 10:00-12:30.

Tour post sisma

post sisma_schema tour MACERATA_3.pdf — PDF document, 745 kB (763,271 bytes)

CYBERSECURITY E BLOCKCHAIN dalla finanza alla gestione degli appalti: RISCHI ED OPPORTUNITÀ

Ottobre 2018 Mese Europeo sicurezza informatica

Ottobre 2018 Mese Europeo sicurezza informatica

Mese Europeo per la sicurezza informatica

Locandina Elezioni europee 2019

Locandina_ElezioniEuropee.pdf — PDF document, 208 kB (213,060 bytes)

Elezioni europee 2019

Elezioni europee 2019

Elezioni europee 2019

Seminario Interdisciplinare

Processi culturali e comunicativi

Istituzioni di diritto pubblico

PROMUOVERE L’INFORMAZIONE
PER RIDURRE LE DISTANZE
TRA UE E CITTADINI

DODO rivista di politiche per la gioventù

DODO

DODO

Pubblicato il nuovo numero di DODO, rivista trimestrale di politiche per la gioventù creata e distribuita dalla rete Eurodesk Italy.

Troverete novità e approfondimenti su giovani e lavoro, giovani e partecipazione, rappresentanza, innovazione, mondo digitale.

In questo numero di DODO anticipazioni sulla strategia europea per i giovani 2019 - 2027, i contenuti dell’iniziativa ONU per i giovani Youth2030 e un focus su giovani e rappresentanza in vista delle elezioni europee di maggio.

E' possibile accedere gratuitamente al numero appena uscito e a quelli precedenti a questo link:

https://www.eurodesk.it/dodo

Servizio allerta gennaio 2019, n. 2

servizio allerta gennaio
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L'ultimatum elettorale dell'UE al presidente Maduro

Tensione nella comunità internazionale a seguito dell'ultimatum dell'Unione Europea all'ex-presidente venezuelano per indire nuove elezioni.
Nicolàs Maduro

Nicolàs Maduro

Ulteriori tensioni nei rapporti internazionali con il Venezuela, che il 23 gennaio di quest’anno ha visto il proprio presidente, Nicolas Maduro, esautorato e sostituito da Juan Guaidò, presidente dell’Assemblea Nazionale.

Nel giro di poco meno di dieci giorni, il presidente storico Nicolas Maduro, erede del chavismo che nel ’98 aveva promesso di risollevare un paese di forti diseguaglianze socioeconomiche, è stato deposto dal presidente dell’Assemblea Nazionale venezuelana, invocando l’articolo 233 della Costituzione. La norma permette ai vertici di Assemblea Nazionale e Congresso di esautorare il presidente qualora non adempia ai compiti basilari del proprio ufficio.

In realtà, l’attuale scenario è frutto di un lungo logoramento iniziato con la discussa gestione da parte dell’amministrazione Maduro delle risorse del Venezuela, lo stato sudamericano con le maggiori disponibilità di petrolio.  Ad oggi, la nazione è in ginocchio di fronte al sostanziale fallimento delle casse statali, con un’inflazione ai massimi storici, emigrazione di massa e i pochi cittadini rimasti barricati in casa per paura che le proprie abitazioni vengano occupate abusivamente in propria assenza.

Da dettato costituzionale, Guaidò ha diritto a ricoprire la carica per i 30 giorni necessari a indire nuove elezioni per tutti gli uffici pubblici. A supporto dell’opera del Presidente ad interim si sono mossi gli Stati Uniti, col presidente Trump (che ha dato da subito il proprio appoggio alla nuova amministrazione) e l’Unione Europea, la cui perplessità riguardo Maduro risale all’immediata successione ex officio a Hugo Chavez e seguente elezione, in circostanze mai del tutto accettate dalla comunità internazionale.  A favore di Maduro invece troviamo Cina e Russia, unanimi nell’accusare gli Stati Uniti di aver ordito l’ennesimo colpo di stato per destabilizzare un alleato.

Attualmente lo scenario è in una posizione di stallo. L’UE ha imposto un ultimatum al Venezuela per nuove elezioni, mentre gli Stati Uniti hanno esortato la comunità internazionale ad interrompere i rapporti commerciali col Venezuela finché non vi sarà un governo legittimamente eletto.  La posizione della sinistra di Maduro rimane ostile verso quella che viene percepita in tutto e per tutto come un’ingerenza nella sovranità del Venezuela.

 

Per  ulteriori informazioni:

-Euronews - UE divisa sulla crisi in Venezuela

-Il Sole 24 Ore - Venezuela, come si è arrivati al caos [...]

-TPI - L'Italia si schiera con l'UE sulla crisi venezuelana

-TPI - News in tempo reale

-Consiglio Europeo – Conclusioni sul Venezuela

Il Parlamento Europeo progetta sanzioni per quegli Stati membri che non rispettano i principi dello stato di diritto.

Eider Gardiazabal

Eider Gardiazabal

Nell’ambito del provvedimento di bilancio di lungo termine che copre il periodo 2021-2027, il Parlamento Europeo ha discusso e approvato un procedimento volto a interrompere l’erogazione di fondi europei a quegli Stati membri che non rispettino i parametri dell’Unione in merito ai valori alla base dello stato di diritto.

L’eurodeputata co-responsabile della relazione votata, Eider Gardiazabal, ha dichiarato che: “Non esiste un’Europa à la carte, dove ci si può appellare solo ai diritti e non ai doveri”. Ha continuato aggiungendo che uno Stato che voglia aderire all’Unione deve soddisfare stringenti prerequisiti economici, politici, monetari e giuridici. Una volta ottenuto l’accesso all’Unione, però, non c’è alcun motivo per pensare che il rispetto dei suddetti parametri non sia più necessario.

Il dibattito si è in particolare focalizzato sulla necessità che gli Stati membri mantengano alti gli standard in tema di imparzialità dei tribunali. Dietro il provvedimento è verosimilmente da leggersi Il recente caso delle riforme dell’ordinamento giudiziario in Ungheria e in Polonia, con particolare riguardo, in quest’ultimo caso, all’abbassamento dell’età di collocamento a riposo dei giudici della Corte suprema, sul quale è intervenuta in via cautelare la Corte di giustizia dell’Unione europea, ordinando alla Polonia di sospendere l’applicazione delle nuove disposizioni in quanto suscettibili di minare l’indipendenza dei membri dell’organo giudiziario interessato e, per implicazione, di arrecare pregiudizio al buon funzionamento dell’intero sistema giudiziario europeo.

Il procedimento è stato approntato per evitare che gli Stati membri, complice un sistema giudiziario non indipendente, approfittino indebitamente dei finanziamenti europei, utilizzandoli per scopi illeciti o semplicemente divertendoli dal proprio scopo originario. Una seconda finalità è ovviamente quella di difendere i principi ispiratori che definiscono l’Unione come un insieme di Stati democratici.

Qualora il procedimento entrasse in atto, il voto del parlamento avrebbe la possibilità di bloccare l’erogazione di finanziamenti a beneficio dello stato incriminato. L’Unione però mantiene anche una garanzia per gli utilizzatori ultimi del denaro europeo. Qualora determinati progetti fossero stati messi a bilancio prima del congelamento dei fondi, sarà lo stesso Governo a doversi far carico dei finanziamenti (fatte salve determinate eccezioni).

Al momento sono in corso i primi passi per definire più specificamente i singoli passi del procedimento.

 

LINK UTILI

-Parlamento europeo

-Parlamento europeo – comunicato stampa

-Relazione sulla proposta di regolamento (eng)

-In merito alla controversia UE con Ungheria e Polonia: 1, 2, 3

Dopo 30 anni, la Macedonia ha un nuovo nome

Alexis Tzipras e Zoran Zaev

Alexis Tzipras e Zoran Zaev

Il 25 gennaio è giunta a conclusione la travagliata vicenda del nome della Macedonia (ora: Repubblica della Macedonia del Nord), trascinatasi per più di trent’anni e alla base di un conflitto diplomatico che ha comportato ingenti ritardi nella procedura volta all’adesione della Macedonia del Nord all’Unione Europea.

Il conflitto ha avuto inizio nel 1991 con l’indipendenza dell’allora repubblica di Macedonia. Oltre a condividere il nome con la regione del nord della Grecia, era anche opinione di quest’ultima che la costituzione macedone contenesse alcuni articoli che inneggiavano alla riconquista dell’omonima regione greca. L’attrito si era trasformato in un vero e proprio conflitto che era costato per esempio alla Grecia il proprio Ministro degli Esteri, Antonio Samaras, accusato dall’allora primo ministro Mitsotakis di non aver fatto valere a sufficienza le ragioni della Grecia nel dibattito internazionale.

L’ostilità si fece aperta quando nel ’94 il primo ministro Greco Papandreu impose l’embargo alla Macedonia, che venne rimosso solo su intermediazione dell’Onu dopo 18 mesi. Si rivelò inutile l’ulteriore mediazione diplomatica dell’ONU a New York (1995) tra i governi di Skopjie ed Atene, dove la Macedonia era stata ribattezzata Fyrom (Repubblica Ex-Jugoslava di Macedonia). Il governo greco continuò poi a mantenere questo atteggiamento di ostilità nel 2008, ponendo il veto all’entrata della Macedonia della NATO.

Il dibattito è andato animando l’opinione pubblica macedone.  Il conflitto si è posto per prima cosa in termini di identità e in seguito di effettive tensioni transnazionali. I Greci hanno teso ad ascrivere a sé l’eredità culturale della Macedonia, mentre quest’ultima ha sempre faticato a formarsi una vera identità nazionale. Basti vedere come, nonostante la Macedonia sia un melange di varie etnie (slavo-macedone, albanese, rumene, turche, jugoslave e rom), il premier ultranazionalista macedone Gruevski abbia fatto leva su personaggi di un passato glorioso, come Alessandro Magno, che in verità appartengono principalmente alla Macedonia greca.

E’ solo in tempi recenti, per opera degli attuali premier Tzipras in Grecia e Zoran Zaev in Macedonia, che si è riusciti a vedere la fine del tunnel. Gli accordi di Prespa, ratificati il 9 febbraio di quest’anno, hanno finalmente chiuso la questione, benché a seguito di accesi dibattiti parlamentari e proteste in piazza da entrambe le parti.

La Grecia ha così acconsentito a che la Repubblica Macedone venisse ribattezzata Repubblica della Macedonia del Nord. I suoi abitanti, invece, continueranno ad essere chiamati macedoni.

Questo accordo, inoltre, aprirà le porte anche ad una possibile entrata della Macedonia del Nord nell’ONU, venendo meno la continuata opposizione esercitata dalla Grecia negli ultimi 30 anni.

 

Link Utili:

-Accordi di Prespa (testo integrale inglese): https://www.pappaspost.com/wp-content/uploads/2018/06/Athens-Skopje-English.pdf

-Euronews: https://it.euronews.com/2019/01/25/parlamento-greco-verso-il-voto-per-il-nome-macedonia-del-nord

-L’identità nazionale macedone: https://it.euronews.com/2019/01/29/ora-la-macedonia-del-nord-ha-un-nome-ma-ha-un-identita-nazionale

#stavoltavoto toolkit

toolkit elezioni europee 2019

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Pubblicato il nuovo numero di MarchEuropa

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In questo numero:

-SISMA, L'INCONTRO A CAMERINO (video)

BANDI DI FINANZIAMENTO APERTI

-Impresa e lavoro 4.0: che concede contributi per la realizzazione di programmi di investimento finalizzati al trasferimento e all'applicazione di nuove tecnologie digitali.

-Poli di ricerca e innovazione: bando che promuove lo sviluppo di piattaforme collaborative da sviluppare nell’ambito della salute e benessere. Aprirà invece il 15 marzo quello per la realizzazione di piattaforme collaborative nel settore della domotica.

-Filiere cineaudiovisive: Film e serie tv; documentari e cortometraggi; format: al via le domande per la concessione di contributi per progetti di produzione/co-produzione di opere cineaudiovisive.

LE OPPORTUNITA' DI FORMAZIONE: I CORSI PROFESSIONALI

-Filiera agroalimentare: presentati, nel corso di un evento pubblico, 48 nuovi percorsi formativi gratuiti per disoccupati dedicati al settore agroalimentari.

-Nuove professioni, l'accompagnatore cicloturistico: aperte le iscrizioni per i corsi professionali gratuiti per figure in grado di guidare il turista sia nella breve escursione giornaliera che nella vacanza in bici di più giorni.

DOVE ERAVAMO RIMASTI

-Area sisma: chiusi i primi bandi dedicati ai territori colpiti dal sisma. Presentati 235 progetti per quello che sostiene le filiere del Made in Italy, 67 per gli investimenti produttivi, e 28 per salute e benessere.

-Industrializzazione dei progetti di ricerca: nuovo stanziamento di 2,8 milioni ha permesso ad altre 15 imprese di beneficiare di contributi per la valorizzazione economica dell’innovazione. In tutto quindi sono 76 i progetti finanziati; 13 ricadono nei territori del sisma.

FOCUS BENEFICIARI

-Nautes - "Competitivi anche grazie ai fondi europei": HD3FLab è il nome del laboratorio creato a Jesi da una filiera di 23 aziende: un luogo dove professionisti creano piattaforme sperimentali per la digital transformation dei processi aziendali.

GLI EVENTI E LE ALTRE NEWS

-8 marzo - Closing the loop: un’occasione di incontro e confronto sul tema dell’economia circolare per valutare come le applicazioni al mondo imprenditoriale possano tradursi in nuove opportunità di business.

-11 marzo - A tutta scienza: Informagiovani Eurodesk di Ancona organizza un evento dedicato ai giovani laureati per scoprire le opportunità di tirocinio e lavoro presso il Centro Comune di Ricerca della Commissione europea.

-Aperto il bando "Villaggio Giovani": obiettivo quello di promuovere attività di orientamento, sostegno dei giovani talenti e prevenzione del disagio giovanile. I progetti, destinati ai giovani tra i 16 e 35 anni, dovranno fondarsi su proposte aggregative e di incontro.

-Your first Eures job: Al via la sesta edizione del progetto finanziato dal Programma Europeo per l'occupazione e l'innovazione sociale che aiuta i giovani tra i 18 e 35 anni a trovare un'esperienza di tirocinio o lavoro all'estero.

-Tirocini nel Comitato delle Regioni e Comitato Economico e Sociale: Questi due organismi dell'UE mettono a disposizione tirocini amministrativi rivolti ai cittadini EU. Scopri come vivere un'esperienza dall'altissimo valore formativo.

ELEZIONI EUROPEE

-Elezioni europee all'estero - guida al voto: votare è sia un diritto che un dovere civico. Se vivi all'estero, sei maggiorenne ed iscritto alle liste elettorali, segui questa breve guida.

#STAVOLTAVOTO Comunicare l'Unione Europea

Iniziativa "Primavera dell'Europa"

Iniziativa "Primavera dell'Europa"

Iniziativa del progetto "LA PRIMAVERA DELL’EUROPA".

Elezioni europee 2019. Cittadini al voto in un’Europa che cambia.

Realizzato dalla Rete dei CDE italiani con il contributo della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea.

Brochure

Brochure

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L'EUROPA E LA SUA CRISI Rischi ed opportunità (a ridosso delle elezioni)

Iniziativa "Primavera dell'Europa"

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Iniziativa del progetto "LA PRIMAVERA DELL’EUROPA".

Elezioni europee 2019. Cittadini al voto in un’Europa che cambia.

Realizzato dalla Rete dei CDE italiani con il contributo della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea.

L'EUROPA E LA SUA CRISI Rischi ed opportunità (a ridosso delle elezioni)

Dettagli dell'evento

Quando

22/03/2019
dalle 09:00 alle 17:30

Dove

Auditorium UNIMC - Via Padre Matteo Ricci, 2 - MACERATA

Partecipanti

Roberto Baratta
Claudio Corradetti
Gianluca Contaldi
Angela Cossiri
Eugenia Bartoloni
Andrea Patroni Griffi
Roberto Bin
Krystian Complak
Xavier Arbòs Marìn
Simone Calzolaio
Giulia M. Salerno

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Allegati

Iniziativa del progetto "LA PRIMAVERA DELL’EUROPA".

Elezioni europee 2019. Cittadini al voto in un’Europa che cambia.

Realizzato dalla Rete dei CDE italiani con il contributo della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea.