Salta ai contenuti. | Salta alla navigazione

Sezioni

News

Locandina Apertura finanziaria EU.pdf — PDF document, 496 kB (507,960 bytes)

Locandina EurobarometroES91.pdf — PDF document, 353 kB (361,791 bytes)

L’impegno dell’Europa per i diritti sociali: entrano in vigore nuovi atti legislativi della Commissione Juncker

Europa più sociale

Europa più sociale

Nei mesi di luglio e agosto 2019 è entrato in vigore la nuova normativa proposta dalla Commissione Juncker sui diritti sociali.

In primo luogo, è entrata in vigore la Direttiva del Parlamento Europeo e del Consiglio, il 4 aprile 2019, relativa alla necessità di conciliare vita familiare e vita professionale dei genitori che è volta ad attribuire nuovi diritti ai genitori e ai prestatori di assistenza.

Questa direttiva è mira ad assicurare il rispetto dei principi fondamentali dell’Unione Europea raccolti nelle sue principali fonti di diritto quali quelli enunciati all'articolo 153 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE) che prevede che l’Unione sostenga e completa l'azione degli Stati membri per quanto concerne la parità tra uomini e donne sia nell’ambito familiare che professionale. Per attuare queste misure, gli Stati membri beneficiano del sostegno degli strumenti finanziari dell’Unione, quali il Fondo Sociale Europeo, il programma dell'Unione europea per l’occupazione e l’innovazione sociale o Il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG) che offre un sostegno a coloro che hanno perso il lavoro a seguito di importanti mutamenti strutturali del commercio mondiale dovuti alla globalizzazione.

Per raggiungere l’obiettivo, la direttiva introduce una serie di disposizioni relative ai seguenti argomenti:

  • Congedo di paternità, congedo parentale e per prestatori di assistenza:

Sono introdotte nuove misure per garantire il diritto del genitore a un congedo di paternità di almeno dieci giorni lavorativi. Inoltre, i Stati Membri dovrebbero adottare le misure necessarie per concedere ai loro lavoratori il diritto di ottenere quattro mesi di congedo parentale prima che il bambino raggiunga una certa età.

  • Formule di lavoro flessibile per i lavoratori che sono progenitori ed accompagnatori:

Gli Stati membri dovrebbero adottare misure per garantire modalità di lavoro flessibili nello sviluppo dei loro obblighi.

Nello stesso modo, la Direttiva impone agli Stati Membri l’obbligo di adottare misure per porre fine alla discriminazione dei lavoratori consentendo loro di conservare le stesse condizioni di lavoro che avevano prima dell'utilizzo di tali permessi.

Atri atti legislativi proposti dalla Commissione Juncker nel settore dei diritti sociali sono la Direttiva (UE) 2019/1152 del Parlamento Europeo e del Consiglio, del 20 giugno 2019, il cui obiettivo è quello di far rispettare i principi fondamentali dell’Unione, che in questo caso sono i diritti dei lavoratori a lavorare in condizioni che rispettino la loro salute, sicurezza e dignità, alla limitazione dell’orario massimo di lavoro, ai periodi di riposo settimanale, nonché a un periodo di ferie annue retribuite.

Per raggiungere lo scopo, la Direttiva introduce modifiche nei seguenti settori:

  • Informazione sul rapporto di lavoro: gli Stati Membri dovranno richiedere ai datori di lavoro di informare i lavoratori riguardo agli elementi essenziali del rapporto di lavoro.
  • Requisiti minimi relativi alle condizioni di lavoro: sono state introdotte nuove disposizioni concernenti la durata massima dei periodi di prova, la prevedibilità minima o l’occupazione parallela.
  • Disposizioni relative alle controversie tra datore di lavoro e lavoratore: gli Stati membri sono tenuti a introdurre un'adeguata tutela giurisdizionale dei lavoratori contro maltrattamenti o conseguenze sfavorevoli derivanti dalle controversie tra questi e datori di lavoro.

Ulteriori informazioni ai link:

https://ec.europa.eu/italy/news/20190731_europa_piu_equa_sociale_in_vigore_importanti_atti_legislativi_commissione_juncker_it

https://ec.europa.eu/italy/news/20190801_nuove_norme_equilibrio_lavoro_vita_familiare_diritti_genitori_prestatori_assistenza_it

http://www.lavoro.gov.it/notizie/pagine/pubblicata-la-nuova-direttiva-ue-sulle-condizioni-di-lavoro-trasparenti-e-prevedibili.aspx/

http://www.infoparlamento.it/tematiche/approfondimenti/relazione-direttiva-ue-20191152-del-parlamento-europeo-e-del-consiglio-relativa-a-condizioni-di-lavoro-trasparenti-e-prevedibili-nellunione-europea

https://ec.europa.eu/esf/main.jsp?catId=532&langId=it

Locandina

IFLA WLIC 2019

185-katsirikourigaikou-en.pdf — PDF document, 522 kB (535,129 bytes)

Centri europei di documentazione nella crisi finanziaria recente

Buone pratiche e lezioni apprese
ifla wlic 2019

ifla wlic 2019

 

La missione dei Centri di documentazione europea (CDE) è quella di contribuire all'integrazione e alla cooperazione europea attraverso il collegamento con la comunità accademica e la comunicazione con il pubblico, a livello regionale e locale. In questo contesto, i CDE fungono da punto di riferimento per ottenere informazioni sul processo di integrazione, le istituzioni, le attività e le politiche dell'UE in tutti gli Stati membri dell'Unione. Essi raccolgono e sviluppano risorse, come biblioteche locali sull'UE e archiviano documenti elettronici. Essi forniscono inoltre corsi mirati di coaching e di formazione sulle banche dati e sulle risorse europee, nonché sessioni di consultazione per il pubblico su argomenti pertinenti. Di solito, i CDE lavorano a stretto contatto fra loro e con la Rappresentanza in Italia della Commissione europea e sviluppano strumenti di cooperazione come le reti nazionali. Essi creano inoltre sinergie e organizzano attività con i centri d'informazione Europe Direct (EDIC) e i componenti di Team Europe, in quanto membri della più ampia rete Europe Direct, aiutando la comunità locale a connettersi con le diverse dimensioni dell'UE. In Grecia, la maggior parte dei CDE sono stati creati negli anni '90 per sostenere il mercato unico europeo. Sono situati prevalentemente presso università e istituti di ricerca. Durante la recente crisi finanziaria, i CDE greci, così come i centri di altri paesi, hanno lavorato in modo profondo ed esigente per sostenere il pubblico di riferimento e fungere da centri di informazione europei, soprattutto per quanto riguarda l'informazione economica e finanziaria. Il documento esamina i servizi e gli strumenti informativi offerti dai CDE durante gli anni di crisi, le azioni e le iniziative intraprese, le sinergie sviluppate e la strategia seguita. Particolare enfasi è data alle migliori pratiche e agli insegnamenti tratti. La ricerca si basa sui risultati di un questionario distribuito ai CDE nei paesi del Sud Europa, come Grecia, Cipro, Italia, Spagna, ecc. In questo contesto, il documento mira a mettere in evidenza il valore aggiunto del contributo dei CDE in quanto rete ufficiale di informazione dell'UE.

DOCUMENTO

Per saperne di più su IFLA:

https://2019.ifla.org/

CELEX_32003L0088_IT_TXT.pdf — PDF document, 116 kB (119,208 bytes)

TA-8-2019-0379_IT.pdf — PDF document, 328 kB (336,853 bytes)

MEMO-18-4486_IT.pdf — PDF document, 135 kB (138,426 bytes)

2005_0036_professioni.pdf — PDF document, 1,502 kB (1,538,694 bytes)

reg.pdf — PDF document, 1,067 kB (1,093,256 bytes)

Locandina relazione annuale 2018.pdf — PDF document, 371 kB (380,373 bytes)

Relazione annuale sulle politiche europee 2018

EU LAW

EU LAW

Il monitoraggio annuale sull'applicazione del diritto dell'UE negli Stati membri pubblicata il 4 luglio espone le modalità con le quali la Commissione europea controlla l’applicazione del diritto UE negli Stati membri.

Un nuovo impulso all'occupazione, alla crescita e agli investimenti per garantire buone condizioni di lavoro nei paesi dell'UE

La Commissione ha rafforzato la regolamentazione del lavoro attraverso nuove norme, come la direttiva sull'orario di lavoro, per assicurare che gli Stati membri garantiscano buone condizioni di lavoro ai loro lavoratori.

Analogamente, sono state elaborate norme volte ad assicurare l’attuazione de la politica agricola comune e a garantire un'offerta stabile di prodotti alimentari a prezzi accessibili.

In questa materia, la Commissione ha avviato procedure di infrazione nei confronti di Stati come la Danimarca (MEMO/18/4486, punto 5, paragrafo 5) o la Grecia, per non aver rispettato le norme sulle condizioni di lavoro (Direttiva 2005/36/CE), e contro la Bulgaria, (MEMO/18/34, punto 1,paragrafo1) per aver tenuto il proprio registro nazionale delle indicazioni geografiche dei prodotti agricoli e alimentari, senza tener conto della natura esclusiva dei registri dei prodotti agricoli e alimentari dell'Unione europea.

Rafforzamento del mercato unico digitale collegato

Le priorità della Commissione in questo settore si concentrano sul miglioramento della connettività degli Stati membri attraverso lo sviluppo e l'attuazione di reti 5G, oltre a garantire la sicurezza informatica e la fiducia nelle transazioni online. Per quest'ultima sono stati creati gli atti attuativi del Regolamento elDas (regolamento relativo ai servizi di identificazione elettronica e ai servizi fiduciari per le transazioni elettroniche nel mercato interno).

In questo ambito la Commissione ha avviato procedure d'infrazione nei confronti di alcuni paesi come il Belgio, la Croazia, per il mancato rispetto della Direttiva 2016/1148/EU ; (MEMO/18/4486, punto 1, paragrafo 2) o i Paesi Bassi, per aver rallentato il processo di adattamento delle reti 5G, descritto nella Direttiva (UE) 2016/2102.

Un'Unione dell'energia resiliente con una politica lungimirante in materia di cambiamenti climatici

Un'altra delle principali politiche dell'Unione nel 2018 è quella ambientale. In particolare, gli obiettivi della Commissione europea sono di guidare la transizione energetica verso un settore energetico sicuro, pulito e sostenibile, con al centro il consumatore, nonché di attuare l'accordo di Parigi sui cambiamenti climatici.

A tal fine, nel 2017 la Commissione ha lanciato il pacchetto Energia Pulita per tutti gli europei, che comprende una serie di programmi e azioni come la revisione della legislazione ambientale europea.

La Commissione ha messo in guardia e ha avviato procedure di infrazione nei confronti di Stati membri come i Paesi Bassi e la Slovenia per il mancato rispetto della direttiva sull'efficienza energetica degli edifici; il Belgio, la Spagna per l'attuazione delle norme sulla sicurezza nucleare dell'UE o la Polonia per aver superato i valori limite UE di qualità dell'aria per il particolato (PM1029) in diverse zone e agglomerati in tutto il paese (C-336/16).

Un mercato interno più equo con una base industriale rafforzata

Il mercato unico europeo è senza dubbio uno dei pilastri dell'Unione europea. Per questo motivo una delle priorità della Commissione è incoraggiare lo sviluppo di una legislazione volta a garantire una concorrenza non falsata, come nel caso della Direttiva sui danni.

Analogamente, l'UE ha rafforzato le sue politiche sulla libera circolazione dei lavoratori, dei beni e dei servizi attraverso le norme dell’Unione sul miglioramento dell'acquisizione e del mantenimento dei diritti alla pensione complementare. La Commissione garantisce inoltre che gli Stati membri non impongano restrizioni quantitative agli scambi all'interno dell'UE. Nel 2018 la Commissione ha preso provvedimenti in materia di immatricolazioni di automobili e prodotti farmaceutici.

A questo proposito, sono state avviate procedure di infrazione nei confronti di alcuni Stati membri, come l'Italia che ha concesso aiuti di Stato illegali all'industria alberghiera in Sardegna o la Repubblica Ceca, Grecia, Spagna, Lussemburgo, per non aver applicato in tempo le norme UE sul miglioramento della mobilità dei lavoratori tra gli Stati membri nella loro legislazione nazionale.

Ulteriori politiche volte a garantire migliori condizioni per il mercato interno europeo si concentrano sulla libertà di stabilimento, sul miglioramento dell'informazione e dell'assistenza ai cittadini e alle imprese, sull'attuazione dell'Unione dei mercati dei capitali, sulle norme relative ai servizi finanziari e sulla libera circolazione dei capitali. Nel 2018 la Commissione ha avviato procedure di infrazione in quanto alcuni Stati membri non avevano recepito per tempo nella legislazione nazionale la direttiva sulla distribuzione delle assicurazioni e la direttiva sui servizi di pagamento.

Per quanto riguarda le norme in materia di mobilità e trasporti negli Stati membri, la azione della Commissione si concentra principalmente su tre settori: sicurezza dei trasporti, digitalizzazione attraverso lo sviluppo di sistemi di trasporto intelligenti, e realizzazione del mercato unico dei trasporti.

La Commissione ha avviato procedimenti contro Germania e Bulgaria per completare la legislazione sulla sicurezza del trasporto ferroviario o contro Spagna, Malta e Lettonia per il mancato rispetto delle norme UE sui livelli minimi di formazione della gente di mare.

Un'Unione economica e monetaria più equa

La politica per il rafforzamento dell'unione economica e monetaria è stata una delle azioni più importanti adottate dall'UE dopo la crisi economica e finanziaria.

Nel 2018 sono state sviluppate diverse politiche per l'attuazione delle norme dell'unione economica e monetaria, come nel caso della Direttiva sulle esigenze dei quadri di bilancio degli Stati membri; e per l'attuazione delle norme sull'unione bancaria, come nel caso della direttiva sui requisiti patrimoniali IV, garanzia dei depositi, e della Direttiva 2014/59/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 maggio 2014, che istituisce un quadro per la ristrutturazione e la risoluzione delle crisi degli enti creditizi e delle società di servizi di investimento.

La Commissione ha avviato alcune procedure di infrazione nei confronti degli Stati membri, come nel caso della Spagna, quando nel luglio 2018, è stata portata dinanzi alla Corte di giustizia dell'UE per inosservanza delle disposizioni pertinenti.( MEMO/18/4486, punto 5, paragrafo 3).

Tutela dei diritti fondamentali

Nel settore della giustizia, una delle priorità è garantire il rispetto dello stato di diritto e della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea. La Commissione realizza il suo obiettivo attraverso il quadro di valutazione della giustizia dell'UE, che controlla l'indipendenza, la qualità e il rispetto dei diritti umani.

Vi sono state violazioni anche in questo settore, come nel caso della Polonia, deferita alla Corte di giustizia dell'Unione europea per violazione del principio di indipendenza giudiziaria prodotto dalla legge polacca sulla Corte suprema.

Per informazioni e statistiche sugli Stati membri:

https://ec.europa.eu/info/sites/info/files/report-2018-commission-staff-working-document-monitoring-application-eu-law-member-states-part3_0.pdf

Per maggiori informazioni:

https://europa.eu/rapid/press-release_IP-19-3030_it.htm

https://ec.europa.eu/info/publications/annual-reports-monitoring-application-eu-law_it

https://ec.europa.eu/info/sites/info/files/report-2018-annual-report-monitoring-application-eu-law.pdf

 

Locandina

 

 

Sharper_MACERATA-programma-2019-OK.pdf — PDF document, 3,298 kB (3,377,319 bytes)

Il CDE partecipa alla Notte europea dei Ricercatori

Notte Europea dei ricercatori

Notte Europea dei ricercatori

Il CDE partecipa alla Notte europea dei Ricercatori con l’iniziativa PERFORMANCE FORENSE “Alfonso Tordi c. The Monday Spot Ltd”: la violazione del diritto alla reputazione a mezzo Internet. La problematica della regolamentazione dell’uso del cyberspazio, uno spazio privo dei confini tradizionali. A cura di: F. Marongiu Buonaiuti, T. El Haj, S. Torregiani, M.E. Finocchio, C. De Marziis, C. Cimarossa, E. Ardito, S. Mariani, L. Cocci Grifoni. Piazza Cesare Battisti, venerdì 27 settembre 2019, orario 18:30-19:00.

Locandina dell'evento

Locandina_traineeship.pdf — PDF document, 582 kB (595,990 bytes)

Riapertura dei termini per il Bando Erasmus+ traineeship 2019-2020, incontri con l’Ufficio Mobilità Internazionale

Erasmus plus

Erasmus plus

Ad ottobre saranno riaperti i termini del Bando Erasmus+ traineeship 2019-2020. Gli studenti possono trovare tutte le indicazioni nel sito http://iro.unimc.it.

Nell’ambito delle strategie di internazionalizzazione di ateneo, come ulteriore servizio a supporto degli studenti, l’Ufficio Mobilità Internazionale organizza tre incontri operativi per fornire indicazioni su come cercare enti ospitanti in Europa.

Gli incontri si terranno nelle date 7, 15 e 23 ottobre presso il laboratorio 1.1 del Polo Pantaleoni dalle 17 alle 19.

Scarica la locandina

Pubblicata la newsletter dei CDE italiani

Newsletter CDE

Newsletter CDE

È stata pubblicata il primo numero della newsletter dei CDE italiani.

La newsletter contiene informazioni su volontariato e scambi giovanili, tirocini, borse di studio e ricerca, concorsi e premi di laurea, banche dati e pubblicazioni, appuntamenti e news dall’Europa.

La newsletter è consultabile al link: https://mailchi.mp/d982494f0755/newsletter-cde-ita-277645?e=86ae00c8a4.

political-guidelines-next-commission_en.pdf — PDF document, 1,215 kB (1,244,706 bytes)

CELEX_12012E_TXT_IT_TXT.pdf — PDF document, 1,782 kB (1,824,834 bytes)

allocation-portfolios-supporting-services_en.pdf — PDF document, 211 kB (216,749 bytes)

La nuova struttura della Commissione von der Leyen

Nuova Squadra Commissione

Nuova Squadra Commissione

La nuova squadra e la struttura della prossima Commissione europea sono state presentate lo scorso 10 settembre.

Il nuovo collegio avrà otto vicepresidenti, i quali saranno responsabili delle principali priorità enunciate negli orientamenti politici. Guideranno le attività relative alle questioni generali più importanti, come il Green Deal europeo, un'Europa pronta per l'era digitale, un'economia che lavora per le persone, la protezione del nostro stile di vita europeo, un'Europa più forte nel mondo e un nuovo slancio per la democrazia europea. I Commissari, al centro della struttura del nuovo collegio, gestiranno le competenze specialistiche fornite dalle direzioni generali.

I tre vicepresidenti esecutivi avranno una doppia funzione: saranno al contempo Commissari e vicepresidenti responsabili di uno dei tre temi centrali dell'agenda indicata dalla Presidente eletta.

Da un lato, il vicepresidente esecutivo Frans Timmermans (Paesi Bassi), di orientamento politico social-democratico, coordinerà le attività per il Green Deal europeo e inoltre gestirà la politica di Azione per il clima. La vicepresidente esecutiva Margrethe Vestager (Danimarca) coordinerà l'intera agenda per un'Europa pronta per l'era digitale e sarà commissaria per la Concorrenza, con il sostegno della Direzione generale per la Concorrenza. Vestager è stata ministro danese per gli Affari economici e dell'Interno con il Partito Social-Democratico Danese, un partito di centro-sinistra. Il Vicepresidente esecutivo Valdis Dombrovskis (Lettonia) coordinerà le attività per un'economia al servizio delle persone e sarà commissario per i servizi finanziari, con il sostegno della Direzione generale della Stabilità finanziaria, i servizi finanziari e l'Unione dei mercati dei capitali. Dombrovskis è stato primo ministro della Repubblica lettone ed è attualmente membro del Partito Unità, un partito di centro destra.

I cinque altri Vicepresidenti sono: Josep Borrell (Spagna), attuale Ministro degli Affari esteri con il PSOE (Partito Socialista Operaio Spagnolo), un partito di centro-sinistra. Precedentemente, Borrell è stato Presidente del Parlamento Europeo dal 2004 fino al 2007.  Borrell sarà il nuovo Alto Rappresentante dell'Unione per gli affari esteria e la politica di sicurezza. Věra Jourová (Repubblica Ceca, già Commissario nella Commissione Juncker), incaricata della politica dei valori e trasparenza, è membro del partito liberale ANO (Alleanza dei cittadini insoddisfatti), un partito di indirizzo centrista e populista. Margaritis Schinas (Grecia, ex membro del Parlamento europeo) si incaricherà della protezione dello stile di vita europeo. Schinas appartiene al partito Nuova Democrazia, il principale partito del centro-destra e uno degli partiti di maggioranza del Parlamento greco. Maroš Šefčovič (Slovacchia, già vicepresidente nella Commissione Juncker): assumerà la gestione delle relazioni interistituzionali e delle prospettive strategiche. Šefčovič è membro del Partito di Direzione-Social Democrazia slovacco. Finalmente, Dubravka Šuica (Croazia, membro del Parlamento europeo) guiderà la politica concernente la democrazia e la demografia. Šuica è membro dell'Unione Democratica Croata, un partito liberale conservatore e il principale partito di centro-destra della Croazia.

L'obiettivo del Presidente eletto von der Leyen è quello di presiedere un Collegio impegnato nei confronti dei cittadini europei. A tal fine, i membri della nuova commissione devono:

  • Visitare tutti gli Stati membri durante la prima metà del loro mandato. Non dovrebbero entrare in contatto solo con le capitali, ma visitare anche le regioni in cui gli europei vivono e lavorano.
  • Contribuire all'adeguamento all'era digitale. Le riunioni del collegio saranno senza carta e digitali.
  • Proporre nuove leggi e regolamenti con l'obiettivo di facilitare la vita delle persone e delle imprese, riducendo le procedure burocratiche.

Prossime tappe

Come passo successivo, il Parlamento europeo dovrà approvare l'intero collegio dei commissari, compreso l'Alto Rappresentante dell'Unione per gli Affari esteri e la politica di sicurezza e il Vicepresidente della Commissione europea.

La procedura di esame delle candidature dei commissari si divide in tre fasi, come prevede l'articolo 17, paragrafo 7, del TUE. La prima è la fase preparatoria in cui il Parlamento europeo riceve e analizza le dichiarazioni finanziarie dei candidati, richiedendo eventualmente informazioni aggiuntive per risolvere conflitti di interesse in quanto la dichiarazione di assenza di conflitti di interesse è una precondizione affinché possa cominciare la seconda fase. Inoltre, ogni commissario viene invitato ad essere ascoltato prima dalla commissione competente e a rispondere per iscritto alle domande poste. La seconda fase comprende le audizioni vere e proprie in cui i commissari designati dovranno rispondere alle domande poste dai parlamentari europei per circa tre ore. Immediatamente dopo, si riunisce il comitato di valutazione con il compito di chiedere ulteriori spiegazioni se necessarie. La fase finale si realizza nella plenaria in cui il Presidente eletto presenta la squadra dei commissari e il programma davanti al Parlamento. Dopo il dibattito, se la Commissione designata riceve la maggioranza dei voti, la nomina della nuova Commissione vien ufficializzata e ha inizio il mandato.

Per ulteriori informazioni:

https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/it/IP_19_5542

Per ulteriori informazioni sulla nuova squadra:

Assegnazione di portafogli e servizi di supporto

https://ec.europa.eu/commission/interim/commissioners-designate_it

Per ulteriori informazioni sulla procedura di formazione della Commissione:

https://www.europarl.europa.eu/news/it/faq/8/come-sono-nominati-il-presidente-della-commissione-e-i-commissari

Processo Spitzenkandidaten

 

Locandina

Locandina Commissione Von der Leyen.docx — application/vnd.openxmlformats-officedocument.wordprocessingml.document, 384 kB (393,437 bytes)

Locandina Commissione von der Leyen.pdf — PDF document, 652 kB (668,646 bytes)

Servizio allerta ottobre 2019

Servio Allerta ottobre 2019

Servio Allerta ottobre 2019

È stato pubblicato il Servizio allerta ottobre 2019

Servizio allerta ottobre 2019

Servizio allerta ottobre 2019

Servizio ALLERTA ottobre.pdf — PDF document, 282 kB (289,749 bytes)

Time to move, la settimana della mobilità europea

Time to move 2019

Time to move 2019

Il mondo ti aspetta!


Time to move, la settimana della mobilità

Dal 14 al 18 ottobre all'Informagiovani abbiamo organizzato incontri e seminari dedicati a chi vuole sviluppare le proprie competenze all'estero.

Un'occasione unica per avere maggiori informazioni, suggerimenti, consigli sulle opportunità di trascorrere del tempo all'estero, per un progetto professionale e un'esperienza di vita, anche grazie agli esperti e alle organizzazioni che collaboreranno.

Non perdere l'occasione!

Parti come au pair - 14 ottobre, ore 16


Con il programma au pair è possibile trascorrere un periodo medio-lungo all’estero ospiti di una famiglia: i ragazzi alla pari aiutano nell’educazione dei bambini ricevendo in cambio vitto, alloggio e un pocket money mensile

Study abroad - 15 ottobre, ore 16


Study abroad è l’evento che organizziamo in collaborazione con le agenzie di soggiorno studio, per far conoscere le possibilità di formazione scolastica all’estero ai ragazzi/e dai 14 ai 18 anni

Vivi l'Australia - 17 ottobre, ore 16


Partecipa e scopri le opportunità di studio, formazione e lavoro in Australia per giovani dai 16 ai 35 anni: ci sono tante possibilità e si può partire anche da giovanissimi


Scegli gli eventi, prenota il tuo posto!


Tutti gli eventi si svolgeranno nella sala conferenze dell'Informagiovani di Ancona,
in piazza Roma
(clicca qui per avere le indicazioni per raggiungerci)
infoline: 071.54954 | 346.0042917 | info@informagiovaniancona.com


Il nuovo numero di MarchEuropa

MarchEuropa

MarchEuropa


 

AREA CRATERE: OPPORTUNITÀ DALLA PROGRAMMAZIONE REGIONALE DEI FONDI EUROPEI

Valorizzazione del commercio e dell'artigianato artistico


Img art. 1

Ancora qualche giorno per partecipare al bando che mira a rivitalizzare la competitività economica dei centri storici ed urbani colpiti dal sisma.

VAI AL BANDO


Sostegno alle imprese culturali e creative

 

Art. 2


Bando aperto a chi opera nella filiera culturale, turistica, creativa, dello spettacolo e delle produzioni tradizionali dell'area del sisma. Obiettivo sostenere la domanda e l'offerta di servizi, in connessione con il manifatturiero ed il turismo.

VAI AL BANDO


Piattaforma collaborativa_Manifattura sostenibile


Art. 3

Il bando promuove la creazione di reti tra impresa, università e cluster nell’ottica dello scarto Zero, della chiusura dei cicli di produzione, della valorizzazione degli scarti con conseguente riduzione dell’impatto ambientale

VAI AL BANDO

 


FOCUS BENEFICIARI

The pasta experience store

a4

Il racconto del progetto realizzato dall'azienda Filotea, che ha creato un format promozionale innovativo per la valorizzazione, degustazione e conoscenza dei prodotti alimentari ed artigianali locali

SCOPRI DI PIÙ


L'Europa nelle Marche è in tv

ITI Fabriano

In onda su varie emittenti locali la nuova puntata di Marche punto Europa, la rubrica tv che racconta i tanti progetti realizzati anche grazie alla programmazione regionale dei fondi europei

LINK PUNTATA


NEWS,  EVENTI ED OPPORTUNITÀ' DAL TERRITORIO E DALL'EUROPA

Alla scoperta della cittadinanza europea


a5

Sei un istituto secondario della Regione Marche? Aderisci al progetto per trasmette agli studenti il valore aggiunto di essere cittadini europei.

SCOPRI DI PIÙ


Save the date: presentazione del progetto Made in LAND

a6

Il 31 ottobre presso l'Università di Camerino verranno presentate le opportunità per il territorio del progetto Made in LAND.

SCOPRI DI PIÙ

 


Tirocini presso il Parlamento Europeo


Aperte le candidature per cinque mesi di tirocinio retribuito presso il Parlamento Europeo.

SCOPRI DI PIÙ

 


DiscoverEU

a7

Sei nato tra il 1 gennaio 2001 ed il 31 dicembre 2001? Partecipa al concorso e preparati ad esplorare l'Europa.

SCOPRI DI PIÙ


Voucher innovation manager

a8

Il Ministero dello Sviluppo Economico sostiene il processo di digitalizzazione delle imprese e reti d'impresa.

SCOPRI DI PIU'


Newsletter dei CDE italiani - N°2

Newsletter CDE

Newsletter CDE

È stato pubblicato il N°2 della newsletter dei CDE italiani a cura di Sophia Dalmaso.

Potete trovare il numero QUI

O iscrivervi a questo indirizzo.

Rinviata a dicembre la nuova Commissione Europea

Ursula von der Leyen

Ursula von der Leyen

Il 2019 ha visto una trafila quantomai travagliata per la composizione della nuova Commissione Europea, capitanata da Ursula von der Leyen, politica tedesca del CDU e ministro di lungo corso di multipli governi Merkel. Dall’insediamento (a seguito di una votazione tutt’altro che netta) il 16 luglio, il mandato di von der Leyen pare non essere destinato ad avere vita facile.

I problemi sono iniziati già all’alba delle audizioni per i nuovi commissari, con il rifiuto da parte della commissione giuridica del Parlamento Europeo dei candidati Rovana Plumb (Romania, Trasporti) e Laszlo Trócsányi (Ungheria, Neighborood and Enlargement) per ragioni di conflitto di interessi.

La nuova commissaria avrebbe anche potuto ignorare il parere non vincolante del Parlamento, ma in luce della maggioranza già risicata con cui è stata eletta (appena 9 voti sopra la soglia richiesta) ha preferito non inimicarsi immediatamente il legislativo. Senza contare che la Romania non ha potuto fornire una valida alternativa alla Plumb, in quanto il governo è caduto nei primi di Novembre. Il nuovo commissario sarà proposto, presumibilmente intorno al 23 Ottobre, dal governo provvisorio che si formerà in attesa delle elezioni del 2020.

I problemi però non si fermano qui, con la controversia legata all’elezione dell’ex ministro della Difesa francese Sylvie Goulard, proposta come commissario del mercato interno, industria e difesa. Il problema pone le proprie radici in alcune pendenze aperte in patria per Goulard, riguardanti l’illecita allocazione di fondi per il pagamento di assistenti del Parlamento Europeo. La controversia la spinse già a dimettersi da ministro delle forze armate francese (la prima), fino a che il premier Macròn non l’ha proposta a fine agosto per la Commissione Europea.

In un clima già ostile alla squadra presentata da von der Leyen, Goulard è stata approfonditamente scrutinata e rigettata (con votazione più che netta) dopo due lunghe audizioni presso il Parlamento, sulla base dello scandalo ancora aperto di cui prima e per alcune consulenze in odore di conflitto d’interesse presso aziende private, la cui natura non è stata sufficientemente giustificata dalla candidata. Si sospetta, inoltre, che la bocciatura sia anche un segnale di ridimensionamento per il presidente francese Macron.

Alla luce di queste difficoltà, la tensione tra le mura di Bruxelles diventa imponente. Le nuove candidature dovrebbero arrivare per dicembre, probabilmente in soluzione unica per velocizzare le audizioni, ma sull’intero processo si staglia l’ombra di una maggioranza traballante, dubbiosa del nuovo Presidente von der Leyen, nonché dello spettro della Brexit, che a distanza di anni, sembra ancora lontana da una risoluzione.

Per approfondire:

-https://www.eunews.it/2019/10/10/von-der-leyen-ora-serve-tempo-sufficiente-passi-successivi-rinvia-lentrata-carica/121821

-https://www.eunews.it/2019/10/10/romania-cade-governo-indicare-commissario-europeo-designato/121820

-https://www.eunews.it/2019/09/30/parlamento-ue-boccia-candidati-commissari-plumb-trocsanyi-non-grado-esercitare-le-proprie-funzioni/121323

-https://www.eunews.it/2019/10/10/schiaffo-von-der-leyen-macron-parlamento-ue-goulard/121806

 

(Aggiornamenti)

Continuano le tribolazioni della nuova Commissione von der Leyen. Dopo essere riusciti a trovare un accordo con Romania e Francia per i commissari designati (rispettivamente Adina-Ioana Vălean e Thierry Breton), il Parlamento europeo ha nuovamente bocciato il candidato ungherese, questa volta Oliver Varhelyi.

Il problema sembrerebbe risiedere nella scarsissima fiducia che ormai le istituzioni europee nutrono per chiunque sia collegato alla figura di Viktor Orban, come confermato da Ronai Sandor, parlamentare europeo: “Varhelyi said in vain that he will work independently from Orban, no one in Europe believes a man of Viktor Orban. That is the reason why the second candidate of the Hungarian PM failed”.

Per ciò che riguarda invece la candidata romena e il candidato francese, questi hanno trovato immediatamente il favore del Parlamento, e ciò malgrado Thierry Breton fosse inizialmente guardato con sospetto a causa del proprio vasto portafoglio azionario di società operanti proprio nel settore di sua competenza. Breton ha infatti fugato i sospetti vendendo tutti i suddetti titoli in data 4 Novembre.

-https://www.euronews.com/2019/11/14/eu-parliament-approves-france-s-commissioner-designate-thierry-breton

Lettera fondazione Bassi

Messaggio Inoltrato (542 KB).msg — Microsoft Word Document, 88 kB (90,112 bytes)

Kurdistan - Che ruolo per l'EU?

Guerrigliero curdo

Guerrigliero curdo

Continuano le tensioni inerenti all’aperto assalto al Kurdistan da parte della Turchia di Erdogan, che si sta velocemente trasformando in una questione internazionale. Sul fronte UE il rapporto con Ankara continua ad essere quantomeno complesso.

A partire dall’apertura dei negoziati per l’entrata nella allora Comunità europea, la Turchia ha mantenuto una coerente politica di stallo, approfittando dei propri numerosi vantaggi strategici per ottenere il più possibile senza ottenere nulla in cambio. A riprova di ciò, a distanza di 20 anni, anche se il Parlamento europeo non avesse già votato un’ennesima sospensione dei negoziati per l’adesione, tra tutti i punti di unificazione normativa proposti a Erdogan si è riusciti a trovare un accordo unicamente sul fronte della ricerca.

Utilizzando la leva negoziale del transito dei profughi mediorientali verso l’Europa e armato di una sostanziale noncuranza delle conseguenze sulla propria economia nazionale, il presidente turco può permettersi di affrontare i continui braccio di ferro con le potenze che lo circondano, rivolgendosi all’una o all’altra all’occorrenza (il taglio dei fondi europei è per esempio compensato con migliori relazioni internazionali sul fronte russo).

Gli eventi relativi alla recente invasione del Kurdistan siriano da parte di Erdogan hanno avuto inizio con il ritiro delle truppe USA dall’attuale fronte del conflitto, dove la popolazione curda era rimasta impegnata negli ultimi anni assieme alla comunità internazionale a respingere l’avanzata dell’ISIS ovvero Daesh.

I suddetti guerriglieri curdi sono già stati etichettati dal presidente turco come una milizia terroristica, che Ankara si sta prodigando ad eradicare in quanto minaccia alla sicurezza nazionale.

Per quel che riguarda l’Unione europea, i provvedimenti presi al riguardo si sono rivelati estremamente timidi. Oltre alla già citata chiusura dei negoziati di adesione all’Unione ed un blocco della vendita di armamenti da parte degli Stati membri, quest’ultima si è limitata ad una generica condanna, non tanto della condotta tenuta dal presidente Erdogan in sé considerata (l’invasione di uno Stato sovrano da parte delle truppe turche è stata a malapena messa in discussione), quanto per i rischi di natura umanitaria (centinaia di migliaia di civili siriani stanno fuggendo dalla propria terra, rischiando la vita e spesso, perdendola) e la possibilità di un ritorno dell’ISIS, nutrito dal conflitto.

Purtroppo l’Unione europea non ha alcuna leva negoziale dei confronti del premier turco, che, anzi, con la questione migranti continua a tenere fermamente il coltello dalla parte del manico.

Per approfondire:

-Lettera della fondazione Lelio e Lisli Basso

-https://www.eunews.it/2019/10/11/tusk-lattacco-turco-ai-curdi-minaccia

-https://it.euronews.com/2019/10/10/fermate-le-azioni-militari-in-siria-l-appello-di-federica-mogherini-alla-turchia

-https://www.ilsole24ore.com/art/siria-curdi-si-alleano-damasco-trump-ue-si-prenda-prigionieri-isis-AC9Rqtr

-https://www.consilium.europa.eu/it/policies/syria/

-https://www.ilsole24ore.com/sez/mondo

-https://www.ilsole24ore.com/art/la-turchia-all-attacco-curdi-il-secondo-esercito-nato-ACU2ziq

-https://www.ilpost.it/2019/10/11/chi-appoggia-operazione-turchia-curdi-siria/

Albania e Macedonia del Nord: ancora ostacoli sul cammino dell’adesione all’UE

Emmanuel Macron

Emmanuel Macron

Ancora delusione per Albania e Macedonia del Nord, per via dell’ennesimo veto da parte del Consiglio dell’Unione Europea all’inizio dei negoziati per l’entrata nell’UE.

Il diniego è stato sostenuto dalla Francia, seguita da un piccolo manipolo di altri stati nel caso dell’Albania, mentre l’Eliseo è rimasto da solo nella sua avversione per la Macedonia del Nord. Per l’ammissione ai negoziati è necessaria l’unanimità.

Il gesto del presidente francese ha provocato non pochi disguidi diplomatici. L’accesso delle due nazioni alle trattative era ormai in conto da lungo tempo e condizionato ad una batteria di riforme necessarie al miglior assorbimento dell’acquis comunitario: istruzione, sistema giudiziario, lotta alla corruzione, diritti umani.

A muovere Macron pare essere stata l’ombra minacciosa della campagna elettorale e del riflesso che su di essa avrebbe avuto l’adesione dei due Stati all’UE. La situazione di contrattazione tra UE e Balcani è rimasta un argomento divisivo, ma mentre gli altri paesi candidati dell’area in questione (come Serbia e Montenegro) faticano ancora a star dietro alle richieste di Bruxelles, Albania e Macedonia del Nord hanno messo in atto riforme non indifferenti per poter essere ammesse al tavolo delle contrattazioni, non ultimo l’accordo di Prespa dove la Macedonia del Nord ha accettato a cambiare nome pur di chiudere un pluridecennale contenzioso con la Grecia.

Nonostante gli sforzi, però, ciò che più preme alla Francia è evitare di aprire una porta all’immigrazione dall’est-europa non comunitario. Le mancanze dei richiedenti, infatti, sarebbero state tali da non permettere di premiare lo sforzo di riforma, specie per le misure prese nel campo immigrazione, che sembra essere ormai il fulcro di ogni singola trattativa politica mondiale.

Al contrario di Macron e degli altri lea, il resto del Consiglio si è trovato unanime nel definire il gesto un errore storico e ancora peggio un gesto destabilizzante nei rapporti di fiducia tra EU e Balcani. La domanda d’adesione verrà recuperata all’inizio dell’anno prossimo, nella speranza di far cadere la votazione in un momento in cui nessuno sia in campagna elettorale.

Per approfondire:

-https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/balcani-il-consiglio-ue-rimanda-ancora-albania-e-macedonia-23389

-https://www.linkiesta.it/it/article/2019/10/19/adesione-unione-europea-albania-macedonia-veto-macron/44011/

-http://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2019/10/22/junckersu-macedonia-e-albania-un-errore_339d49e0-579a-4ec7-9592-f8a004e24734.html

-https://it.euronews.com/2019/10/16/the-brief-from-brussels-il-sogno-infranto-di-tirana-e-skopje

-https://www.bbc.com/news/world-europe-50100201

-https://www.theguardian.com/world/2019/oct/18/eu-refusal-to-open-talks-with-albania-and-north-macedonia-condemned-as-historic-mistake

-https://www.politico.eu/article/eu-leaders-deadlock-over-membership-talks-for-north-macedonia-albania/

Nuovo stand documentazione cartacea del CDE

EU

EU

Il CDE ha allestito uno stand presso l'ateneo di giurisprudenza che raccoglie la documentazione inerente l'Unione Europea a disposizione.

I materiali, disposti all'ingresso della sala consultazione Matteo dell'Olio, sono liberamente consultabili e a disposizione di tutti gli studenti.

Ulteriori pubblicazioni saranno rese disponibili una volta ricevute in ufficio.

Brexit, aggiornamenti al 23/12/19

Boris Johnson

Boris Johnson

Ancora nessuna fortuna per Boris Johnson e per i suoi tentativi di portare a buon fine la Brexit.

Dal 2017, in cui il Regno Unito, a seguito del referendum tenutosi l’anno precedente, ha preso la controversa decisione di separarsi dall’Unione Europea (in cui comunque occupava un posto di incontestato privilegio) i vari governi nazionalisti che si sono susseguiti hanno dovuto fare i conti con la realtà di una decisione che si ha il dubbio che pochi vogliano in realtà prendere.

I nodi della questione rimangono piuttosto complessi: dalla rinegoziazione delle centinaia di trattati che legano, specie in ambito commerciale, il Regno Unito al continente; la mobilità delle migliaia di cittadini UE lì stanziati per lavoro; la questione dell’Irlanda del Nord.

È quest’ultimo il nodo che più sta creando problemi all’interno dell’accordo, rendendo sempre più probabile una cosiddetta “hard Brexit”, vale a dire di un’uscita senza accordo.

In breve, con l’uscita del Regno Unito dall’UE, ci si pone il problema di una possibile frontiera/dogana tra EIRE e Irlanda del Nord. Non predisporne una rischia di creare un corridoio clandestino per il commercio che aggirerebbe l’assenza di convenzioni internazionali. Istituire una vera e propria dogana, invece, danneggerebbe il libero scambio di merci e individui tra gli abitanti dell’isola.

Dopo infinite trattative e altrettanti rinvii, il premier britannico sembrava essere riuscito ad ottenere una sorta di accordo di compromesso con i vertici UE, creando in Irlanda del Nord una specie di zona cuscinetto dove l’area apparterrebbe, dal punto di vista del regime di circolazione delle merci, sia alla Gran Bretagna, sia, negli effetti, all’Unione. Il sospiro di sollievo si è rivelato di brevissima durata.

Giunto a Westminster, l’accordo non ha ottenuto l’approvazione del parlamento, che al netto di due anni di manifesta rovina, è sempre più reticente nell’accettare l’opzione dell’uscita, tanto da ventilare periodicamente l’ipotesi di un nuovo referendum che smentisca la volontà popolare dell’uscita.

Con l’opzione di una hard Brexit che si fa sempre più concreta, Johnson si è rivolto al Consiglio europeo per un’ulteriore proroga dell’uscita, al fine di concedere una nuova possibilità di arrivare all’agognata approvazione dell’accordo.

In base alla decisione adottata dal Consiglio europeo ieri, 28 ottobre, preannunciata su Twitter dal Presidente Tusk e in corso di formalizzazione, è stata prevista una proroga flessibile della durata massima di tre mesi, per cui, in sostanza, se l’approvazione dell’accordo avrà luogo entro il 30 novembre prossimo, la Brexit avrà effetto dal 1° dicembre, se entro il 31 dicembre, dal 1° gennaio, se entro il 31 gennaio o in ogni caso anche senza che l’accordo venga approvato, dal 1° febbraio il Regno Unito cesserà di fare parte dell’Unione europea. Resta da vedere se, approssimandosi ancora una volta quest’ultima scadenza senza che l’accordo sia stato approvato, ci potranno essere ulteriori proroghe.

Per maggiori informazioni:

https://ec.europa.eu/info/departments/taskforce-article-50-negotiations-united-kingdom_it

https://www.consilium.europa.eu/it/policies/eu-uk-after-referendum/

https://www.theguardian.com/politics/2019/oct/17/how-is-boris-johnson-brexit-deal-different-from-theresa-may

https://www.theguardian.com/politics/ng-interactive/2019/oct/18/how-much-johnson-great-new-deal-actually-new

https://twitter.com/search?q=%23Brexit

(Aggiornamenti)

Con le elezioni avutesi in Gran Bretagna il 12 dicembre scorso, lungamente attese da tutta Europa, Boris Johnson è stato eletto come primo ministro, con una maggioranza tale da poter far passare comodamente in parlamento un provvedimento definitivo in tema di Brexit.

Una decisione definitiva all’interno del presto-ex-stato membro sarà presa entro il 31 gennaio, benché ciò non significhi assolutamente la fine dei problemi. Nonostante l’UE nella propria interezza si sia detta sollevata dal risultato elettorale che rende molto più chiare le posizioni della Gran Bretagna nel senso di una pressoché certa approvazione da parte parlamentare dell’accordo di recesso, così come da ultimo modificato nell’ottobre scorso per quanto riguarda il protocollo sulla questione nord-irlandese e la dichiarazione sui rapporti futuri, rimangono comunque una serie di problemi, tra cui quello relativo alla rimessa in vigore dell’insieme degli accordi che rendevano possibile la stragrande maggioranza delle esportazioni del Regno Unito verso l’Unione Europea.

La mira di Johnson parrebbe di ottenere tutti i benefici della condizione di membro, senza alcuno degli oneri ed essi collegati, il tutto procedendo contemporaneamente ad una sostanziale deregolamentazione finanziaria che va di gran lunga contro i principi portanti dell’UE. Fabian Zuleeg, dello European Policy Centre (EPC), think tank con sede a Bruxelles, ci tiene a tenere distinta questa situazione da quella della Svizzera nel ’90: “C’è un errore di valutazione in merito alla leva negoziale in mano all’UK in queste trattative: è in una posizione molto debole […]. L’UE è ben disponibile a negoziare ogni tipo di accordo, finché ciò non vada in conflitto con i principi che la regolano; da questo punto di vista, l’UK si è dimostrata meno che disponibile al compromesso”.

Sembrerebbe che la promessa di Johnson di “Get Brexit done quickly” finisca per essere una formula vuota.

Nel frattempo, è stato anche eletto il nuovo direttore della Banca Centrale d’Inghilterra, Andrew Bailey, favorito di lungo corso, nonostante alcuni recenti scandali finanziari collegati al fallimento di London Capital and Finance. Il procedente direttore, Mark Carney, a cui era stato proposto il rinnovo del mandato, ha preferito invece dedicarsi alle politiche ambientali.

https://www.euronews.com/2019/12/13/election-done-what-s-the-next-stag

https://www.euronews.com/2019/12/20/britain-to-appoint-new-bank-of-england-governor-after-mark-carney

Il discorso di commiato alla BCE di Mario Draghi.

Mario Draghi

Mario Draghi

In data 28/10, Mario Draghi ha lasciato il proprio posto da presidente della BCE, dove è stato sostituito il 1 novembre da Christine Lagarde del partito francese Unione per un Movimento Popolare.

A questo link, il discorso completo del presidente uscente:

LINK

Conclusioni dell’Avvocato generale Sharpston nella causa Commissione c. Polonia, Ungheria e Repubblica Ceca sulla redistribuzione dei migranti

Attorney General Sharpston

Attorney General Sharpston

Come annunciato in un comunicato stampa della Corte di giustizia UE, l’Avvocato Generale Eleanor Sharpston ha presentato il 31 ottobre 2019 le proprie conclusioni relativamente alla procedura di infrazione promossa dalla Commissione europea nei confronti di Repubblica Ceca, Ungheria e Polonia (cause riunite C-715/17, C-718/17 e C-719/17), sulla scorta di una vicenda iniziata nel 2015, quando i tre Stati membri avevano tentato senza successo di ottenere l’annullamento di una decisione emessa nei loro confronti dal Consiglio, .

La vertenza riguardava il rifiuto unilaterale da parte dei paesi in questione di accogliere un certo numero di migranti entrati in Europa tramite i cosiddetti “frontline Member States” (in questo caso Italia e Grecia). Gli accordi europei di redistribuzione impongono a tutti gli Stati membri di alleviare la pressione migratoria assorbendo parte degli esuli, a patto che ciò non comporti un rischio diretto per l’ordine e la sicurezza nazionale.

Proprio questa è stata l’obiezione mossa dagli Stati oggetto della procedura d’infrazione, obiezione che è stata però respinta velocemente dall’Avvocato Generale. Per prima cosa, ha ritenuto che la situazione (per quanto onerosa in termini economico-organizzativi) non costituisse uno scenario di crisi, tale da giustificare un’esenzione dall’obbligo di partecipare alla redistribuzione. Le Relocation Decisions contenenti misure per gestire la redistribuzione dei migranti tra gli Stati Membri offrono un nutrito novero di strumenti per fronteggiare eventuali inconvenienti connessi alla redistribuzione dei migranti, di cui gli Stati membri portati dalla Commissione sul banco degli imputati si sarebbero potuti servire invece di rifiutarsi unilateralmente di collaborare.

Senza contare che l’acquis comunitario a monte delle misure adottate per attuare il piano di redistribuzione si ispira a principi di buona fede e solidarietà, che alle volte si traducono anche in un sacrificio personale da parte dei singoli Stati per il bene comune dell’intera Unione.

Ancora una volta, i dissidi interni all’UE vertono sulla questione dei migranti, problema ingigantito dall’opinione pubblica interna dei singoli Stati, alla quale i singoli governi nazionali (per lo più in crisi o sotto elezioni) non possono fare a meno di dare ascolto.

 

Per leggere il comunicato:  https://curia.europa.eu/jcms/upload/docs/application/pdf/2019-10/cp190133en.pdf

In vigore l’accordo di estensione del Mandato d’arresto europeo tra UE, Norvegia e Islanda

Un martello

Un martello

Dopo più di un decennio dalla firma dell’apposito accordo nel 2006, Unione europea, Norvegia e Islanda sono finalmente riusciti rendere applicabili, dal 1° novembre 2019, le misure che estendono il Mandato d’arresto europeo ai due Stati nordici non membri dell’Unione. L’accordo, inteso a replicare il meccanismo operante tra gli Stati membri in base a un regolamento UE adottato nel contesto della cooperazione giudiziaria in materia penale, ne promuove la condivisione anche con Norvegia e Islanda che già fanno parte per via pattizia dell’acquis di Shengen, e comporta, tra l’altro, l’esclusione del requisito della doppia incriminazione per una lista di 32 reati, nonché la previsione di stretti limiti temporali per l’esecuzione e la limitazione delle ipotesi di rifiuto, pur lasciando agli Stati partecipanti un margine di discrezionalità quanto alla possibilità di designare il proprio Ministro della giustizia “quale autorità competente per l’esecuzione di un mandato di arresto a prescindere dal fatto che il ministro della giustizia sia o no un’autorità giudiziaria in base alla legge di detto Stato”(articolo 9, par. 2, seconda frase, dell’accordo UE-Norvegia e Islanda).

Quest’ultima opzione, suscettibile di condizionare pesantemente l’attuazione pratica del meccanismo del Mandato d’arresto europeo nei rapporti coi due paesi nordici, era stata esclusa dall’Italia sin dal momento della firma dell’accordo nel 2006, ma nonostante ciò la lentezza dell’espletamento delle procedure interne occorrenti al fine dell’applicazione dell’accordo non ha impedito a quest’ultima e ad un piccolo gruppo di altri Stati membri di ritardarne a lungo l’effettiva entrata in vigore.

 

Link al comunicato sul sito Giustizia News online: https://www.gnewsonline.it/consegna-di-persone-ricercate-in-vigore-laccordo-ue-islanda-norvegia/

Link al testo dell’accordo UE-Norvegia e Islanda: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:22006A1021(01)&from=EN

L’UE interromperà i finanziamenti a progetti sui combustibili fossili entro il 2021

Pozzo petrolifero

Pozzo petrolifero

L’Unione Europea continua la propria corsa verso il Green Deal.

Dopo aver annunciato il provvedimento, la Banca europea per gli investimenti (BEI) ha definitivamente dichiarato che interromperà ogni finanziamento a progetti riguardanti i carburanti fossili entro il 2021.

La mozione ha incontrato un straordinario seguito sia all’interno degli organi istituzionali che nella popolazione. Per regolamento i progetti da finanziare dovranno dimostrare di poter produrre 1KW/h producendo meno di 120 grammi di diossido di carbonio, eliminando così tutte quelle fonti di energia fossile che non siano corredate con opportuni sistemi di ricircolo o purificazione dell’aria.

Il provvedimento è stato descritto dal vicepresidente della BEI McDowell come il primo passo di una serie più ampia di politiche. Nel frattempo la presidente in pectore della Commissione europea von der Leyen ribadisce l’impegno del suo mandato nel campo delle energie rinnovabili, che rischiano di presentare una sfida abbastanza complicata, come ha aggiunto l’esperto climatico della BEI Nancy Saich: sostituire l’intero indotto delle energie fossili è un ottimo proposito, ma va messo in atto in modo da non lasciare senza lavoro tutti gli individui che in quel settore operano, senza contare il rischio di finire senza energia nel mezzo della transizione.

-https://www.euronews.com/2019/11/14/phasing-out-fossil-fuel-europe-to-discuss-ending-investments-in-coal-oil-and-gas

-https://www.eib.org/en/press/all/2019-313-eu-bank-launches-ambitious-new-climate-strategy-and-energy-lending-policy.htm

La Polonia condannata dalla Corte di giustizia europea per violazione delle regole dello Stato di diritto (aggiornato 2)

Andrzej Duda

Andrzej Duda

In data 5 Novembre 2019, con la sentenza relativa alla causa C-192/18, Commissione europea c. Polonia, la Corte di giustizia europea ha condannato la Polonia per violazione delle regole dello Stato di diritto e del diritto alla protezione giurisdizionale effettiva nell’ambito di applicazione del diritto UE, con particolare riferimento al mancato rispetto dei principi dell’irremovibilità e dell’indipendenza dei giudici. L’accusa si riferiva al provvedimento adottato dallo Stato membro nel 2017 che consisteva nell’abbassare l’età pensionabile dei giudici, e nello stabilire in proposito diverse età, rispettivamente 60 anni per le donne e 65 per gli uomini, con la possibilità di iniziativa del Ministro della Giustizia polacco per una proroga del mandato.

La misura era stata presa con la sottintesa finalità di epurare la magistratura polacca da alcuni giudici “dal passato comunista”.

La Corte di giustizia ha contestato la riforma sotto il profilo della discriminazione tra i sessi (aspetto smentito da Varsavia, che pare abbia equiparato successivamente le età pensionabili) e dell’indipendenza della magistratura, in quanto per via dell’accennato potere di iniziativa del Ministro della giustizia al fine della proroga i magistrati più vicini all’ambiente governativo potrebbero trovarsi più facilmente prorogati oltre il termine ultimo del mandato.

 

Per approfondire:

-https://curia.europa.eu/jcms/upload/docs/application/pdf/2019-11/cp190134it.pdf

-https://it.euronews.com/2019/11/05/the-brief-from-brussels-la-giustizia-europea-condanna-la-polonia

 

(Aggiornamenti)

Il Parlamento europeo ha approvato una mozione per condannare la Polonia per via dell’adozione di una legge reputata lesiva per l’insegnamento dell’educazione sessuale nelle scuole polacche. Il testo di legge, che lo Stato membro in questione sostiene essere una misura necessaria per contrastare la piaga della pedofilia, rischia di esporre gli educatori sessuali e chiunque si occupi di fare istruzione e sostegno nella materia, a 3 anni di prigione. L’adozione di questa legge è parsa costituire un’ulteriore tappa della preoccupante, progressiva deriva illiberale del paese.

-https://www.euronews.com/2019/11/14/the-brief-meps-vote-to-condemn-poland-s-anti-sex-education-bill

(Aggiornamenti 2)

Prosegue la controversia tra Polonia ed Unione europea in merito alle violazioni dello stato di diritto riscontrate nelle riforme dell’ordinamento giudiziario polacco.

Dopo aver espresso manifesta perplessità verso l’elezione di alcuni nuovi membri dell’apparato giudiziario secondo la nuova normativa, il giudice Pawel Juszczyszyn è stato immediatamente rimosso dal proprio incarico, innescando così la reazione dell’opinione pubblica, scesa in piazza per difendersi da quella che appare manifestamente come una manovra per tenere sotto il controllo del governo il potere giudiziario.

La Polonia, intanto, si rifiuta di accettare la condanna dell’UE e continua a sostenere che le misure contestate siano state prese per riformare la giustizia polacca, aumentandone l’efficienza ed epurandola dei residui della stagione comunista del 1945-’89.

https://www.euronews.com/2019/12/01/poles-protest-over-rule-of-law-after-judge-suspended

La newsletter dei CDE italiani - N° 3

News CDE

News CDE

È disponibile tra le risorse elettroniche la terza newsletter dei CDE italiani.

Il documento è anche accessibile QUI

Approvata la composizione della nuova Commissione Europea

La Commissione Van der Leyen

La Commissione Van der Leyen

Dopo una gestazione piuttosto prolungata, segnata da attriti interni, accuse di conflitto di interessi, multipli rinvii e problemi intestini agli Stati membri, finalmente la nuova Commissione europea presieduta da Ursula von der Leyen ha assunto una forma definitiva da sottoporre per la valutazione nel suo insieme al Parlamento Europeo.
A sostituire le prime proposte bocciate per Romania e Francia ci saranno Adina-Ioana Vălean e Thierry Breton. La candidatura di Vălean era arrivata in ritardo a seguito di un concitato periodo amministrativo in Romania a causa di una crisi di governo.
Il parlamento ha anche fatto passare la nomina di Oliver Varhelyi, il controverso candidato commissario Ungherese accusato di conflitti di interessi e sfiduciato per via della propria vicinanza a Viktor Orban.

La lista completa dei candidati può essere reperita qui: https://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2019/11/25/council-adopts-new-list-of-commissioner-candidates/

Edit: In data 27 novembre, infine, il Parlamento ha deciso di confermare l'elenco proposto.

Il comunicato stampa: https://ec.europa.eu/info/election-european-commission-2019-2024_en

Approvato il bilancio europeo 2020

Parlamento Europeo

Parlamento Europeo

Il 18 Novembre il Consiglio Europeo ha raggiunto col Parlamento un accordo per il nuovo bilancio Europeo 2020. Le spese più importanti saranno impiegate nella maggior competitività economica dell’eurozona, la gestione dei migranti e il cambiamento climatico, a cui è stato destinato il 21% del budget.

Il piano ha un margine di tolleranza di circa 1,5 miliardi ed è stato messo in atto dando per assodato l’apporto del Regno Unito al piano finanziario 2020.

L’accordo è stato accettato dal parlamento il 27 novembre, in concomitanza con l’insediamento della nuova Commissione Europea.

Per più dettagli sul bilancio: https://www.europarl.europa.eu/news/it/press-room/20191121IPR67118/approvato-bilancio-ue-2020-sostegno-per-ambiente-lavoro-e-giovani

Approvata direttiva quadro per la tutela degli informatori.

Stockphoto

Stockphoto

Il Parlamento Europeo, in data 28 novembre, ha approvato la direttiva quadro per la tutela dei whistleblowers, informatori che portano alla luce eventuali pratiche lesive del diritto comunitario, nell’ambito pubblico, privato, ambientale e finanziario.

La direttiva in questione (L 305/17 23 ottobre 2019) mira ad uniformare i vari regimi normativi dei singoli Stati membri, ove la tutela degli informatori varia sensibilmente di Stato in Stato. Ciò crea alcuni disagi, specie in caso di segnalazioni che coinvolgono operatori transfrontalieri.

La direttiva elenca i principali settori in cui l’opera degli informatori spontanei è necessaria, per poi elencare i vari parametri e modalità a cui i singoli Stati dovranno adeguarsi tramite il diritto interno. La direttiva ha ricadute non solo di tutela “esterna” rispetto agli organismi sorvegliati, ma anche interna, con l’istituzione, specie in strutture private, di canali di segnalazione interna.

Qui, il testo integrale della direttiva: link

La nuova commissione europea al COP25

Locandina COP25

Locandina COP25

Lunedì 2 dicembre è stata inaugurata la COP25, la conferenza delle Nazioni Unite sui temi della sostenibilità ambientale e del cambiamento climatico.

Per quanto riguarda il ruolo dell’Unione europea, al momento è maggioritaria la posizione che vede l’impegno delle istituzioni manchevole e non sufficiente a contrastare quella che potrebbe essere una catastrofe climatica. Persino il taglio alle emissioni di CO2 del 50% previsto dal Parlamento europeo nella risoluzione che ha votato in argomento è stato considerato un passo troppo poco risolutivo.

La nuova commissione europea presieduta da Ursula von der Leyen ha posto la questione climatica alla cima delle nuove priorità della propria squadra, con uno stanziamento di circa 300 miliardi di euro.

Il punto focale dell’azione della commissione pare essere l’inclusività. Come sottolineato dalla stessa von der Leyen: “How can it not be existential when 85% of people in extreme poverty live in the 20 countries most vulnerable to climate change?”

Costi e manovre da sopportare per una transizione verso un’economia maggiormente ecosostenibile saranno infatti enormi, ancora di più per paesi come la Polonia (già colpita da continue condanne della Corte di Giustizia Europea per l’incompatibilità delle riforme dell’organizzazione della giustizia che appaiono mettere a rischio l’osservanza dei principi dello Stato di diritto) che fanno ancora pesante affidamento su combustibili fossili come il carbone.

I due commissari designati per la gestione del problema saranno Margaritis Schinas and Ylva Johansson.

 

Per saperne di più: https://www.euronews.com/2019/12/02/cop25-a-timeline-of-global-climate-change-negotiations

Il CDE, Dipartimento di Giurisprudenza, Università degli studi di Macerata partecipa al Training Seminar dei CDE europei 2-3 dicembre 2019 Firenze

La location

La location

Il CDE, Dipartimento di Giurisprudenza, Università degli studi di Macerata ha partecipato al Training Seminar dei CDE europei il 2-3 dicembre 2019 a Firenze.

Il Training Seminar ha avuto lo scopo di presentare ai CDE europei riuniti a Firenze le politiche della neo-eletta Commissione europea che ha avviato i lavori il 1 dicembre 2019.

Gli autorevoli relatori che si sono succeduti sul palco hanno ricordato che i CDE sono stati i primi avamposti delle istituzioni europee negli Stati membri. Essi sono stati creati all’interno delle università a partire dal 1963 per facilitare l’accesso alle informazioni sulle politiche europee e da allora continuano a svolgere la loro funzione.

I partecipanti sono stati informati che l’11 dicembre 2019 verrà reso pubblico dalla Commissione europea il documento sullo European Green Deal (https://ec.europa.eu/info/strategy/priorities-2019-2024/european-green-deal_en). L’Unione Europea ha l’ambizione di diventare il primo continente neutro a livello ambientale. Si propone di raggiungere l’obiettivo entro il 2050. Lo EGD è un patto per il clima, per un’alimentazione sostenibile, per l’adattamento ai cambiamenti climatici.

Sono state poi presentate le conclusioni del Pan-European Working Group sulle attività poste in essere dai CDE per trasmettere informazioni agli studenti universitari e alle comunità locali all’interno delle quali operano.

Sono state inoltre presentate le novità introdotte nel Publication Office Portal (https://op.europa.eu/en/home) e nei seguenti programmi dell’Unione: Marie SkŁodowska-Curie, Erasmus+, Jean Monnet, Horizon 2020, Joint Research Centre.

Il seminario è stato arricchito dalla visita a Fiesole agli Historical Archives of the European Union (https://www.eui.eu/Research/HistoricalArchivesOfEU), dove si collezionano i fondi storici archivistici delle istituzioni europee. Gli archivi documentano il percorso dell’integrazione europea a partire dalla seconda guerra mondiale; propongono una collezione unica di documenti ufficiali delle istituzioni europee e delle organizzazioni che le hanno precedute e una collezione di fondi privati di personalità e di organizzazioni europee.

Pubblicato l'European Green Deal

Green Deal

Green Deal

La nuova Commissione Europea Van del Leyen ha pubblicato il nuovo piano d'azione del Green Deal, un programma pluriennale volto a rendere l'europa il primo continente neutro a livello di emissioni di agenti inquinanti.

L'iniziativa è stata presa a seguito del crescente interesse pubblico e della comunità scientifica nei confronti della crisi climatica che rischia di modificare drasticamente le condizioni di vita sul pianeta nel giro di poche decine di anni.

Il processo di abbassamento dell'impatto ambientale europeo sull'ambiente è stato già tracciato con un documento che dettaglia i prossimi 2 anni di interventi.

Priorità del processo è rendere inclusivo questo passaggio alle fornti di energia meno inquinanti, specie nei riguardi di paesi comunitari come la Polonia, ancora fortemente dipendenti da combustibili fossili.

Quì il discorso di Van der Leyen: LINK

Qui il documento ufficiale del Green Deal: LINK

La timeline delle iniziative: LINK

La newsletter dei CDE italiani - N° 4

News CDE

News CDE

È disponibile tra le risorse elettroniche la terza newsletter dei CDE italiani.

Il documento è anche accessibile QUI

Informativa Toghether.EU sui diritti del consumatore online

Thumbnail

Thumbnail

Il video informativo è reperibile su Youtube a QUESTO LINK

Seminario prof. Simone Marinai

Seminario prof. Simone Marinai

seminario_28_01_20.pdf — PDF document, 205 kB (210,043 bytes)

Servizio Allerta gennaio 2020

Servizio Allerta gennaio 2020

Servizio ALLERTA Gennaio (003).pdf — PDF document, 234 kB (239,998 bytes)

Servizio Allerta gennaio 2020

Servizio Allerta gennaio 2020

Servizio Allerta gennaio 2020

È stato pubblicato il Servizio Allerta gennaio 2020

Pubblicazione Bando Erasmus+Mobilità per studio a.a. 2020/2021 Scadenza: ore 13.00 del 27.02.2020

Erasmus+mobilità per studio 2020-2021

Erasmus+mobilità per studio 2020-2021

Erasmus studio a.a.2020/2021

E' stato pubblicato il Bando Erasmus+ Mobilità per Studio per l'a.a. 2020/2021 che promuove la mobilità degli studenti, permettendo loro di trascorrere un periodo di studio (da 3 a 12 mesi) presso un Istituto di Istruzione Superiore di uno dei Paesi partecipanti al Programma Erasmus+.

Un’occasione unica di studio e di vita all’estero per gli studenti maceratesi. 825 posti-scambio disponibili per trascorrere dai 3 ai 12 mesi in una delle 185 Università europee partner dell’Ateneo (24 Paesi). L’unico requisito richiesto è essere iscritto ad un corso di laurea o di dottorato dell’Università di Macerata.

Nell’ambito del Programma Europeo Erasmus+ l’Azione Chiave 1 - Mobilità degli Individui – Mobilità per Studio rappresenta una delle opportunità più accessibili e popolari per imparare una lingua straniera e vivere in una città universitaria europea, con il sostegno di una borsa di studio. Durante il soggiorno all’estero si possono svolgere gli esami previsti nel proprio piano di studi, le attività di tirocinio e le ricerche per la tesi di laurea. Il percorso formativo, che deve essere preventivamente concordato con il Coordinatore Erasmus del proprio Dipartimento, viene riconosciuto al rientro in Italia dall’Ufficio Mobilità Internazionale.

Scadenza presentazione domande da inviare secondo le istruzioni del bando: tassativamente entro e non oltre le ore 13.00 del giorno 27/02/2020.

Per saperne di più partecipa alla GIORNATA DI PRESENTAZIONE – ERASMUS DAY che si terrà mercoledì 12 febbraio alle ore 11.00 presso l’Auditorium Banca Marche, Via P.M. Ricci, 2

Leggi il bando pubblicato nella pagina dedicata

Consulta la locandina dell'ERASMUS DAY

Partecipa all'Infoday Erasmus+ UN GIORNO DA ERASMUS organizzato dall'Associazione ESN Macerasmus

Incontro sul bando Erasmus+studio 20-21 / 18.02.2020 h. 11.00

Incontro sul bando Erasmus+studio 20-21

Incontro sul bando Erasmus+studio 20-21

per gli studenti di Giurisprudenza
L-14, L-39, LM-63, LM-87, LM SC-GIUR, LMG/01

interverranno:
il Prof. Fabrizio Marongiu Buonaiuti (coordinatore Erasmus LMG/01)
il Prof. Alessio Bartolacelli (coordinatore Erasmus L-14, L-39, LM-63, LM-87, LM SC-GIUR)
e Enrico Ferretti in rappresentanza dell'IRO

18.02.2020 h. 11.00
Aula blu/Via Pescheria Vecchia, 26 (Polo Pantaleoni)
Macerata

Incontro sul bando Erasmus+studio 20-21

Incontro sul bando Erasmus+studio 20-21

RIUNIONE Giurisprudenza 2020_Locandina___.pdf — PDF document, 1,292 kB (1,323,815 bytes)

Bando EUdatathon 2020

Scadenza 03.05.2020
EUdatathon 2020

EUdatathon 2020

Videomessaggio di Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione europea, ai cittadini italiani

Videomessaggio di Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione europea, ai cittadini italiani
coronavirus

coronavirus

Vi presentiamo l’articolo disponibile al seguente link

https://ec.europa.eu/italy/news/20200311_Covid19_Presidente_CE_vonderLeyen_annuncia_nuove_misure_per_economia_europea__it

e il tweet  con il video della Presidente Ursula Von der Leyen:

https://twitter.com/europainitalia/status/1237679089579941888?s=12.

 

 

Questo è il testo del video messaggio di Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione europea, ai cittadini italiani, in italiano:

 

Cara Italia, cari italiani,

In questo momento così difficile vorrei dire a tutti voi che lottate contro il virus che non siete soli. Il vostro sforzo e il vostro esempio sono preziosi per tutti i cittadini europei.

In Europa stiamo seguendo con preoccupazione, ma anche con profondo rispetto e ammirazione quello che state facendo.

L’Italia è parte dell’Europa e l’Europa soffre con l’Italia. In questo momento, in Europa siamo tutti italiani.

La Commissione farà tutto il possibile per sostenervi.

La crisi colpisce duramente il settore sanitario, che è sotto pressione con un numero crescente di persone da curare.

E ha un impatto su molti settori economici.

Dobbiamo agire rapidamente, agire insieme e portare aiuto.

Sono personalmente in costante contatto con il Presidente del Consiglio dei Ministri Conte.

Dobbiamo sostenere con urgenza il settore sanitario. So che l’Italia non dispone di dispositivi di protezione personale, in particolare dispositivi respiratori.

Ho chiesto ai miei commissari di collaborare con l’industria per aumentare la produzione di tali attrezzature.

Stiamo anche collaborando con l’industria farmaceutica per aumentare l’offerta di medicinali.

In Europa è necessaria una maggiore solidarietà per garantire che i medici e gli infermieri dispongano delle attrezzature di protezione di cui hanno bisogno, e  che i pazienti abbiano le cure necessarie.

Ma anche l’economia ha bisogno di aiuto.

Adottiamo tutte le misure possibili per aiutare le persone, le imprese e i settori economici colpiti dalla crisi.

Ad esempio le PMI, come albeghi, ristoranti o imprese di trasporto, stanno vivendo grandi difficoltà

Sono consapevole, ad esempio, del fatto che quasi il 70% dei negozi sia chiuso in Lombardia.

Anche molti altri settori stanno soffrendo.

Le nostre economie europee hanno bisogno di maggiore flessibilità e maggiore liquidità-

Pertanto la Commissione europea si avvarrà della piena flessibilità del patto di stabilità e crescita.

Allo stesso tempo ci assicureremo che gli aiuti di Stato possano essere concessi più facilmente alle imprese in difficoltà.

Inoltre, la Commissione fornirà supporto anche tramite fondi.

Sto creando un fondo per Investimenti in Risposta al Coronavirus.

Questa Iniziativa dovrebbe finanziare investimenti per 25 miliardi di euro per l’intera UE in tempi molto rapidi.

L’iniziativa convoglierà verso l’Italia diversi miliardi di euro, A vantaggio del settore dell’assistenza sanitaria, delle PMI colpite, e, aspetto importante, aiuterà le persone a mantenere i loro posti di lavoro.

L’Europa è una grande famiglia. Sappiate che questa famiglia, la vostra famiglia, non vi lascerà da soli.

NUOVE PROROGHE PER IL CONCORSO A PREMI “L’Europa che vogliamo”

NUOVE PROROGHE PER IL CONCORSO A PREMI “L’Europa che vogliamo”
Concorso Europa che vogliamo

Concorso Europa che vogliamo

Nuove scadenze per il Concorso a premi "L'Europa che vogliamo":

-          17 aprile 2020  la presentazione delle domande

-          24 aprile 2020  l'invio degli elaborati

Per maggior informazioni vai al link:

http://giurisprudenza.unimc.it/it/ricerca/laboratori-e-centri-di-ricerca-1/cde/conferenze/convegni

Crisi coronavirus: un sito per le risorse didattiche online

Crisi coronavirus: un sito della Commissione UE per le risorse didattiche online
sito della Commissione UE per le risorse didattiche online

sito della Commissione UE per le risorse didattiche online

La Commissione lancia la campagna #CreativeEuropeAtHome /

La Commissione lancia la campagna #CreativeEuropeAtHome /
la campagna #CreativeEuropeAtHome

la campagna #CreativeEuropeAtHome

L’articolo disponibile al seguente link: https://ec.europa.eu/italy/news/20200327_la_commissione_europea_lancia_creative_europe_at_home_it