Salta ai contenuti. | Salta alla navigazione

Sezioni

News

Cosa pensano gli Stati membri dell’istituzione dell’Ufficio del Pubblico Ministero Europeo?

PME_LOCANDINA

PME_LOCANDINA

Nel luglio 2013 la Commissione Europea ha formulato una proposta di regolamento del Consiglio concernente la costituzione dell'Ufficio del Pubblico Ministero Europeo (EPPO). L'Ufficio del Pubblico Ministero Europeo costituisce un ufficio di procura indipendente, a livello europeo, competente a svolgere indagini penali per individuare, indagare e rinviare a giudizio gli autori dei reati che ledono gli interessi finanziari dell'Unione Europea.

L’EPPO combinerà l’applicazione del diritto dell’Unione europea e nazionale con un approccio unificato e efficiente al fine di contrastare le frodi finanziarie a livello europeo. Avrà una struttura decentralizzata allo scopo di coinvolgere e integrare le autorità nazionali che si occupano dell’applicazione ed esecuzione delle norme pertinenti.

L’Ufficio sarà diretto dal Pubblico Ministero Europeo e le sue indagini saranno effettuate dai Procuratori Europei Delegati (EDP) presenti in ogni Stato Membro (almeno un procuratore in ogni Stato Membro). Gli EDP saranno parte dell’EPPO e continueranno ad esser parte al tempo stesso degli uffici di procura nazionali, ma nella loro veste di Procuratori Europei Delegati saranno del tutto indipendenti dalle procure nazionali.

16 Stati Membri (Belgio, Bulgaria, Croazia, Cipro, Repubblica Ceca, Germania, Grecia, Spagna, Finlandia, Francia, Lituania, Lussemburgo, Portogallo, Romania, Slovenia e Slovacchia) hanno deciso di partecipare alla costituzione dell'Ufficio del Pubblico Ministero Europeo instaurando una cooperazione rafforzata (art. 326 ss. TFUE) a tal fine. Altri stati membri potrebbero entrare a far parte dell’Ufficio prima o dopo la sua costituzione, aderendo in un secondo momento alla cooperazione rafforzata (art. 331 TFUE) in questione.

Regno Unito, Irlanda, Danimarca, Svezia, Ungheria, Polonia, Paesi Bassi e Malta non intendono far partecipare i loro procuratori all’EPPO. Di questi Stati membri, è opportuno ricordare che la Danimarca non partecipa in termini generali alle iniziative legislative relative allo Spazio di libertà, sicurezza e giustizia (c.d. opting out), mentre il Regno Unito, fintantoché sarà ancora membro dell’UE, e l’Irlanda hanno facoltà di decidere di volta in volta se parteciparvi (c.d. opting in).

Portogallo, Cipro e Italia non si sono ancora pronunciati in merito, in quanto attendono l’emanazione del testo definitivo del regolamento istitutivo dell’EPPO prima di decidere riguardo alla loro partecipazione.

AGGIORNAMENTO:

Link dell'articolo 'La Procura europea è finalmente realtà: what’s next…?':

http://rivista.eurojus.it/la-procura-europea-e-finalmente-realta-whats-next/

NOTIZIA RECENTE:

Il 31 ottobre 2017 è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea n. L 283 il Regolamento (UE) 2017/1939 del Consiglio, del 12 ottobre 2017, relativo all’attuazione di una cooperazione rafforzata sull’istituzione della Procura europea (EPPO).

NOTIZIE RECENTI:

Il Parlamento Europeo il 5 ottobre 2017 ha approvato a Lussemburgo la Procura Europea (EPPO), con 456 voti favorevoli, 115 contrari e 60 astensioni. Dopo questo voto, il Consiglio potrà adottarne formalmente il regolamento dello European Public Prosecutor’s Office - EPPO,  che dovrebbe essere operativo tra il 2020 e il 2021.

L'EPPO sarà istituita nell'ambito di una cooperazione rafforzata tra 20 Stati membri. Gli 8 Paesi che attualmente non hanno aderito - Svezia, Paesi Bassi, Malta, Ungheria, Polonia, Regno Unito, Irlanda, Danimarca e Ungheria - potranno farlo in qualsiasi momento.

Link:

http://www.europarl.europa.eu/italy/it/succede-al-pe/approvata-dal-pe-la-procura-europea-anti-frode

http://www.europarl.europa.eu/news/it/press-room/20171002IPR85127/una-procura-europea-per-combattere-le-frodi

 

AGGIORNAMENTO: Il 9 giugno, 20 Stati (tra cui l'Italia) hanno raggiunto l'accordo sul testo della Procura Europea. Resta il passaggio per il consenso del Parlamento.

Il 23 giugno 2017, l'Italia ha notificato al SG del Consiglio la propria volontà di aderire alla procedura di cooperazione rafforzata relativamente allo European Public Prosecutor Office con gli altri 19 Stati partecipanti alla stessa.


Ulteriori informazioni sui compiti, sulla struttura e sulla proposta di regolamento del Consiglio relativa alla costituzione dell'Ufficio del Pubblico Ministero Europeo possono essere reperite nei seguenti siti:

http://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:12012E/TXT&from=HR

http://data.consilium.europa.eu/doc/document/ST-5766-2017-INIT/it/pdf

http://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:52013PC0534&from=EN

http://www.consilium.europa.eu/en/press/press-releases/2017/04/03-eppo/

http://www.consilium.europa.eu/en/press/press-releases/2017/02/07-epo-enhanced-cooperation/

http://www.consilium.europa.eu/en/meetings/gac/2017/02/07/

https://euobserver.com/justice/137188

https://euobserver.com/justice/122285

https://euobserver.com/justice/137421

https://www.ceps.eu/publications/european-public-prosecutor%E2%80%99s-office-king-without-kingdom

https://www.ceps.eu/system/files/RR2017-03_EPPO.pdf

http://www.euractiv.com/section/economy-jobs/news/commission-hails-downsized-eu-public-prosecutor-as-victory-for-multi-speed-europe/

http://www.euractiv.com/section/justice-home-affairs/news/france-and-germany-team-up-to-push-through-eu-public-prosecutors-office/

http://www.euractiv.com/section/justice-home-affairs/opinion/wed-onlynational-officials-in-support-of-european-public-prosecutor-office/

http://www.associazionemagistrati.it/doc/1529/il-pubblico-ministero-europeo.htm

http://ec.europa.eu/anti-fraud//home_en

https://db.eurocrim.org/db/en/vorgang/306/

 

http://europa.eu/rapid/press-release_MEMO-17-1551_en.htm?utm_source=dlvr.it&utm_medium=twitter

The future cooperation between OLAF and the European Public Prosecutor's Office (EPPO) (Parlamento europeo)

Come l’Europa affronterà il terrorismo internazionale?

IL TERRORISMO_LOCANDINA

IL TERRORISMO_LOCANDINA

Il terrorismo internazionale è uno dei problemi più gravi che l’Europa e il resto del mondo si trovano a dover affrontare nell’immediato.

È difficile combattere un nemico che non ha paura della morte, che si serve di fanatici e persone disposte al sacrificio della propria vita per una dottrina religiosa, un governo e una ideologia politica.

Durante gli anni passati abbiamo assistito a molti attacchi terroristici in tutta Europa.

La maggioranza è costituita da attacchi suicidi organizzati dall’ISIS, il sedicente Stato islamico, che è in realtà un gruppo militare jihadista salafita, che segue il Wahhabismo, un movimento di riforma religiosa.

Tutti ricordiamo le città che hanno subito gli attacchi terroristici riconducibili all’ISIS: Parigi, Berlino, Bruxelles, Stoccolma etc. L’ultimo attacco suicida è avvenuto alla Manchester Arena in Inghilterra, al termine del concerto della cantante statunitense Ariana Grande. L'autore dell'attacco, Salman Ramadan Abedi, è un ragazzo di 22 anni, musulmano, vissuto in Inghilterra. L'esplosione ha provocato 23 morti (incluso l'attentatore) e 116 feriti, tra i quali almeno 12 bambini al di sotto dei 16 anni.

L’Unione Europea focalizza la propria strategia di lotta al terrorismo principalmente su sette temi che includono interoperabilità e accesso alle banche dati, disposizioni sulla sicurezza delle frontiere, giustizia penale e prevenzione della radicalizzazione. Ha inoltre avviato una riflessione concernente la coerenza e l’efficacia dell’architettura delle politiche antiterrorismo e i problemi di cooperazione, supervisione e implementazione in particolare in sette Stati membri chiave: Belgio, Bulgaria, Francia, Germania, Paesi Bassi, Slovacchia e Spagna.

Parallelamente all’Unione europea, Il Consiglio d'Europa sviluppa norme giuridiche per prevenire e reprimere gli atti terroristici attraverso il diritto penale e altre misure, nel rispetto dei diritti umani e dello Stato di diritto e lavora costantemente per migliorare la cooperazione internazionale e per portare i terroristi alla giustizia.

Il Comitato degli esperti sul terrorismo (CODEXTER) segue l'attuazione degli strumenti giuridici del Consiglio d'Europa contro il terrorismo, in primis la Convenzione del Consiglio d’Europa per la prevenzione del terrorismo, e coordina le attività del Consiglio d'Europa contro il terrorismo. Per il 2016-2017, sono state stabilite tre priorità: il terrorismo e internet, il terrorismo e la criminalità organizzata, l’individuazione di possibili lacune nel quadro giuridico fornito dagli strumenti giuridici internazionali del Consiglio d'Europa nel campo della prevenzione e della repressione del terrorismo, anche in relazione al diritto internazionale umanitario e al terrorismo e anche in relazione all'assenza di una definizione comune di "terrorismo" nel diritto internazionale.

Per avere ulteriori informazioni su come l’Unione Europea affronterà il terrorismo, si possono consultare i seguenti siti:

http://www.europarl.europa.eu/RegData/etudes/STUD/2017/583124/IPOL_STU(2017)583124_EN.pdf

https://www.europol.europa.eu/activities-services/main-reports/eu-terrorism-situation-and-trend-report

http://www.votewatch.eu/en/term8-combating-terrorism-draft-legislative-resolution-provisional-agreement-amendment-101-ordinary-legisl.html

http://www.qcea.org/wp-content/uploads/2011/04/bp-terror3-actionplan-en-2005.pdf

https://euobserver.com/justice/137320

https://euobserver.com/beyond-brussels/137337

https://euobserver.com/justice/136110

https://euobserver.com/justice/136110

https://euobserver.com/health/137959

https://euobserver.com/social/134534

https://euobserver.com/migration/131142

 

La posizione del Consiglio d’Europa

http://www.consilium.europa.eu/uedocs/cmsUpload/DECL-25.3.pdf

http://www.consilium.europa.eu/en/policies/fight-against-terrorism/?lang=hr

http://www.consilium.europa.eu/en/policies/fight-against-terrorism/counter-terrorism-coordinator/

http://www.consilium.europa.eu/en/policies/fight-against-terrorism/

http://www.coe.int/en/web/counter-terrorism

http://www.coe.int/en/web/conventions/full-list/-/conventions/rms/090000168047c5ea

http://www.coe.int/en/web/conventions/full-list/-/conventions/treaty/217?_coeconventions_WAR_coeconventionsportlet_languageId=it_IT

https://search.coe.int/cm/Pages/result_details.aspx?ObjectID=09000016805c3576

http://www.coe.int/en/web/counter-terrorism/terrorism-and-organised-crime

https://book.coe.int/eur/en/european-court-of-human-rights/4966-counter-terrorism-and-human-rights-in-the-case-law-of-the-european-court-of-human-rights.html

https://search.coe.int/cm/Pages/result_details.aspx?ObjectID=09000016805c6141

http://www.coe.int/en/web/human-rights-channel

http://www.coe.int/en/web/human-rights-channel/-/helping-victims-of-terrorism

http://www.coe.int/en/web/human-rights-channel/victims-terrorism

http://www.coe.int/en/web/human-rights-channel/-/terrorism-must-be-tackled-using-democratic-means

http://www.ecfr.eu/debate/european_responses_to_terrorism6082

 

Alcune opinioni della stampa

http://preventwmd.org/a-thinking-about-to-combat-terrorism/

http://www.e-ir.info/2012/09/06/european-approaches-to-terrorism-in-a-post-911-world/

http://edition.cnn.com/2017/05/27/europe/manchester-terror-attack-uk/

http://time.com/4607481/europe-terrorism-timeline-berlin-paris-nice-brussels/

http://www.express.co.uk/news/world/693421/Terror-attacks-timeline-France-Brussels-Europe-ISIS-killings-Germany-dates-terrorism

 

Antyterroryzm una istituzione del Governo polacco

http://www.antyterroryzm.gov.pl/eng/anti-terrorism/foreign-cooperation/the-european-union/677,The-European-Union.html

http://www.antyterroryzm.gov.pl/eng/anti-terrorist-protect/620,INTERMINISTERIAL-TEAM-FOR-TERRORIST-THREATS.html

http://www.antyterroryzm.gov.pl/eng/anti-terrorist-protect/621,COUNTER-TERRORIST-CENTRE-CTC.html

http://www.antyterroryzm.gov.pl/eng/anti-terrorist-protect/645,PERMANENT-GROUP-OF-EXPERTS.html

http://www.antyterroryzm.gov.pl/eng/anti-terrorism/institutions-and-servi/the-government-centre/662,dok.html

 

Mappa con gli attacchi terroristici nel 2017:

https://storymaps.esri.com/stories/terrorist-attacks/?year=2017

Aggiornamento:

Le commissioni parlamentari stanno lavorando a nuove strategie per impedire il finanziamento delle azioni e organizzazioni terroristiche. Per prevenire gli attacchi e bloccare il flusso di fondi bisogna combattere il riciclaggio mondiale di denaro e la criminalità organizzata, dicono gli eurodeputati.

I territori ancora nelle mani dell’ISIS forniscono ai terroristi risorse naturali come il petrolio.

Il denaro per finanziare guerra e terrorismo non viene solo dall’interno, ma da fonti diverse di finanziamento internazionale, attraverso attività di crimine organizzato. Secondo lo studio ‘The financing of the ‘Islamic State’ in Iraq and Syria (ISIS)’ richiesto dalla Commissione Sicurezza e difesa l’amministrazione delle risorse esterne avviene in maniera centralizzata. Quindi deve essere congiunto e internazionale lo sforzo per impedire la circolazione di questi finanziamenti.

Link:

60buoneragioni.pdf — PDF document, 1,015 kB (1,039,878 bytes)

Pubblicato il volume: 60 buone ragioni per cui abbiamo bisogno dell’Unione europea

60 buone ragioni

60 buone ragioni

In coincidenza con le celebrazioni dei 60 anni dei trattati di Roma è stato pubblicato il volume: 60 buone ragioni per cui abbiamo bisogno dell’Unione europea.

Le 60 buone ragioni vanno dai 70 anni di pace che l’Unione ha garantito ai cittadini europei, alla regolamentazione degli scambi commerciali, all’unificazione della moneta, alla maggiore stabilità dei mercati, alla libertà di circolazione e ai tanti altri privilegi che sono diventati parte della nostra vita quotidiana e che spesso dimentichiamo.

Un volume per ricordare le 60 buone ragioni per cui amiamo essere europei.

Scarica il volume

L’Accordo di Parigi senza gli USA: così reagisce l’Europa

L'Accordo di Parigi dopo Trump

L'Accordo di Parigi dopo Trump

“In order to fulfill my solemn duty to protect America and its citizens, the United States will withdraw from the Paris Climate Accord” – così il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato il 1o giugno che il suo Paese non desidera più partecipare all’Accordo di Parigi. Gli Stati Uniti sono il secondo Paese del mondo per quanto riguarda l’emissione di gas serra.

L’Unione europea reagisce in modo costernato e molti vertici delle istituzioni europee esprimono chiaramente il loro disaccordo con la decisione del presidente statunitense. Il presidente della Commissione Jean-Claude Juncker ad esempio afferma: “Sono un trans-atlanticista. Ma se il presidente americano dice che vuole ritirarsi dall’Accordo di Parigi, è dovere dell’Europa di dire: così non funziona.”

Il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, dopo il vertice UE-Cina, ha una posizione simile: “Siamo convinti che la decisione di lasciare l’Accordo di Parigi è un grande errore. Ma la lotta contro il cambiamento climatico, e tutta la ricerca, innovazione e il progresso tecnologico che porterà, continuerà, con o senza gli USA.” Infatti, sia l’UE che la Cina (il Paese con la più grande emissione di gas serra nel mondo) ritengono importante la continuazione dell’Accordo di Parigi, vedendolo tutte e due non solo come un modo per salvare l’ambiente, ma anche per rafforzare le proprie economie.

Anche per il Commissario per l'azione per il clima e l'energia, Miguel Arias Cañete, il ritiro americano non significa la fine dell’Accordo. Secondo lui “il mondo può continuare a contare sull’Europa per una leadership globale nella lotta contro il cambiamento climatico. L’Europa sarà il leader con politiche ambiziose e sostegno continuo per i poveri e vulnerabili. L’UE rafforzerà le cooperazioni esistenti, tra cui naturalmente anche quelle con tante imprese e comunità americane. Vediamo l’accordo di Parigi come l’irreversibile motore di crescita per le nostre economie e la chiave per proteggere il nostro pianeta.”

Una reazione simile viene anche da Antonio Tajani, presidente del Parlamento europeo. Infatti, al momento il Parlamento sta lavorando su tre misure legislative per l’implementazione dell’Accordo di Parigi.

Ma perché l’Accordo di Parigi è così importante?
Alla conferenza di Parigi (COP21) del dicembre 2015, il primo accordo globale sul clima legalmente vincolante è stato adottato da 195 Paesi. L’ambizione principale è la limitazione dell’aumento della temperatura globale a 2 gradi fino al 2100. Inoltre è stato deciso di aiutare i Paesi in via di sviluppo ad adattarsi al cambiamento climatico. L’idea è che un’economia più ecologica non impedisce lo sviluppo, ma porta con sé nuove possibilità per esso.

Per quanto riguarda le misure a medio termine, l’Unione europea vuole raggiungere questi traguardi ambiziosi entro il 2030 (“Quadro per il clima e l’energia 2030”):

  • Almeno meno 40% di emissioni di gas serra (rispetto a 1990)
  • Almeno 27% di energia rinnovabile
  • Almeno un aumento del 27% dell’efficienza energetica

 

Secondo una statistica della Commissione, per il 91 % della popolazione dell’UE il cambiamento climatico è un problema serio. Si vedrà solo nel futuro se gli USA veramente usciranno dall’Accordo di Parigi a lungo termine, e se le ambizioni globali saranno raggiungibili anche senza di loro. Però è un segnale positivo che altri Paesi, come la Cina, non usino il ritiro americano dall’accordo come una scusa per imitarli, ma che continuino a vedere l’Accordo anche come una possibilità per rinforzare le proprie economie.

 

 

Aggiornamento:

La COP 23 o conferenza delle parti della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC) si tiene da 6 al 17 novembre 2017 a Bonn. La prima settimana prevede riunioni tecniche, la seconda invece eventi ad alto livello e il segmento ministeriale ad alto livello. Vi parteciperanno rappresentanti dell'UE.

La Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici è il prossimo passo per rendere effettivo l’Accordo di Parigi e accelerare la trasformazione verso uno sviluppo sostenibile, forte e sicuro per il clima.

COP23 è anche un ottimo esempio di cooperazione e collaborazione tra le nazioni che accoglieranno la sfida del cambiamento climatico globale. Questo incontro è fondamentale.

 

Sito ufficiale per tutti gli aggiornamenti:

Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici (timeline):

 

 

Link di approfondimento

Reazioni europee

http://www.consilium.europa.eu/en/press/press-releases/2017/06/02-tusk-remarks-eu-china-summit/

https://www.facebook.com/JunckerEU/videos/10154723142488129/

https://ec.europa.eu/clima/news/statement-eu-climate-action-and-energy-commissioner-miguel-arias-ca%C3%B1ete-us-announcement_en

https://ec.europa.eu/clima/news/eu-and-79-african-caribbean-pacific-countries-press-ahead-paris-implementation-call-global_en

http://www.europarl.europa.eu/news/it/press-room/20170601IPR76521/ep-president-tajani-the-paris-agreement-is-alive-and-we-will-take-it-forward

http://www.europarl.europa.eu/news/en/press-room/20170530IPR76312/meps-back-national-carbon-cuts-under-paris-agreement

 

Accordo di Parigi e l’UE

https://ec.europa.eu/clima/policies/international/negotiations/paris_en

https://ec.europa.eu/commission/priorities/energy-union-and-climate/climate-action-decarbonising-economy/cop21-un-climate-change-conference-paris_it

http://ec.europa.eu/eurostat/news/themes-in-the-spotlight/cop21

https://ec.europa.eu/clima/policies/strategies/2030_en#tab-0-0

https://ec.europa.eu/commission/sites/beta-political/files/2-years-on-energy-union_en_0.pdf

https://ec.europa.eu/clima/citizens/support_en

http://www4.unfccc.int/ndcregistry/PublishedDocuments/European%20Union%20First/LV-03-06-EU%20INDC.pdf

 

Testo completo del Trattato

http://unfccc.int/files/home/application/pdf/paris_agreement.pdf

 

Ritiro degli USA

https://www.whitehouse.gov/the-press-office/2017/06/01/statement-president-trump-paris-climate-accord

 

Nationally Determined Contributions – USA

http://www4.unfccc.int/ndcregistry/PublishedDocuments/United%20States%20of%20America%20First/U.S.A.%20First%20NDC%20Submission.pdf

 

Posizione cinese

https://euobserver.com/eu-china/138111

http://www.fmprc.gov.cn/mfa_eng/xwfw_665399/s2510_665401/t1467100.shtml

 

Maggiori inquinatori (Paesi)

https://www.theguardian.com/environment/2011/apr/21/countries-responsible-climate-change

http://www.worldatlas.com/articles/biggest-contributors-to-global-warming-in-the-world.html

 

Conferenza del TMC Asser Institute su: The Role of the European Union in the adoption and implementation of the Paris Agreement

http://www.asser.nl/education-events/events/?id=2975

Addio roaming! Cosa si deve sapere

addio roaming

addio roaming

Da giovedì 15 giugno telefonare, mandare SMS e usare internet all’interno dell’UE costa lo stesso come nel Paese di residenza. Questo vale per tutti i 28 Paesi membri e anche per l’Islanda, il Liechtenstein e la Norvegia. Il traffico viene contabilizzato come nazionale. La regola generale è che il periodo di utilizzo della rete nel Paese di residenza deve essere maggiore del periodo di utilizzo della rete nel Paese ospite. Se l’uso del cellulare nel Paese ospite supera i quattro mesi, l’operatore potrebbe applicare un leggero sovrapprezzo (per il periodo successivo al ricevimento dell’avviso da parte dell’operatore telefonico). La fine del costo di roaming riguarda l’uso del cellulare IN un Paese estero, non le chiamate o SMS VERSO un Paese diverso dal proprio.

Secondo il vicepresidente della Commissione europea responsabile per il mercato unico digitale, Andrus Ansip, “le esorbitanti tariffe di roaming [rappresentavano] un’anomalia in un continente in cui le persone circolano liberamente tra i vari paesi. Grazie alla fine delle tariffe di roaming per i viaggiatori avremo un mercato unico digitale molto più dinamico.”


Tutte le informazioni dettagliate:

http://europa.eu/youreurope/citizens/consumers/telecoms-internet/mobile-roaming-costs/faq/index_it.htm

https://ec.europa.eu/digital-single-market/en/faq/frequently-asked-questions-roam-home

 

Approfondimento:

https://ec.europa.eu/digital-single-market/en/roaming

http://ec.europa.eu/italy/20160922_roaming_it

http://ec.europa.eu/italy/news/20170406_tariffe_roaming_it

http://www.lastampa.it/2017/06/12/economia/roaming-addio-dal-giugno-smartphone-liberi-allinterno-dellue-Ux2hYG6eqbc2ebkN5bwwTK/pagina.html

 

Dettagli degli operatori italiani:

http://www.repubblica.it/economia/2017/06/05/news/fine_del_roaming_dal_15_giugno_le_mosse_degli_operatori_mobili-166991337/

2017_Academic_Staff.pdf — PDF document, 5,463 kB (5,594,383 bytes)

Modernisation of Higher Education in Europe: Academic Staff – 2017. Nuova pubblicazione da Eurydice

Modernisation of Higher Education in Europe: Academic Staff - 2017

Modernisation of Higher Education in Europe: Academic Staff - 2017

Eurydice, network della Education, Audiovisual and Culture Executive Agency (EACEA) agenzia della Commissione europea, ha appena pubblicato il volume: Modernisation of Higher Education in Europe: Academic Staff – 2017.

Il volume esplora la situazione corrente degli accademici all’interno dei mutamenti che interessano il settore della formazione universitaria in Europa. Si occupa delle qualifiche richieste per entrare a far parte del corpo docente, del processo di reclutamento, delle condizioni di impiego e di lavoro in università, dell’impatto del processo di assicurazione di qualità e delle strategie più seguite per l’internazionalizzazione degli atenei. Contiene anche diagrammi nazionali che mostrano le caratteristiche chiave dei diversi corpi accademici.

“Rendiamo la cooperazione di difesa la norma, non l’eccezione”

cooperazione di difesa

cooperazione di difesa

Due terzi della popolazione europea desidera un maggiore impegno dell’Unione europea nel settore della sicurezza e difesa comune – fra gli italiani, sono addirittura quasi l’80%. In tempi in cui l’Europa deve affrontare minacce di diverse origini (terrorismo internazionale, guerre civili in Nord Africa e Medio Oriente, cyber-attacchi), ma anche cambiamenti nell’atteggiamento dei partner tradizionali (gli Stati Uniti dopo l’elezione di Trump), c’è bisogno di rafforzare la cooperazione tra gli Stati membri dell’Unione nell’area della difesa – anche se questa è da sempre una delle materie di cooperazione più complicate. Nonostante varie riforme nella storia dell’UE, la cooperazione nella difesa è finora rimasta di competenza dei singoli Stati membri.

Il 9 giugno ha avuto luogo a Praga una conferenza ad alto livello sulla difesa e la sicurezza. Per il Presidente della Commissione Jean-Claude Juncker “è il momento di fare di più”, perché “la protezione dell’Europa non può più essere affidata all’esterno, la sicurezza vera inizia dall’interno”. Per questo, la Commissione ha stabilito il 7 giugno il Fondo europeo per la difesa, per aumentare l’efficienza delle spese in quest’area. Il fondo sosterrà la ricerca militare e l’industria di difesa europea con 5,5 miliardi di euro all’anno. Secondo Juncker, la collaborazione con la Nato rimane lo strumento più importante per la sicurezza del continente, però dovrebbe anche essere possibile che i Paesi europei agiscano in modo autonomo.

Anche l’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Federica Mogherini, ribadisce l’importanza di una migliore cooperazione di difesa. “Oggi osiamo fare le cose in modo diverso da quanto si è fatto nel passato. Stiamo rendendo la cooperazione di difesa la norma, non l’eccezione. Sono convinta che, passo dopo passo, stiamo finalmente procedendo verso un’Unione europea della sicurezza e della difesa.”

Inoltre, l’8 giugno il Consiglio ha istituito una capacità militare di pianificazione e condotta (MPCC), che “rappresenta una decisione operativa estremamente importante per rafforzare la difesa europea. Contribuirà a rendere più efficaci le missioni europee senza compiti esecutivi e a migliorare la formazione dei soldati dei Paesi partner, al fine di garantire pace e sicurezza. È un lavoro importante non solo per i nostri partner, ma anche per la sicurezza dell’Unione europea”, ha detto Mogherini. L’MPCC agirà sotto il controllo politico del comitato politico e di sicurezza (CPS) formato dagli ambasciatori degli Stati membri, con sede a Bruxelles, e migliora così le strutture dell'UE per la gestione delle crisi. Le missioni attuali sotto il nuovo comando sono “EUTM Somalia”, “EUTM République Centrale Africaine” e “EUTM Mali”.

Alla fine, la cooperazione nella difesa non attiene soltanto alla distribuzione di competenze politiche, ma è anche una questione finanziariamente rilevante – i costi annuali della mancanza di cooperazione tra gli Stati dell’UE nel settore della difesa e della sicurezza sono stimati in 25 a 100 miliardi di euro.

 

Commissione

http://ec.europa.eu/italy/news/20170607_Commissione_sicurezza_e_difesa_it

http://ec.europa.eu/italy/news/20170609_conferenza_praga_difesa_it

http://ec.europa.eu/italy/news/20170524_dibattito_futuro_difesa_europea_it

http://europa.eu/rapid/press-release_IP-17-1516_it.htm

http://europa.eu/rapid/press-release_IP-17-1508_it.htm

https://ec.europa.eu/commission/sites/beta-political/files/defending-europe-factsheet_en_1.pdf

http://ec.europa.eu/italy/news/radio/22minuti_20170609_it

https://ec.europa.eu/commission/publications/reflection-paper-future-european-defence_it

https://ec.europa.eu/commission/sites/beta-political/files/reflection-paper-defence_en.pdf

 

Consiglio

http://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2017/06/08-military-mpcc-planning-conduct-capability/

http://www.consilium.europa.eu/en/policies/defence-security/#47244660222

http://data.consilium.europa.eu/doc/document/ST-9178-2017-INIT/it/pdf

 

European External Action Service (EEAS)

https://eeas.europa.eu/sites/eeas/files/mpcc_factsheet.pdf

https://eeas.europa.eu/headquarters/headquarters-homepage/27821/mogherini-defence-cooperation-becomes-norm_en

https://eeas.europa.eu/headquarters/headquarters-homepage/27942/action-defence-shows-eu-can-be-united-and-deliver-says-mogherini_en

https://eeas.europa.eu/sites/eeas/files/eugs_implementation_plan_st14392.en16_0.pdf

 

Parlamento europeo

http://www.europarl.europa.eu/news/it/headlines/security/20170602STO76617/la-difesa-nell-ue-il-parlamento-a-favore-di-una-maggiore-cooperazione

http://www.europarl.europa.eu/news/it/headlines/security/20170310STO66196/infografica-rafforzare-la-difesa-ue-facendo-sistema

http://www.europarl.europa.eu/news/it/headlines/world/20161118STO51800/sicurezza-europea-rispondere-alle-sfide-globali-con-una-maggiore-cooperazione

http://www.europarl.europa.eu/RegData/etudes/BRIE/2016/586583/EPRS_BRI%282016%29586583_EN.pdf

https://www.europarltv.europa.eu/it/programme/others/has-the-eu-armys-time-come

 

Altro

http://www.ansa.it/europa/notizie/rubriche/altrenews/2017/06/09/juncker-nato-non-sia-alibi-investire-di-piu-in-difesa-ue_9dd229e5-98b9-4793-9f7f-87bfb83528a2.html

http://europa.eu/european-union/topics/foreign-security-policy_it

http://europa.eu/european-union/about-eu/agencies/eda_it

Diventa EU Aid Volunteer - offerte di volontariato all'estero

EU Aid Volunteers

EU Aid Volunteers

Grazie all’iniziativa di volontariato internazionale EU Aid Volunteers promossa e finanziata dalla Direzione generale per gli aiuti umanitari e la protezione civile dell’Unione Europea (ECHO), puoi candidarti come volontario per un’esperienza unica nel settore degli aiuti umanitari in diversi paesi tra cui Africa, America Latina, Medio Oriente e Asia.

L’iniziativa è aperta a tutti i cittadini europei e cittadini di paesi terzi che abbiano lo status di residenti di lungo periodo che abbiano compiuto 18 anni, con due diversi profili:

  • junior, volontari che vogliono aumentare le proprie competenze e la loro esperienza professionale ed umana;
  • senior, volontari professionisti che hanno già avuto un’esperienza di almeno 5 anni in ambito umanitario.

 

http://www.euvolunteerportal.org/it/blog/eu-aid-volunteers-parti-unesperienza-unica/

Riunione della Rete nazionale dei CDE e degli EuropeDirect italiani a Venezia presso l’Università Ca’ Foscari il 22 e 23 giugno 2017

Venezia

Venezia

La rete nazionale dei CDE e degli EuropeDirect italiani si riunisce a Venezia il 22 e 23 giugno 2017, presso l’Università Ca’ Foscari.

I temi oggetto di discussione concernono le questioni della sicurezza e della migrazione, illustrate ai partecipanti da Florin Nita, DG Migration and Home Affairs - Task Force Security Union, da Nicolò Gasparini, EEAS, e da Marc Arno Hartwig, DG Home – Migration Support Team.

Saranno inoltre presentati il nuovo sito dello "EU Bookshop" e il Blog "Insieme siamo Europa".

Nella riunione riservata ai soli CDE si discuterà di La terza missione dell’università come fattore di coesione sociale. Casi ed esperienze da musei e biblioteche.

Il CDE UniMc sarà presente all’iniziativa.

Programma dell’iniziativa

Factsheet-EU support for Italy_en.pdf — PDF document, 1,077 kB (1,103,784 bytes)

1,2 miliardi di euro dal fondo UE per la ricostruzione del Centro Italia terremotato

Fondo di solidarietà dell'UE

Fondo di solidarietà dell'UE

La Commissione europea ha proposto un investimento di ulteriori 1,2 miliardi di euro dal Fondo di solidarietà dell’UE per aiutare le regioni colpite dai terremoti del 2016 e del 2017, Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria. 30 milioni di euro erano già stati assegnati a dicembre.

Il Presidente della Commissione Juncker ha detto che "non abbiamo dimenticato. Per la loro resilienza, il loro saldo coraggio e la loro determinazione ad andare avanti, il popolo italiano merita tutta la nostra ammirazione. Avevamo promesso di non lasciare l'Italia sola ad affrontare questa tragedia [...]. L'UE sosterrà la ricostruzione delle quattro regioni colpite e contribuirà a finanziare il restauro della Basilica di San Benedetto a Norcia. Lavoriamo mano nella mano con il governo e le autorità locali, in modo che gli abitanti di queste regioni siano in grado di voltare pagina riguardo a questo capitolo doloroso e di costruire un nuovo futuro.” Anche Corina Crețu, Commissaria per la politica regionale, ribadisce che "l’UE sarà con l’Italia, in ogni passo del cammino.“

I fondi aiuteranno la ricostruzione e serviranno a rigenerare l’economia, ma possono anche essere utilizzati per coprire i costi dei servizi di emergenza, degli alloggiamenti provvisori, dello sgombero e della protezione dei siti del patrimonio culturale.

L’Italia è stata il maggior fruitore del Fondo di solidarietà sin dalla sua istituzione, ottenendo più di 1,3 miliardi di euro dal 2003, includendo questa nuova proposta, saranno più di 2,5 miliardi i finanziamenti ricevuti dal Fondo.

 

http://europa.eu/rapid/press-release_IP-17-1665_en.htm

Factsheet EU support for Italy

Fondo di solidarietà dell'UE

http://europa.eu/rapid/press-release_IP-16-4095_en.htm

Tutti gli interventi realizzati dal Fondo di solidarietà

30 anni di Erasmus – un programma di successo

30 anni di Erasmus

30 anni di Erasmus

L’Unione Europea festeggia i 30 anni del programma Erasmus. Il culmine dei festeggiamenti si è avuto il 13 giugno con una cerimonia al Parlamento europeo a Strasburgo, dove il Presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker ha ribadito che “ogni euro che investiamo in Erasmus+ è un investimento nel futuro – il futuro di una giovane persona e della nostra idea europea.”

In occasione dell’anniversario, la Commissione lancia una nuova app, creata per facilitare l’esperienza Erasmus.Il triplice scopo dell’app è di aiutare gli “Erasmiani” con gli adempimenti amministrativi prima, durante e dopo il soggiorno, di condividere consigli per quanto riguarda le destinazioni, e di migliorare le loro capacità linguistiche.

Dal 1987, 9 milioni di persone hanno approfittato del programma. Nel primo anno hanno partecipato 11 Paesi e 3.200 studenti, mentre oggi sono 33 i Paesi partecipanti l’UE-28 più la Turchia, la Repubblica di Macedonia, la Norvegia, l’Islanda e il Liechtenstein – e sono più di 650.000 le persone che ogni anno trascorrono un soggiorno Erasmus+ in un altro Paese partecipante. Il programma non si limita più agli studenti, è anche possibile fare tirocinio o volontariato Erasmus, e si può addirittura usufruire del programma per soggiorni fuori dall’Europa.

Un soggiorno Erasmus non è soltanto un’esperienza accademica, ma significa anche un rafforzamento di abilità personali come l’adattamento ad un ambiente nuovo e una maggiore autonomia, qualità che sono sempre più richieste dal mercato del lavoro. Vivere in un altro Paese e conoscere giovani di tutta Europa (e del mondo) significa spesso anche cambiare il proprio atteggiamento verso l’Europa. Come ha constatato Jean-Claude Juncker nel suo discorso: “l'Erasmus è una buona risposta alla stupidità di egoismi nazionali e all’isolazionismo.”

I Paesi più “popolari”, quindi con il maggior numero di studenti in entrata (dati del 2015), sono la Spagna (42.500), la Germania (32.900) e il Regno Unito (30.100), mentre i Paesi con il maggior numero di studenti in uscita sono la Francia (40.000), la Germania (39.700) e la Spagna (36.800). L’Italia ha il quarto posto in tutte e due le categorie (31.100 partenze e 21.600 arrivi).

La destinazione nettamente più popolare per gli studenti italiani è la Spagna, e gli spagnoli sono il più numeroso gruppo di studenti Erasmus in Italia.

 

Anche per quanto riguarda l’Università di Macerata (dati per gli anni accademici da 2007-08 a 2016-17), il gruppo più numeroso di studenti Erasmus in entrata è rappresentato dagli spagnoli – sono stati esattamente 400, quindi un terzo di tutti gli studenti Erasmus. Al secondo posto seguono gli studenti polacchi (276) e al terzo posto i francesi (139), al quarto i tedeschi (93) e al quinto gli studenti dalla Turchia (84). Il numero totale di studenti Erasmus ospitati dall’Università di Macerata nel periodo 2007-2017 è pari a 1.211.

Il numero degli studenti dell’Università di Macerata partiti per un soggiorno Erasmus nello stesso periodo è più alto: 2.049 studenti maceratesi sono andati all’estero. La destinazione preferita è stata la Spagna (827 studenti – più del 40%). Seguono a distanza la Francia (271), la Germania (241), il Belgio (150) e la Polonia (118).

I dati UniMC sono gentilmente stati messi a disposizione dall’Ufficio Rapporti Internazionali dell’Università di Macerata.

Statistica Erasmus UniMC

Paesi di origine

Paesi di destinazione

 

 

Commissione europea

https://ec.europa.eu/commission/news/30-years-erasmus-programme_en

http://europa.eu/rapid/press-release_IP-17-1574_en.htm

http://europa.eu/rapid/press-release_MEMO-17-83_en.htm

http://europa.eu/rapid/press-release_SPEECH-17-1624_fr.htm

http://europa.eu/rapid/press-release_IP-17-82_en.htm

 

Il programma Erasmus

https://ec.europa.eu/programmes/erasmus-plus/anniversary_en?pk_campaign=erasmus_30&pk_kwd=image_button_cta

https://ec.europa.eu/programmes/erasmus-plus/node_en

http://www.erasmusplus.it/wp-content/uploads/2015/01/erasmus-plus-programme-guide_en_v2_20gen2017.pdf

http://www.erasmusplus.it/erasmusplus/erasmus/

 

Parlamento europeo

http://www.europarl.europa.eu/news/it/headlines/society/20170612STO77246/il-parlamento-celebra-i-trent-anni-dell-erasmus

 

Statistiche Erasmus

https://ec.europa.eu/programmes/erasmus-plus/sites/erasmusplus/files/erasmus-plus-annual-report-2015-annex-1_en.pdf

 

Eventi 30 anni di Erasmus

https://ec.europa.eu/programmes/erasmus-plus/anniversary/events_it?country=All

 

La nuova app “Erasmus+”

http://www.erasmusplus.it/erasmus30-nuova-app/

https://play.google.com/store/apps/details?id=com.euf.project.erasmus

https://itunes.apple.com/us/app/erasmus/id1234624026?mt=8

22-23-euco-final-conclusions(1).pdf — PDF document, 57 kB (58,999 bytes)

Migrazione verso l'Europa: cosa dovrebbe fare l'Unione Europea?

Migrazione verso l'Europa

Migrazione verso l'Europa

Nel 2016 362.753 persone sono arrivate nell'Unione europea attraversando il Mediterraneo. Di queste, 5022 sono morte o disperse. Il numero dei richiedenti asilo solo nell’UE tra il 2015 e 2016 ammonta a 2,5 milioni. È quindi ovvio che la migrazione è uno dei temi più urgenti dell’Unione Europea ed è una delle principali preoccupazioni dei cittadini europei.

Il 20 giugno è stata la giornata mondiale dei rifugiati, il giorno dopo si è tenuta una conferenza al Parlamento europeo a Bruxelles per discutere della gestione dei flussi migratori. L’evento ha riunito oltre 700 partecipanti che si occupano di migrazione a tutti i livelli, hanno partecipato anche Jean-Claude Juncker e Federica Mogherini.

Per il Presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani il diritto di asilo fa parte dei valori fondanti dell’Unione Europea, però va contrastata l’immigrazione illegale ed è importante fermare i trafficanti di esseri umani. Secondo il suo parere l’attuale sistema di ripartizione degli oneri ha fallito; infatti i numeri di rifugiati sono diversissimi tra gli Stati membri, come mostra questa infografica interattiva. Per questo, il Parlamento lavora su una riforma del sistema di asilo per ridistribuire i richiedenti asilo e per rendere omogenei i criteri per ottenere l’asilo.

Per varie cause c’è un’alta probabilità che i flussi migratori verso l’Europa aumentino nei prossimi anni – povertà, carestia, desertificazione causata dal cambio climatico, crescita demografica, terrorismo o instabilità ne sono alcune. È quindi importante non soltanto rafforzare il controllo delle frontiere esterne, ma anche andare alla radice del problema, cioè sostenere lo sviluppo dell’Africa, come ribadisce Antonio Tajani: “E’ nostro interesse vitale costruire un nuovo partenariato con l’Africa che guardi alle sfide, ma anche alle grandi opportunità di crescita di questo continente. Mai come oggi interessi Africani ed Europei sono legati. Siamo amici, condividiamo lingue e cultura. Dobbiamo lavorare da pari a pari, dobbiamo partire da una robusta Diplomazia Economica, Culturale, Accademica.” Tajani chiede inoltre accordi di rimpatrio più efficaci, centri di accoglienza a Sud del Sahara per garantire sicurezza, sostentamento e informazione a coloro che vorrebbero venire in Europa.

Nella stessa settimana, il 22 e il 23 giugno, si sono riuniti anche i leaders degli Stati membri per la riunione del Consiglio europeo. Anche in questo consesso la migrazione è stato uno dei temi principali. Per migliorare la situazione attuale, i leader hanno stabilito tra l’altro di voler fermare i trafficanti, di riformare il Sistema europeo comune di asilo, di formulare una lista UE di Paesi terzi sicuri, di rinforzare la guardia costiera libica e di migliorare la cooperazione con i Paesi di origine e di transito, anche attraverso “accordi pragmatici” (tra l’altro facilitando il ricevimento di visti UE). Un modello da utilizzare potrebbe essere la dichiarazione UE-Turchia, a seguito della quale il numero degli arrivi attraverso il confine turco è crollato del 97%. Inoltre i leaders sono d’accordo che c’è bisogno di controlli più efficaci alle frontiere esterne a causa della sospensione dei controlli alle frontiere interne. I costi generati dai controlli all’interno dell’area Schengen sono stimati in miliardi, ed andrebbero ad aggiungersi al danno simbolico all’idea di Europa.

 

Vista la situazione aggravatasi nelle ultime settimane soprattutto per l'Italia, il 4 luglio la Commissione europea ha proposto un piano d'azione per sostenere il Paese.

Aggiornamento:

Il 15 novembre 2017 la Commissione Europea e l’Alto Rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza hanno discusso riguardo al lavoro ancora necessario per consolidare i progressi in materia di migrazione, raggiunti grazie all’Agenda Europea sulla Migrazione (European Agenda on Migration).

Guardando al futuro, la Commissione e l’Alto Rappresentante richiedono un’azione concertata dell’Unione Europea; così da poter migliorare la gestione del problema dei migranti con l’aiuto degli Stati membri.

Link:

https://ec.europa.eu/commission/news/european-agenda-migration-consolidating-progress-made-2017-nov-15_it

Aggiornamento:

  • NECESSARIO UN APPROCCIO GLOBALE PER STABILIRE L’ETÀ DEI MINORI NON ACCOMPAGNATI

Manca un approccio armonizzato circa le tecniche da utilizzare per individuare l’età dei minori migranti, che ha inevitabili conseguenze negative sull’assistenza.

La fase dell’identificazione dei minori non accompagnati è particolarmente delicata ed è indispensabile che gli Stati applichino gli standard internazionali ed europei a tutela dei minori.

Nel rapporto del 31 ottobre redatto dalla Commissione migrazioni, rifugiati e sfollati dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa su “Child-friendly age assessment for unaccompanied migrant children”, sono valutate le diverse prassi seguite  per accertare l’età dei minori, con una varietà di metodi che impedisce un’azione armonizzata.

Link del Rapporto 31 ottobre:

http://www.marinacastellaneta.it/blog/necessario-un-approccio-globale-per-stabilire-leta-dei-minori-non-accompagnati.html/minori-3

Per saperne di più:

http://www.marinacastellaneta.it/blog/necessario-un-approccio-globale-per-stabilire-leta-dei-minori-non-accompagnati.html

http://www.marinacastellaneta.it/blog/minori-non-accompagnati-la-commissione-alla-ricerca-di-una-maggiore-protezione.html

http://www.marinacastellaneta.it/blog/minore-straniero-non-accompagnato-con-rappresentanza-legale-immediata-la-cassazione-precisa-le-regole-di-competenza.html

 

  • ACCORDI ITALO-LIBICI

 

 

Giornata mondiale del rifugiato (20 giugno)

https://ec.europa.eu/home-affairs/news/joint-statement-world-refugee-day-2017_en

http://www.un.org/en/events/refugeeday/

http://www.europarl.europa.eu/news/it/headlines/society/20160616STO32440/infografica-la-giornata-mondiale-del-rifugiato

 

Arrivi attraverso il Mediterraneo

http://data2.unhcr.org/en/situations/mediterranean

Dead and missing by sea (UNHCR)

 

Parlamento europeo

http://www.europarl.europa.eu/the-president/it/sala-stampa/discorso-di-apertura-dell%E2%80%99evento-di-alto-livello-sul-governo-dei-flussi-migratori-27

https://www.europarltv.europa.eu/en/programme/eu-affairs/managing-migration-flows

http://www.europarl.europa.eu/news/it/headlines/priorities/20150831TST91035/20170224STO63944/un-migliore-sistema-comune-per-l-asilo

http://www.europarl.europa.eu/RegData/etudes/BRIE/2016/586639/EPRS_BRI(2016)586639_EN.pdf

https://www.europarltv.europa.eu/it/programme/others/seeking-asylum-in-the-eu

http://www.europarl.europa.eu/news/it/headlines/eu-affairs/20170505STO73515/eurobarometro-gli-europei-chiedono-piu-interventi-dell-ue-sull-immigrazione

https://www.europarltv.europa.eu/it/programme/economy/common-goals-migration

https://epthinktank.eu/2016/01/20/unaccompanied-migrant-children-in-the-eu/

 

Conclusioni del Consiglio europeo (22-23 giugno)

 

Commissione europea

http://europa.eu/rapid/press-release_IP-17-1587_en.htm

https://ec.europa.eu/commission/priorities/migration_it

https://ec.europa.eu/commission/sites/beta-political/files/2-years-on-migration_en.pdf

https://ec.europa.eu/home-affairs/what-we-do/policies/european-agenda-migration_en

 

Vertice di Malta – dichiarazione

https://ec.europa.eu/commission/sites/beta-political/files/malta-migration-summit_feb2017.pdf

 

Dichiarazione UE-Turchia

http://europa.eu/rapid/press-release_IP-17-1595_en.htm

https://ec.europa.eu/home-affairs/sites/homeaffairs/files/what-we-do/policies/european-agenda-migration/background-information/eu_turkey_statement_17032017_en.pdf

 

Frontex

http://frontex.europa.eu/assets/Publications/Risk_Analysis/Annual_Risk_Analysis_2017.pdf

http://frontex.europa.eu/trends-and-routes/migratory-routes-map/

 

Costi dei controlli intra-Schengen

https://eu-ems.com/event_images/Downloads/Stijn%20Hoorens_RAND_ESharpLive2017_Forum%20Europe.pdf

 

Action Plan to support Italy

http://europa.eu/rapid/press-release_IP-17-1882_en.htm

file dead and missing at sea.pdf — PDF document, 288 kB (294,981 bytes)

17 04 27 DROIPEN 16 Rev 1 (PIF).doc — Microsoft Word Document, 155 kB (159,232 bytes)

17 04 27 DROIPEN 16 Rev 1 (PIF).pdf — PDF document, 333 kB (341,436 bytes)

“Un passo storico”: l’armonizzazione del diritto penale riguardante le frodi al bilancio UE

Direttiva PIF

Direttiva PIF

Il 25 aprile 2017 il Consiglio ha approvato la cosiddetta “direttiva PIF” (“Protection des Intérêts Financiers”) che riguarda la tutela degli interessi finanziari dell'UE. È considerata un passo storico per l'UE, dato che rappresenta il primo atto di armonizzazione del diritto penale in Europa riguardante i reati contro il bilancio dell'UE. Da ultimo, il 5 luglio 2017 la direttiva è stata approvata anche da parte del Parlamento europeo, e se ne attende ora la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Questa direttiva, da una parte, renderà possibile perseguire e sanzionare in modo più efficiente questi reati, dall’altra faciliterà il recupero dei fondi UE che sono stati utilizzati illecitamente. La direttiva, che farà parte del diritto che dovrà applicare la futura Procura europea (EPPO), ha lo scopo di migliorare le indagini e le azioni penali garantendo pari condizioni in tutta l'UE mediante norme minime sui termini di prescrizione delle indagini, sulle azioni giuridiche e le sanzioni, incluse le pene detentive per i casi più gravi.

La direttiva prevede definizioni comuni per una serie di reati contro il bilancio dell'UE, tra cui le frodi e alcuni delitti collegati come la corruzione attiva e passiva, l'appropriazione indebita di fondi e il riciclaggio di denaro. La direttiva sarà anche applicata nei casi gravi di frode sull’IVA transfrontaliera, che si realizzano quando sia superata la soglia di 10 milioni di euro.

Il ministro maltese della giustizia, Owen Bonnici (Malta ha assunto la presidenza del Consiglio nel primo semestre del 2017), ha detto: "La tutela del bilancio dell'UE è fondamentale per garantire che il denaro dei contribuenti europei sia utilizzato nel modo più efficace ed efficiente. Disporre di definizioni, norme e sanzioni minime comuni rappresenta un passo in avanti per combattere la frode in tutta l'UE. Questa direttiva costituirà uno strumento importante per la nuova Procura europea".

Dopo la sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, gli Stati membri dell’UE sono tenuti ad attuare la direttiva a livello nazionale entro 24 mesi.

Non partecipano alla direttiva la Danimarca e il Regno Unito, e quindi non sono vincolati da essa.

 

Approfondimento

Posizione del Consiglio relativamente alla lotta contro la frode

http://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2017/04/25-new-rules-to-protect-eu-finances/

http://www.giurisprudenzapenale.com/2017/07/06/lotta-la-frode-lede-gli-interessi-finanziari-dellunione-parlamento-europeo-approva-la-direttiva-pif/

http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?type=REPORT&reference=A8-2017-0230&format=XML&language=IT#title1

http://data.consilium.europa.eu/doc/document/ST-6182-2017-ADD-1/it/pdf

http://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/HTML/?uri=CELEX:52012PC0363&from=IT

http://www.questionegiustizia.it/articolo/indagini-penali-e-diritto-ue-nelle-frodi-comunitarie_31-07-2015.php

PaperOLAF-EPPO relations-IPOL_IDA(2017)603789_EN (1).pdf — PDF document, 715 kB (732,405 bytes)

Rinnovate le cariche della rete italiana dei Centri di Documentazione Europea (CDE)

Una rete apprezzata e diffusa in tutta Italia per la conoscenza e la divulgazione dell'Europa e delle sue opportunità
.

.

 

Nell'ambito della Riunione della Rete Europe Direct (EDIC/CDE), organizzata a Venezia dal 22-23 giugno 2017 dalla Rappresentanza in Italia della Commissione europea, si è proceduto al rinnovo delle cariche della Rete italiana dei Centri di Documentazione Europea (CDE).

Presenti in modo capillare in tutta Italia forniscono un prezioso supporto alla divulgazione delle opportunità delle istituzioni europee.

Il Centro di Documentazione Europea (CDE), presente in diverse università italiane con personale specializzato, è istituito con una convenzione scritta tra la Commissione Europea e le Università o gli Enti di ricerca e di alta formazione; organismo di informazione europeo svolge diverse finalità, tra le quali: la promozione e il consolidamento dell'insegnamento e la ricerca nel cmpo dell'integrazione europea, rendere accessibile al pubblico, compreso quello non universitario, l'informazione sull'Unione europea e le sue politiche e stabilire contatti con altri CDE e reti di informazione al fine di partecipare al dibattito sull'Unione Europea.

Una rete apprezzata e diffusa in tutta Italia che gestisce le pubblicazioni ufficiali in forma cartacea ed elettronica prodotte dalle istituzioni comunitarie rendendole fruibili attraverso la consultazione e la divulgazione.

"Ringrazio tutti per la buona riuscita della riunione nazionale e per la fiducia accordatami come Coordinatore nazionale della rete - ha dichiarato Francesco Garza, Coordinatore nazionale e Responsabile del CDE dell'Università degli Studi di Milano - grazie alla fattiva collaborazione di Maria Adelaide Ranchino e del nuovo gruppo di coordinamento cercheremo di confermare la centralità e l'importanza dei CDE in Italia: inoltre - prosegue Garza - in questi anni in cui il gap tra istituzioni e cittadini si è approfondito. I CDE continueranno ad essere in prima linea per comunicare l'Europa ai giovani e affermare i valori fondamentali dell'unità europea che hanno garantito più di cinquant'anni di pace e prosperità. Inoltre ci attiveremo, già entro fine anno, a studiare le iniziative per il progetto della Rete italiana dei CDE per il 2018, Anno europeo del Patrimonio culturale".

Nell'ambito delle proprie attività istituzionali i CDE italiani promuovono anche seminari, corsi di base e di aggiornamento a livello locale, regionale e nazionale per una maggiore conoscenza dell'Europa.

La loro presenza costituisce un "punto chiave" d'informazione sulle istituzione e le politiche dell'Unione.

Un valido supporto divulgativo rivolto a tutti che si unisce alle iniziative promosse anche dalla Rappresentanza della Commissione europea a Roma e Milano.

"Ringrazio tutta la rete italiana dei CDE - ha dichiarato Maria Adelaide Ranchino, Vice-coordinatrice nazionale e Responsabile del CDE presso la Biblioteca Centrale "G. Marconi" del Consiglio Nazionale delle Ricerche - per avermi accordato la ficucia a ricoprire il ruolo di vicecoordinatore nazionale, in questi ultimi anni - continua Ranchino - la rete si è rafforzata e tutti insieme abbiamo raggiunto importanti risultati, adesso ci aspetta una nuova sfida all'interno dei nostri enti che è quella di lavorare per la 'Terza Missione' intesa come il complesso delle attività con le quali le università e gli enti di ricerca entrano in interazione diretta con la società e che l'ANVUR valuterà nella prossima VQR. I nostri centri - conclude Maria Adelaide Ranchino - sono da anni luoghi dove si promuove formazione e divulgazione, dove si stimola il dibattito tra i cittadini con convegni e seminari su tematiche strettamente legate alle politiche europee, occorre sinergicamente lavorare affinché il nostro ruolo e il nostro quotidiano impegno venga ulteriormente riconosciuto".

 

Ecco il nuovo direttivo nazionale:

Coordinatore nazionale - Francesco Garza (CDE Università degli Studi di Milano)

Vice-Coordinatore nazionale - Maria Adelaide Ranchino (CDE CNR Biblioteca Centrale Roma)

 

Gruppo di Coordinamento nazionale

Massimina Cattari (CDE OPIB-ICCU Roma)

Rosanna Cifolelli (CDE Università degli Studi del Molise)

Carla Colombati (CDE Università degli studi di Teramo)

Isolde Quadranti (CDE Università degli Studi di Verona)

Sophia Salmaso (CDE Università degli Studi di Ferrara)

Magda Sanna (CDE Università degli Studi di Sassari)

Nicolò Valguarnera (CDE Università Kore di Enna)

L’Estonia assume per la prima volta la presidenza del Consiglio

Presidenza del Consiglio estone

Presidenza del Consiglio estone

Il 1° luglio l’Estonia ha assunto per la prima volta la presidenza del Consiglio dell’Unione europea. Da programma sarebbe stato il turno del Regno Unito, che però ha rinunciato a causa della Brexit.

Il motto della presidenza estone è “unità attraverso equilibrio” e sono quattro le priorità di questi sei mesi appena iniziati:

-) Un’economia europea aperta e innovativa

-) Un’Europa sicura

-) Un’Europa inclusiva e sostenibile

-) Un’Europa digitale caratterizzata dalla libera circolazione dei dati

Il primo ministro estone Jüri Ratas ha presentato il programma davanti al Parlamento europeo il 5 luglio, spiegando il motto della presidenza: “Gli europei vogliono e meritano un'unione che sia forte, decisa e che fornisca soluzioni. Per conseguire questo obiettivo, dobbiamo assicurarci che ogni voce sia ascoltata e dobbiamo bilanciare le diverse tradizioni, interessi e opinioni in Europa.”

Si ritrovano nel programma temi classici dell’UE, come l’economia aperta e la sostenibilità, e problemi attuali come il terrorismo e la crisi migratoria. Il tema più “estone” del programma è quello della digitalizzazione. L’Estonia è un paese pioniere in questa materia, garantendo ai suoi cittadini per legge l’accesso ad Internet dal 2000. Circa il 99 % del Paese è coperto da una rete Wi-Fi gratuita e dal 2005 le elezioni possono anche compiersi su Internet. In relazione alla popolazione è il Paese con più connessioni Internet nel mondo – e pochi sanno che il programma Skype è stato inventato in Estonia.

 

Come funziona la presidenza del Consiglio

Ogni sei mesi uno Stato membro dell’UE assume questo ruolo, che consiste di due compiti principali:
-) Pianificare e presiedere le sessioni del Consiglio e le riunioni dei suoi organi preparatori;
-) Rappresentare il Consiglio nelle relazioni con le altre istituzioni dell’UE, soprattutto la Commissione europea e il Parlamento europeo.

Con il trattato di Lisbona nel 2009 è stato introdotto il sistema del “trio”, significando che tre presidenze consecutive collaborano strettamente, stabilendo i temi principali del loro periodo di 18 mesi. Il trio di presidenza attuale è composto da Estonia, Bulgaria e Austria.

 

Estonia - dati generali

Estonia

Capitale:

Tallinn

Superficie:

45 227 km2

Popolazione (2016):

1 300 000 – 0,3 % del totale UE

Lingue ufficiali dell’UE:

estone

Paese membro dell’UE dal:

1° maggio 2004

Valuta:

Euro (dal 1° gennaio 2011)

Spazio Schengen?

Sì (dal 21 dicembre 2007)

Seggi al Parlamento europeo:

6

Sistema politico:

repubblica parlamentare

Prodotto interno lordo (PIL) (2016):

20,916 miliardi EUR

 

 

Approfondimento:


La presidenza estone

https://www.eu2017.ee

https://www.eu2017.ee/priorities-estonian-presidency

https://www.eu2017.ee/programme

https://www.eu2017.ee/trio-programme

 

Discorso del primo ministro estone Jüri Ratas

https://www.valitsus.ee/en

 

L’Estonia nell’UE

https://europa.eu/european-union/about-eu/countries/member-countries/estonia_it

http://ec.europa.eu/budget/mycountry/EE/index_en.cfm

 

I parlamentari europei provenienti dall’Estonia

http://www.europarl.europa.eu/news/it/headlines/eu-affairs/20170627STO78427/digitalizzazione-e-difesa-al-centro-della-presidenza-parlano-i-deputati-estoni

 

Come funziona la presidenza del Consiglio

http://www.consilium.europa.eu/it/council-eu/presidency-council-eu/

https://www.eu2017.ee/about-presidency-and-eu

JEFTA, CETA, TTIP: gli accordi di libero scambio dell’UE

Accordi di libero scambio

Accordi di libero scambio

Il 6 luglio ha avuto luogo il vertice UE-Giappone a Bruxelles. È stata annunciata una cooperazione politica più stretta e un ambizioso accordo di libero scambio tra il mercato europeo e quello giapponese. I leader hanno raggiunto un’intesa di massima sugli ambiti principali, tra cui l’accesso al mercato per beni, servizi e investimenti, gli appalti pubblici, le misure non tariffarie, la protezione delle denominazioni geografiche e i diritti di proprietà intellettuale. Il dialogo con il Giappone è un esempio della determinazione dell’UE a promuovere il commercio libero. Il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk ha affermato che “nonostante alcuni dicano che stia tornando il tempo dell’isolazionismo e della disintegrazione, stiamo dimostrando che non è così. Che il mondo non deve affatto tornare indietro di cento anni. Al contrario. Non è così che deve essere. Lo stiamo dimostrando con il Giappone.”

L'accordo di partenariato economico con il Giappone ha lo scopo di aumentare le esportazioni dell'UE e di creare nuove opportunità per le grandi e piccole imprese europee nonché per i consumatori. Il potenziale dell’aumento delle esportazioni dall'UE è stimato in 20 miliardi di Euro.

Un accordo di libero scambio molto più avanzato è quello con il Canada, il CETA, che è già stato approvato dal Parlamento europeo il 15 febbraio 2017. Il CETA verrà pienamente attuato quando i parlamenti di tutti gli Stati membri avranno approvato l'accordo conformemente ai rispettivi obblighi costituzionali nazionali.

Durante lo svolgimento delle negoziazioni per il CETA, gli oppositori temevano che la “protezione degli investimenti” attraverso il tradizionale meccanismo di risoluzione delle controversie investitore-Stato (ISDS) avesse tolto ai governi il diritto di legiferare nell’interesse pubblico, rendendo impossibile creare nuove leggi riguardanti la protezione dell’ambiente o dei lavoratori. Questo meccanismo è stato sostituito da un nuovo e perfezionato sistema giudiziario per la protezione degli investimenti (ICS). Il nuovo meccanismo sarà pubblico e non si fonderà su tribunali ad hoc. Siederanno nel tribunale giudici indipendenti e di carriera, nominati dall'UE e dal Canada, chiamati al rispetto dei più rigorosi principi deontologici stabiliti da un severo codice di condotta. Le procedure saranno trasparenti, grazie tra l'altro alle udienze pubbliche e alla pubblicazione dei documenti presentati durante lo svolgimento delle cause. Le disposizioni in materia di investimenti restringono il numero dei casi in cui un investitore può contestare uno Stato e non offrono alcuna protezione alle società di comodo o fittizie: hanno accesso alla tutela solo le imprese con un effettivo legame economico con le economie del Canada o dell'Unione europea. In nessun caso un soggetto pubblico potrà essere costretto a modificare un testo di legge o condannato al pagamento dei danni. La riforma dell'ICS costituisce una novità negli accordi commerciali e in molti paesi il dibattito pubblico sul tema è ancora aperto. Di conseguenza gli Stati membri, con il sostegno della Commissione, hanno scelto di escludere l'ICS dal campo di applicazione provvisoria del CETA: l'ICS sarà dunque attuato solo una volta che tutti gli Stati membri avranno completato le procedure nazionali di ratifica.

Un altro accordo di libero scambio pendente è quello con gli Stati Uniti – TTIP – che però molto probabilmente non si concluderà nei prossimi anni, dato che il nuovo presidente Donald Trump è contrario agli accordi di commercio libero, essendo dell’opinione che non siano a favore degli USA.

 

Accordi commerciali UE

Aggiornamento:

Il 25 ottobre 2017 i deputati hanno discusso dei prossimi accordi commerciali con Australia e Nuova Zelanda. Sono solo due degli accordi sui quali l’UE sta lavorando.

Stipulare nuovi accordi commerciali significa creare nuove opportunità per le aziende europee e quindi creare nuovi posti di lavoro, ampliare la scelta per i consumatori e abbassare i prezzi.

Si sta discutendo anche sul TISA, l’accordo sugli scambi di servizi tra i 23 membri dell’Organizzazione mondiale del commercio (OMC), di cui fa parte anche l’UE.

Link:

http://www.europarl.europa.eu/news/it/headlines/world/20161014STO47381/accordi-commerciali-cosa-sta-facendo-l-ue

Accordi in fase di negoziazione:

http://www.europarl.europa.eu/resources/library/images/20171024PHT86714/20171024PHT86714-cl.jpg

Accordi in vigore e quelli in attesa di firma:

http://www.europarl.europa.eu/resources/library/images/20171024PHT86738/20171024PHT86738-cl.jpg

TISA:

http://ec.europa.eu/trade/policy/in-focus/tisa/index_it.htm

http://www.europarl.europa.eu/news/it/headlines/world/20160201STO12242/tisa-le-raccomandazioni-del-parlamento

 

Notizie recenti:

Il 21 Settembre 2017 è entrato provvisoriamente in vigore l’accordo economico commerciale e globale tra l’UE e il Canada.

https://ec.europa.eu/italy/news/20170920_entrata_in_vigore_accordo_ceta_it

https://ec.europa.eu/commission/news/stronger-and-more-integrated-european-financial-supervision-2017-sep-20_it

http://trade.ec.europa.eu/doclib/docs/2017/september/tradoc_156056.pdf

http://trade.ec.europa.eu/doclib/docs/2017/september/tradoc_156059.pdf

http://trade.ec.europa.eu/doclib/docs/2017/september/tradoc_156060.pdf

 

L’impatto del CETA in Italia:

http://trade.ec.europa.eu/doclib/docs/2017/february/tradoc_155349.pdf

http://ec.europa.eu/trade/policy/in-focus/ceta/ceta-in-your-town/italy_en.htm

‘CETA nella tua città’, mappa interattiva delle aziende che esportano in Canada:

http://ec.europa.eu/trade/policy/in-focus/ceta/ceta-in-your-town/

 

Approfondimenti:

 

JEFTA

http://www.consilium.europa.eu/it/meetings/international-summit/2017/07/06/

http://europa.eu/rapid/press-release_IP-17-1902_it.htm

http://europa.eu/rapid/press-release_MEMO-17-1903_it.htm

http://www.consilium.europa.eu/en/press/press-releases/2017/07/06-eu-japan-summit-statement/

http://ec.europa.eu/trade/policy/countries-and-regions/countries/japan/

http://ec.europa.eu/trade/policy/in-focus/eu-japan-economic-partnership-agreement/agreement-explained/index_it.htm

http://www.europarl.europa.eu/news/en/press-room/20170705IPR79035/inta-chair-and-ep-standing-rapporteur-welcome-eu-japan-agreement

EU-Japan EPA – The Agreement in Principle

 

CETA

http://ec.europa.eu/trade/policy/in-focus/ceta/index_it.htm

http://europa.eu/rapid/press-release_MEMO-17-271_it.htm

http://europa.eu/rapid/press-release_IP-16-399_en.htm

http://trade.ec.europa.eu/doclib/docs/2014/september/tradoc_152806.pdf

http://ec.europa.eu/trade/policy/in-focus/ceta/ceta-chapter-by-chapter/

 

TTIP

https://ec.europa.eu/commission/priorities/balanced-eu-us-free-trade-agreement_it

http://trade.ec.europa.eu/doclib/docs/2017/march/tradoc_155462.pdf

 

EU – commercio mondiale

https://ec.europa.eu/commission/sites/beta-political/files/2-years-on-trade_en_0.pdf

http://trade.ec.europa.eu/doclib/docs/2013/may/tradoc_151348.pdf

http://trade.ec.europa.eu/consultations/index.cfm

I tuoi diritti quando viaggi in Europa

.

.

Hai mai subito un ritardo o una cancellazione? Scopri i diritti che l'UE riserva ai passeggeri che viaggiano entro i confini europei. Puoi avere diritto a cose diverse, da uno spuntino a un risarcimento. Ai passeggeri disabili o con mobilità ridotta spettano anche altri diritti.

Ulteriori informazioni al link:
https://www.europarltv.europa.eu/it/programme/economy/your-rights-while-travelling-in-europe

I CDE e il loro ruolo in una relazione presentata all’IFLA WLIC 2017

Libraries Solidarity Society, 19-25 Agosto 2017, Breslavia, Polonia, Sessione 168: Government Information and Official Publications
IFLA Wroclaw

IFLA Wroclaw

La International Federation of Library Associations and Institutions (IFLA) terrà il World Library and Information Congress (WLIC) 2017 a Breslavia (Polonia) dal 19 al 25 Agosto 2017 sul tema: Libraries, Solidarity, Society.

Nella Sessione 168 della Conferenza dedicata a Government information and official publications, il 22 agosto 2017 alle 16:00 Anthi Katsirikou e Vasiliki Rigakou, bibliotecari del CDE presso la Athens University of Economics and Business, presenteranno una relazione dal titolo: From the European Institutions to the European Citizens: the information channels through the European Documentation Centres (EDCs).

La relazione descrive la rete dei CDE in Europa e presenta i servizi, le attività e le sinergie di cooperazione svolti come canali di informazione privilegiati fra istituzioni dell’UE e cittadini.

Il testo della relazione è disponibile presso la Repository dell’IFLA: http://library.ifla.org/id/eprint/1731

Quale il futuro dell'UE?

Il futuro dell'UE

Il futuro dell'UE

In marzo i leader dell’UE si sono riuniti per celebrare il 60° anniversario dei trattati di Roma. Questo incontro non è stato soltanto un’occasione per parlare del passato dell’Unione europea, ma anche per discutere del suo futuro. Anche oggi le sfide da affrontare sono tante: la globalizzazione, l’impatto delle nuove tecnologie, le preoccupazioni in materia di sicurezza e l’ascesa del populismo, solo per citarne alcune. Per aprire il dibattito sul futuro del continente, è stato pubblicato il libro bianco sul futuro dell’Europa, delineando cinque scenari per la futura evoluzione dell’UE:

  1. Avanti così.
    L’UE a 27 si concentra sull’attuazione del suo programma positivo di riforme.
    Sono mantenuti i diritti riconosciuti ai cittadini dalla normativa dell’UE. L’unità dell’UE a 27 è preservata, ma può ancora essere messa alla prova qualora vi siano controversie di rilievo.

  2. Solo il mercato unico.
    L’UE a 27 si rifocalizza progressivamente sul mercato unico.
    I diritti riconosciuti ai cittadini dalla normativa dell’UE potrebbero col tempo subire restrizioni. Il processo decisionale è forse più semplice da capire, ma la capacità di azione collettiva è limitata.

  3. Chi vuole di più fa di più.
    L’UE a 27 consente agli Stati membri che lo desiderano di fare di più insieme in ambiti specifici.
    L’unità dell’UE a 27 è preservata, rendendo tuttavia possibile una maggiore collaborazione per chi voglia. I diritti riconosciuti ai cittadini dalla normativa dell’UE iniziano a divergere in base all’eventualità che il paese in cui vivono abbia deciso di fare di più. Emergono però interrogativi quanto alla trasparenza e alla responsabilità dei diversi livelli decisionali.

  4. Fare meno in modo più efficiente.
    L’UE a 27 si concentra sul produrre risultati maggiori in tempi più rapidi in alcuni settori, intervenendo meno in altri.
    Una suddivisione più chiara delle responsabilità aiuta i cittadini europei a comprendere meglio ciò che viene gestito a livello dell’UE a 27, a livello nazionale e a livello regionale. I diritti riconosciuti ai cittadini dalla normativa dell’UE sono rafforzati nei settori in cui scegliamo di fare di più e ridotti in altri.

  5. Fare molto di più insieme.
    Gli Stati membri decidono di fare molto di più insieme in tutti gli ambiti politici.
    La normativa dell’UE riconosce ulteriori diritti ai cittadini. Esiste tuttavia il rischio di perdere la fiducia di quelle parti della società che ritengono che l’UE manchi di legittimità o che abbia sottratto troppo potere alle autorità nazionali.

Prima del discorso annuale del presidente della Commissione Jean-Claude Juncker sullo stato dell’Unione che si svolgerà il 13 settembre e che tratterà queste tematiche, la Commissione invita tutti ad esprimere le proprie idee sul futuro dell’UE. Anche tu puoi lasciare un commento nel sito:

https://ec.europa.eu/commission/feedback-future-europe_it

L’obiettivo generale è di creare un programma, una visione e una proposta da presentare ai cittadini europei entro giugno 2019, quando si terranno le prossime elezioni del Parlamento europeo.


L'Europa di oggi

 

 

Libro bianco sul futuro dell'Europa

https://ec.europa.eu/commission/white-paper-future-europe-reflections-and-scenarios-eu27_it

https://ec.europa.eu/commission/white-paper-future-europe/white-paper-future-europe-five-scenarios_it

https://ec.europa.eu/commission/feedback-future-europe_it

https://ec.europa.eu/commission/state-union-2017_it

 


APPLICATION FORM DASE 2017-2018.doc — Microsoft Word Document, 236 kB (241,664 bytes)

Bando per l'ammissione al Diploma e Master universitario in Alti Studi Europei (DASE) 2017/2018, organizzato dalla Fondazione Collegio Europeo di Parma

DAES

DAES

Diploma e Master universitario in Alti Studi Europei (DASE):

Istituzioni, diritto, economia e politiche dell’Unione Europea


La Fondazione Collegio Europeo di Parma è un istituto post-universitario specializzato in studi europei che prepara giovani laureati provenienti da tutto il mondo nel campo del diritto, dell’economia e delle politiche dell’Unione Europea.

Il Diploma e Master universitario in Alti Studi Europei (DASE) è un corso post-laurea in Studi Europei, caratterizzato da un approccio interdisciplinare e multilingue e da un ambiente internazionale. Il corpo docente è costituito da alti funzionari delle Istituzioni europee, professori universitari ed esponenti del mondo accademico, nonché esperti di tematiche europee. La formazione si caratterizza per essere al contempo teorica e pratica, grazie in particolare all’esperienza diretta apportata dai funzionari delle Istituzioni.

Percorso didattico

Il percorso didattico è articolato in due fasi:

1) Diploma in Alti Studi Europei

La prima fase e' strutturata su due semestri (da ottobre a luglio) e comprende insegnamenti, seminari, lectiones magistrales, esercitazioni, dibattiti e visite studio presso istituzioni e aziende. Gli esami si svolgono nei periodi di gennaio/febbraio (1° semestre) e giugno/luglio (2° semestre).

2) Master universitario in Alti Studi Europei

I Diplomati in Alti Studi Europei possono conseguire il titolo di Master universitario elaborando e discutendo una tesi, sotto la supervisione di un docente del Collegio, su una tematica europea collegata con gli insegnamenti impartiti nell’ambito del programma didattico.

Grazie ad apposite convenzioni, i Diplomati DASE possono conseguire il Master universitario con uno dei seguenti atenei:

- Università di Parma;
- Università LUISS Guido Carli, Roma;
- Università Suor Orsola Benincasa, Napoli.


Lingue di lavoro e di studio

Gli insegnamenti e le attività didattiche previsti dal programma di studi del DASE sono tenuti in tre lingue: francese, inglese e italiano, con prevalenza della lingua inglese.

Al fine di consentire un perfezionamento delle competenze linguistiche prima dell’avvio degli insegnamenti, durante le prime settimane del percorso il Collegio Europeo fornisce un’apposita formazione linguistica preliminare. Ulteriore supporto linguistico viene fornito nel corso dell’anno accademico a margine dell’attività didattica.

Tirocini formativi

A completamento delle attività di alta formazione previste dal programma di studio del DASE, il Collegio Europeo individua ed attiva per i propri Diplomati tirocini formativi presso enti pubblici nazionali e loro rappresentanze in sede europea, associazioni e aziende, a livello sia nazionale sia europeo.

Da parte dei Diplomati DASE degli anni precedenti si ha continuamente notizia di lusinghieri successi conseguiti nel mondo del lavoro grazie alla formazione pluridisciplinare acquisita presso il Collegio e a un percorso didattico che abbraccia le più importanti tematiche riguardanti l’Unione europea. Sempre maggiore è il numero dei Diplomati professionalmente inseriti in ambito europeo, presso istituzioni, enti, rappresentanze, associazioni professionali, studi legali, ecc. Molti di essi hanno inoltre superato concorsi banditi dalle Istituzioni europee.

 


Requisiti per la partecipazione

Il Diploma e Master universitario in Alti Studi Europei è rivolto a laureati sia europei, sia extra-europei, in possesso di titolo di laurea almeno triennale in discipline giuridiche, economiche, politologiche, sociali, linguistiche e umanistiche o altre lauree se afferenti agli insegnamenti impartiti all’interno del DASE.

Presentazione delle candidature

Le candidature per l’ammissione al DASE devono pervenire entro una delle seguenti scadenze:

  • 19 giugno 2017 (primo turno di ammissioni)
  • 15 luglio 2017 (secondo turno di ammissioni)
  • 28 agosto 2017 (terzo turno di ammissioni)
  • 20 settembre 2017 (ultima scadenza: quarto turno di ammissioni).

Avvio dei corsi: ottobre 2017


Per informazioni siamo a disposizione via e-mail all’indirizzo info@collegioeuropeo.it oppure telefonicamente al numero +39 0521 207525.

FONDAZIONE COLLEGIO EUROPEO DI PARMA

Via Università 12  - 43121 Parma (Italy)

www.europeancollege.it

Il CDE UniMC ha partecipato ieri all’incontro con il Presidente Tajani e Tibor Navracsics

Incontro con il Presidente Tajani e Tibor Navracsics

Incontro con il Presidente Tajani e Tibor Navracsics

Il Professor Fabrizio Marongiu Buonaiuti, responsabile scientifico pro tempore del Centro di Documentazione Europea maceratese, ha partecipato ieri, lunedì 4 settembre, all’incontro con il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, e il commissario europeo alle politiche giovanili, Tibor Navracsics, che si è tenuto a Norcia. All’incontro erano presenti rappresentanti delle università e dei comuni situati nelle aree terremotate.

«La presenza dell'Europa a Norcia significa che non abbiamo lasciato sola la città e nessun altro territorio del Centro Italia colpito dal sisma», ha spiegato Tajani dialogando con i cittadini sul tema “Costruire un'Europa migliore per le generazioni future” in piazza San Benedetto. Sollecitato dalle domande dei cittadini Tajani, ha assicurato poi che l'impegno economico di 2 miliardi di euro complessivi promesso da Bruxelles per la ricostruzione sarà mantenuto, confermando in particolare che «il primo miliardo e 200 milioni di euro» di aiuti «sarà deliberato dal Parlamento europeo la prossima settimana nella seduta di Strasburgo».

Tra i temi del faccia a faccia con i cittadini, anche il ruolo dei giovani e della solidarietà e l'ipotesi di fare di Norcia una capitale del volontariato. «In linea di principio, anche se finora non è stato deciso, è una buona idea pensare a una capitale europea della solidarietà e in questi termini Norcia è un ottimo simbolo», ha detto Navracsics. Il commissario UE che si occupa di istruzione, cultura, giovani e sport ha poi sottolineato l'importanza del Corpo europeo di solidarietà, a Norcia dal 17 agosto per aiutare a riparare i danni e ripristinare i servizi sociali per le comunità locali, in vista dell'Anno europeo del patrimonio culturale 2018. Il Corpo europeo di solidarietà - ha spiegato - «darà un contributo significativo perché l'Italia è il simbolo del patrimonio culturale». «Per questo - ha aggiunto - i terremoti dell'anno scorso non hanno messo a repentaglio solo il patrimonio artistico ma proprio l'identità europea. In questo senso il Corpo europeo di solidarietà, alla sua prima esperienza a Norcia, avrà un ruolo importantissimo in vista dell'anno prossimo». (Fonte il Sole24ore)

Discorso sullo stato dell’Unione del Presidente Juncker 13 settembre 2017

Discorso Presidente Juncker

Discorso Presidente Juncker

Mercoledì 13 settembre 2017, alle 9.00, il Presidente della Commissione Jean-Claude Juncker ha pronunciato il suo discorso sullo stato dell'Unione davanti al Parlamento europeo a Strasburgo.

L'evento è stato trasmesso in diretta su EbS; è disponibile inoltre alla pagina Facebook della Commissione una diretta streaming: https://ec.europa.eu/commission/state-union-2017_en

Attenzione: possibili truffe su fondi comunitari

Fondi europei

Fondi europei

Di recente ai centri Europe Direct in Italia sono pervenute delle segnalazioni di aziende e imprenditori truffati da persone che si spacciano  come consulenti in finanziamenti europei per le imprese.

Queste persone promettono fondi finanziati da parte della Commissione Europea, anche su spese già sostenute, ma dopo aver ricevuto il denaro (da poche centinaia, in alcuni casi migliaia di euro) spariscono.

Per ulteriori informazioni e consigli su come comportarsi al seguente link:

https://ec.europa.eu/italy/node/3795_it

 

RETE ITALIANA DEI CENTRI DI DOCUMENTAZIONE EUROPEA

Europe Direct

Europe Direct

È online il nuovo sito della Rete italiana dei CDE!

Il sito è ospitato dai server del CNR di Roma.

Il nuovo sito è ricco di informazioni sulla rete dei CDE italiani e su molto altro, è di facile navigazione ed ha una grafica straordinariamente accattivante.

Visitatelo all’indirizzo: http://cdeita.it/ !!!

TIROCINI RETRIBUITI PRESSO LE ISTITUZIONI EUROPEE

Tirocinante

Tirocinante

Si segnala che presso le seguenti Istituzioni Europee si accolgono candidature per tirocini:

  1. 1. SEGRETARIATO GENERALE DEL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA

-          Periodo di tirocinio: 1° Febbraio - 30 Giugno 2018

-          Application form: 11 Settembre – 16 Ottobre

-          Link: http://www.consilium.europa.eu/it/general-secretariat/jobs/traineeships/apply-now/

 

  1. 2. COMITATO DELLE REGIONI (CoR):

-          Durata tirocinio (Sessione Primaverile): 16 Febbraio – 15 Luglio

-          Application form: 1 Aprile - 30 Settembre 2017.

-          Link: http://cor.europa.eu/en/about/traineeships/Pages/traineeships.aspx

 

  1. 3. CORTE DEI CONTI EUROPEA

-          Tirocini retribuiti (1120€ al mese, da tre ad un massimo di cinque mesi)

-          Inizio tirocinio: 1 Febbraio 2018.

-          Application form: 1 Settembre – 31 Ottobre 2017

-          Link: http://www.eca.europa.eu/en/Pages/TraineeshipComplet.aspx

 

  1. 4. CORTE DI GIUSTIZIA DELL’UNIONE EUROPEA

-          Tirocini retribuiti (1120€/mese)

-          Periodo: 1 Marzo – 31 Luglio 2018

-          Application form: 1 Luglio – 30 settembre 2017

-          Link: https://curia.europa.eu/jcms/jcms/Jo2_7008/traineeships

  1. 5. COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO

-          Tirocini retribuiti (1159,44/mese per un massimo di cinque mesi)

-          Periodo: 16 Febbraio – 15 Luglio 2018

-          Application form: 1 Luglio – 30 Settembre 2017

-          Link:  http://www.eesc.europa.eu/it/node/40958

 

MESSAGE TO THE EUROPEANS 3.0

Europeans 3.0

Europeans 3.0

Il responsabile scientifico del Centro di Documentazione Europea, Professor Marongiu Buonaiuti, ha partecipato lo scorso 21 settembre alla prima riunione dei partner italiani del format di comunicazione promosso dal CIME (Consiglio Italiano del Movimento Europeo) denominato ‘Processo all’Europa’.

È un progetto che il Movimento Europeo Italia e i suoi partner organizzano con gli studenti delle scuole e delle università. Questo consiste nel mandare in scena un vero e proprio processo, con accusa, difesa e sentenza finale emessa da una giuria popolare, che vede l’Unione Europea, gli Stati Membri e le politiche comuni sul banco degli imputati.


Per maggiori informazioni:

http://www.movimentoeuropeo.it/index.php?option=com_content&view=article&id=644:parte-la-ricerca-di-student-leaders-nel-quadro-del-progetto-message-to-europeans-3-0&catid=82:le-nostre-notizie&Itemid=543

http://www.movimentoeuropeo.it/index.php?option=com_content&view=article&id=646:prima-riunione-nazionale-dei-partner-processo-all-europa&catid=82:le-nostre-notizie&Itemid=543

Tutte le informazioni utili per gli Student Leaders:
https://drive.google.com/open?id=0B07aJvE-LPtWRk1NOEc4NE5JSXM

La deadline per fare domanda e candidarsi quindi a partecipare alla selezione degli “Student Leaders” nel quadro di questo progetto è l’8 ottobre 2017.

Il modulo per presentare la propria candidatura:
https://goo.gl/forms/Ck7zWEWTLW6mIkRo2

Altre informazioni sul progetto:
http://www.euca.eu/en/evt/message-to-europeans-30.aspx

 

 

 

WIFI4EU

Wifi4Eu

Wifi4Eu

Il 12 settembre il Parlamento europeo in sessione plenaria ha votato in favore di WIFI4EU, un’iniziativa per promuovere la connessione Wi-Fi negli spazi pubblici in Europa.

Link:

http://www.europarl.europa.eu/news/it/headlines/economy/20170904STO83004/fondi-ue-per-connessioni-a-internet-gratuite-e-veloci-in-tutta-europa

Per maggiori informazioni sul Mercato Unico Digitale:

http://www.europarl.europa.eu/news/it/headlines/priorities/20150625TST70823

SESSIONE PLENARIA DEL PARLAMENTO EUROPEO 2-5 OTTOBRE 2017

Seduta Parlamento Europeo

Seduta Parlamento Europeo

Dal 2 al 5 ottobre 2017, il Parlamento Europeo si riunisce in sessione plenaria a Strasburgo e tratterà le seguenti tematiche:

  • Brexit: niente ‘progressi sostanziali’ sui termini di divorzio (Discussione e votazione: 3 ottobre)
  • Una Procura Europea per proteggere meglio il denaro del contribuente (Discussione: 4 ottobre; votazione: 5 ottobre)
  • Prevenzione di attacchi informatici e abusi sessuali online (Discussione: 2 ottobre; votazione: 3 ottobre)
  • Discussione sulle cancellazioni di voli Ryanair (Discussione: 3 ottobre)
  • Aggiornamento delle norme di sicurezza sulle navi passeggeri (Discussione: 3 ottobre; votazione: 4 ottobre)
  • Preparazione per il Summit UE di ottobre (Discussione: 4 ottobre)
  • Migliori condizioni detentive per favorire la riabilitazione e prevenire la radicalizzazione (Discussione e votazione: 5 ottobre)

Di seguito saranno caricati gli aggiornamenti riguardanti i rispettivi temi.

Questo il link per rimanere continuamente aggiornati: http://www.europarl.europa.eu/plenary/it/home.html?tabActif=next

 

Aggiornamenti:Brexit

– Mancanza di progressi nei negoziati Brexit

Nella risoluzione approvata martedì 2 ottobre con 557 voti a favore, 92 voti contrari e 29 astensioni, i deputati europei auspicano che il governo del Regno Unito presenti proposte specifiche per:

-          Salvaguardare l’insieme dei diritti che attualmente godono l’1,22 milioni di cittadini britannici residenti in un altro paese e i 3,16 milioni di cittadini europei nel Regno Unito.

-          Rispettare integralmente gli obblighi finanziari del Regno Unito nei confronti dell’UE.

-          Risolvere la questione della frontiera tra l’Irlanda e l’Irlanda del Nord.

Link: http://www.europarl.europa.eu/news/it/press-room/20171002IPR85121/brexit-necessari-progressi-tangibili

 

– Dibattito sulla questione della Catalogna

I deputati hanno discusso riguardo agli ultimi avvenimenti in Catalogna, la Costituzione, lo stato di diritto e i diritti fondamentali in Spagna.

Il Presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani afferma:

‘ Da questo Parlamento parte un appello a sostegno di una riflessione seria e profonda, che favorisca il dialogo in Spagna.’

Link: http://www.europarl.europa.eu/news/it/press-room/20171003IPR85246/catalogna-i-capigruppo-discutono-la-situazione-con-frans-timmermans

-Cybersecurity

Dato il carattere transfrontaliero della criminalità informatica, la cooperazione e lo scambio di informazioni tra le autorità giudiziarie e di polizia, e gli esperti in materia di criminalità informatica sono essenziali per lo svolgimento di indagini efficaci.

La risoluzione non legislativa è stata approvata con 603 voti a favore, 27 contrari e 39 astensioni.

Link: http://www.europarl.europa.eu/news/it/press-room/20171002IPR85128/pe-sollecita-misure-per-prevenire-attacchi-informatici-e-abusi-sessuali-online

-Questione Ryanair

I membri del Parlamento hanno espresso sgomento riguardo alle difficoltà affrontate dai passeggeri a causa della cancellazione di migliaia di voli Ryanair. Nella discussione si è anche trattato delle condizioni di lavoro dei dipendenti delle compagnie low-cost, sulle quali investigherà la Commissione.

Link:http://www.europarl.europa.eu/news/it/press-room/20171002IPR85134/ryanair-meps-urge-commission-to-better-protect-passengers-and-workers-rights

- Aggiornamento delle norme di sicurezza sulle navi passeggeri

Le nuove regole votate il 4 ottobre si propongono di aumentare ulteriormente il livello di sicurezza nei viaggi in mare nell’UE.

Ad esempio adottando una regola che preveda che i dati dei passeggeri vengano mandati alle autorità nazionali entro 15 minuti dalla partenza. In questo modo si renderanno più facili le operazioni nel caso di incidente.

Link: http://www.europarl.europa.eu/news/it/headlines/eu-affairs/20170925STO84602/il-parlamento-europeo-ospita-una-conferenza-sull-energia-pulita

-COP23: l’UE dovrebbe incrementare i propri obiettivi climatici

L’UE deve sviluppare una strategia ad emissioni zero.

I deputati parteciperanno a novembre alla Conferenza delle Nazioni unite sul Cambiamento Climatico.

Link: http://www.europarl.europa.eu/news/it/press-room/20171002IPR85129/cop23-l-ue-dovrebbe-incrementare-i-propri-obiettivi-climatici

- Procura Europea

Approvata la Procura Europea, un pubblico ministero per combattere le frodi ai danni dei fondi UE.

Link: http://www.europarl.europa.eu/news/it/headlines/eu-affairs/20170929STO85001/lotta-alle-frodi-ai-fondi-ue-il-pubblico-ministero-europeo

-Condizioni delle carceri

I deputati temono che il sovraffollamento delle prigioni possa favorire la radicalizzazione e chiedono alle autorità nazionali di optare per misure alternative alla reclusione.

La relazione non legislativa è stata approvata con 474 voti favorevoli, 109 contrari e 34 astensioni.

Link: http://www.europarl.europa.eu/news/it/press-room/20171002IPR85130/ridurre-il-sovraffollamento-delle-carceri-per-prevenire-la-radicalizzazione

CYBERSECURITY: La Commissione rinforza la risposta da parte dell’Unione Europea agli attacchi online

Cybersecurity

Cybersecurity

Dal 2013, le questioni relative ai rapporti tra tecnologia e sicurezza hanno acquistato una rilevanza rapidamente crescente all’interno dell’Unione Europea.  Le tecnologie digitali fanno sempre più parte della nostra vita e  sono una colonna portante della nostra economia. Infatti si stima che nel 2020 decine di miliardi di apparecchi elettronici saranno connessi ad internet. Nondimeno, ciò produrrà contemporaneamente un aumento delle minacce online.

Lo scorso 13 Settembre il Presidente Jean-Claude Juncker, nel suo annuale discorso sullo Stato dell’Unione, ha affermato:

‘Negli ultimi tre anni, abbiamo fatto progressi nel cercare di mantenere i cittadini europei sicuri online. Ma l’Europa non è ancora ben attrezzata ad eventuali attacchi sul web. È per questo motivo che, oggi, la Commissione cerca di proporre nuovi strumenti, inclusa una Agenzia Europea per la Cybersecurity, per aiutarci a difenderci da questi attacchi’.

I cittadini dell’Unione pongono sempre di più la loro fiducia nelle tecnologie: come possibilità per instaurare collegamenti e facilitare la diffusione di informazioni. Ma i numeri parlano chiaro, l’anno scorso ci sono stati più di 4,000 attacchi con riscatto al giorno, e l’80% delle aziende ha subito almeno un episodio di cybersecurity.

La Commissione ha quindi ritenuto opportuno, in relazione agli attacchi online, di intensificare l’attività dell’Agenzia Europea per la sicurezza delle reti e dell’informazione (ENISA), creare un EU-wide Cybersecurity Certification Framework, un piano per come rispondere ad incidenti e crisi di cybersecurity in larga scala, e, infine, un Centro Europeo di Ricerca e Competenze per la Cybersecurity.

Inoltre la proposta include anche una direttiva che riguarda l’idea di combattere la frode e la contraffazione dei metodi di pagamento non in contanti, provvedendo ad una più efficiente risposta di a livello di disciplina penale per gli attacchi online.

Perché la Commissione ha proposto una forte Agenzia Europea di Cybersecurity?

Il presente mandato dell’ENISA, con sede in Grecia, scadrà nel 2020. Alla luce degli importanti cambiamenti che avvengono online, la Commissione ha deciso di rivedere il mandato.

La Commissione ha infatti proposto di riformare l’ENISA in un’Agenzia più forte, attraverso un mandato permanente, più risorse e un futuro sicuro. Lo scopo principale dell’Agenzia è di assistere gli Stati membri, collaborando con loro nello sviluppo di autorità di certificazione degli Stati membri.

Perché la Commissione sta proponendo un Cybersecurity Certification Framework per i prodotti e servizi ICT (le tecnologie dell’informazione e della comunicazione)?

Esistono, al momento, diversi schemi di certificazione di sicurezza per i prodotti ICT in Europa. Mentre queste iniziative confermano l’importanza delle certificazioni, c’è il rischio che iniziative di certificazioni multiple possano portare a degli ostacoli e alla frammentazione del mercato interno in questo ambito.

La Commissione propone quindi la creazione dell’EUROPEAN CYBERSECURITY CERTIFICATION FRAMEWORK che svilupperà schemi individuali di certificazione di cybersecurity. I certificati finali saranno poi riconosciuti da tutti gli Stati Membri così da poter commerciare più facilmente e inoltre dare la garanzia all’acquirente di poter controllare le caratteristiche di sicurezza dei prodotti o dei servizi.

Chi ne trarrà beneficio dall’European Cybersecurity Certification Framework e come?

Il Framework sarà utile a:

  • Cittadini e consumatori: che potranno fare acquisti di prodotti o servizi ICT in modo più sicuro;
  • Venditori e providers di prodotti o servizi ICT: dovranno passare solo attraverso un procedimento per ottenere il Certificato Europeo valido in tutti gli Stati Membri;
  • Governi: anche loro potranno effettuare acquisti più sicuri di prodotti o servizi ICT, inoltre saranno accompagnati da una struttura istituzionale che li aiuterà a capire le aree che prima di altre necessitano di certificazioni.

Perché creare un’efficiente disciplina criminale in questo ambito?

Fino a che questi criminali del web non avevano niente da perdere, c’erano poche possibilità che potessero smettere, quindi per il futuro, ci si propone, di mettere in pratica delle misure che siano credibili e dissuasive per i potenziali criminali.

Quello che si cerca di sviluppare è quindi, una valida disciplina penale che si focalizzi sulla localizzazione, tracciabilità e azione penale nei confronti dei criminali del web.

Perché la Commissione propone una nuova direttiva sulla frode dei pagamenti non contanti? E come la nuova direttiva potrà aiutare a combatterli?

Negli ultimi anni in Europa i pagamenti non in contanti sono continuamente aumentati, sia nella quantità che nella qualità.

La frode e la contraffazione del mezzo di pagamento non in contante rappresenta una minaccia alla sicurezza perché fornisce somme di denaro a criminali organizzati e rende possibile altre attività criminose, quali: terrorismo, traffico di droga e traffico di persone.

È per questo motivo che l’Unione Europea ha bisogno di aggiornare la struttura della disciplina in questa materia per assicurare un’approssimazione del livello delle pene.

La Commissione propone di incoraggiare la deterrenza attraverso una nuova Direttiva per combattere la frode e la contraffazione dei mezzi di pagamento non in contanti.

La suddetta Direttiva incoraggerà la capacità degli Stati di sanzionare le violazioni commesse tramite i pagamenti virtuali, ed inoltre mira a:

  • Rafforzare la capacità delle autorità di far rispettare la legge;
  • Introdurre norme comuni sul livello delle pene;
  • Chiarire l’ambito della giurisdizione dei singoli Stati ne l perseguimento di questi reati;
  • Assicurarsi che le vittime di reati online abbiano il diritto di accedere ad informazioni per l’assistenza e il supporto;
  • Introdurre misure che aiutino a migliorare la cooperazione a livello dell’Unione in materia di giustizia penale;
  • Fornire i dati statistici sulle frodi e le contraffazioni dei metodi di pagamento virtuali.

 

 

Per approfondire:

http://europa.eu/rapid/press-release_IP-17-3193_en.htm

https://ec.europa.eu/commission/news/cybersecurity-and-free-flow-non-personal-data-eu-2017-sep-19_it

http://europa.eu/rapid/press-release_MEMO-17-3194_en.htm

https://ec.europa.eu/digital-single-market/en/policies/cybersecurity#usefullinks

http://it.euronews.com/2017/09/19/lunione-europea-potenzia-la-lotta-al-cybercrimine

http://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/?qid=1505294563214&uri=JOIN:2017:450:FIN

http://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/?qid=1505297631636&uri=COM:2017:476:FIN

https://www.ecb.europa.eu/press/pdf/pis/pis2015.pdf

Aggiornamento:

Il 20 novembre 2017, il Consiglio Affari Generali ha adottato conclusioni relative al rafforzamento della cybersecurity europea aumentando la capacità di resilienza in Europa.

  • Link:

http://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2017/11/20/eu-to-beef-up-cybersecurity/

Council Conclusions on the Joint Communication to the European Parliament and the Council: Resilience, Deterrence and Defence: Building strong cybersecurity for the EU: http://www.consilium.europa.eu/media/31666/st14435en17.pdf

 

 

60 Anni di Unione Europea: Libertà di Circolazione e Continuità degli Status Familiari CDE, 25 ottobre 2017

Locandina

Locandina

Il Centro di Documentazione Europea presente presso il Dipartimento di Giurisprudenza ha aderito al Progetto nazionale dei CDE italiani 2017, dedicato quest’anno al tema: 60 anni di Unione Europea: sfide e prospettive per l'Europa di oggi e di domani.

 

Nell’ambito del Progetto, il CDE di Macerata organizza un convegno sul tema “60 Anni di Libertà di Circolazione delle Persone nell’Unione Europea e Continuità degli Status Familiari: La Problematica delle Unioni Civili e delle Convivenze”, che si terrà il 25 ottobre 2017, dalle ore 9:30 alle 18:00 presso l’Aula Verde del Polo Didattico Diomede Pantaleoni, Via della Pescheria vecchia, Macerata.

 

Il convegno è articolato in due sessioni. La prima relativa alla ‘Libertà di circolazione delle persone e continuità degli status personali e familiari’, la seconda relativa alla ‘Disciplina sostanziale delle unioni civili e delle convivenze nell’ordinamento italiano e i problemi irrisolti’. Nel corso della giornata sono previste numerose relazioni che toccheranno le questioni principali relative ai temi trattati.

L’evento è patrocinato dal Comune di Macerata, dall’Ordine degli Avvocati di Macerata, dall’Associazione Nazionale Ufficiali di Stato Civile e d’Anagrafe (ANUSCA) e dalla Scuola di Dottorato dell’Ateneo.

Manifesto con Programma 60 anni

Manifesto Definitivo.pdf — PDF document, 841 kB (861,684 bytes)

‘A BRUXELLES IL 7 NOVEMBRE CONFERENZA SULL’ENERGIA PULITA’

Locandina

Locandina

Martedì 7 novembre il Parlamento Europeo a Bruxelles ospiterà la conferenza nella quale verrà discusso come finanziare l’energia pulita per tutti i cittadini. L’incontro verrà organizzato insieme alla Commissione Europea.

La conferenza si compone delle seguenti sessioni:

-          Discorso: il ruolo attuale e futuro dell’UE nel finanziare la transizione energetica

-          Il contesto: far avvenire la transizione energetica

-          Sostenere il passaggio verso le energie pulite a livello locale

-          Investire in progetti energetici su larga scala, comprese infrastrutture di trasporto transfrontaliere

-          Investire in infrastrutture di produzione di energia da fonti rinnovabili.

È possibile utilizzare l’hashtag #CleanEnergyEU su Twitter per fare domande durante l’evento.

EUROPEAN YOUTH EVENT (EYE) 2018

EYE2018

EYE2018

La terza edizione dell’European Youth Event (EYE 2018) si svolgerà al Parlamento Europeo di Strasburgo dall’1 al 2 giugno 2018. Più di 8.000 giovani europei dai 16 ai 30 anni condivideranno le loro idee sul futuro dell’Europa e discuteranno con i membri del Parlamento e altri decision makers europei. Le idee che emergeranno da queste due giornate saranno raccolte in un report che sarà distribuito a tutti gli eurodeputati nel luglio 2018 e discusse nelle commissioni parlamentari nell’autunno del 2018.

L’evento è aperto a tutti i giovani europei tra i 16 e i 30 anni. Le iscrizioni sono riservate a gruppi di minimo 10 partecipanti. La partecipazione all’EYE 2018 è libera, ma i partecipanti dovranno coprire le spese di trasporto, vitto e alloggio.

Registrati all’evento entro il 31 dicembre 2017!

Link: http://www.europarl.europa.eu/european-youth-event/en/take-part!.html

Programma dell’evento: http://www.europarl.europa.eu/european-youth-event/en/programme.html

Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime news: http://www.europarl.europa.eu/european-youth-event/en/news.html

 

LA STRATEGIA EUROPA 2020

Europa 2020

Europa 2020

La ‘Strategia Europa 2020’ è il programma dell’Unione Europea nato nel 2010 con l’obiettivo di far uscire l’Europa in maniera ottimale dalla crisi economica e finanziaria. L’Europa deve dimostrare di essere capace di promuovere una crescita intelligente, sostenibile ed inclusiva, cercare di creare nuovi posti di lavoro, migliorare la competitività, la produttività e favorire l’affermarsi di un’economia di mercato sociale sostenibile.

La Commissione propone per il 2020 cinque obiettivi misurabili dell’Unione europea, che verranno tradotti in obiettivi nazionali.

Gli obiettivi sono rispettivamente:

-          Occupazione

-          Ricerca e sviluppo

-          Cambiamenti climatici ed energia

-          Istruzione

-          Povertà ed inclusione sociale

Cosa si intende per crescita intelligente, crescita sostenibile e crescita inclusiva?

Con la prima ci si propone di sviluppare un’economia basata sulla conoscenza e sull’innovazione.

Con la seconda si promuove un’economia più efficiente sotto il profilo delle risorse, più verde e più competitiva.

L’ultima cerca di sviluppare un’economia con un alto tasso di occupazione che favorisca la coesione sociale e territoriale.

Gli obiettivi che propone la Commissione sono i seguenti:

-          Il 75% delle persone di età compresa tra 20 e 64 anni deve avere un lavoro;

-          Il 3% del PIL dell’UE deve essere investito in Ricerca e Sviluppo;

-          I traguardi in materia di clima/energia devono essere raggiunti (compreso un incremento del 30% della riduzione delle emissioni);

-          Il tasso di abbandono scolastico deve essere inferiore al 10% e almeno il 40% dei giovani deve essere laureato;

Il Consiglio si assumerà la piena titolarità della nuova strategia. La Commissione valuterà i progressi verso il conseguimento degli obiettivi, agevolerà gli scambi politici e presenterà le proposte necessarie per orientare gli interventi e far progredire le iniziative faro dell’UE. Il Parlamento fungerà da co-legislatore per le iniziative principali.

Per maggiori informazioni:

 

Relazione sui progressi compiuti:

Semestre Europeo:

European semester in your country --> https://ec.europa.eu/info/strategy/european-semester/european-semester-your-country_it

Italia:

 

Statistiche:

CONSIGLIO EUROPEO (ARTICOLO 50) 19-20 OTTOBRE 2017

Consiglio Europeo

Consiglio Europeo

Il 19 e 20 ottobre 2017 si è riunito il Consiglio Europeo e i leader dell'UE hanno esaminato alcune delle questioni più urgenti, tra cui la migrazione, la difesa, gli affari esteri e la digitalizzazione.

Il Presidente Donald Tusk nella lettera d'invito in vista della riunione afferma:

"Dovremmo mantenere l'unità che siamo riusciti a sviluppare nello scorso anno. Abbiamo bisogno di questa unità per risolvere la crisi migratoria, affrontare gli aspetti iniqui della globalizzazione, trattare con i paesi terzi aggressivi, limitare i danni causati dalla Brexit e mantenere, in questi tempi difficili, l'ordine internazionale basato sulle regole."

L’ordine del giorno della riunione è stato il seguente:

  1. MIGRAZIONE
  2. EUROPA DIGITALE
  3. SICUREZZA E DIFESA
  4. RELAZIONI ESTERNE

Link:

http://www.consilium.europa.eu/it/meetings/european-council/2017/10/19-20/

Di seguito il link alle conclusioni del Consiglio:

http://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2017/10/19-euco-conclusions-final/

Agenda dei leader:

http://www.consilium.europa.eu/it/policies/tallinn-leaders-agenda/

Osservazioni del presidente Donald Tusk sulle riunioni del Consiglio europeo e sull'agenda dei leader:

http://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2017/10/20-tusk-final-remarks-european-council/

Migrazione:

https://www.unhcr.it/

http://www.italy.iom.int/

Mercato Unico Digitale in Europa:

http://www.consilium.europa.eu/it/policies/digital-single-market/

Difesa:

http://www.consilium.europa.eu/it/policies/defence-security/defence-security-timeline/

Misure restrittive dell'UE nei confronti della Corea del Nord:

http://www.consilium.europa.eu/it/policies/sanctions/history-north-korea/

Brexit:

http://www.consilium.europa.eu/it/policies/eu-uk-after-referendum/

 

Eurobarometro: intervista ai cittadini dell’UE

Eurobarometro

Eurobarometro

A seguito di interviste fatte a settembre e ottobre di quest’anno, i cittadini europei hanno dato risposte in merito a:

  1. Appartenenza all’UE
  2. La mia voce ha un peso
  3. Immagine e ruolo del Parlamento Europeo
  4. Una UE che protegge
  5. Priorità politiche
  6. Valori

I risultati sono stati sorprendenti!

Per esempio: il 64% di persone in UE pensano che il proprio paese abbia tratto benefici dall’essere membro dell’Unione (+4% dal 2016).

È cresciuta la fiducia dei cittadini nel Parlamento Europeo, in Italia + 6% nell’ultimo anno.

Scopri tutti gli altri risultati al link di seguito indicato:

http://www.europarl.europa.eu/external/html/parlemetre/parlemeter_2017_it_it.pdf

Altre informazioni:

http://www.europarl.europa.eu/news/it/press-room/20171017IPR86224/eurobarometro-cresce-la-fiducia-dei-cittadini-nel-parlamento-europeo

http://www.europarl.europa.eu/news/it/press-room/20171017IPR86224/eurobarometro-cresce-la-fiducia-dei-cittadini-nel-parlamento-europeo

http://www.europarl.europa.eu/news/it/headlines/eu-affairs/20171012STO85931/appartenere-all-ue-e-stato-un-bene-per-il-vostro-paese-i-cittadini-rispondono

http://www.europarl.europa.eu/italy/it/succede-al-pe/eurobarometro-positiva-l%E2%80%99appartenenza-all%E2%80%99ue-per-gran-parte-degli-europei

Prima firma digitale per un atto legislativo europeo

Firma elettronica

Firma elettronica

Mercoledì 25 ottobre 2017 a Strasburgo presso il Parlamento Europeo, è stato firmato elettronicamente, per la prima volta un atto legislativo dell’Unione europea. Il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani e il sottosegretario estone agli affari europei Matti Maasikas hanno apposto la loro firma digitale alle nuove norme sulla sicurezza dell’approvvigionamento di gas. Questo dimostra che le Istituzioni Europee stanno lavorando insieme per far sì che la trasformazione digitale diventi realtà, così da poter offrire soluzioni efficienti e sicure.

Per maggiori informazioni:

http://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2017/10/25/first-e-signing-of-an-eu-legislative-act/

Infografica ‘Making e-signatures everyday practice’:

http://www.consilium.europa.eu/it/press/infographics/e-signatures/

Regolamento e-IDAS (electronic IDentification  Authentication and Signature):

http://www.agid.gov.it/agenda-digitale/infrastrutture-architetture/il-regolamento-ue-ndeg-9102014-eidas

http://www.altalex.com/documents/news/2016/07/06/identita-digitale-il-regolamento-e-idas

UGUAGLIANZA DI GENERE

Locandina Uguaglianza di genere

Locandina Uguaglianza di genere

 

L’uguaglianza tra uomini e donne è uno dei valori fondamentali dell’Unione Europea.

Il coinvolgimento dell’Europa nei confronti della parità dei sessi si sta sempre di più sviluppando in un contesto globale di insicurezza. Dal punto di vista macroeconomico, l’Europa sta riemergendo da un periodo di recessione. Dal punto di vista socio-politico, l’Europa deve preoccuparsi dell’intolleranza, la crescita delle disuguaglianze sociali e la povertà.

Si individuano 5 settori d’intervento prioritari:

1- Pari indipendenza economica per uomini e donne:

Per far fronte a questa questione la Commissione:

  • promuove la parità tra uomini e donne nella strategia Europa 2020 e nelle sue iniziative più importanti;
  • promuove il lavoro autonomo e la capacità imprenditoriale femminile;
  • cerca di colmare le lacune nella maternità e nel congedo parentale, cioè il periodo di astensione dal lavoro di un genitore;
  • promuove l’uguaglianza tra uomini e donne in qualsiasi iniziativa sull’immigrazione o sull’integrazione dei migranti.

Link:

2- Pari retribuzione per lavoro di pari valore:

La Commissione ha pubblicato una grafica animata per informare e spiegare in maniera più efficace i motivi che sono causa del divario delle retribuzioni tra uomini e donne.

Link:

 

3- Parità nel processo decisionale:

La Commissione sta lavorando per:

  • Assicurarsi che la questione sia uno degli argomenti all’interno dell’agenda politica, infatti è una delle priorità della ‘Strategic engagement for gender equality (2016-2019)’;
  • Cooperare con tutti gli stakeholders per ottenere la parità di genere nelle posizioni di leadership;
  • Raccogliere dati, informazioni e tendenze riguardo la differenza tra uomini e donne in attività decisionali;
  • Promuovere le donne nelle attività decisionali in politica.

Link:

 

4- Dignità, integrità e fine della violenza nei confronti delle donne:

L’Unione Europea interviene per:

  • Proteggere donne e bambini dalla violenza basata sul genere attraverso delle misure concrete sui diritti delle vittime;
  • Diffondere la conoscenza attraverso campagne cofinanziate dai Governi nazionali, sostiene progetti internazionali organizzati da organizzazioni non governative che combattono la violenza sulle donne, bambini e giovani;
  • Facilitare la possibilità di trovare soluzioni comuni tra i Paesi dell’Europa;
  • Eliminare la mutilazione genitale femminile.

Link:

 

5- Parità tra donne e uomini nelle azioni esterne.

Le attività dell’Unione Europea spaziano da:

  • Aiutare i paesi in via di sviluppo a sviluppare le loro capacità;
  • Sostenere le organizzazioni sulle donne;
  • Diffondere informazioni sull’uguaglianza di genere attraverso linee guida, pratiche e l’aumento della consapevolezza.

Link:

 

L’UE coopera con altre organizzazioni:

 

 

AGGIORNAMENTO:

La Commissione Europea ha presentato il 20 novembre 2017 un Piano d’azione 2018-2019 per affrontare il divario di stipendi tra uomini e donne. Infatti un sondaggio pubblicato dall’Eurobarometro dimostra che in Europa ancora non si è arrivati ad un’uguaglianza tra uomini e donne. Le donne sono ancora pagate meno degli uomini.

Link: https://ec.europa.eu/commission/news/europe-equals-2017-nov-20_it

Sondaggio dell’Eurobarometro: http://ec.europa.eu/commfrontoffice/publicopinion/index.cfm/Survey/getSurveyDetail/instruments/SPECIAL/surveyKy/2154

Action Plan: http://ec.europa.eu/newsroom/just/item-detail.cfm?item_id=607452

2017 Annual Colloquium on Fundamental Rights: https://ec.europa.eu/info/events/sustainable-development-goals/2017-annual-colloquium-fundamental-rights-2017-nov-20_en

 

Riflettiamo sull’Europa Quale futuro per l’Europa e quali risorse su cui contare.

Reflecting on Europe

Reflecting on Europe

L’Europa del futuro costruita dai suoi cittadini: una giornata di dibattito per raccogliere esigenze e necessità e per far parlare l’Europa dei fatti.

Mercoledì 8 Novembre 2017 ore 9:30 -13:00 (Ancona, Loggia dei Mercanti- via della Loggia)

Partecipa al dibattito!

Iscriviti online al seguente link:

https://marche.us13.list-manage.com/subscribe?u=a5ab102b94a1378860ba3326f&id=a5729020e5



22 NOVEMBRE 2017 CONFERENZA DEL PARLAMENTO EUROPEO SU UN PARTENARIATO RINNOVATO CON L’AFRICA

Conferenza Africa

Conferenza Africa

La conferenza tratterà i progressi già fatti ma anche quelli ancora da compiere nel campo della pace e della sicurezza, dei diritti umani e dello sviluppo sostenibile. I leader dell’Unione africana e di diversi paesi africani discuteranno con i membri del Parlamento europeo e il suo presidente, Antonio Tajani, e con l’Alta rappresentante per la politica estera dell’Unione Federica Mogherini.

I temi principali della discussione saranno l’uguaglianza di genere e i giovani, alla luce delle dinamiche demografiche africane.

La conferenza ad alto livello sull’Africa si terrà al Parlamento europeo a Bruxelles il 22 novembre in preparazione al vertice Africa-UE di Abidjan, Costa d’Avorio (29-30 novembre 2017).

  • Registrati entro il 16 novembre:

http://www.axs2epww.europarl.europa.eu/axs2epww/conference/32a8ae93-2bcb-48ca-9bbe-743c1ea87188/registration/form

National student fee and support systems in European higher education 2017/2018. Nuova pubblicazione da Eurydice.

Eurydice

Eurydice

Il rapporto, pubblicato annualmente, è costituito da una panoramica comparativa sui sistemi di tassazione e di supporto finanziario agli studenti in 42 sistemi di istruzione superiore europei, e da schede nazionali che offrono informazioni dettagliate su tasse, borse di studio, prestiti e altri benefit nei singoli paesi.

Link:

http://eurydice.indire.it/wp-content/uploads/2017/10/Fees-and-Support-2017-18-Final-report.pdf

FRONTIERE PIÙ INTELLIGENTI

Frontiere Intelligenti

Frontiere Intelligenti

La Commissione Europea nel 2013 ha presentato un pacchetto di proposte legislative ‘Frontiere intelligenti’ che avrebbero dovuto accelerare, facilitare e rafforzare le procedure di controllo dei viaggiatori di paesi terzi alle frontiere dell’Unione europea.

Il pacchetto comprende:

  1. Programma per viaggiatori registrati (RTP)
  2. Sistema di registrazione in ingresso/uscita (EES-Entry/Exit System)

L’Europa è una società mobile. Milioni di cittadini europei e cittadini di paesi terzi attraversano le frontiere interne ed esterne dell’area Schengen tutti i giorni. Nel 2015, più di 50 milioni di cittadini non europei hanno visitato l’Europa, infatti circa 200 milioni di persone hanno attraversato la frontiera esterna dell’area Schengen.

Oltre agli ingressi regolari però, la situazione mondiale (crisi e conflitti) ha innescato ingressi illegali. A seguito dei recenti attacchi terroristici e dei flussi migratori incontrollati nell'UE, il rafforzamento delle frontiere esterne dell'UE è stato una delle misure intese a garantire la sicurezza interna e preservare la libertà di movimento nello spazio Schengen. La Commissione europea propone pertanto di istituire un sistema automatizzato che raccoglie informazioni sui viaggiatori esentati dal visto prima del loro arrivo, al fine di determinare eventuali irregolari migrazioni, sicurezza o rischi per la salute pubblica ad essi associati.

Link:

 

PROGRAMMA DEI VIAGGIATORI REGISTRATI (RTP)

Prevede controlli semplificati per i “viaggiatori frequenti” che entrano nell’UE, resi possibili da un insieme di esami preventivi e controlli di sicurezza preliminari. L’RTP si avvarrà di controllo automatizzato alle frontiere ("porte automatiche") presso i principali valichi di frontiera, quali gli aeroporti che dispongono di questa moderna tecnologia.

Link:

EES (Entry/Exit System)

L’istituzione di un sistema di ingressi/uscite dell'UE  è ritenuta necessaria per affrontare i seguenti problemi:

  1. Abbreviare i tempi delle verifiche di frontiera e migliorare la qualità delle verifiche di  frontiera per i cittadini di paesi terzi
  2. Garantire un'individuazione sistematica e affidabile dei soggiornanti fuori termine
  3. Rafforzare la sicurezza interna e la lotta contro il terrorismo e le forme gravi di criminalità

La proposta di regolamento, già concordata informalmente con gli Stati membri, è stata approvata dal Parlamento Europeo in prima lettura, con emendamenti, il 25 ottobre 2017 con 477 voti favorevoli, 139 voti contrari e 50 astensioni. L’obiettivo perseguito è di rendere operativo l’EES dal 2020.

Link:

 

Un’altra proposta della Commissione Europea rispetto al problema delle frontiere è l’ETIAS (European Travel Information and Authorization  System): strumento che permetterà di rafforzare la sicurezza nell’UE instaurando controlli incrociati su chi oltrepassa le frontiere esterne.

È un sistema completamente elettronico che permette di conoscere le tracce dei turisti che non hanno bisogno del visto per entrare nell’area Schengen. Assomiglia, in un certo senso all’ESTA (Electronic System for Travel Authorization) che viene usato negli Stati Uniti. Le procedure legali per far passare l’ETIAS sono iniziate nel 2016, e si prevede che venga attivato entro il 2020.

La ragione principale per cui è stato approvato l’ETIAS è la sicurezza.

L’ETIAS assisterà gli Stati dell’UE e i viaggiatori in questo modo:

  • Ridurre i tempi per le procedure
  • Migliorare il controllo delle frontiere dell’UE
  • Assistere nell’individuazione di reati e terrorismo
  • Impedire immigrazioni irregolari
  • Rafforzare la politica di liberalizzazione dell’Europa.

Link:

 

AGGIORNAMENTO:

Il 20 novembre 2017, il Consiglio ha adottato il Regolamento per il Sistema Entry/Exit e il Regolamento che modifica lo Schengen Border Code in relazione al sistema di Entrata e di Uscita.

Link:

http://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2017/11/20/entry-exit-system-final-adoption-by-the-council/

 

60 ANNI DI LIBERTÀ DI CIRCOLAZIONE DELLE PERSONE NELL’UNIONE EUROPEA E CONTINUITÀ DEGLI STATUS FAMILIARI. LA PROBLEMATICA DELLE UNIONI CIVILI E DELLE CONVIVENZE

Convegno 25 ottobre 2017

Convegno 25 ottobre 2017

Il Centro di Documentazione Europea dell’Università di Macerata ha organizzato il 25 ottobre 2017 il Convegno ‘60 anni di libertà di circolazione delle persone nell’Unione Europea e continuità degli status familiari. La problematica delle unioni civili e delle convivenze’. L’evento si è tenuto presso l’Aula Verde del Polo Pantaleoni .

Il Convegno si inserisce all’interno del Progetto Nazionale dei CDE Italiani 2017 “60 anni di Unione Europea: sfide e prospettive per l’Europa di oggi e di domani” ed è stato supportato dalla Rappresentanza in Italia della Commissione Europea.

A dare inizio all’evento è stato il Magnifico Rettore Francesco Adornato che ha poi lasciato la parola al Prof. Ermanno Calzolaio, Direttore del Dipartimento di Giurisprudenza, i quali hanno dato il benvenuto  ai professori ospiti e al pubblico presente al Convegno.

L’evento si è sviluppato in due sessioni:  la prima, che ha occupato l’intera mattinata, dedicata alla libertà di circolazione delle persone e continuità degli status personali e familiari; la seconda, nel pomeriggio, ha trattato della disciplina sostanziale delle unioni civili e delle convivenze nell’ordinamento italiano e i problemi irrisolti.

Rispetto a queste due ampie tematiche i relatori hanno  poi approfondito riguardo le unioni civili e libertà di circolazione delle persone nello spazio di libertà, sicurezza e giustizia; unioni civili tra persone dello stesso sesso e non, evidenziando anche la differenza tra l’unione registrata, la convivenza e il matrimonio, come è cambiato il concetto di famiglia e di figli (problematica della filiazione) e la questione  delle adozioni in relazione agli argomenti precedentemente elencati.

Ha concluso l’evento il Dr. Calvigioni dell’Associazione Nazionale Ufficiali di Stato Civile e d’Anagrafe (ANUSCA) che ha illustrato le problematiche relative alla trascrizione delle unioni civili contratte all’estero nei registri dello stato civile, a sostegno del suo intervento ha anche illustrato delle situazioni realmente accadute.

I temi affrontati nell’intera giornata sono estremamente attuali, in effetti  il convegno ha ricevuto un grande successo soprattutto  tra gli studenti, ma anche la presenza di avvocati e ufficiali di stato civile e d’anagrafe non è mancata.

 

 

Mattina

Pomeriggio

Pubblico

AUTUMN 2017 ECONOMIC FORECAST

Autumn forecast

Autumn forecast

La Commissione Europea ha pubblicato il 9 novembre 2017, il suo ‘Autumn European Economic Forecast’ ossia le previsioni economiche dell’UE rispetto agli anni 2017, 2018 e 2019. Comprende anche i dati relativi alla crescita del PIL, dell’inflazione, dell’occupazione, del deficit, del bilancio pubblico e altro ancora. Queste previsioni riguardano i 28 Stati membri dell’Unione Europea, ma anche i paesi candidati e alcuni paesi non europei.

Leggi di più:

https://ec.europa.eu/commission/news/autumn-2017-economic-forecast-2017-nov-09_it

https://ec.europa.eu/info/business-economy-euro/economic-performance-and-forecasts/economic-forecasts/autumn-2017-economic-forecast_en

 

Education & Training Monitor 2017

Education and Training Monitor 2017

Education and Training Monitor 2017

La Commissione Europea ha pubblicato il 9 novembre 2017 l’Education & Training Monitor 2017.

La Commissione supporta gli Stati membri assicurandosi che i loro sistemi educativi siano efficienti.

L’osservazione infatti dimostra che questi stanno diventando sempre di più inclusivi ed efficaci.

L’ultima edizione dimostra però che mentre gli Stati membri stanno cercando di fare progressi per mettersi in linea con gli obiettivi di riforma e modernizzazione posti dall’UE, molti sforzi sono essenziali per raggiungere l’equità in questo campo.

 

Link Education & Training Monitor 2017 :

https://ec.europa.eu/education/sites/education/files/monitor2017_en.pdf

STUDY: EU JUSTICE AND HOME AFFAIRS AGENCIES: SECURING GOOD GOVERNANCE

Copertina

Copertina

Nuova pubblicazione del dipartimento politico per i diritti dei cittadini e gli affari costituzionali richiesta dalla Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni del Parlamento Europeo.

Link della pubblicazione:

http://www.europarl.europa.eu/RegData/etudes/STUD/2017/596812/IPOL_STU(2017)596812_EN.pdf

ASEAN-EU SUMMIT 13-14 novembre 2017

ASEAN-EU

ASEAN-EU

Oggi 14 novembre 2017 il Presidente Donald Tusk ha partecipato all’ASEAN-EU summit che si è tenuto a Manila, Filippine. È la prima volta che l’Unione Europea viene invitata, e a rappresentarla è il Presidente Donald Tusk. Ricorrono quest’anno i 40 anni dalla creazione delle relazioni tra l’Europa e l’Associazione delle nazioni sud-est asiatiche.

I leaders presenti all’evento dovrebbero accelerare gli sforzi verso un partenariato strategico e migliorare ulteriormente il dialogo e la cooperazione in materia di politica e sicurezza, basati sul nuovo piano d'azione UE-ASEAN 2018-2022.

Per saperne di più:

’40 years of EU_ASEAN Partnership and Prosperity. Trading and Investing together’:

Verso l’EUROPEAN EDUCATION AREA entro il 2025

EEArea2025

EEArea2025

La Commissione ha presentato oggi, 15 novembre, il suo contributo al Social Summit che si terrà a Gothenburg il 17 novembre, dove i leaders europei discuteranno della dimensione sociale dell’Europa, dell’educazione e della cultura. La Commissione vuole infatti creare un’European Education Area entro il 2025.

Quest’area si propone di:

  1. Incentivare la mobilità, in modo che diventi una realtà per tutti;
  2. Migliorare lo studio delle lingue straniere;
  3. Promuove la formazione continua;
  4. Supportare gli insegnanti;
  5. Creare un collegamento tra le Università Europee;
  6. Investire nell’educazione.

Per saperne di più:

https://ec.europa.eu/commission/news/towards-european-education-area-2025-2017-nov-14_it

http://europa.eu/rapid/press-release_IP-17-4521_en.htm

  1. https://ec.europa.eu/commission/sites/beta-political/files/leaders-working-lunch-mobility_en.pdf
  2. https://ec.europa.eu/commission/sites/beta-political/files/leaders-working-lunch-language-learning_en.pdf
  3. https://ec.europa.eu/commission/sites/beta-political/files/leaders-working-lunch-lifelong-learning_en.pdf
  4. https://ec.europa.eu/commission/sites/beta-political/files/leaders-working-lunch-teachers_en.pdf
  5. https://ec.europa.eu/commission/sites/beta-political/files/leaders-working-lunch-universities_en.pdf
  6. https://ec.europa.eu/commission/sites/beta-political/files/leaders-working-lunch-education_en.pdf

 

Aggiornamento:

Al Social Summit il Parlamento Europeo, il Consiglio e la Commissione Europea hanno proclamato congiuntamente l’European Pillar of Social Rights.

Nel Summit si è posta l’attenzione su come sfruttare al massimo le nuove opportunità e affrontare sfide comuni per il mercato del lavoro e i modelli di stato sociale di oggi e di domani.

Il Presidente Juncker ha affermato:

‘Quando mi sono insediato, una delle dieci priorità che ho presentato al Parlamento Europeo fu quella di creare delle basi per i diritti sociali, che oggi chiamiamo European Pillar of Social Rights. È una lunga lista di intenzioni, credenze e principi. Ma non vorrei che alcune menti brillanti considerino questo una poesia. Non è una poesia, ma un programma: prima di tutto un programma di principi, poi un programma di azioni.’

Link:



CONSIGLIO ‘AFFARI ESTERI’ 13/11/2017

Consiglio Affari Esteri 13 novembre

Consiglio Affari Esteri 13 novembre

Il 13 novembre 2017 si è tenuto il Consiglio di ‘Affari Esteri’. Durante l’evento sono stati trattati i seguenti temi: le relazioni UE-Africa, le comunicazioni strategiche dell’UE, la cooperazione di difesa e sicurezza, la cooperazione EU-NATO e la cooperazione strutturata permanente (PESCO).

I ministri di 23 Stati membri hanno firmato la notifica congiunta sulla cooperazione strutturata permanente (PESCO) e l'hanno trasmessa all'alto rappresentante e al Consiglio.

Gli Stati membri che hanno firmato la notifica congiunta sono: Austria, Belgio, Bulgaria, Repubblica ceca, Cipro, Croazia, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Ungheria, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Polonia, Romania, Slovenia, Slovacchia, Spagna e Svezia. Altri Stati membri potranno aderire in una fase successiva.

Link: http://www.consilium.europa.eu/it/meetings/fac/2017/11/13/

Cooperazione di difesa e sicurezza:

Conclusioni: http://www.consilium.europa.eu/media/31526/st14239en17.pdf

 

Foto Convegno

Foto Convegno.pdf — PDF document, 1,198 kB (1,227,565 bytes)

MISURE RESTRITTIVE DELL’UE

Locandina Misure restrittive

Locandina Misure restrittive

Le misure restrittive (o "sanzioni") sono uno strumento essenziale della Politica Estera e di Sicurezza Comune (PESC) dell'UE. Sono utilizzate dall'UE nell'ambito di un approccio politico integrato e globale comprendente il dialogo politico, attività congiunte da ambo i lati e il ricorso ad altri strumenti disponibili.

Gli obiettivi fondamentali nell'adozione delle sanzioni sono:

•           salvaguardare i valori, gli interessi fondamentali e la sicurezza dell'UE;

•           preservare la pace;

•           consolidare e sostenere la democrazia, lo stato di diritto, i diritti umani e i principi del diritto internazionale;

•           prevenire i conflitti e rafforzare la sicurezza internazionale.

Link: http://www.consilium.europa.eu/it/policies/sanctions/

http://www.esteri.it/mae/it/politica_europea/misure_deroghe

 

  • PROCEDURA DI ADOZIONE E DI RIESAME DELLE SANZIONI DELL'UE

Link: http://www.consilium.europa.eu/it/policies/sanctions/adoption-review-procedure/

 

  • QUANDO E IN CHE MODO L'UE ADOTTA MISURE RESTRITTIVE

Possono essere dirette a:

  • governi di paesi terzi a causa delle loro politiche;
  • entità (società) che forniscono gli strumenti per l'attuazione delle politiche in questione;
  • gruppi o organizzazioni quali i gruppi terroristici;
  • individui che sostengono le politiche in questione, sono coinvolti in attività terroristiche, ecc.

-’Aggiornamento delle migliori pratiche dell'UE per l'attuazione effettiva di misure restrittive.’

Link: http://data.consilium.europa.eu/doc/document/ST-15530-2016-INIT/it/pdf

 

  • TIPI DI SANZIONI

Link: http://www.consilium.europa.eu/it/policies/sanctions/different-types/

Mappa delle sanzioni: https://www.sanctionsmap.eu/

Sanzioni in vigore: https://eeas.europa.eu/sites/eeas/files/restrictive_measures-2017-01-17-clean.pdf

  • MISURE RESTRITTIVE IN VIGORE E DEROGHE

Afghanistan: http://www.esteri.it/mae/it/politica_europea/misure_deroghe/afghanistan.html

Al Qaeda/Isil (Da’esh) - Gruppi Terroristici: http://www.esteri.it/mae/it/politica_europea/misure_deroghe/sanzioni-al-qaeda-isil-da-esh-gruppi.html

Bielorussia: http://www.esteri.it/mae/it/politica_europea/misure_deroghe/bielorussia.html

Bosnia-Erzegovina: http://www.esteri.it/mae/it/politica_europea/misure_deroghe/bosnia-erzegovina.html

Burundi: http://www.esteri.it/mae/it/politica_europea/misure_deroghe/burundi.html

Congo (Repubblica Democratica del): http://www.esteri.it/mae/it/politica_europea/misure_deroghe/congo.html

Corea (Repubblica Democratica Popolare di): http://www.esteri.it/mae/it/politica_europea/misure_deroghe/corea.html

http://www.consilium.europa.eu/it/policies/sanctions/history-north-korea/

Costa d’Avorio: http://www.esteri.it/mae/it/politica_europea/misure_deroghe/costa_d_avorio.html

Egitto: http://www.esteri.it/mae/it/politica_europea/misure_deroghe/egitto.html

Eritrea: http://www.esteri.it/mae/it/politica_europea/misure_deroghe/eritrea.html

Guinea (Repubblica di): http://www.esteri.it/mae/it/politica_europea/misure_deroghe/guinea.html

Guinea-Bissau (Repubblica di): http://www.esteri.it/mae/it/politica_europea/misure_deroghe/guinea_bissau.html

Haiti: http://www.esteri.it/mae/it/politica_europea/misure_deroghe/haiti.html

Iran: http://www.esteri.it/mae/it/politica_europea/misure_deroghe/iran.html

http://www.consilium.europa.eu/it/policies/sanctions/iran/

Iraq: http://www.esteri.it/mae/it/politica_europea/misure_deroghe/iraq.html

Libano: http://www.esteri.it/mae/it/politica_europea/misure_deroghe/libano.html

Liberia: http://www.esteri.it/mae/it/politica_europea/misure_deroghe/liberia.html

Libia: http://www.esteri.it/mae/it/politica_europea/misure_deroghe/libia.html

Mali: http://www.esteri.it/mae/it/politica_europea/misure_deroghe/mali.html

Moldova: http://www.esteri.it/mae/it/politica_europea/misure_deroghe/moldova.html

Myanmar/Birmania: http://www.esteri.it/mae/it/politica_europea/misure_deroghe/myanmar_birmania.html

Repubblica Centrafricana: http://www.esteri.it/mae/it/politica_europea/misure_deroghe/repubblica_centrafricana.html

Russia/ Ucraina: http://www.consilium.europa.eu/it/policies/sanctions/ukraine-crisis/

http://www.esteri.it/mae/it/politica_europea/misure_deroghe/ucraina.html

Siria: http://www.esteri.it/mae/it/politica_europea/misure_deroghe/siria.html

Somalia: http://www.esteri.it/mae/it/politica_europea/misure_deroghe/somalia.html

Sudan: http://www.esteri.it/mae/it/politica_europea/misure_deroghe/sudan.html

Sud Sudan: http://www.esteri.it/mae/it/politica_europea/misure_deroghe/sudan_meridionale.html

Tunisia: http://www.esteri.it/mae/it/politica_europea/misure_deroghe/tunisia.html

Yemen: http://www.esteri.it/mae/it/politica_europea/misure_deroghe/yemen.html

Zimbabwe: http://www.esteri.it/mae/it/politica_europea/misure_deroghe/zimbabwe.html

 

 

 

 

RESETTLEMENT FRAMEWORK: IL CONSIGLIO È PRONTO PER NEGOZIARE

Resettlement Framework

Resettlement Framework

Il 15 novembre, il Comitato dei Rappresentanti Permanenti (COREPER) ha approvato, per conto del Consiglio, un mandato per le negoziazioni riguardo a un Regolamento che stabilisca un Quadro Europeo di Reinsediamento per l’ammissione di persone bisognose di protezione internazionale. Sulla base di questo mandato, sono iniziate negoziazioni con il Parlamento Europeo.

Gli obiettivi principali di questa bozza di norma sono:

  • Fornire strade sicure per l’Europa, riducendo a lungo termine il rischio di arrivi irregolari su larga scala;
  • Fornire regole comuni riguardo al reinsediamento e l’ammissione umanitaria;
  • Contribuire in modo efficace al reinsediamento globale e alle iniziative di ammissione umanitaria.

Il Consiglio ha adottato un piano biennale di reinsediamento e ammissione umanitaria, sulla base della proposta arrivata dalla Commissione.

Per saperne di più:

http://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2017/11/15/eu-resettlement-framework-council-ready-to-start-negotiations/

http://www.consilium.europa.eu/it/policies/migratory-pressures/legal-migration-pathways/

TRAFERIMENTO DELL’AGENZIA BANCARIA EUROPEA E DELL’AGENZIA EUROPEA PER I MEDICINALI

Regno Unito - EU

Regno Unito - EU

Le due agenzie dell'UE che hanno attualmente sede nel Regno Unito, l'Agenzia europea per i medicinali (EMA) e l'Autorità bancaria europea (ABE), devono essere trasferite a seguito dell’avviato processo di uscita del Regno Unito dall'UE.

Il 20 novembre i ministri dell'UE a 27 hanno selezionato Parigi, Francia, quale nuova sede dell'Autorità bancaria europea (ABE), ed hanno selezionato Amsterdam, Paesi Bassi, quale nuova sede dell'Agenzia europea per i medicinali (EMA).

La selezione si è svolta a margine del Consiglio "Affari generali" (Articolo 50) conformemente alla procedura approvata dai capi di Stato o di governo dell'UE a 27 il 22 giugno 2017.

Per saperne di più:

http://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2017/11/20/european-medicines-agency-to-be-relocated-to-city-country/

http://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2017/11/20/european-banking-authority-to-be-relocated-to-city-country/

INCONTRO ‘L’EUROPA CHE VOGLIAMO’

World Children's Day 2017

World Children's Day 2017

Il 20 novembre, durante la giornata mondiale dell’infanzia ragazzi e ragazze di tutta Europa hanno incontrato esperti dei diritti dell’infanzia al Parlamento europeo. L’incontro è stato organizzato dall’Intergruppo per i diritti dell’infanzia del Parlamento europeo, con la collaborazione di UNICEF e Eurochild.

L’evento ha avuto come scopo la promozione e la partecipazione dei più giovani e la volontà di assicurare che i deputati di oggi e del futuro si impegnino a mettere in pratica i diritti di tutti i bambini e di tutte le bambine.

Per saperne di più:

http://www.europarl.europa.eu/news/it/headlines/world/20171117STO88353/bambini-e-bambine-al-parlamento-europeo-per-parlare-del-futuro-dell-europa

http://www.childrightsmanifesto.eu/childrens-rights-ep-intergroup/about-the-intergroup

Nuove regole per guardare la TV online in tutta Europa

TV

TV

Martedì 21 novembre 2017 la Commissione Affari legali ha dato un parere positivo su una proposta che renderebbe più semplice per le tv di tutta Europa la pubblicazione dei propri contenuti online.

Il regolamento adesso in esame vuole dare la possibilità a chi si trova in un paese dell’Unione di accedere ai programmi di news e informazione delle radio-tv degli altri stati. Grazie a questo regolamento le radio-televisioni che vogliono offrire i propri programmi di informazione online in tutta l’UE avranno l’onere della liberatoria dei diritti in un singolo paese. La liberatoria varrà poi per tutta l’Unione.

Una volta che la plenaria confermerà questa approvazione cominceranno i negoziati con gli stati membri UE sulla legislazione finale.

Link: http://www.europarl.europa.eu/news/it/headlines/society/20171117STO88352/nuove-regole-per-guardare-la-tv-in-tutta-europa

Link Infografica: http://www.europarl.europa.eu/resources/library/images/20171117PHT88349/20171117PHT88349-cl.jpg

ANTIDUMPING

Locandina Antidumping

Locandina Antidumping

Che cosa significa dumping?

Nel linguaggio economico, il dumping è la vendita all’estero di una merce a prezzi inferiori a quelli praticati sul mercato interno, cioè quando un produttore vende un prodotto ad un prezzo più basso quando esporta in un altro paese rispetto al prezzo imposto nel proprio.

Come si comporta l’UE?

La politica commerciale dell'Unione europea è gestita esclusivamente a livello dell'UE, la quale ha competenza esclusiva in materia in base ai Trattati. La Commissione negozia accordi per conto dell'UE nell'ambito delle regole dell'Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC), collabora con i governi nazionali e il Parlamento europeo per mantenere il sistema globale e adattarlo ai cambiamenti sulla scena mondiale.

L'Unione europea è il più grande mercato unico del mondo. I consumatori e gli investitori, europei e internazionali, usufruiscono dei numerosi vantaggi offerti da un sistema semplificato, in un'area in cui persone, beni, servizi e denaro possono circolare liberamente.

Le importazioni dall'esterno dell’ UE hanno raggiunto €468,2 miliardi nel primo trimestre del 2017. Per evitare la concorrenza sleale nei confronti dei lavoratori e delle aziende europee, si impongono multe ai paesi terzi che si ritiene facciano dumping sui mercati europei.

Le novità:

  • il dumping sociale e ambientale sarà preso in considerazione nel valutare le misure antidumping,
  • la Commissione europea monitorerà la situazione nei Paesi esportatori e le imprese dell'UE potranno basarsi sulle relazioni della Commissione per presentare reclami,
  • non vi sarà alcun onere di prova supplementare per le imprese dell'UE nei casi di dumping, oltre all'attuale procedura,
  • le piccole e medie imprese riceveranno assistenza nella gestione dei reclami, e
  • tutte le parti interessate, in particolare i sindacati, potranno contribuire alle decisioni riguardanti le misure di difesa commerciale.

Il 15 novembre 2017 è stato approvato dalla Plenaria del Parlamento Europeo l’accordo informale sulle nuove norme con 554 voti a favore, 48 voti contrari e 80 astensioni.

Le nuove regole entreranno in vigore dopo l’approvazione formale da parte del Consiglio.

 

 

Link Procedura Antidumping: http://www.sviluppoeconomico.gov.it/index.php/it/commercio-internazionale/politica-commerciale-internazionale/misure-di-difesa-commerciale

Link REGOLAMENTO (UE) 2016/1036 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO dell'8 giugno 2016 relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri dell'Unione europea: http://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=celex:32016R1036

Principali partner commerciali Italia - Paesi Extra UE: http://www.europarl.europa.eu/resources/library/images/20171115PHT88129/20171115PHT88129-cl.jpg

Per saperne di più:

 

 

Citizenship Education at school in Europe 2017. Nuova pubblicazione da Eurydice.

Citizenship Education 2017

Citizenship Education 2017

Cos’è l’educazione alla cittadinanza? Come viene insegnata? Come vengono valutati gli studenti? Le competenze di cittadinanza possono essere sviluppate anche al di fuori della classe? Quale formazione e quale supporto ricevono gli insegnanti?

Il nuovo studio della rete Eurydice dedicato all’educazione alla cittadinanza, consente di dare risposta a queste e a numerose altre domande sull’offerta di educazione alla cittadinanza nelle scuole pubbliche di livello primario e secondario.

Link della pubblicazione: http://eurydice.indire.it/wp-content/uploads/2017/11/Citizenship_education_Final-Report-2017-1.pdf

Link dell’articolo: http://eurydice.indire.it/educazione-alla-cittadinanza-una-disciplina-per-formare-cittadini-consapevoli-di-uneuropa-multiculturale/

Blocchi geografici: sbloccare il commercio elettronico nell'UE

Commercio elettronico in UE

Commercio elettronico in UE

I blocchi geografici sono una pratica discriminatoria che impedisce ai clienti online di accedere e acquistare prodotti o servizi da un sito web basato in un altro Stato membro.

Il Consiglio e il Parlamento Europeo sono impegnati in negoziati sul contenuto del nuovo regolamento sui blocchi geografici.

Il progetto di regolamento si prefigge di eliminare la discriminazione fondata su:

  • la nazionalità dei clienti
  • il luogo di residenza
  • il luogo di stabilimento

Il divieto dei blocchi geografici costituisce un importante elemento della strategia per il mercato unico digitale.

Gli ambasciatori dell'UE hanno confermato il 29 novembre 2017 l'accordo raggiunto tra la presidenza estone e il Parlamento europeo per vietare i blocchi geografici ingiustificati nel mercato interno.

Il Consiglio e il Parlamento Europeo dovranno adottare il progetto di regolamento nei prossimi mesi. A seguito dell'adozione formale, il regolamento sarà pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell'UE e sarà applicabile nove mesi dopo la sua pubblicazione.

Per saperne di più:

http://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2017/11/29/geo-blocking-eu-ambassadors-confirm-agreement-on-removing-barriers-to-e-commerce/

http://www.consilium.europa.eu/it/policies/geo-blocking/

Infografica: http://www.consilium.europa.eu/it/infographics/geo-blocking/

Approvato il bilancio UE 2018: sostegno a giovani, crescita e sicurezza

Bilancio UE 2018

Bilancio UE 2018

Per il bilancio del prossimo anno, i deputati hanno previsto un maggiore sostegno per i giovani disoccupati e più finanziamenti per le PMI, i programmi di ricerca e l’Erasmus.

Gli stanziamenti d'impegno per il 2018 ammontano complessivamente a 160,1 miliardi di euro e gli stanziamenti di pagamento a 144,7 miliardi di euro.

Dopo l’approvazione formale da parte del Consiglio dell’accordo provvisorio sul bilancio 2018, il Parlamento ha approvato il 30 novembre 2017, il bilancio con 295 voti in favore, 154 voti contrari e 197 astensioni.

L’atto legislativo è stato poi firmato dal Presidente Antonio Tajani.

Link: http://www.europarl.europa.eu/news/it/press-room/20171127IPR88936/approvato-il-bilancio-ue-2018-sostegno-a-giovani-crescita-e-sicurezza

EUROPEAN PILLAR OF SOCIAL RIGHTS

Locandina European Pillar of Social Rights

Locandina European Pillar of Social Rights

Il Presidente della Commissione Europea, Jean-Claude Juncker e il Primo Ministro svedese Stefan Löfven hanno ospitato il Summit Sociale a Göteborg il 17 novembre 2017, focalizzandosi sulla promozione di condizioni di lavoro eque e crescita.

Hanno partecipato, oltre ai Presidenti del Parlamento europeo, Antonio Tajani, del Consiglio dell’Unione Europea, Jüri Ratas, e della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, anche Marianne Thyssen, Commissario Europeo per l'occupazione, gli affari sociali e l'integrazione e Valdis Dombrovskis, Vice-Presidente della Commissione Europea.

I Presidenti del Parlamento europeo, del Consiglio dell’Unione europea e della Commissione europea hanno adottato, nella forma di una dichiarazione congiunta, un documento intitolato ‘European Pillar of Social Rights’ (‘Pilastro Europeo dei diritti sociali’).

Erano presenti al Summit i Capi di Stato e di Governo, partner sociali e altri importanti persone impegnate a lavorare insieme per creare un’Europa più sociale e promuovere la crescita.

Il pilastro europeo dei diritti sociali, pur nel rispetto dei limiti delle competenze dell’Unione nelle materie interessate come definiti nei Trattati, mira a promuovere più elevati standards di tutela per i diritti per i cittadini. Si articola in tre categorie principali (suddivise in 20 principi):

  1. pari opportunità ed accesso al mercato del lavoro;
  2. condizioni di lavoro eque;
  3. protezione sociale ed inclusione.

 

  • PARI OPPORTUNITÀ E ACCESSO AL MERCATO DEL LAVORO
  1. Istruzione, formazione e apprendimento permanente
  2. Parità di genere
  3. Pari opportunità
  4. Sostegno attivo all’occupazione
  • CONDIZIONI DI LAVORO EQUE
  1. Occupazione flessibile e sicura
  2. Retribuzioni
  3. Informazioni sulle condizioni di lavoro e sulla protezione in caso di licenziamento
  4. Dialogo sociale e coinvolgimento dei lavoratori
  5. Equilibrio tra attività professionale e vita familiare
  6. Ambiente di lavoro sano, sicuro e adeguato e protezione dei dati
  • PROTEZIONE SOCIALE ED INCLUSIONE
  1. Assistenza all’infanzia e sostegno ai minori
  2. Protezione sociale
  3. Prestazioni di disoccupazione
  4. Reddito minimo
  5. Reddito e pensioni di vecchiaia
  6. Assistenza sanitaria
  7. Inclusione delle persone con disabilità
  8. Assistenza a lungo termine
  9. Alloggi e assistenza per i senzatetto
  10. Accesso ai servizi essenziali

 

European Pillar of Social Rights: https://ec.europa.eu/commission/sites/beta-political/files/social-summit-european-pillar-social-rights-booklet_en.pdf

Leggi di più nei seguenti link:

 

 

 

 

 

 

Mário Centeno: nuovo Presidente dell’Eurogruppo

Mário Centeno

Mário Centeno

L’Eurogruppo ha eletto il 4 dicembre 2017 Mário Centeno Presidente dell’Eurogruppo.

Il Presidente si insedierà il 13 gennaio e resterà in carica per due anni e sei mesi.

Mário Centeno è stato eletto Ministro delle Finanze in Portogallo il 26 novembre 2015.

L’Eurogruppo è un organo informale dove i Ministri degli Stati Membri della zona euro discutono di interessi comuni in relazione alla questione dell’euro, moneta unica. In particolare, l’Eurogruppo focalizza la sua attenzione sulla coordinazione delle politiche economiche e di solito si riunisce una volta al mese, alla vigilia del Consiglio Economia e Finanza.

Link:

Movimenti di denaro transfrontalieri: rafforzamento dei controlli

Movimenti di denaro transfrontalieri

Movimenti di denaro transfrontalieri

La Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni del Parlamento Europeo il 4 dicembre ha votato per rafforzare i controlli di denaro contante in Europa sia in entrata che in uscita.

Le nuove regole revocano il First Cash Control Regulation (CCR) del 2005, nel quale veniva richiesto di dichiarare somme maggiori di 10.000 euro sia in entrata che in uscita.

I Membri del Parlamento sono d’accordo per:

  • Consentire alle autorità di ritirare somme di denaro sospette anche se inferiori a 10.000 euro;
  • Dare una nuova definizione di ‘cash’;
  • Rendere obbligatorio dichiarare le somme ‘non accompagnate’ nel trasporto merci.

 

Link:

http://www.europarl.europa.eu/news/it/press-room/20171204IPR89410/cross-border-cash-movements-tightening-up-anti-terror-and-crime-checks

https://ec.europa.eu/transparency/regdoc/rep/10102/2016/EN/SWD-2016-470-F1-EN-MAIN-PART-1.PDF

First Cash Control Regulation (2005):

http://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/PDF/?uri=CELEX:32005R1889&rid=1

Il principio di legalità dei reati e delle pene. La sentenza Taricco.

La sentenza Taricco.

La sentenza Taricco.

Il 5 dicembre 2017 la Corte di Giustizia si è pronunciata con la sentenza c.d. Taricco bis (M.A.S., M.B.).

In tale sentenza, la Corte ha interpretato l'articolo 325 TFUE, secondo cui l’UE e gli Stati membri hanno il dovere di combattere contro la frode e tutte le altre attività illegali che ledono gli interessi finanziari dell'Unione, e di offrire una protezione efficace a tali interessi.

In caso di frodi gravi in materia di IVA, l’obbligo per gli Stati membri di cooperare efficacemente alla loro repressione, nell’interpretazione datane dalla Corte di giustizia nella precedente  sentenza Taricco (Corte di giustizia UE, sent.8 settembre 2015, in causa C-105/14), incontra, secondo quanto affermato dalla Corte costituzionale italiana (Corte costituzionale, ord. n. 24/2017), il limite del rispetto del principio di legalità.

Nella sentenza relativa alla causa C-42/17, depositata il 5 dicembre 2017, la Corte di Giustizia UE, risolvendo la questione pregiudiziale sollevata dalla Corte costituzionale italiana con l’ordinanza n. 24/2017 sopra richiamata, ha concluso che l’obbligo di tutelare gli interessi finanziari dell’Unione, previsto dall’art. 325, paragrafo 1 e 2, del TFUE, deve essere conciliato con il principio della legalità dei reati e delle pene. Pertanto nei casi di frodi IVA gravi i giudici nazionali, nella specie italiani, non sono tenuti a disapplicare le norme nazionali sulla prescrizione dei reati se la disapplicazione di queste norme si pone  in contrasto con tale principio.

L’art.325 TFUE (Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea) prevede:

1. L'Unione e gli Stati membri combattono contro la frode e le altre attività illegali che ledono gli interessi finanziari dell'Unione stessa mediante misure adottate a norma del presente articolo, che siano dissuasive e tali da permettere una protezione efficace negli Stati membri e nelle istituzioni, organi e organismi dell'Unione.

2. Gli Stati membri adottano, per combattere contro la frode che lede gli interessi finanziari dell'Unione, le stesse misure che adottano per combattere contro la frode che lede i loro interessi finanziari.

3. Fatte salve altre disposizioni dei trattati, gli Stati membri coordinano l'azione diretta a tutelare gli interessi finanziari dell'Unione contro la frode. A tale fine essi organizzano, assieme alla Commissione, una stretta e regolare cooperazione tra le autorità competenti.

4. Il Parlamento europeo e il Consiglio, deliberando secondo la procedura legislativa ordinaria, previa consultazione della Corte dei conti, adottano le misure necessarie nei settori della prevenzione e lotta contro la frode che lede gli interessi finanziari dell'Unione, al fine di pervenire a una protezione efficace ed equivalente in tutti gli Stati membri e nelle istituzioni, organi e organismi dell'Unione.

5. La Commissione, in cooperazione con gli Stati membri, presenta ogni anno al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione sulle misure adottate ai fini dell'attuazione del presente articolo.

 

 

Cronistoria della vicenda Taricco: http://rivista.eurojus.it/il-principio-di-legalita-dei-reati-e-delle-pene-dal-tribunale-di-cuneo-verso-la-corte-costituzionale-attraverso-la-corte-di-giustizia-ue/

Ordinanza 17 gennaio 2014 del Tribunale di Cuneo: https://www.penalecontemporaneo.it/upload/1391714331rinvio_pregiudiziale_Cuneo.pdf

Sentenza del 8 settembre 2015 della Corte di giustizia, Grande Sezione: http://curia.europa.eu/juris/document/document.jsf;jsessionid=9ea7d0f130d5b2c0e3cc06b645039b5381838a89588d.e34KaxiLc3eQc40LaxqMbN4PaNiPe0?text=&docid=167061&pageIndex=0&doclang=IT&mode=lst&dir=&occ=first&part=1&cid=1176291

Ordinanza 16 novembre 2015 del Tribunale di Cuneo: http://rivista.eurojus.it/wp-content/uploads/2017/12/ordinanza-16-novembre-2015-.pdf

Decreto 16 novembre 2015 del Tribunale di Cuneo: http://rivista.eurojus.it/wp-content/uploads/2017/12/GUP-Cuneo-16.11.2015-decreto.pdf

Ordinanza 18 settembre 2015 Corte d’Appello di Milano: https://www.penalecontemporaneo.it/upload/1442596551Ord_rim_18.9.15.pdf

Ordinanza 30 Marzo 2015 della Corte Suprema di Cassazione: https://www.penalecontemporaneo.it/upload/1468419448ordinanza_qlc_28346_2016.pdf

Ordinanza n.24/2017, 23 novembre 2016, dep. 26 gennaio 2017, della Corte Costituzionale:

https://www.cortecostituzionale.it/stampaPronunciaServlet?anno=2017&numero=24&tipoView=P

Sentenza della Corte di Giustizia del 5 dicembre 2017: http://curia.europa.eu/juris/document/document.jsf?text=&docid=197423&pageIndex=0&doclang=IT&mode=req&dir=&occ=first&part=1&cid=520532

Causa C-42/17: http://curia.europa.eu/juris/liste.jsf?language=it&td=ALL&num=C-42/17

Altri link:

UE, 5 ministri delle Finanze scrivono agli Usa: “La riforma fiscale di Trump ci preoccupa molto”

Donald Trump

Donald Trump

La riforma fiscale avviata da Donald Trump «causa preoccupazioni significative da una prospettiva europea». Con una lettera firmata dai ministri delle Finanze dei cinque Paesi più grandi – Germania, Francia, Regno Unito, Italia e Spagna – l’Europa lancia un appello alla Casa Bianca, chiedendo un «compromesso più bilanciato» in vista dell’approvazione definitiva. Dunque una retromarcia. Perché «è importante che la sovranità del governo Usa sulla politica fiscale interna sia esercitata in coerenza con gli obblighi internazionali che ha sottoscritto», per evitare «un impatto distorsivo sul commercio internazionale».

Per saperne di più:

L’UNIONE EUROPEA E IL GIAPPONE HANNO CONCLUSO L’ACCORDO DI PARTENARIATO ECONOMICO

UE-Japan

UE-Japan

Il commissario del commercio Cecilia Malmström e il ministro degli Esteri giapponese Taro Kono hanno annunciato l’8 dicembre 2017 la conclusione positiva delle discussioni finali sull'accordo di partenariato economico UE-Giappone.

Il presidente Jean-Claude Juncker ha dichiarato:

"Questa è l'Unione europea al meglio, producendo risultati sia sul piano della forma che della sostanza. L'UE e il Giappone inviano un messaggio potente in difesa di un commercio aperto, equo e basato sulle regole: questo accordo sancisce valori e principi comuni e apporta vantaggi tangibili a entrambe le parti, salvaguardando le rispettive sensibilità. In linea con l'impegno assunto a luglio, abbiamo finalizzato le discussioni prima della fine dell'anno: faremo il necessario per presentare l'accordo al Parlamento Europeo e agli Stati membri dell'UE in modo che le nostre aziende e i nostri cittadini possano iniziare a esplorare il suo pieno potenziale prima della fine del mandato della mia Commissione".

La conclusione di questi negoziati è un'importante pietra miliare che consente di dare attuazione al più grande accordo commerciale bilaterale mai negoziato dall'Unione europea.

Per saperne di più:

https://ec.europa.eu/commission/news/eu-and-japan-finalise-economic-partnership-agreement-2017-dec-08-0_it

http://europa.eu/rapid/press-release_STATEMENT-17-5182_en.htm

http://trade.ec.europa.eu/doclib/press/index.cfm?id=1687

http://ec.europa.eu/trade/policy/in-focus/eu-japan-economic-partnership-agreement/

http://ec.europa.eu/trade/policy/countries-and-regions/countries/japan/

Piano di investimenti per l’Europa: ecco come sta sostenendo l’economia europea

FEIS

FEIS

Il Parlamento europeo in seduta plenaria ha approvato, il 12 dicembre 2017, l’estensione del Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS) per altri tre anni, fino alla fine del 2020, con l’obiettivo di generare fino a un totale di 500 miliardi di investimenti.

L’Italia è il secondo paese dell’UE per fondi ricevuti, con 6,4 miliardi di euro di investimenti, che si stima possano generare un totale di oltre 36 miliardi di investimenti.

Per saperne di più:

http://www.europarl.europa.eu/news/it/headlines/economy/20171208STO89941/piano-di-investimenti-per-l-europa-ecco-come-sta-sostenendo-l-economia-europea

https://ec.europa.eu/commission/priorities/jobs-growth-and-investment/investment-plan-europe-juncker-plan_it

http://www.europarl.europa.eu/news/it/headlines/economy/20150717STO83411/stimolare-l-economia-europea-piano-di-investimenti-juncker-ha-spiegato

Servizio Allerta febbraio 2018

Servizio Allerta febbraio 2018

Servizio ALLERTA febbraio.pdf — PDF document, 125 kB (128,574 bytes)

Tirocini e offerte di lavoro per studenti

Stage e tirocini

Stage e tirocini

Lo Europe Direct presso la Regione Marche pubblica il primo numero di ALLERTA con informazioni su tirocini e offerte di lavoro per i giovani.

Incontro 2018 bando Erasmus

Incontro 2018 bando Erasmus.pdf — PDF document, 111 kB (113,848 bytes)

Erasmus+ Bando 2018

Erasmus 2018-2019

Erasmus 2018-2019

Gli studenti sono invitati a partecipare all’incontro che si svolgerà martedì 27 Febbraio, alle ore 14.00, presso l'Aula 1 del Dipartimento di Giurisprudenza con la partecipazione del Prof. Fabrizio Marongiu Buonaiuti (Delegato Erasmus) e del Sig. Enrico Ferretti (in rappresentanza dell' IRO).

SESSIONE PLENARIA DEL PARLAMENTO EUROPEO : 12-15 MARZO 2018

Il Parlamento Europeo di Strasburgo, Francia

Il Parlamento Europeo di Strasburgo, Francia

Da Lunedì 12 a Giovedì 15 Marzo, il Parlamento Europeo si riunisce a Strasburgo per una sessione plenaria.

 

Le seguenti tematiche saranno trattate nel corso della sessione:

  • La violenza contro le donne e la ratifica della Convenzione di Istanbul da i Stati Membri (Lunedì 12 marzo);
  • Brexit: I futuri rapporti tra UE e Regno Unito (Discussione: 13 marzo; votazione: 14 marzo);
  • Il prossimo bilancio a lungo termine dell’UE (Discussione: 13 marzo; votazione: 14 marzo);
  • La situazione in Siria: I deputati chiedono al regime siriano di porre fine al massacro di Ghouta (Discussione initiata durante la sessione di Febbraio, prosecuzione il 13 marzo; votazione: 15 marzo);
  • Dazi statunitensi su acciaio e alluminio: proteggere posti di lavoro e imprese UE (Mercoledì 14 Marzo);
  • Futuro dell'Europa: dibattito con il Primo ministro portoghese António Costa (Mercoledì 14 marzo);
  • Sicurezza dei giornalisti e uso improprio dei fondi europei in Slovacchia (Discussione: 14 marzo; votazione durante la sessione plenaria di Aprile);
  • Tassazione delle aziende e revisione del sistema fiscale societario dell'UE (Discussione: 14 marzo; votazione: 15 marzo).

Gli aggiornamenti relativi ai diversi punti saranno caricati doppo le discussione.

 

Per saperne di più sulle tematiche :

http://www.europarl.europa.eu/news/it/headlines/eu-affairs/20180301STO98929/prossimamente-alla-plenaria-brexit-bilancio-dell-ue-imposte-sulle-societa

http://www.europarl.europa.eu/news/it/agenda/briefing/2018-03-12

Per seguire le discussioni:

http://www.europarl.europa.eu/plenary/it/home.html?tabActif=next

 

Aggiornamenti:

- Dibattito sulla questione delle violenze contro le donne e sulla Convenzione d’Istanbul.

Lunedì 12 Marzo, i deputati europei hanno discusso con il Commissario A. Ansip della ratifica della Convenzione d’Istanbul (‘Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica’) che è stata ratificata dall’UE nel giugno 2017 e da 17 Stati Membri. La Convenzione d’Istanbul è considerata il mezzo migliore per combattere le violenze contro le donne.

I deputati hanno sottolineato che ci sono ancora 11 Stati Membri che non hanno ratificata la Convenzione, tra cui la Bulgaria, Ungheria, Irlanda, Lussemburgo e Regno Unito.

I deputati hanno chiesto alla Commissione Europea e al Concilio dell’UE di prendere una decisione per fare ratificare questa Convenzione da tutti gli Stati Membri.

(http://www.europarl.europa.eu/news/it/press-room/20180309IPR99425/violence-against-women-all-eu-countries-must-ratify-the-istanbul-convention - In Inglese)

 

- Relazioni commerciali tra USA e UE: Proteggere lavoro in Europa.

Dopo la decisione presa dal Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, i sindacati e rappresentanti europei del settore siderurgico si sono riuniti a Bruxelles Lunedì 2 marzo per discutere con il Commissario Europeo per il commercio Cecilia Malmström.

Mercoledì 14 marzo, Il Commissario ha discusso con i deputati europei a proposito delle misure fiscale prese dal Presidente USA e delle loro conseguenze. La finalità di questo dibattito è di adottare contromisure per proteggere l’industria dell’acciaio e dell’alluminio nell’UE.
I deputati hanno denunciato la decisione statunitense ma non vogliono una guerra commerciale. Hanno chiesto all’UE di allearsi con altri paesi colpiti dai nuovi dazi imposti su acciaio e alluminio per ridurre gli effetti del protezionismo.

( http://www.europarl.europa.eu/news/it/press-room/20180309IPR99441/restrizioni-commerciali-usa-proteggere-posti-di-lavoro-e-imprese-europee
http://it.euronews.com/2018/03/13/l-industria-siderurgica-europea-unita-contro-trump

http://www.europarl.europa.eu/news/it/press-room/20180309IPR99430/us-tariffs-avoid-trade-wars-and-tackle-global-overcapacity-in-steel-instead
- in Inglese)

 

- Futuro dell’Europa: dibattito con A. Costa, Primo Ministro portoghese.

Mercoledì 14 marzo, i deputati europei hanno avuto occasione di discutere del futuro dell’Europa con il Primo Ministro e il Presidente del Portogallo Antònio Costa e Antonio Tajani.

Questo dibatto era il terzo di questo tipo: il Taioseach irlandese e il Primo ministro Croato avevano già parlato in Parlamento sul futuro dell’Unione durante le precedente sessioni plenarie. La prossima discussione sul tema si farà con il Presidente Francese durante la sessione di Aprile.

Il Primo Ministro Portoghese ha dichiarato "Non possiamo aspettare di più dell'Europa se non diamo di più all'Europa" prima di aggiungere che il Portogallo è pronto a contribuire di più per l'UE.

(http://www.europarl.europa.eu/news/it/press-room/20180309IPR99442/futuro-dell-europa-dibattito-con-il-primo-ministro-portoghese-antonio-costa
http://www.europarl.europa.eu/news/it/press-room/20180309IPR99429/we-cannot-expect-more-from-europe-without-giving-more-to-it-says-portuguese-pm - In Inglese)

 

- Rapporti futuri tra UE e Gran Bretagna.

Durante i dibattito del 13 marzo, i deputati europei hanno dichiarato che un accordo di associazione tra l’Unione Europea e il Regno Unito potrebbe essere il contesto adatto per i rapporti post-Brexit. Hanno anche sottolineato che qualsiasi forma prenderanno i rapporti, non dovrebbero cambiare il mercato unico, l’unione doganale o l’ordinamento giuridico comunitario.
I deputati hanno chiesto al Regno Unito e alla Commissione Europea di mantenere delle relazioni effettive sulla questione dei diritti dei cittadini e di entrare in negoziazione relativamente alla frontiera con l’Irlanda. Hanno anche insistito sul bisogno di chiarezza sulla posizione del Primo Ministro britannico, Theresa May.
Nel contesto attuale della constante crescita dell’euroscetticismo, il deputato Europeo e ex-leader dello Ukip (Partito per l’indipendenza del Regno Unito) Nigel Farage ha chiesto a Theresa May di schierarsi contro la Commissione europea per fare “un favore non solo al popolo britannico, ma anche all’intera Europa.”

I deputati europei hanno votato in favore di un accordo di associazione tra UE e Regno Unito dopo la Brexit. La risoluzione è stata approvata dal Parlamento Europeo mercoledì con 544 voti in favore (77%), 110 voti contrari e 51 astensioni. Il progetto per le relazioni dopo l’uscita del Regno Unito nel marzo 2019 dovrebbe fondarsi su quattro pilastri principali: un accordo di libero scambio per mantenere relazioni economiche e commerciali, sicurezza interna, collaborazione per quanto riguarda politica estera e di difesa e cooperazione tematica su temi particolari come innovazione e ricerca.
Gli Eurodeputati hanno dichiarato che questo quadro futuro dovrebbe essere coerente.

Questa risoluzione sarà trattata durante il prossimo Vertice dei capi di Stato e di governi dell’UE la settimana prossima. Durante questo Vertice, i leader europei discuteranno della possibilità di creare un ‘periodo di transizione’ per mantenere il Regno Unito nell’unione doganale e nel mercato unico europeo per ancora due anni.

La risoluzione sostiene anche la proposta della Commissione Europea a proposito della frontiera tra Regno Unito e Irlanda del Nord: questa frontiera non dovrebbe essere ristabilita, per salvaguardare i diritti dei cittadini Europei e Britannici.

( http://www.europarl.europa.eu/news/it/press-room/20180309IPR99418/meps-discuss-future-eu-uk-relations-after-brexit
http://it.euronews.com/2018/03/13/brexit-dibattito-accesso-e-schermaglie-al-parlamento-ue
http://www.europarl.europa.eu/news/it/press-room/20180309IPR99418/brexit-il-pe-chiede-un-accordo-di-associazione-tra-ue-e-regno-unito
http://it.euronews.com/2018/03/14/brexit-europarlamento-vuole-accordo-di-associazione-ue-regno-unito
http://www.votewatch.eu/en/term8-guidelines-on-the-framework-of-future-eu-uk-relations-motion-for-resolution-vote-resolution-as-a-who.html )

 

- Protezione dei giornalisti nell’UE e situazione in Slovacchia.

Mercoledì 14 marzo, i deputati hanno discusso della situazione in Slovacchia dopo l'assassinio del giornalista Ján Kuciak e della sua compagna Martina Kušnírová la settimana scorza.
Questo dibattito segue l’arrivo di una delegazione di sei eurodeputati in Slovacchia l’8 e 9 marzo.
I deputati europei hanno anche discusso di quello che J. Kuciak aveva scoperto per il suo ultimo articolo che è stato pubblicato postumo : l’uso improprio dei fondi europei da parte dei politici Slovacchi e i potenziali legami tra il potere politico e gruppi criminali.
La discussione sarà seguita da una risoluzione del Parlamento Europeo, che sarà votata durante la prossima sessione plenaria in Aprile.

Il Parlamento Europeo ha chiesto l’apertura di un’inchiesta Europol sul omicidio di J. Kuciak e della sua compagna per proteggere meglio i giornalisti e le persone che denunziano problemi importanti nell’UE.
I deputati della delegazione UE presente in Slovacchia la scorza settimana hanno concluso che “esiste un problema sistemico sul controllo della spesa dei fondi europei negli stati membri, inclusa la Slovacchia” secondo Benedek Jávor, uno dei parlamentari della delegazione.

L’assassinio del giornalista e le rivelazione fatte nel suo articolo postumo hanno creato una grave crisi politica in Slovacchia. Dopo le proteste organizzate nel paese, il Ministro dell’interno ha dato le dimissioni e il Primo Ministro Robert Fico ha annunciato anche le sue dimissioni. Secondo il deputato europeo Ivan Tefanec “nuove elezioni in Slovacchia siano la soluzione più giusta e migliore per il Paese.”

( http://www.europarl.europa.eu/news/it/press-room/20180309IPR99443/sicurezza-dei-giornalisti-in-slovacchia-e-nell-ue-dibattito-oggi-alle-15-45
http://www.europarl.europa.eu/news/it/press-room/20180309IPR99421/murder-of-jan-kuciak-meps-urge-eu-investigation-actions-to-protect-journalists
http://it.euronews.com/2018/03/14/omicidio-del-giornalista-slovacco-il-parlamento-ue-vuole-aprire-un-inchiesta
http://www.ansa.it/europa/notizie/rubriche/altrenews/2018/03/15/slovacchia-il-premier-fico-offre-le-dimissioni_871f2a76-753b-4842-b0e0-96f742030a84.html )

 

- Bilancio a lungo termine dell’UE.

Mercoledì 14 marzo, i deputati europei hanno adottato due risoluzioni per il prossimo bilancio a lungo termine dell’Unione (Quadro Finanziario Pluriennale, QFP ; MFF in Inglese) che entrerà in vigore nel 2021.

La Brexit era al centro di una prima proposizione presentata dal Eurodeputato polacco Jan Olbrycht e dalla deputata francese Isabelle Thomas; sono state proposte nuove priorità finanziare per compensare le perdite causate dalla Brexit. La proposta sottolinea la necessità di sostenere la ricerca, il programma Erasmus+, le piccole e medie imprese e la lotta contro la disoccupazione dei giovani. Questa proposta risponde anche alle nuove sfide incontrate dagli Stati membri come il cambiamento climatico o le migrazioni.
Due altri Eurodeputati, il Belga Gérard Deprez e il Polacco Janusz Lewandowski hanno proposto un nuovo sistema di contribuzione al QFP basato sulla creazione di nuove risorse finanziarie come tasse ambientali o un’imposta sulle transazioni finanziarie.

La prima proposta di risoluzione è stata adottata con 458 voti in favore, 177 contrari e 62 astensioni. La proposta sul sistema di risorse UE è stata adottata con 442 voti in favore, 166 contrari e 88 astensioni.

Per saperne di più sul QFP (PDF; in Inglese): "What is the MFF?"
( http://www.europarl.europa.eu/news/it/headlines/economy/20180308STO99326/bilancio-ue-a-lungo-termine-ecco-cosa-chiede-il-parlamento-europeo
http://www.europarl.europa.eu/news/it/press-room/20180309IPR99420/il-bilancio-ue-dopo-il-2020-deve-essere-all-altezza-degli-obiettivi-politici )

 

- Violazioni dei diritti umani nel mondo

Giovedì 15 marzo, i deputati europei hanno discusso delle violazioni dei diritti umani nelle Maldive, in Sudan e in Uganda e hanno chiesto a questi tre paesi di rispettare i diritti umani e di porre fine  alla tortura a alle uccisioni seriali in Uganda.
Le tre proposte di risoluzione sono state adottate nello stesso giorno.

  • Il Parlamento Europeo ha chiesto al Governo delle Maldive di revocare lo stato d’emergenza che ha condotto a numerosi arresti ingiustificati e alla perdita di valore dei diritti umani e politici nel paese. I giornalisti, blogger e i difensori dei diritti umani sono le prime vittime di questa politica. I deputati hanno anche denunciato la reintroduzione della pena di morte nella legge nazionale.
  • Per quanto riguarda la situazione in Sudan, i deputati hanno chiesto al Governo di liberare i difensori dei diritti umani che sono incarcerati, incluso il militante Salih Mahmoud Osman, che ha ricevuto il premio Sacharov nel 2007. Il parlamento europeo ha chiesto al Governo Sudanese di porre fine alle torture sulle persone in carcere e gli ha anche chiesto di ratificare la Convenzione dell’ONU sull’eliminazione di tutte le forme di discriminazione nei confronti delle donne.
  • Il Parlamento europeo ha condannato i “mercy killings” in Uganda che consistono nell’uccisione dei bambini con disabilità. Gli eurodeputati hanno chiesto all’amministrazione Ugandese di proteggere le persone con disabilità e di aiutarle a preservare la loro dignità.
    La Commissione Europea, insieme agli Stati Membri ha deciso di collaborare col Governo Ugandese, con ONG e con la società civile per promuovere l’inclusione.

(http://www.europarl.europa.eu/news/it/press-room/20180309IPR99436/human-rights-the-maldives-sudan-and-uganda)

 

Riforma dell’Europass.

Mercoledì 14 marzo due eurodeputati –Svetoslav Malinnov e Thomas Mann hanno presentata una proposta di riforma dello sistema Europass per migliorare l’accessibilità in versione digitale. L’Europass è un sistema europeo che permette a tutti i cittadini dell’Unione di fare il curriculum in modo chiaro e uniforme. L’Europass è un mezzo per facilitare la ricerca di lavoro all’interno dell’UE.

Il deputato Thomas Mann ha dichiarato che l’Europass digitale deve essere reso più semplice, anche per le persone con disabilità.
La riforma dei deputati comprende un nuovo strumento chiamato e-portfolio, “una cartella che contiene tutto ciò che serve” come ha spiegato il deputato Svetoslav Malinov. Un sistema intelligente per individuare le competenze del personale sarà anche disponibile per le aziende.

La proposta è stata messa al voto giovedì 15 e è stata adottata con 587 voti in favore, 37 contrari e 20 astensioni.

( http://www.europarl.europa.eu/news/it/headlines/society/20180308STO99330/europass-per-un-mercato-europeo-del-lavoro-accessibile-a-tutti
http://www.votewatch.eu/en/term8-europass-framework-for-skills-and-qualifications-draft-legislative-resolution-provisional-agreement-.html )

 

- Situazione in Siria:

Giovedì 15 marzo, gli eurodeputati hanno discusso della situazione in Siria dopo l’adozione di un Cessate il fuoco per 30 giorni dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite il 24 febbraio.

I deputati hanno denunciato la violenza crescente in Siria, particolarmente dalle parte del regime siriano e dei suoi alleati, Russia e Iran, e hanno proposto di creare un tribunale internazionale per i crimini commessi in Siria.

La guerra in Siria ha già ucciso più di 400.000 civili e ne ha feriti molti di più; è per questo che il Parlamento Europeo ha chiesto il rispetto del Cessate il fuoco, per permettere agli aiuti umanitari di accedere ai territori più toccati dalla guerra.

( http://www.europarl.europa.eu/news/it/press-room/20180309IPR99435/syria-assad-regime-russia-and-iran-are-responsible-for-heinous-crimes - in Inglese)

 

- Riforma del regime fiscale delle aziende nell’UE.

Gli eurodeputati hanno dibattito Giovedì 15 marzo di un nuovo progetto di tassazione delle imprese nell’Unione per combattere sia l’evasione fiscale delle multinazionali sia la doppia imposizione.

Una prima proposta sul progetto di base imponibile comune per l’imposta sulle società è stata adottata con 438 voti in favore, 145 contrai e 69 astensioni. Una misura complementare che crea le fondamenta di questa base comune è stata adottata con il 67% dei voti favorevoli.

Un altro punto trattato riguarda la necessità di misurare la ‘presenza digitale’ delle aziende negli Stati membri, per sapere dove generano i loro profitti e quindi, per determinare dove devono pagare le tasse sui profitti.

Queste proposte adottate a titolo consultivo devono ora essere prese in considerazione dai Ministri degli Stati membri.

( http://www.europarl.europa.eu/news/it/press-room/20180309IPR99422/tassazione-aziende-includere-anche-le-imprese-digitali
http://www.ansa.it/europa/notizie/rubriche/altrenews/2018/03/15/ok-strasburgo-a-nuovo-fisco-imprese-includere-web-tax_e1ea7ffc-7818-4bb3-bf65-0c80615ff177.html
http://www.votewatch.eu/en/term8-common-consolidated-corporate-tax-base-draft-legislative-resolution-vote-commission-proposal-consult.html )

 

- Trasferimento dell’EMA da Londra ad Amsterdam.

Gli eurodeputati hanno approvato il progetto di trasferimento dell’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) da Londra ad Amsterdam a condizione che l’edificio di Amsterdam sia terminato entro il 16 novembre 2019.

( http://www.europarl.europa.eu/news/it/press-room/20180309IPR99434/ema-i-deputati-approvano-trasferimento-ad-amsterdam-ma-con-delle-condizioni
http://www.ansa.it/europa/notizie/rubriche/altrenews/2018/03/15/strasburgo-conferma-ema-ad-amsterdam-ma-pone-condizioni_98c9e14f-3d88-4f84-8f51-a9d6e4f1158a.html )

 

La prossima sessione plenaria del Parlamento Europeo si terrà a Strasburgo dal 16 al 19 Aprile 2018.

Qui Europa – News dall’Europarlamento per il territorio

Qui Europa

Qui Europa

Portare l’informazione sull’Europa il più vicino possibile ai cittadini rendendoli consapevoli dell’impatto delle decisioni prese a Bruxelles e, in particolare, dal Parlamento europeo sulla vita di tutti i giorni: questo l’obiettivo di ‘Qui Europa’, l’ultima iniziativa lanciata sul web dall’Ansa in collaborazione con 15 tra le principali testate giornalistiche a diffusione regionale/provinciale e grazie al contributo del Parlamento europeo.

Ogni giorno la redazione Ansa di Bruxelles – che alimenta in tempo reale il sito Ansa Europa (www.ansa.it/europa/)- provvede ad aggiornare e pubblicare una pagina sull’Europa composta da una decina di notizie  per ciascuna delle 15 edizioni web di altrettanti quotidiani.

Particolare attenzione è dedicata alle notizie riguardanti decisioni e manifestazioni legate agli interessi e alle necessità delle  realtà locali, ad esempio i progetti sul territorio finanziati con fondi europei, gli interventi per la salvaguardia dell’ambiente, la valorizzazione dei prodotti locali, le opportunità di lavoro e studio offerte ai giovani. Tutte informazioni che la redazione Ansa di Bruxelles provvede a ‘declinare’ sulle pagine dei quotidiani locali in base alle loro aree di diffusione.

Ai lettori è offerta la possibilità di commentare e reagire alle notizie interagendo direttamente attraverso le pagine web dei quotidiani. Oppure seguendo il flusso delle news che la redazione di Bruxelles provvede sempre e comunque a veicolare verso il pubblico attraverso i social network, in particolare Facebook e Twitter.

 

Ecco l’elenco dei quotidiani che partecipano al progetto ‘Qui Europa’:

L’Arena
http://www.larena.it/home/mondo/europa

Il Giornale di Vicenza
http://www.ilgiornaledivicenza.it/home/mondo/europa

La Gazzetta del Mezzogiorno
http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/sezioni/324/qui-europa

Gazzetta del sud
http://www.gazzettadelsud.it/sezioni/100120/qui-europa

La Sicilia
http://www.lasicilia.it/sezioni/231/qui-europa

Giornale di Sicilia
http://gds.it/qui-europa/

L’Eco di Bergamo
https://www.ecodibergamo.it/publisher/Ansa/section/

La Provincia di Como
https://www.laprovinciadicomo.it/publisher/Ansa/section/

Il Centro
http://www.ilcentro.it/qui-europa

Gazzetta di Parma
http://www.gazzettadiparma.it/sezioni/2708/qui-europa

Giornale di Brescia
https://www.giornaledibrescia.it/gdb/quieuropa/

Libertà
http://www.liberta.it/quieuropa/

La Prealpina
http://www.prealpina.it/qui-europa/

Trentino
http://www.giornaletrentino.it/focus/Tag/quieuropa

Alto Adige
http://www.altoadige.it/focus/Tag/quieuropa


(Segui ANSA Europa su Facebook e Twitter)

 




Con il contributo del Parlamento europeo.

IMPLEMENTAZIONE DEL PILASTRO EUROPEO DEI DIRITTI SOCIALI : CREAZIONE DELL’AUTORITÀ EUROPEA DEL LAVORO

European Pillar of Social Rights (European Commission)

European Pillar of Social Rights (European Commission)

Il Pilastro Europeo dei Diritti Sociali è stato creato dalla Commissione Europea, il Consiglio dell’UE e il Parlamento Europeo nel novembre 2017. Questa creazione segue una proposta fatta dal Presidente della Commissione Jean-Claude Juncker nel settembre 2015.     
L’obiettivo principale del Pilastro Europeo dei Diritti Sociali è di creare un programma a livello di Unione Europea volto a migliorare le condizioni di vita e di lavoro dei cittadini europei.

Il Pilastro deve essere applicato a diversi livelli: l’UE collabora con gli Stati membri per le rispettive competenze legali. Al livello dell’Unione, la Commissione Europea è incaricata di realizzare il Pilastro Europeo dei Diritti Sociali.

Misure prese dalle Commissione Europea

Il primo passo compiuto dalla Commissione Europea è consistito nel porre gli obiettivi del Pilastro Europeo dei Diritti Sociali in primo piano nell’azione dell’UE. Sono stati utilizzati gli strumenti già esistenti per iniziare a lavorare sulla questione dei diritti sociali. La Commissione ha poi emanato alcune raccomandazioni per controllare l’applicazione del Pilastro Europeo dei Diritti Sociali.

Tra le azioni che si intende realizzare, 10 sono già in via di attuazione e 12 devono ancora essere approvate dal Parlamento o dal Consiglio dell’UE.    
Per esempio, la Commissione ha emanato una direttiva sull’accessibilità (European Accessibility Act) per le persone con disabilità. Ha anche creato un piano di azione per risolvere la questione della differenza di stipendio tra donne e uomini sul periodo 2017-2019 o ancora, diverse azioni per migliorare la qualità dell’Assistenza sanitaria all’interno dell’Unione.               
La Commissione ha presentato una raccomandazione al Consiglio dell’UE sulla questione della protezione sociale degli impiegati e degli imprenditori. La forma del lavoro nell’Unione Europea è molto cambiata ultimamente: ci sono il 40% dei cittadini europei che non hanno un lavoro full-time o permanente.

La Commissione lavora anche sulla possibilità di creare un Numero Europeo di sicurezza sociale per facilitare l’accesso ai servizi sanitari per i cittadini europei che si trovano fuori dal loro Stato di origine.

La Commissione Europea ha messo gli obiettivi del Pilastro Europeo dei Diritti Sociali al centro delle politiche del semestre europeo, della politica di finanziamento e di tassazione o dell’unione dell’energia. La Commissione Europea vuole consentire a tutti i suoi cittadini di avere accesso a acqua di buona qualità (proposta di Direttiva). La creazione del Corpo europeo di solidarietà (European Solidarity Corps) è un altro mezzo per integrare i cittadini giovani nella vita Europea e, nello stesso tempo sensibilizzarli ai problemi della società.

Inoltre, l‘obiettivo di uguaglianza economica e sociale del Pilastro Europeo dei Diritti Sociali fa parte dell’Unione economica e monetaria.

La Commissione si è impegnata a dare l‘aiuto finanziario necessario all’applicazione del Pilastro Europeo dei Diritti Sociali. Una prima erogazione di quest’aiuto è stata approvata dal Parlamento Europeo durante la sessione plenaria di marzo nella proposta di Quadro Finanziario Pluriennale, il bilancio a lungo termine dell’UE.

Il diagramma sotto sintetizza le azioni intraprese dalla Commissione Europea per promuovere uguaglianza sociale sia nella vita associata che nel mondo del lavoro:

Iniziative principale dalla Commissione Europea nel settore dell'occupazione e sociale

Iniziative principale dalla Commissione Europea nel settore dell'occupazione e sociale

Il ruolo degli Stati membri

La parte più grande di implementazione del Pilastro Europeo dei Diritti Sociali va fatta a livello nazionale, dagli Stati membri e dai membri della società civile. La responsabilità degli Stati membri è anche legata dalla legge Europea: l’UE non ha competenze in alcuni settori dei diritti sociali.  
Secondo la Commissione Europea, il contesto attuale è favorevole alla decisione di applicare il Pilastro Europeo dei Diritti: il tasso d‘occupazione nell’UE nel terzo semestre del 2017 è il più alto degli ultimi tre anni (72,3% per la fascia d’età 20-64 anni) e la crescita economica dell’Unione è solida.

Ogni Stato dell’UE ha la sua propria situazione interna con problemi e sfide diverse, quindi i governi devono prendere misure adatte alla loro situazione, alle condizioni attuali e agli obiettivi futuri. La Commissione Europea coordinerà le diverse riforme al livello nazionale.        
Tutte le parti della società civile devono collaborare all’applicazione del Pilastro Europeo dei Diritti Sociali, anche le organizzazioni non governative (ONG).

Monitorare la realizzazione del Pilastro europeo dei diritti sociali

Il programma del semestre europeo della Commissione Europea sarà lo strumento migliore per il controllo dell’implementazione del Pilastro Europeo dei Diritti Sociali. Questo programma si basa sull’analisi individuale della situazione di ciascuno Stato membro per costruire una soluzione adatta e non necessita di grandi riforme nel sistema legale del paese.

Con il semestre europeo, la Commissione vuole creare altri strumenti di collaborazione tra l’UE e i paesi membri, ma anche tra Stati membri come ad esempio un aiuto tecnico e uno scambio d’informazione tra i diversi attori del Pilastro Europeo dei Diritti Sociali o ancora, come il quadro di valutazione della situazione sociale (social scoreboard), un nuovo strumento creato dalla Commissione Europea, per misurare i progressi fatti nel quadro del Pilastro Europeo dei Diritti Sociali:

Presentazione del quadro di valutazione della situazione sociale.

Presentazione del quadro di valutazione della situazione sociale

Perché ci sono diversi livelli di realizzazione del Pilastro Europeo dei Diritti Sociali, è prevista anche la presentazione di diverse relazioni su una tematica particolare nel corso del anno; per esempio, il rapporto sull’occupazione e sullo sviluppo sociale.

La collaborazione tra gli Stati membri è il punto più importante nell’applicazione del pilastro europeo dei diritti sociali.

A proposito dell’Autorità europea del lavoro

Recentemente, la Commissione Europea ha creato un nuovo strumento per implementare il Pilastro Europeo dei Diritti Sociali: uno strumento di equità sociale (Social Fairness Package).
Questo programma include la creazione di un’Autorità europea del lavoro, per migliorare le condizioni di lavoro dei cittadini europei, e più specificamente di coloro che lavorano all’estero.

Il numero di persone che vivono o lavorano all’estero è quasi raddoppiato tra il 2006 e il 2017.

Il numero di persone che vivono o lavorano all'estero è quasi raddopiato tra il 2006 e il 2017

La creazione di questa Autorità segue una proposta fatta dal Presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker nel settembre 2017.     
La proposta del Presidente Juncker è stata approvata dalla Commissione nel marzo 2018; deve ancora essere approvata dal Parlamento Europeo e dal Consiglio dell’UE.

L’Autorità europea del lavoro dovrebbe essere creata prossimamente, per iniziare ad operare nel 2019.
Sarà una agenzia europea permanente monitorata dagli Stati membri e dalla Commissione Europea. Ci saranno diversi partner sociali che collaborano con l’autorità per dare consigli ed orientare le sue azioni future. L’autorità soprintenderà l’assistenza tecnica e lo scambio di informazione tra gli Stati membri sulla questione dei diritti sociali. Alcune agenzie europee già esistenti saranno integrate nella struttura dell’Autorità europea del lavoro per facilitare la collaborazione tra gli Stati membri.
L’Autorità europea del lavoro riceverà circa 50 milioni € all’anno per condurre le sue azioni.

Gli obiettivi principali dell’Autorità europea del lavoro saranno i seguenti:

  • Aiutare i cittadini europei che vogliono lavorare fuori dal loro paese di origine mettendo a disposizione informazione sulle condizione di lavoro in altri paesi, sul livello del reddito medio, sui requisiti linguistici e i diritti sociali;
  • Abbassare i rischi di frode economica nell’UE, facilitando la collaborazione degli Stati membri nelle inchieste comuni in caso di conflitto;
  • Facilitare l’accesso al Mercato interno europeo per le aziende e le persone che vogliono lavorare in altri paesi dell’Unione;
  • Facilitare il dialogo sociale tra impiegati e rappresentati delle aziende.

Le azioni dell’Autorità europea del lavoro saranno condotte in modo di favorire la mobilità delle persone nel mercato unico europeo per accrescere l‘occupazione in tutta l’Unione proteggendo i loro diritti economici e sociali.

 

Per saperne di più:

‘Making the European Pillar of Social Rights a reality’: video (in Inglese)
Monitorare l’applicazione del Pilastro Europeo dei Diritti Sociali : PDF (in Inglese)
Il quadro di valutazione della situazione sociale (Social Scoreboard) : Link (in Inglese)
Occupazione e situazione sociale nell’UE : PDF
Progressi degli Stati membri nel ultimo semestre 2017 : PDF
Decisione della Commissione Europea sul progetto di autorità europea del lavoro : PDF
Creazione dell’Autorità europea del lavoro : PDF (in Inglese)
Pubblicazione precedente sul sito del CDE relativa al Pilastro Europeo dei Diritti Sociali: link
http://www.ansa.it/europa/notizie/rubriche/speciali_elezioni2014/2018/03/13/lavoroue-propone-di-rafforzare-accesso-a-protezione-sociale_c4d54a82-6884-4abf-920d-81ef3357686e.html

LO STATO DI DIRITTO IN POLONIA AL CENTRO DELLE PREOCCUPAZIONI EUROPEE

Lo stato di diritto in Polonia - Locandina

Lo stato di diritto in Polonia - Locandina

La situazione della Polonia e del suo stato di diritto è stata al centro del dibattito della riunione dei ministri degli esteri tenutasi a Bruxelles il 20 marzo.

 

L’attuale situazione politica in Polonia appare preoccupante per i leaders europei, dal momento che il governo polacco ha approvato alcune riforme che sottoporranno il potere giudiziario al controllo politico. Queste riforme rischiano di compromettere il rispetto per lo stato di diritto nel paese.

Il Parlamento Europeo aveva già espresso la sua preoccupazione durante diverse sessioni plenarie. L’articolo 7 del Trattato UE (TUE) è stato invocato dal Parlamento Europeo contro il governo polacco in una risoluzione durante la sessione plenaria nel novembre 2017. La commissione parlamentare per le libertà sta redigendo una proposta motivata per invitare il Consiglio dell’UE ad agire.
Gli eurodeputati considerano che le riforme del sistema giudiziario in Polonia sono contrarie ai valori fondamentali dell’UE. È principalmente preoccupante la questione della separazione dei poteri, dell’indipendenza della giustizia e dei diritti fondamentali dei cittadini.

Da quando il partito politico Diritto e Giustizia (Prawo i Sprawiedliwość, PiS in Polacco) è salito al potere nel 2015, lo Stato di diritto in Polonia è sottoposto a continui attacchi e l’UE esprime la propria preoccupazione per questa situazione e la sua evoluzione.

Dopo la riunione dei Ministri degli esteri, il 20 marzo, sono state chieste alla Polonia una spiegazione e un cambiamento di orientamento politico. Il vicepresidente della Commissione Europea Frans Timmermans ha dichiarato “L’indipendenza della magistratura e la separazione dei poteri sono elementi essenziali per il funzionamento dell’UE. (...) [L’UE] non è solo una comunità di valori, è una comunità di diritto, basata sul rispetto delle regole.”

Il giorno prima, la Cancelliera tedesca Angela Merkel si era recata a Varsavia e aveva incontrato il primo ministro Mateusz Morawiecki e il presidente della Repubblica polacca Andrzej Duda. La questione dello Stato di diritto non è stata trattata e la Cancelliera non ha incontrato Jaroslaw Kaczynki, presidente del PiS.

La Commissione europea ha dato al governo Polacco tre mesi per ristabilire l’indipendenza del potere giuridico e, più in particolare l’indipedenza del Tribunale Costituzionale. Se non saranno constatati

dei progressi, la Commissione potrà decidere di implementare l’Articolo 7 del TUE e la Polonia potrebbe perdere il suo diritto di voto al Consiglio europeo.

Per saperne di più, il Parlamento Europeo ha pubblicato un’infografica per spiegare la procedura di cui all’Articolo 7 TUE.

 

Altri link:

http://it.euronews.com/2018/03/20/polonia-a-rischio-sanzioni-sullo-stato-di-diritto
http://it.euronews.com/2018/03/20/la-polonia-nel-mirino-di-bruxelles-rischio-sanzioni-sullo-stato-di-diritto
http://www.europarl.europa.eu/news/en/press-room/20171110IPR87824/rule-of-law-and-democracy-in-poland-at-risk-parliament-ready-for-next-steps (in Inglese)
http://www.europarl.europa.eu/news/en/press-room/20180226IPR98615/rule-of-law-in-poland-parliament-supports-eu-action (in Inglese)
https://www.courrierinternational.com/une/lallemagne-et-la-pologne-taisent-leurs-differends (in Francese)
http://wyborcza.pl/7,75398,23164900,polski-rzad-odrzuca-zarzuty-komisji-europejskiej.html (in Polacco)

 

Aggiornamenti:

Il 27 marzo 2018, il Greco, Gruppo di Stati contro la corruzione del Consiglio d’Europa, ha denunciato la violazione degli ‘standard anti corruzione’ e ha avviato una procedura speciale contro l’attuale Governo Polacco.

Un rapporto ad hoc sulla situazione in Polonia è stato pubblicato con quattro raccomandazioni per ristabilire il principio della separazione dei poteri. Queste raccomandazioni riguardano l’elezione dei membri del Consiglio nazionale della magistratura e dei presidenti della Corte Suprema.
Però il Greco ha aggiunto che questi sono solo i primi passi; dovranno seguire altre riforme per ristabilire lo Stato di diritto e proteggere la Polonia della corruzione. Il Greco condurrà altre valutazioni del potere giudiziario polacco nel giugno 2018.

http://www.ansa.it/europa/notizie/rubriche/altrenews/2018/03/29/poloniaconsiglio-deuropa-violati-standard-anti-corruzione_25d0a212-d19e-4925-9c65-f4e055f6e6d6.html
https://www.coe.int/en/web/greco/-/poland-judicial-reforms-violate-anti-corruption-standards-say-council-of-europe-experts
Rapporto del Greco (in inglese) : https://rm.coe.int/ad-hoc-report-on-poland-rule-34-adopted-by-greco-at-its-79th-plenary-m/168079c83c

 

Il 5 aprile 2018, il Presidente del PiS Jarosław Kaczyński ha dichiarato nelle pagine di un giornale che il governo Polacco è pronto ad agire “secondo gli accordi stabiliti con l’esecutivo UE” per “riportare la situazione alla normalità.” Anche se il Vicepresidente della Commissione europea Frans Timmermans non è convinto delle risposte date dalla Polonia, un accordo con la Commissione Europea sembra probabile “circa all’ottanta per cento” secondo Kaczyński.
La Polonia sembra essere disposta ad apportare modifiche alla criticata riforma che mette a rischio l’indipendenza del potere giudiziario rispetto al potere esecutivo.

http://it.euronews.com/2018/04/05/amiche-come-prima-varsavia-apre-ad-un-accordo-con-la-commissione-europea

SERVIZIO ALLERTA, EDIC Regione Marche

Banner Europe Direct

Banner Europe Direct

Lo Europe Direct della Regione Marche ha attivato il Servizio Allerta.

Il Servizio Allerta consiste in una newsletter mensile nella quale sono pubblicati avvisi di tirocini, stage, concorsi, borse di studio utilissimi per quanti intendono fare esperienza di studio e stage all’estero e per quanti sono alla ricerca di un lavoro.

I leaders UE si riuniscono a Bruxelles per il Consiglio Europeo – 22 e 23 marzo 2018

Panoramica del Consiglio Europeo del 22 marzo 2018 - (c) Unione Europea

Panoramica del Consiglio Europeo del 22 marzo 2018 - (c) Unione Europea

Giovedì 22 e venerdì 23 marzo 2018, i capi di governi e di stato dell’UE si sono riuniti nel Consiglio Europeo di primavera a Bruxelles. All’ordine del giorno, temi economici e questioni urgenti nelle relazioni internazionali.


Economia e relazioni commerciali

“L’economia digitale è una sfida per il nostro sistema di tassazione.” Ha dichiarato Donald Tusk, il Presidente del Consiglio europeo dopo la concertazione dei leaders UE sulla politica fiscale dell’Unione. La discussione si è incentrata sul settore dell’economia digitale e sulla questione dell’adattamento del sistema di tassazione attuale a questa nuovo assetto dei rapporti economici.       
Questa questione sarà discusa nuovamente nel Consiglio Europeo di giugno. Il Presidente del Consiglio europeo ha anche chiesto agli Stati membri di lavorare sulla questione, più particolarmente sulla proposta fatta dalla Commissione Europea sul tema.

La situazione dei rapporti commerciali tra gli Stati Uniti e l’UE è stata al centro del dibattito di venerdì. Il Consiglio europeo ha accolto favorevolmente la decisione presa da Donald Trump giovedì sera di sospendere i dazi sulle importazioni di acciaio e alluminio europee per ancora 40 giorni.
L’UE rimane aperta alla discussione con gli Stati Uniti ma ha preparato alcune opzioni di risposta nel caso la decisione statunitense di dare esecuzione alla decisione di incrementare le tasse sui prodotti europei dovesse essere confermata.               
Cecilia Malmström, Commissario europeo al commercio e Donald Tusk hanno chiesto un’esenzione permanente nei confronti dell’amministrazione Trump.

Brexit

Venerdì 23 marzo, i leaders UE si sono riuniti per discutere dello stato di avanzamento delle negoziazioni tra UE e Regno Unito sulla questione Brexit. La delegazione britannica, come previsto dall’art. 50, par. 4, TUE, non ha partecipato alle deliberazioni del Consiglio europeo concernenti il proprio recesso dall’Unione.

I capi di governo hanno adottato linee guida per condurre le negoziazioni future; hanno approvato la decisione presa dal Parlamento europeo durante la sessione di marzo, hanno riaffermato la volontà di creare un accordo di libero scambio tra Regno Unito e UE, unitamente ad accordi relativi ai diritti dei cittadini, alle questioni socio-economiche, e altri.

Il Consiglio europeo seguirà le negoziazioni future e chiede al Consiglio dell’UE, agli Stati Membri e a l’Alto Rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza di continuare a collaborare nelle negoziazioni sulla Brexit.

Diplomazia

Nella comunicazione pubblicata dopo la riunione di giovedì 22 marzo, il Consiglio europeo ha condannato nuovamente l’attacco di Salisbury in Inghilterra. Il Consiglio europeo sostiene la posizione del Regno Unito, secondo cui la Federazione Russa sarebbe molto probabilmente all’origine dell’attacco.
La questione dell’uso delle armi chimiche è stata discussa e il Consiglio europeo ha chiesto alla Commissione europea e all’Alto Rappresentante di lavorare alla questione, in preparazione del Consiglio europeo di giugno.

Rapporti UE-Turchia

Sulla questione dei rapporti tra la Turchia e i paesi vicini, il Consiglio europeo ha nuovamente condannato le ‘continue azioni illegali’ nel Mediterraneo orientale e nel mar Egeo. Il Consiglio europeo ha chiesto alla Turchia di rispettare il diritto di Cipro di usare le proprie risorse naturali, e quindi di rispettare il diritto europea e internazionale.
È stata inoltre denunciata l’incarcerazione di due soldati greci, insieme ad altri cittadini dell’UE in Turchia. I leaders UE hanno chiesto alla Turchia di rendersi disponibili a negoziare sul punto, per facilitare la risoluzione del problema in maniera ‘rapida e positiva’.
Il Presidente della Turchia Recep Erdogan incontrerà i leaders UE lunedì 26 marzo a Varna (Bulgaria). Quest’incontro si annuncia ‘particolarmente difficile’ secondo Boïko Borissov, il Primo ministro della Bulgaria e Presidente pro tempore del Consiglio dell’UE, dato il contesto attuale delle relazioni tra UE e Turchia che si sono “degradate all’estremo” come ha dichiarato il Primo ministro Borissov.  La situazione problematica è anche legata alla questione dell’accordo tra Bruxelles e Ankara sulla questione dei migranti.

Allargamento dell’UE

I capi di stati e di governo dell’UE hanno discusso del vertice UE-Balcani occidentali che si terrà in maggio a Sofia, Bulgaria. Il Consiglio europeo ha confermato il progetto di allargamento dell’UE, la questione sarà trattata nel Consiglio europeo di giugno.

Europa Digitale

Il Consiglio europeo ha discusso della necessità di proteggere la vita privata e i dati personali dei cittadini nelle reti sociali e nelle nuove piattaforme digitali. È stata sottolineata l’importanza dell’applicazione della legislazione europea e nazionale.

Durante questa discussione, i leaders UE hanno insistito sull’importanze della promozione e del supporto dell’UE all’innovazione digitale, alla ricerca e allo sviluppo delle competenze digitali all’interno del progetto di Mercato Unico Digitale 2018; questa questione sarà trattata di nuovo durante la riunione di Sofia in maggio.

Occupazione e questioni sociali

Il Consiglio europeo ha chiesto ai legislatori dell’UE di intensificare gli sforzi per preparare il terreno alla realizzazione delle strategie per il mercato unico, per il mercato unico digitale e per la creazione dell’Unione dei mercati di capitali e dell’Unione dell’energia, prima delle elezioni europee che si terranno nel giugno 2019.

Durante il Consiglio europeo di primavera è anche stato pianificato il semestre europeo: i leaders UE hanno definito le politiche principali per l’anno 2018.        
L’applicazione del Pilastro Europeo dei Diritti Sociali è stata discussa, e più particolarmente le iniziative prese dalla Commissione Europea nel Quadro di valutazione della situazione sociale e la creazione dell’Autorità Europea del lavoro.

Il Consiglio ha discusso dell’accordo di Parigi durante la riunione di giovedì 22 marzo e ha chiesto alla Commissione Europea di presentare una strategia per ridurre le emissioni di gas a effetto serra nel primo trimestre 2019.

 

Per saperne di più:

Conclusioni del Consiglio europeo di primavera:
-In Inglese: http://www.consilium.europa.eu/en/meetings/european-council/2018/03/22-23/
http://www.consilium.europa.eu/media/33457/22-euco-final-conclusions-en.pdf

-In Italiano: http://www.consilium.europa.eu/it/meetings/european-council/2018/03/22-23/
http://www.consilium.europa.eu/media/33466/22-euco-final-conclusions-it.pdf

Dichiarazione del Presidente del Consiglio europeo Donald Tusk (in Inglese): http://www.consilium.europa.eu/en/press/press-releases/2018/03/22/remarks-by-president-donald-tusk-on-the-european-council-meeting-of-22-march-2018/

Per saperne di più sulle relazioni commerciali tra UE e Stati Uniti: http://it.euronews.com/2018/03/23/vertice-ue-i-leader-chiedono-a-trump-un-esenzione-permanente-dai-dazi
Infografica: http://www.consilium.europa.eu/it/infographics/eu-us-trade/

Articolo sull’incontro di lunedì 26 marzo tra R. Erdogan e UE (in Francese): https://www.courrierinternational.com/article/au-programme-aujourdhui-reunion-ue-turquie-sous-haute-tension

Rapporto della discussione sulla Brexit (in Inglese): http://www.consilium.europa.eu/media/33458/23-euco-art50-guidelines.pdf

Immagine presa da https://tvnewsroom.consilium.europa.eu/event/european-council-march-2018-day-2-19c6d/european-council-roundtable-euro-summit-23-03-18-bruxelles-23-03-18#/gallery/41

Pubblicato il volume degli atti del convegno: “Il Mercato Unico Digitale”

Convegno il mercato unico digitale

Convegno il mercato unico digitale

Nel mese di dicembre 2017 è stato pubblicato il volume degli atti del convegno “Il Mercato Unico Digitale”, tenutosi a Macerata il 26 ottobre 2016 nell’ambito del Progetto di rete nazionale 2016 dei CDE italiani, finanziato dalla Rappresentanza in Italia della Commissione europea.

Il volume contiene le relazioni presentate durante il Convegno da Alberto Gambino, Dignità umana e mercato digitale, Ermanno Calzolaio, Il Regolamento europeo sulla protezione dei dati personali: spunti introduttivi e profili problematici, Simone Calzolaio, Privacy by design. Principi, dinamiche, ambizioni del nuovo Reg. UE 2016/679, Marco Bolognese, La tutela dei dati personali nel Regolamento UE 2016/679, Fabrizio Marongiu Buonaiuti, La giurisdizione nelle controversie relative alle attività on-line, Fiammetta Borgia, Profili critici in materia di trasferimento dei dati personali verso i Paesi extra-europei, Cristina Grieco, L’attuazione in Italia del diritto all’oblio, Laura Marchegiani, Le licenze multiterritoriali per l’uso online di opere musicali nella disciplina comunitaria della gestione collettiva dei diritti d’autore: profili concorrenziali, Marco Capone, Nuovi media, vecchi problemi: il giornalismo nell’era dei social network.

2018: ANNO EUROPEO DEL PATRIMONIO CULTURALE

Anno Europeo del Patrimonio Culturale

Anno Europeo del Patrimonio Culturale

L’anno 2018 è stato dichiarato anno europeo del patrimonio culturale.

Questo progetto è nato dalla proposta fatta al Consiglio dell’Unione europea dai Ministri dell’educazione e della cultura nel 2014. Il Parlamento Europeo ha adottato una risoluzione in favore della proposta nel 2015 e la Commissione Europea ha concretizzato il progetto con una proposta legislativa nel 2016.

 

L’anno 2018 è stato designato anno europeo del patrimonio culturale per incoraggiare i cittadini europei a scoprire il loro patrimonio culturale e storico e per rafforzare il senso di appartenenza a un comune spazio europeo. Si iscrive nel contesto del principio dell’Unione culturale.

Con questo progetto, i leaders UE sperano di fare avvicinare i cittadini, di aiutarli a conoscere meglio il loro patrimonio culturale e la loro storia, entrambi alla base dell’identità europea.

La nozione di patrimonio culturale è ampia: comprende le classiche espressioni artistiche come la letteratura, il cinema, la musica ecc. ma anche il cibo, le tradizioni locali, l’artigianato e la creazione digitale. Tutto questo dà forma al valore universale del patrimonio culturale.

È anche stato deciso di fare dell’anno 2018 un anno che dimostri l’importanza di preservare e trasmettere la cultura, perché essa ha un ruolo cruciale nel futuro dell’Europa, e non solo. L’anno 2018 sarà una occasione per celebrare e conservare il patrimonio culturale.

Nella sola Europa, ci sono 453 siti iscritti nel patrimonio mondiale dell’UNESCO. Questi siti fanno anche parte di un percorso culturale, creato dal Consiglio dell’Unione Europea.

Si è tenuto conto anche del valore economico del patrimonio culturale: i siti culturali sono un punto decisivo di sviluppo del turismo. Un sondaggio fatto dall’Eurobarometro ha mostrato che il 68% dei cittadini europei considera la presenza di un sito del patrimonio culturale come determinante nella loro scelta di destinazione turistica.

Il progetto relativo all’anno del patrimonio culturale comprende la realizzazione di eventi in tutta Europa, e anche in paesi terzi.

Ogni Stato membro ha creato un Coordinamento Nazionale Anno Europeo Patrimonio Culturale 2018, incaricato di organizzare gli eventi culturali a livello locale, regionale e nazionale.     
Gli eventi saranno organizzati dalla società civile e dai membri del settore culturale. Tutte le istituzioni dell’Unione europea saranno coinvolte, in particolare la Commissione Europea, il Parlamento Europeo, il Consiglio dell’UE, il Comitato europeo delle regioni e il Comitato economico e sociale europeo. L’UE sostiene interamente le attività culturali organizzate attraverso i programmi come ‘Europa Creativa’, Erasmus+, ‘Europa per i cittadini’ o ancora attraverso il programma ‘Horizon2020’.

Per quanto riguarda specificamente il CDE di Macerata, è in programma un convegno di studi sul tema “La politica dell’Unione europea per la tutela e la promozione dei beni culturali”, che si terrà il 24 ottobre 2018, col contributo della Rappresentanza in Italia della Commissione europea.

La Commissione Europea collabora con il Consiglio d’Europa e l’UNESCO in 10 progetti a lungo termine che comprendono sia attività educative che la protezione degli edifici storici.

Alcuni siti storici sono stati individuati dalla Commissione Europea per ricevere il ‘Marchio del patrimonio europeo’. Il 26 marzo 2018, nove siti sono stati aggiunti ai 29 già designati tra il 2013 e il 2017, tra cui i siti del patrimonio musicale di Lipsia (Germania), gli ex-campi di concentramento di Natzweiler (tra Francia e Germania), il Forte di Cadine (Italia), il Memoriale di Sighet (Romania) e la città di Schengen (Lussemburgo).             
I siti a cui è attribuito il Marchio del patrimonio europeo sono scelti sulla base della loro rappresentazione dell’integrazione, dei principi e della storia d’Europa.

Per saperne di più sulle attività organizzate in Italia per l’anno europeo del patrimonio culturale, vai alla pagina https://europa.eu/cultural-heritage/country-links.

 

Attività dell’UE nel settore della cultura

Il programma ‘Europa Creativa’ (2014-2020)

È un programma dell’Unione Europea con la finalità di proteggere e promuovere la diversità del patrimonio culturale e linguistico. Gli è stato attributo un bilancio di 1.46 miliardi di euro per il periodo 2014-2020 e ha supportato 130 progetti diversi nel 2017.              
Si è ora previsto di incrementare il supporto ad artisti e attori operanti nel settore culturale che lavorano fuori dal loro paese di origine, alle attività culturali transnazionali nell’UE e fuori dell’Unione, e ad altre attività, per adeguare la cultura europea al nuovo contesto digitale. Ci si concentra principalmente sui settori del cinema, dell’arte e dell’innovazione culturale.           
I paesi terzi sono stati invitati a prendere parte al programma: nel 2018, l’Armenia, la Georgia, la Moldavia e l’Ucraina sono entrate nel programma ‘Europa Creativa’.

Capitale europea della cultura

Il programma ‘Capitale europea della cultura’ è stato creato nel 1985; è uno dei più ambiziosi progetti culturali dell’UE e anche uno dei preferiti dai cittadini europei. Ogni anno, l’UE sceglie due città dell’UE per farne le capitali culturali, per promuovere la ricchezza della diversità e gli aspetti comuni della cultura sul territorio europeo.             
Le capitali europee della cultura ricevono un aiuto finanziario dall’UE per sostenere gli eventi culturali nella città. Nel 2016, Wroclaw (Polonia) e San Sebastiano (Spagna) sono state capitali della cultura; nel 2017 Paphos (Cipro) e Aarhus (Danimarca). Le capitali europee della cultura per l’anno 2018 sono La Valletta (Malta) e Leeuwarden (Paesi Bassi).

Erasmus+

Erasmus+ è un programma dell’UE. Il suo obiettivo principale è di rafforzare le competenze dei cittadini europei attraverso l’educazione, la formazione, il supporto ai giovani e lo sport.    
Il programma opera in diversi ambiti, tra cui il servizio volontario europeo, la mobilità dei professori oltre che degli studenti, le ‘alleanze del sapere’ e le iniziative transnazionali in favore dei giovani.

Nel 2017, il programma di mobilità Erasmus ha compiuto 30 anni. Nel solo anno 2016, il programma ha permesso a 725.000 persone di studiare, lavorare o fare volontariato in altri paesi europei.

Cittadinanza

Per rafforzare il senso di appartenenza e l’identità europea tra i cittadini UE, è stato avviato un programma intitolato ‘l’Europa per i cittadini’. Questo programma intende aiutare i cittadini europei a capire meglio il funzionamento dell’Unione, la sua storia e la sua diversità al fine di promuovere la nozione di cittadinanza o d’identità europea e di far crescere l’investimento dei cittadini nella vita politica e civile europea.  
Il programma include un lavoro sulla storia della varietà ma anche degli elementi comuni dei diversi paesi europei, in maniera di coinvolgere i cittadini nella costruzione del futuro europeo.

Apertura ai paesi non-UE

Il programma dell’anno europeo del patrimonio culturale include anche i paesi terzi. Infatti, la politica culturale europea è parte della Politica Europea di Vicinato (PEV): la cooperazione tra UE e paesi terzi è molto importante nel programma dell’anno europeo del patrimonio culturale e nell’implementazione di programmi come Erasmus+ o ‘Europa Creativa’. Includere i paesi vicini all’Europa è importante perché l’identità europea si è costruita anche grazie alle influenze culturali e sociali dei paesi confinanti, come ad esempio quella dei paesi che si affacciano sul Mediterraneo.

 

 

Per saperne di più:

Presentazione del programma ‘Anno del Patrimonio Culturale’ da parte della Commissione Europea : https://europa.eu/cultural-heritage/about_it
Presentazione del programma ‘Europa Creativa’ (in inglese) : https://ec.europa.eu/programmes/creative-europe/
Azioni relativa all’anno del patrimonio culturale nella politica Europea (Agosto 2017, in inglese) : http://ec.europa.eu/assets/eac/culture/library/reports/2014-heritage-mapping_en.pdf
Per seguire i progetti dell’anno europeo del patrimonio culturale (in francese o tedesco): https://www.arte.tv/fr/videos/RC-015531/2018-annee-europeenne-du-patrimoine-culturel/
Comunicazione fatta dal Parlamento Europeo relativamente alla decisione di creare un anno europeo del patrimonio culturale (in inglese) : http://www.europarl.europa.eu/RegData/etudes/ATAG/2017/599440/EPRS_ATA(2017)599440_EN.pdf
10 progetti europei a lungo termine: https://europa.eu/cultural-heritage/sites/eych/files/eych-initiatives_it.pdf

Immagini e altre risorse relative al programma : https://europa.eu/cultural-heritage/toolkits_it

Servizio ALLERTA marzo.pdf — PDF document, 133 kB (136,649 bytes)

MERCATO UNICO DIGITALE: PORTABILITÀ DEI SERVIZI STREAMING IN TUTTA EUROPA

Portabilità dei servizi online - © Commissione Europea

Portabilità dei servizi online - © Commissione Europea

L’UE ha messo fine ai confini sui servizi di streaming nel territorio europeo.


Dal 1 Aprile 2018, è entrato in vigore il Regolamento UE 2017/1128 che ha messo fine ai limiti territoriali per gli abbonamenti ai servizi di streaming di contenuti: i contenuti sono diventati ‘portabili’.
Ora è quindi possibile viaggiare nell’intera UE senza perdere accesso a servizi come Netflix, Spotify, Amazon, SkyGo, i servizi di ritrasmissione di notizie sportive, ecc. Il contenuto sarà accessibile dai cittadini europei, senza limiti di localizzazione.

Il Regolamento riguarda solo i servizi privati. È ancora facoltativo per i servizi pubblici offrire contenuti portabili.

Della portabilità dei contenuti possono anche beneficiare le piattaforme di streaming, perché possono accrescere la loro apertura al pubblico nell’UE.

‘Streaming senza limiti’ infografica presa dal sito ednHUB

‘Streaming senza limiti’ infografica presa dal sito ednHUB

Ci sono ancora problemi, principalmente per quanto riguarda l’offerta disponibile, che cambia ancora secondo il paese. Per esempio, non è ancora garantito l’accesso ai siti d’informazioni, è quello che Monique Goyens, Direttore generale dell’Ufficio Europeo Unione Consultatori ha sottolineato: “Se provieni da un determinato paese di origine, vuoi vedere cosa sta succedendo a casa tua, vuoi vedere la TV del paese dal quale provieni, e questo non è possibile oggi.”

Inoltre, l’offerta dei servizi di streaming come Netflix non è uguale in tutta Europa; ci sono dei programmi che si possono vedere in Belgio o in Germania ma non in Italia e viceversa.

Questo Regolamento si inserisce nel progetto del Mercato Unico Digitale nell’UE e segue l’abolizione del roaming effettuata nel giugno 2017 e la fine del ‘geoblocking’ per i prodotti commerciali (prodotti materiali e servizi locali). Questa riforma corrisponde alle nuove abitudini dei cittadini europei nel campo delle nuove tecnologie: tra il 2014 e il 2015, il numero di utenti iscritti ai servizi streaming (musica, film, sport, libri...) è cresciuto del 56%.

 

Per saperne di più:

Link al testo del Regolamento: http://data.europa.eu/eli/reg/2017/1128/2017-06-30

Nel 2016, il Centro di Documentazione Europea di Macerata ha organizzato un convegno sul tema del mercato unico digitale. È stato pubblicato il volume degli atti del convegno.     
Più informazioni vai alla pagina: http://giurisprudenza.unimc.it/it/ricerca/laboratori-e-centri-di-ricerca-1/cde/conferenze/progetti-di-rete

http://www.ednh.news/it/ue-mette-fine-a-blocco-geografico-acquisti-online-ma-restano-fuori-musica-e-film/

http://www.ednh.news/it/streaming-senza-confini-ora-skygo-netflix-e-amazon-visibili-liberamente-in-tutta-ue/

https://ec.europa.eu/digital-single-market/en/news/factsheet-portability-online-content-services (in inglese)

http://europa.eu/rapid/press-release_STATEMENT-18-2341_it.htm

https://ec.europa.eu/commission/news/digital-single-market-travel-your-online-content-across-eu-2018-mar-27_it (in inglese)

http://it.euronews.com/2018/03/30/ue-streaming-senza-confini-dal-1-aprile

http://www.dimt.it/index.php/en/component/content/article/104-news/16797-mercato-unico-digitale-abbonamenti-streaming-validi-in-tutta-ue

#UEVeroFalso

UE vero falso

UE vero falso

 

 

La Rappresentanza della Commissione europea in Italia ha creato nel 2018 un hashtag #Ueverofalso nel quale sono pubblicate informazioni che aiutano a distinguere cosa è vero da cosa è falso tra le numerose informazioni pubblicate sull’UE, specialmente sui social media.

 

Tratta di argomenti di attualità che riguardano l’Italia.  Tra gli ‘Euromiti’ denunciati dall’hashtag UEVeroFalso, il mito maggiore è quello che l’UE agirebbe in favore di paesi terzi o di altri paesi membri, a danno dell’Italia.

Per esempio: l’Euro sarebbe un danno per l’economia italiana, le regole UE minaccerebbero i prodotti tipici, il bilancio UE non avrebbe un ritorno favorevole per l’Italia, il regolamento di Dublino sulla questione dei migranti lascerebbe l’Italia da sola, l’UE complotterebbe contro gli spaghetti alle vongole, o ancora gli ulivi sarebbero stati abbattuti in Puglia per favorire l’importazione di olio straniero.

Alcuni esempi di questi ‘Euromiti’:

“L’Euro non è positivo per l’economia italiana”

In questo articolo, si tratta della situazione economica in Italia dopo la sua entrata nell’Eurozona e delle conseguenze possibili se l’Italia ne uscisse.
https://ec.europa.eu/italy/news/euromyths_20180219_Euro_e_un_danno_per_il_paese_UEverofalso_it

“Gli Italiani contribuiscono al bilancio UE, senza un ritorno positivo”

Qui, si tratta dell’uso fatto dei soldi italiani messi nel bilancio UE. Il fatto che l’Italia versa più di quanto riceve dall’UE è utilizzato per sostenere la possibilità di uscire dall’UE per ridurre gli oneri dell’Italia. Ma si producono anche impatti positivi dell’UE sui cittadini italiani, ulteriori rispetto all’aspetto finanziario.
https://ec.europa.eu/italy/news/euromyths/20180201_i_nostri_soldi_finiscono_nel_budget_dell_Europa_UEverofalso_it

“Il regolamento di Dublino è un male per l’Italia”

Il Regolamento di Dublino è frutto di un accordo approvato dagli Stati membri sui criteri di determinazione dello Stato membro competente ad esaminare una domanda di asilo. Nell’hashtag UEVeroFalso si dimostra che ogni paese gestisce le richieste di asilo indipendentemente dall’UE, anche se non sempre a vantaggio dei paesi situati lungo le frontiere esterne dell’Unione, come l’Italia. Infine, si è mostrato che la Commissione europea lavora sulla questione con l’intento di riformare il sistema, tra le altre cose, si propone di creare un procedimento che consenta di controllare il numero di domande di asilo ricevuto in ogni Stato membro.
https://ec.europa.eu/italy/news/euromyths/20180205_il_regolamento_dublino_lascia_sola_Italia_UEverofalso_it

“Le regole UE minacciano i prodotti tipici dei paesi membri”

Con la creazione dell’UE, le domande per la protezione del cibo locale sono salite. È vero che oggi è più facile produrre imitazioni di prodotti locali come il formaggio. L’UE ha tuttavia implementato diversi sistemi di marchi d’origine per proteggere i prodotti tipici come l’IGP (indicazione geografica protetta), la denominazione di origine protetta (DOP) e il STG (specialità tradizionale garantita).
https://ec.europa.eu/italy/news/euromyths_20180208_Ue_uccide_prodotti_titpici_italiani_UEverofalso_it

“L’UE complotta contro gli spaghetti alle vongole”

Si tratta di una fake news secondo la quale l’UE vieterebbe certi pescati tradizionali, più specificamente per effetto dei regolamenti  1224/2009 e 1005/2008, che creano una normativa europea sul pescato con la finalità di limitare la pesca per preservare le specie e la biodiversità.
https://ec.europa.eu/italy/https%3A//ec.europa.eu/italy/news/euromyths/20160719_complotto_ue_contro_spaghetto_alle_vongole_it

Ci sono anche degli argomenti che riguardano tutti i cittadini europei, come la crescita dei voli low cost, le azioni UE per i giovani e la cultura.

Ad esempio:

“La crescita dei voli low cost ha un impatto negativo sui territori europei”

Prima di tutto, si dimostra che l’UE ha avuto un ruolo molto importante nella crescita delle opportunità di viaggio, in particolare con l’eliminazione delle barriere nazionali al trasporto aereo e con regole sulla protezione dei diritti dei passeggeri.
Si mostra inoltre come lo sviluppo dei voli low cost abbia favorito l’espansione degli aeroporti regionali e quindi, allo sviluppo economico di questi territori.
https://ec.europa.eu/italy/news/euromyths_20180227_LowCost_it

“L’UE non agisce a favore dei giovani”

Anche se la crisi economica iniziata nel 2008 ha toccato in modo particolare i giovani, l’UE ha implementato numerosi programmi per aiutarli a trovare lavoro, a studiare all’estero con il programma Erasmus+ o, ancora, per formarli alla solidarietà col Corpo europeo di solidarietà, creato nel dicembre 2016.
https://ec.europa.eu/italy/news/euromyths_20180222_Europa_non_fa_nulla_per_i_giovani_Ueverofalso_it

“L’Europa non ama la cultura”

È dimostrato che l’UE sostiene il settore culturale nelle sue diverse forme (cinema, patrimonio, arte, ecc.) e con vari programmi.
https://ec.europa.eu/italy/news/euromyths/20180201_Europa_non_ama_la_cultura_UEverofalso_it

 

Per saperne di più:

Euronews: http://it.euronews.com/2018/04/03/lotta-alle-fake-news-minor-liberta-di-espressione

GIORNATA INTERNAZIONALE DEI ROM - PROTEGGERE IL PATRIMONIO STORICO E CULTURALE DELLE MINORITÀ NELL’UE

UE - Rom

UE - Rom

 

 

Il 6 aprile 2018, è stato pubblicato un briefing dal Think Tank UE sulla questione della protezione minorità etniche nell’UE all’occasione delle Giornata internazionale dei Rom l’8 aprile.

 

La comunità Rom è la minorità etnica la più importante in Europa. I Rom sono particolarmente vittimi di  discriminazione e di violenza, e la loro cultura è stata sempre minacciata.

Quella giornata internazionale mira alla promozione e la difensa della storia, della cultura e della lingua Rom, che sono degli aspetti largamente sconosciuti in Europa ma molto importante per ridurre le differenzi tra comunità in Europa.

Proteggere le lingue minoritarie fa parte degli obbiettivi legali dell’UE e anche degli obiettivi del Consiglio d’Europa ma oggi, i dialetti Rom non sono preservati e potessero scomparire progressivamente.

Contesto: Origine della Giornata internazionale dei Rom

La Giornata internazionale dei Rom scade l’8 aprile di ogni anno. È stata creata durante il primo congresso mondiale dei Rom, organizzato a Londra, Inghilterra nel 1971.             
Il Congresso di 1971 ha anche condotto alla creazione di una bandiera e di un inno Rom.

Nel mondo interro, ci sono tra 10 e 12 milioni di Rome circa 6 milioni in Europa sola. I Rom rappresentano tra 9% (Bulgaria, Slovacchia) e 0.1% (Germania) della popolazione nazionale nei paesi membri dell’Unione Europea.     
I Rom fanno parte di una comunità etnica molto discriminata e vittima di stereotipi negativi. E uno dei gruppo più toccato dalla disoccupazione e della povertà in Europa e nel mondo. Ci sono anche grandi problemi in termini di educazione.

La cultura Rom è una cultura con molto diversità, principalmente perché ha una storia di migrazione importante. Al origine, le popolazioni Rom erano nomade e hanno attraversato tutta l’Europa tra il dicessimo e in sedicesimo secolo.              
La storia Rom comprende anche molto violenza con numerosi casi di discriminazione, di deportazione ed anche di internamento: per esempio, deportazione organizzata nel diciottesimo secolo in Spagna, deprivazione dei diritti civici nella Russia sovietica, internamento durante la Seconde guerra mondiale in Francia. La fine del ventesimo secolo era un perioda nera per la comunità Rom, che ha molto soffritto del Olocausto dai Nazi, ma anche de violenza dalla parte dei regimi communisti nell’Europa orientale.

La lingua Rom è parlata in Europa dal Medioevo. È una lingua non-territoriale, che non è attaccata a una regione particolare ma a una comunità etnica come il Yiddish per esempio. La sterminazione diretta dai Nazi e le serie di violenze che hanno seguito hanno compromesso l’esistenza e la protezione della lingua.  
Oggi, la lingua Rom fa parte dell’Atlante delle lingue del mondo a rischio di estinzione pubblicato dall’UNESCO (disponibile in Inglese, Francese o Spagnolo).

Come proteggere la diversità linguistica e culturale nell’UE? L’esempio della lingua Rom

Al livello UE

Proteggere le minorità e la loro cultura non è solo una questione di diritti umani nell’Unione, ma anche un’obbligazione legale.

Nella Carta dei diritti fondamentali dell’UE, applicata dal 2009, l’Articolo 21 vieta tutte le forme di discriminazione legata alla lingua e l’Articolo successivo riguarda il rispetto della diversità linguistica nell’UE.
Nel TFUE (Trattato di Lisbona, 2009), l’Articolo 3(3) obbliga gli Stati membri da rispettare la diversità linguistica sul loro territorio. L’Articolo 165(1) dichiara gli Stati membri come responsabili della protezione della diversità culturale e linguistica nel sistema educativo.

Il Consiglio d’Europa

Nella Convenzione europea per la protezione dei diritti umani (pubblicata nel 1950), l’Articolo 14 vieta la discriminazione sulla base di lingue.

Nel 1981, il Parlamento del Consiglio ha adottata la Risoluzione 928 sulla questione dei dialetti e lingue minoritarie nell’educazione e la cultura.

Nel 1992, è stata adottata la Carta europea delle lingue regionali e minoritarie del Consiglio d’Europa. Oggi, 17 dei 28 Stati membri dell’UE l’hanno ratificata – altri paesi come la Belga, l’Estonia, la Grecia, l’Irlanda, la Bulgaria, la Francia, l’Italia e Malta non hanno ancora firmata la Carta.

La lingua è una caratteristiche molto importante da prendere in conto nella protezione e la preservazione della cultura Rom. La lingue Rom è riconosciuta  come lingua minoritaria in alcuni paesi dell’UE come la Repubblica Ceca, la Germania, la  Polonia e la Svezia ma non è sempre integrata nelle politiche nazionale in matteria di protezione e promozione delle minorità nei sistemi educativi e nella vita culturale.

Come l’UE e il Consiglio d’Europe agiscono per preservare la cultura, la storia e la lingua Rom

Al livello UE, una politica d’inclusione è stata messa in applicazione. Dei progetti culturali come la mostra ‘Jedni z wielku’ (Uno di molto) era sopportata dai fondi UE. Si è tenuta in Polonia nel 2014 e nel 2015, era una mostra fotografica per creare una vista e un’opinione più positiva delle popolazione Rom nella regione.        
Il fondo sociale europeo sopporta delle iniziativi associative come la fondazione ‘Secretariado Gitano’ in Spagna che promuoverla cultura Rom attraverso dei programmi educativi. Il progetto ‘Rombaze’ iniziato dall’Università di Graz in Austri fa anche parte dei progetti sostenuti dal fondo sociale UE. Questo progetto rassembra delle pubblicazioni a proposito della storia, della cultura, della lingue e della cultura Rom.    
L’UE ha anche iniziato un progetto intitolato ‘Qualirom’ tra il 2010 e il 201”, col obiettivo di guarantire un’educazione di buona qualità per i membri delle comunità Rom nell’UE.

L’UE e il Consiglio d’Europa hanno iniziato un progetto comune di rete accademico europeo degli studi Rom, con la finalità di includere la popolazione Rom nel dialogo interculturale europeo.

Nel 2017, il Parlamento europeo ha votata una Risoluzione per combattere l’antigiziganismo (le discriminazione verso le popolazione Rom). Gli eurodeputati hanno anche insistito sulla necessità di proteggere i diritti fondamentali dei Rom e il bisogno di promuovere la diversità culturale nel sistema educativo attraverso l’UE.     
Un anno primo, il Parlamento Europeo aveva chiesto all’UE la riconoscenza dello Olocausto Rom.

 

Pubblicazione del Think Tank UE (in inglese): http://www.europarl.europa.eu/RegData/etudes/BRIE/2018/620201/EPRS_BRI(2018)620201_EN.pdf

 

Per saperne di più:

http://it.euronews.com/2018/04/09/la-comunita-rom-chiede-maggiore-inclusione-sociale-in-europa

Romaniarts – Sito d’informazione sulla cultura e l’arte Rom (in inglese) : http://www.romaniarts.co.uk

Sito di Presentazione della mostra ‘Jedni z wielu’ (in polacco) http://jednizwielu.pl/

Presentazione dell’associazione ‘Fundacion Secretariado Gitano’ (in inglese o spagnolo) https://www.gitanos.org/quienes_somos/index.php

Presentazione del progetto ‘Rombase’ (in inglese) http://rombase.uni-graz.at/

Presentazione della Rete accademica europea degli studi Rom (in inglese) http://romanistudies.eu/the-project/the-project/

UNGHERIA: COSA DEDURRE DAI RISULTATI DELLE ELEZIONI?

Viktor Orbán a Budapest domenica 8 aprile -- Photo: Leonhard Foeger, Reuters

Viktor Orbán a Budapest domenica 8 aprile -- Photo: Leonhard Foeger, Reuters

 

Il primo ministro ungherese Viktor Orbán è stato eletto nuovamente nelle elezioni legislative dell’8 aprile 2018: questo è il suo terzo mandato consecutivo dal 2011 e il suo quarto in totale. Orbán era stato eletto Primo Ministro nel 1998, ed ha svolto il suo primo mandato fino al 2002.

Queste elezioni si sono tenute in un clima particolare di conflitto con l’UE, della quale l’Ungheria fa parte dal 2004. La questione dell’accoglienza dei migranti è un punto particolarmente sensibile.


Chi è Viktor Orbán e quali sono le sue posizione politiche?

Viktor Orbán è il leader del partito conservatore Fidesz (Unione Civica Ungherese). Il partito ha adottata una linea politica di destra nazionalista e populista, basata sui valori cristiani.           
Il Fidesz è partner del Partito del popolo austriaco e del Partito austriaco della libertà, due partiti di estrema-destra al potere in Austria dalla fine del 2017.

Il Fidesz e il suo capo Viktor Orbán hanno adottato una politica di lotta all’immigrazione, utilizzando come argomento principale una differenza culturale importante, legata alla religione, che, a dir loro, potrebbe minacciare la cultura cristiana ungherese, come si può vedere nell’immagine riportata sotto:

Campagna del partito Fidesz - Balaton

Campagna del partito Fidesz: “Balaton 2030. Se il Fidesz vince in aprile. / Se l’opposizione vince.”
(Il lago Balaton è un luogo turistico che si trova nella parte occidentale dell’Ungheria.)

È stato il Fidesz, nel 2015, a far costruire barriere alla frontiera con la Serbia e la Croazia, per impedire l’ingresso nel territorio ungherese dei migranti provenienti da sud.      
L’argomento principale usato dal Fidesz è la difesa del paese contro una possibile “invasione” dei migranti. Per esempio, il governo ha finanziato la locandina seguente che è affissa nelle strade di tutto il paese:

Campagna Stop migrants - Fidesz

Esempio di locandina della campagna anti-migranti del Governo ungherese.
(immagine presa dal sitodel giornale
Magyar Nemzet – mno.hu)

Più in generale, gli argomenti di stampo nazionalista come il valore della patria e la questione dell’identità nazionale sono al centro del discorso di Orbán.

L’Ungheria è in conflitto con l’UE sia sulla questione della politica migratoria, specialmente a proposito del sistema di allocazione delle quote dei richiedenti asilo, sia su quella economica: Orbán ritiene che l’UE sia troppo liberale. Da un lato Orbán sfida il potere dell’UE, dall’altro ha implementato una politica di avvicinamento alla Russia di Putin e alla Turchia di Erdogan.

Il Fidesz ha anche messo il miliardario George Soros sotto il fuoco della sua politica. George Soros è un filantropo ungherese naturalizzato statunitense che agisce molto nel settore dei diritti umani. Ha molto investito nel paese, per esempio con la creazione nel 1991 dell’Università dell’Europa Centrale (Central European University, CEU) a Budapest, una delle più prestigiose università europee nel campo delle scienze umane e sociali. Nel 2017, il governo Fidesz ha riformato il sistema di accreditamento universitario, in termini tali da provocare la revoca della autorizzazione dell’attività della CEU.

Durante i suoi mandati precedenti, Viktor Orbán ha attuato diverse riforme con l’obiettivo di limitare il potere dell’opposizione politica. Per iniziare, ha sostituito i diplomatici che non lo tolleravano con persone del partito Fidesz e ha soppresso tutti i poteri della Corte Costituzionale ungherese, in modo tale che questa non è più in grado di esercitare il controllo di legittimità sulle leggi emanate dal governo.


Poi, Orbán ha personalmente preso il controllo dei media ungheresi: ha comprato numerosi canali di tv, radio, siti internet, e oggi, detiene tutti i giornali regionali. Ha anche preso il controllo dei media pubblici, ponendosi in condizione di poter manipolare l’informazione (gli si contesta anche di avere messo in circolazione fake news in alcuni casi (link in inglese)).               

Grazie alle famiglie abbienti che gli sono vicine, Orbán ha posto in essere poco alla volta un sistema di ‘capitalismo ungherese’ nel quale tutte le maggiori imprese del paese sono state acquistate da potentati ungheresi.

Che cosa è successo domenica 8 aprile?

Durante le elezioni legislative dell’8 aprile, il partito Fidesz ha ottenuto circa il 50% dei voti. Quindi ha ottenuto la maggioranza assoluta al Parlamento, con 133 seggi su 199. La partecipazione dei votanti a queste elezioni è stata molto alta, con almeno il 70% degli aventi diritto che hanno votato: la percentuale è cresciuta rispetto alle elezioni precedenti (61% nel 2014, per esempio).
Ma per capire questa larga vittoria, si deve anche considerare la riforma del sistema elettorale implementato dal Fidesz, che divide lo scrutino tra sistema maggioritario e proporzionale, un sistema che favorisce molto i partiti importanti. Con questa riforma, Orbán ha anche ridefinito le circoscrizioni elettorali, particolarmente quelle dove l’elettorato votava maggiormente a sinistra e ha cambiato il sistema di ripartizione del voto minoritario, a vantaggio del partito eletto. Orbán ha dato diritto di voto agli ungheresi che vivono all’estero, una comunità elettorale rilevante presso la quale Orbán è molto popolare.

L’opposizione al Fidesz, costituita principalmente dal Jobbik (estrema destra) e dai socialisti, non è riuscita ad unirsi contro Orbán.

E dopo?

Lunedì 9 aprile, il gruppo del PPE (Partito popolare europeo) al Parlamento Europeo, del quale il Fidesz fa parte, ha salutato la vittoria di Orbán. I personaggi di maggior spicco della destra europea hanno fatto lo stesso: G. Wilders nei Paesi Bassi, M. Le Pen in Francia, B. Von Storch in Germania e M. Salvini in Italia.

Il Presidente del Consiglio Europeo Donald Tusk si è congratulato con Viktor Orbán in una comunicazione (in inglese), e ha dichiarato di sperare che il Primo Ministro “svolgerà un ruolo costruttivo nel mantenere l’unità dell’UE.”

Il giorno dopo, il 10 aprile, il Comitato delle libertà civili al Parlamento Europeo ha comunicato la pubblicazione di un rapporto sulla situazione in Ungheria e sullo stato di diritto. Questo rapporto è stato iniziato nel maggio 2017 e sarà presentato al Comitato dalla eurodeputata Judith Sargentini (Verde) e votato giovedì 12 aprile (link al rapporto adottato, in inglese). Poi, sarà messo al voto durante la sessione plenaria del Parlamento di settembre prossimo.

Per quanto riguarda l’Ungheria, il Primo ministro Orbán ha già formulato il suo programma di riforma costituzionale, che sarà possibile attuare grazie alla maggioranza assoluta acquistate nelle elezioni di aprile. Viktor Orbán dovrebbe essere al potere in Ungheria fino al 2022.

Le relazioni con l’UE non sembrano in via di miglioramento, e la possibilità di usare l’Articolo 7 TUE contro l’Ungheria è stata considerata nel rapporto scritto da Judith Sargentini.

Con la rielezione di Viktor Orbán, l’Ungheria rimane tra gli Stati membri dell’UE che hanno governi a maggioranza euroscettica (come Regno Unito, Germania, Polonia, ecc.).

 

Per saperne di più:

Sulla situazione in Ungheria, Viktor Orbán e la sua politica :
http://it.euronews.com/2018/04/05/puntare-tutto-sui-migranti-per-vincere-le-elezioni-ecco-la-strategia-di-orban
http://it.euronews.com/2018/02/23/orban-l-europa-ci-rimborsi-il-muro-sui-migranti-la-stiamo-aiutando-
http://it.euronews.com/2018/04/07/ungheria-legislative-ultimo-giorno-di-campagna
http://it.euronews.com/2018/04/08/ungheria-oggi-alle-urne-per-le-legislative
http://it.euronews.com/2018/04/04/l-ungheria-va-al-voto-orban-eroe-o-semplice-populista-
http://it.euronews.com/2018/04/09/elezioni-in-ungheria-in-diretta-risultati-analisi-e-reazioni
https://www.courrierinternational.com/article/hongrie-large-succes-pour-orban-echec-cuisant-pour-lopposition (in francese)
http://www.liberation.fr/planete/2018/04/06/hongrie-une-mise-au-pas-en-quatre-coups-de-force_1641684 (in francese)

Sul rapporto del Comitato delle libertà al Parlamento Europeo : http://www.europarl.europa.eu/news/it/press-room/20180410IPR01424/hungary-civil-liberties-meps-to-discuss-the-situation-of-fundamental-rights
http://www.europarl.europa.eu/oeil/popups/ficheprocedure.do?reference=2017/2131(INL)&l=EN

Euroscetticismo:
https://www.express.co.uk/news/world/713723/anti-eu-parties-european-union-eurosceptics-map-national-front-freedom-five-star

SESSIONE PLENARIA DEL PARLAMENTO EUROPEO: 16-19 APRILE 2018

Parlamento europeo di Strasburgo, Francia

Parlamento europeo di Strasburgo, Francia

 

 

Gli eurodeputati si sono riuniti dal 16 al 19 aprile al Parlamento europeo di Strasburgo per la sessione plenaria del mese d’aprile 2018 con diverse questioni da trattare e votare.

 


Lunedì 16 aprile, gli eurodeputati hanno discusso le strategie da adottare a livello nazionale per ridurre le emissioni di gas a effetto sera del 40% rispetto ai livelli del 1990, in accordo con gli obiettivi dell’Accordo di Parigi (2016). La votazione si è tenuta nella seduta di martedì 17 aprile, durante la quale due progetti legislativi proposti dalla Commissione Europea saranno messi al voto. 
Link al briefing del Parlamento

Martedì mattina, il Presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron è stato invitato a discutere del futuro dell’Europa con gli eurodeputati e il Presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker. È il quarto leader a partecipare a questa discussione, dopo il Primo ministro irlandese in gennaio, il Primo ministro croato in febbraio e il Capo di governo portoghese durante le scorsa sessione. Alla sessione di maggio che si svolgerà a Bruxelles, il Primo ministro belga, Charles Michel, è stato chiamato a partecipare.

Martedì 17 aprile si è tenuto anche un dibattito sull’economia circolare. La votazione del testo si è svolta mercoledì 18 aprile e ad essa è seguita una conferenza stampa.

Infine, il 17 aprile sono state messe al voto la bozza di un testo relativo alla ristrutturazione degli edifici, residenziali e non, per contenere il consumo energetico e la proposta di riforma del finanziamento dei partiti politici europei. Link ai diversi comunicati stampa emessi dal Parlamento europeo: dibattito con E. Macron, economia circolare, risparmio energetico, e partiti politici europei.

Mercoledì 18 aprile, al Parlamento Europeo si è svolto un dibattito sulla questione della protezione dei dati personali dei cittadini UE, particolarmente nel contesto dello scandalo Facebook-Cambridge analytica. Il Presidente del Parlamento ha invitato l’amministratore delegato di Facebook, Mark Zuckerberg, al Parlamento per discutere con gli eurodeputati. 
Questa discussione è stata seguita da diversi dibattiti con votazione prevista per il giorno seguente, aventi ad oggetto, tra l’altro: la regolamentazione dei prodotti biologici e della etichettatura “bio”, l’emanazione di nuove norme sulle emissioni inquinanti delle autovetture, sulla questione delle regole UE in materia di vaccinazione e un progetto di sistema fiscale per limitare il riciclaggio finanziario. Una risoluzione del Parlamento sulla nomina di Martin Selmayr a segretario generale della Commissione Europea è stata anche messa al voto, dopo il dibattito tenuto in marzo.          
Per saperne di più su: protezione dei dati privati, prodotti biologici, norme auto, vaccinazione, lotta al riciclaggio e la nomina del segretario generale della Commissione europea, M. Selmayr.

Giovedì 19 aprile, ultimo giorno della sessione, una risoluzione del Parlamento Europeo è stata messa al voto sul tema della protezione dei giornalisti nell’UE, in seguito all’omicidio del giornalista slovacco Ján Kuciak e della sua compagna in febbraio. La risoluzione segue il dibattito tenuto durante la sessione plenaria di marzo a Strasburgo. Il Parlamento europeo ha in calendario anche una mozione di risoluzione per denunciare le violazioni dei diritti umani constatati nel mondo negli ultimi tempi.
Maggiori informazioni disponibili al link.

 

Per saperne di più :
http://www.europarl.europa.eu/pdfs/news/expert/newsletter/20180403NEW00807/20180403NEW00807_it.pdf
https://multimedia.europarl.europa.eu/it/from-waste-packaging-to-organic-food-coming-up-in-strasbourg_N01-PUB-180413-CMUP_ev

Per seguire le discussioni:
http://europarl.europa.eu/plenary/it/home.html?tabActif=next
http://europarl.europa.eu/ep-live/it/plenary/
http://www.epnewshub.eu/#/?_k=xa7fjp

 

Aggiornamenti:

Dichiarazione del Parlamento Europeo all’apertura della sessione plenaria

All’apertura della sessione plenaria di aprile 2018, il Presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani ha condannato l’uso di arme chimiche in Siria, aggiungendo “credo sia necessario che il Parlamento invii un messaggio forte (...) prima del dibattito [del 18 aprile] pomeriggio con l’Alto rappresentante Mogherini e del confronto che avremo in mattinata con il Presidente della Repubblica francese Macron.” Ha sottolineato la “drammaticità della situazione” in Siria e la necessità di rimanere uniti nell’UE.

I leaders dei gruppi politici al Parlamento europeo hanno sostenuto la posizione del Presidente Tajani e chiedono “un’iniziativa politica e diplomatica, forte dell’Europa” secondo quanto sostenuto dal Presidente del Parlamento Europeo.

http://www.europarl.europa.eu/news/it/press-room/20180411IPR01514/apertura-plenaria-leader-politici-del-pe-condannano-uso-armi-chimiche-in-siria

http://www.ansa.it/europa/notizie/rubriche/altrenews/2018/04/16/siriatajani-unita-in-ue-errore-andare-ordine-sparso_02504120-b4d7-4cfd-96b1-d3a3119249ef.html

Per saperne di più sulla posizione dell’UE: http://it.euronews.com/2018/04/16/siria-mogherini-necessario-fare-pressione-su-assad-affinche-venga-a-negoziare-

 

Il Presidente francese davanti ai deputati europei

Nel maggio 2017, Emmanuel Macron è stato eletto Presidente della Repubblica francese. È anche stato Ministro dell’economia, dell’industria e del digitale durante lo scorso mandato presidenziale.

Martedì 17 aprile 2018 alle 10:00, è stato il quarto capo di governo a dibattere sul futuro dell’Europa davanti al Parlamento Europeo.

Macron ha fatto della riforma dell’UE uno degli obiettivi principali del suo mandato. Martedì 17 aprile, ha presentato la “Grande Marcia per l’Europa” per fare rivivere il sogno politico europeo. Nel contesto della Brexit che si avvicina, così come le prossime elezioni europee, Macron dovrebbe investirvi molto e ottenere l’aiuto dei liberali europei per poter realizzare il suo sogno.

Il suo discorso era incentrato sui valori che distinguono l’UE dai regimi autoritari, in un contesto di sviluppo dei governi populisti e nazionalisti anche nell’UE (Bulgaria, Austria, Polonia, Italia...)
Ha aggiunto che “Difendere l’idea europea non vuol dire farlo a scapito della nostra sovranità ma per dare risposta ai problemi.”

Macron ha messo in primo piano quattro punti che a suo giudizio sono essenziali per l’Europa: un nuovo programma europeo per riformare il sistema stabilito dal Regolamento di Dublino con riferimento alla ripartizione tra gli Stati membri della competenza ad esaminare domande d’asilo, modificare il sistema di tassazione digitale per trovare nuove risorse al bilancio UE, riformare i regolamenti bancari e dare più importanza all’aspetto culturale dell’Unione europea.
Il Presidente francese ha sottolineato il bisogno di trovare une politica comune a tutta l’Unione Europea per quanto riguarda la protezione dell’ambiente e il digitale.

Il prossimo leader UE a prendere parte al dibattito sul futuro dell’Europa sarà il Primo ministro belga, Charles Michel, durante la prossima seduta plenaria del Parlamento Europeo che si terrà a Bruxelles il 2 e 3 maggio 2018.

http://it.euronews.com/2018/04/16/il-sogno-europeo-di-macron-illusione-o-realta-

http://it.euronews.com/2018/04/17/dall-europarlamento-il-discorso-di-macron-sul-futuro-dell-europa

 

Economia circolare e riciclaggio: nuove norme adottate mercoledì 18 aprile

L’obbiettivo del testo adottato mercoledì 18 aprile 2018 e dibattuto il giorno prima consiste nel favorire l’incremento del riciclaggio dei rifiuti e passare dalla quota del 44% odierna al 55% nel 2025 e inoltre a ridurre la quantità di rifiuti, specialmente gli imballaggi.       
La quantità di sprechi alimentari è anche considerata nel testo: gli Stati membri dovrebbero ridurli del 30% entro il 2025, per arrivare nel 2030 al obiettivo fissato dalle Nazione Unite del 50%. I parlamentari europei hanno sottolineato la necessità di chiarire il senso della locuzione ‘da consumarsi entro’ e ‘da consumarsi preferibilmente entro’.

Aumentare il riciclaggio vuol dire ridurre l’uso delle discariche. Le statistiche europee in materia di riciclaggio o uso delle discariche sono molto diverse: nel 2014, paesi come Austria, Danimarca, Germania o Svezia non hanno praticamente interrato alcun rifiuto; al contrario, Cipro, Croazia, Grecia, Lettonia e Malta hanno messo più del 75% dei loro rifiuti in discarica. L’Italia, nel 2016 ha mandato l’equivalente di 123 chili pro capite in discarica, che corrisponde al 28% dei rifiuti totali.

L’obiettivo finale del testo votato è di limitare al 10% la quantità di rifiuti in discarica entro il 2035.

La legislazione europea mira anche ad accrescere la raccolta differenziata, particolarmente per i rifiuti tessili e pericolosi dell’industria nucleare e a promuovere il compostaggio dei rifiuti biodegradabili direttamente a casa.

Il concetto di economia circolare si basa su un modo di produzione e di consumo che abbia l’obiettivo di ridurre i rifiuti al massimo: ogni prodotto dovrebbe passare attraverso uso, riutilizzo, riparazione, riciclaggio e rinnovo. La finalità della proposta legislativa sulla riduzione dei rifiuti è in linea con l’idea di economia circolare, con l’ambizione di ridurre in modo durevole l’impatto sull’ambiente e di supportare la competitività, l’innovazione e la crescita, quindi anche di creare lavoro.               
È stimato che il ricorso al modello dell’economia circolare potrebbe condurre le imprese europee ad un risparmio di € 600 miliardi (8% del fatturato annuale) e ridurrebbe le emissioni di gas a effetto serra tra il 2 e il 4% all’anno.

Secondo l’eurodeputata relatrice del progetto legislativo, l’economia circolare “non è solamente una politica di gestione dei rifiuti ma è un modo per recuperare materie prime e non premere oltremodo sulle risorse già scarse del nostro pianeta, anche innovando profondamente, il nostro sistema produttivo.”

Infografica economia circolare - Parlamento europeo

Come funziona l’economia circolare?
–illustrazione presa dal comunicato stampa del Parlamento Europeo

Il testo deve ora essere approvato formalmente dal Consiglio europeo prima di essere pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’UE e di entrare in vigore.

Per saperne di più sull’economia circolare : http://www.europarl.europa.eu/news/it/headlines/economy/20151201STO05603/economia-circolare-definizione-importanza-e-vantaggi
http://www.europarl.europa.eu/news/it/press-room/20180411IPR01518/economia-circolare-piu-riciclaggio-meno-smaltimento-in-discarica
http://www.ansa.it/europa/notizie/rubriche/altrenews/2018/04/18/rifiuti-pe-dice-addio-a-discariche-nuovi-target-riciclo_cf398cd4-1e32-43bb-8016-1afb510fedee.html

 

Protezione dei dati privati nell’UE

Mercoledì 18 aprile, gli eurodeputati hanno discusso sulla protezione dei dati personali nel contesto dello scandalo Facebook – Cambridge Analytica e dell’uso improprio di questi dati dalle imprese.

I deputati europei hanno chiesto a Facebook di spiegare come pensa rispettare il nuovo Regolamento generale sulla protezione dei dati, approvato durante la session plenaria di marzo 2018 e che entrerà in vigore il 25 maggio prossimo.

Il fondatore di Facebook Mark Zuckerberg era stato invitato alla discussione dal Presidente del Parlamento Antonio Tajani per discutere della situazione attuale. Il Parlamento Europeo ha rinnovato la richiesta di un dibattito relativo all’influenza esercitata dai social network sull’opinione politica dei cittadini.

http://www.europarl.europa.eu/news/it/press-room/20160407IPR21776/protezione-dei-dati-il-parlamento-approva-le-nuove-norme-per-l-era-digitale
http://www.europarl.europa.eu/news/it/press-room/20180412IPR01606/meps-urge-facebook-ceo-to-come-to-european-parliament (in inglese)
http://www.europarl.europa.eu/news/it/headlines/society/20180418STO02004/scandalo-facebook-cambridge-analytica-zuckerberg-deve-rispondere-agli-europei
http://www.ansa.it/europa/notizie/rubriche/altrenews/2018/04/18/facebook-tajani-scrive-a-zuckerberg-venga-al-pe_b62a64d4-d3a5-4691-aa7b-bc79f18a2cc9.html

Nuove regole sul finanziamento dei partiti politici europei

Martedì 17 aprile, gli eurodeputati hanno adottato una proposta legislativa della Commissione europea per riformare le regole in materia di finanziamento ai partiti politici nell’UE.

L’obiettivo principale sarà di guarantire l’uso corretto dei fondi europei nei partiti politici a livello nazionale e ridefinire la distribuzione dei soldi UE: tutti i partiti riceveranno il 10% del bilancio (contro il 15% attuale) e il restante 90% sarà attribuito proporzionalmente al numero di deputati eletti.
In caso di uso improprio, le regole di recupero saranno più severe e più semplici da applicare dal Parlamento europeo, istituzione incaricata del controllo.

Maggiori informazioni ai link: http://www.europarl.europa.eu/news/it/press-room/20180411IPR01520/partiti-politici-europei-il-pe-approva-nuove-regole-per-il-finanziamento
http://www.ansa.it/europa/notizie/rubriche/altrenews/2018/04/17/giro-di-vite-sul-finanziamenti-ai-partiti-dal-parlamento-ue_2e559501-08bc-4530-ae74-5aba38966ab6.html

 

Nomina del Segretario generale della Commissione europea Selmayr

Mercoledì 18 aprile, il Parlamento Europeo ha adottato una risoluzione, chiedendo alla Commissione europea di riconsiderare la procedura di nomina del Segretario generale Martin Selmayr, e più generalmente la procedura di nomina degli alti funzionari dell’Unione.

La finalità della risoluzione è di invitare tutte le istituzioni UE a pubblicare offerte aperte delle posizioni vacanti, non solo per selezionare i candidati più qualificati ma anche “nell’interesse della trasparenza, dell’integrità e delle pari opportunità”, hanno dichiarato i deputati nel testo adottato. La risoluzione invita la Commissione europea a rivedere la procedura di nomina prima della fine del 2018.

Il documento è stato emanato a seguito della preoccupazione espressa sulla procedura dai deputati europei durante la sessione di marzo scorso, nella quale i parlamentari avevano sottolineato la mancanza di integrità e trasparenza della procedura.

La risoluzione votata dal Parlamento potrebbe avere conseguenze importanti sull’intera Commissione europea, come spiegato in questo post dall’Ansa.

http://www.europarl.europa.eu/news/it/press-room/20180411IPR01525/pe-alla-commissione-rivedere-la-procedura-di-nomina-del-segretario-generale

 

Calendario elettorale 2019 approvato

Gli eurodeputati hanno approvato la proposta del Consiglio europeo: le prossime elezione europee si terranno dal 23 al 26 maggio 2018, e non tra il 6 e il 9 giugno come previsto originalmente dall’Atto elettorale del 1976.        
Questa proposta fatta dal Consiglio europeo è stata adottata con 492 voti a favore, 14 contro e 24 astensioni.

Anche il calendario 2019 delle sessioni del Parlamento europeo è stato definito e votato.

http://www.europarl.europa.eu/news/it/press-room/20180411IPR01519/elezioni-europee-i-deputati-approvano-le-date-per-il-2019

 

Clima: come ridurre le emissioni di CO2 al livello europeo?

Due proposte legislative erano dibattute nel pomeriggio, lunedì 17 aprile e sono state messe al voto il giorno dopo, nel quadro dell’Accordo di Parigi sul cambiamento climatico che ha definito l’obiettivo di riduzione delle emissioni di gas a effetto sera del 40%, rispetto al livello del 1990.

La prima proposta riguarda i gas inquinanti emessi in agricoltura, trasporti edilizia e rifiuti: entro il 2030, le loro emissioni di gas a effetto serra dovranno essere ridotte del 30%.

Questi settori non sono inclusi nel sistema comunitario di scambio delle quote di emissioni ma rappresentano circa il 60% delle emissioni totali nell’UE.    
Il testo è stato adottato dal Parlamento europeo con 343 voti favorevoli, 172 contrari e 170 astensioni.

Il secondo testo proposto riguarda la deforestazione, che dovrebbe essere compensata con nuove piantagioni di alberi, di modo che la capacità di assorbimento del CO2 dagli alberi sia ristabilita. Dal 2030, questa capacità dovrebbe essere incrementata e essere superiore alle emissioni.

Questo Regolamento è stato approvato dagli eurodeputati con 574 voti a favore, 79 contrari e 32 astensioni.

Il Consiglio europeo deve approvare formalmente le proposte, poi gli obiettivi definiti dai Regolamenti devono entrare in vigore negli stati membri mediante la creazione di obiettivi nazionali.

Per saperne di più:

http://www.europarl.europa.eu/news/it/press-room/20180411IPR01515/ambiente-obiettivi-riduzione-co2-per-agricoltura-trasporto-edilizia-e-rifiuti

 

Nuove regole UE in materia di omologazione delle auto

Il Parlamento europeo ha adottato giovedì 19 aprile un testo legislativo che mira a ridurre i rischi di frode nelle modalità di omologazione delle auto.

Il testo prevede di rafforzare i controlli e di accrescere l’indipendenza delle autorità responsabili dei controlli per evitare al massimo i conflitti di interesse.                   
Le sanzioni saranno rafforzate in caso di non inadempimento delle norme e degli obiettivi annuali di ispezione: ogni Stato membro dovrà controllare almeno 40.000 veicoli nuovi all’anno con un minimo del 20% dei test riguardanti le emissioni inquinanti; in caso di non rispetto delle norme, la Commissione europea potrà infliggere sanzioni fino a € 30.000 per ogni veicolo non conforme.

Le nuove norme sono state introdotte per evitare un nuovo ‘Dieselgate’ (link in inglese) e mirano a ristabilire la fiducia dei consumatori nelle auto nuove, ma anche a meglio proteggere l’ambiente. Il testo è stato adottato con 547 voti a favore, 83 contrari e 16 astensioni e dovrà essere ora approvato dal Consiglio dell’UE. Dovrebbe entrare in vigore a partire dal 1 settembre 2020.

http://www.europarl.europa.eu/news/it/press-room/20180411IPR01522/emissioni-auto-nuove-norme-ue-per-evitare-ulteriori-frodi


Nuove regole UE per prodotti biologici importati

L’UE considera ‘prodotto biologico’ tutta la produzione fatta in un sistema rispettoso dell’ambiente. Mentre il mercato biologico si sviluppa, i regolatori europei hanno sentito il bisogno di rafforzare le regole.

Infografica mercato biologico - Parlamento europeo

Il mercato del cibo biologico – infografica
(
Parlamento europeo)

Giovedì 19 aprile, Il Parlamento europeo ha approvato nuove regole riguardanti i prodotti biologici importati nell’UE, per garantire un’alta qualità dei prodotti ed evitare gli abusi in materia di etichettatura ‘biologico’.

Il testo mira anche ad aumentare la produzione biologica nel territorio UE per facilitare l’accesso ai semi biologici agli agricoltori, particolarmente ai piccoli coltivatori. La contaminazione da pesticidi chimici dovrebbe essere limitata.

Il testo adottato dal Parlamento europeo - con 466 voti a favore, 124 contrari e 50 astensioni - è stato descritto dal suo relatore, l’eurodeputato Martin Häusling come uno strumento per migliorare la qualità dei cibi biologici nell’Unione ma anche per “rispondere ai bisogni di un mercato in rapida espansione.”

Ora, il testo deve essere approvato dal Consiglio europeo e dovrebbe entrare in vigore nel 2021. La Commissione europea sarà responsabile della valutazione nell’applicazione delle regole: nel 2025, dovrà stimare l’efficacia delle norme europee e nel caso non siano state efficaci, fare una proposta legislativa per armonizzare le regole a livello nazionale.

http://www.europarl.europa.eu/news/it/press-room/20180411IPR01523/prodotti-biologici-regole-piu-rigide-per-le-importazioni
http://www.ansa.it/europa/notizie/rubriche/altrenews/2018/04/19/pe-approva-nuove-norme-su-bio-italiani-votano-tutti-contro_0f17f8d0-5798-48db-ac80-70bd0117f573.html

Contesto:
Proposta per nuove regole UE sui prodotti biologici fata dal Parlamento Europeo e dal Consiglio europeo (in inglese)     
Infografica : il mercato biologico nell’UE             
http://www.ansa.it/europa/notizie/agri_ue/dossier/2018/04/19/il-marchio-bio-il-simbolo-di-un-universo-in-espansione_03c075f8-a675-4707-ab0b-c07182e1acc5.html

 

Violazioni dei diritti umani a Gaza, nelle Filippine e in Bielorussia

Giovedì 18 aprile, gli eurodeputati hanno discusso sulle violazioni dei diritti umani constatati nel mondo nelle ultime settimane e hanno votato alcune risoluzioni:

  • A proposito degli eventi di violenza nella Striscia di Gaza, il Parlamento ha chiamato Israele e Palestina ad usare mezzi non-violenti per preservare i diritti umani delle popolazioni civili che vivono nella zona. I deputati hanno anche chiesto di porre fine alla chiusura della Striscia di Gaza in maniera “immediata e incondizionata” per facilitare l’accesso degli aiuti umanitari alla zona.
  • Gli eurodeputati hanno denunciato la situazione criminale nelle Filippine, dove le autorità praticano uccisioni extragiudiziali e falsificano le prove. Hanno anche chiesto che famosi difensori dei diritti umani e il Relatore speciale delle Nazione Unite sui diritti dei popoli indigeni Victoria Tauli-Corpuz siano rimossi dalla lista delle persone considerate terroristi dal Governo. La reintroduzione della pena di morte fa anche parte delle questioni denunciate dal Parlamento europeo.
  • Per quanto riguarda la situazione in Bielorussia, i deputati hanno denunciato l’arresto di numerosi manifestanti pacifici della marcia organizzata il 25 marzo in occasione della Giornata della Libertà bielorussa.      
    Il testo della risoluzione del Parlamento chiede al Governo di applicare le regole standard in materia di diritti umani e di aumentare la libertà politica dei suoi cittadini.

La risoluzione su Gaza è stata adottata con 524 voti a favore, 30 contrari e 92 astensioni; quelle sulle Filippine e la Bielorussia sono state approvate per alzata di mano.

http://www.europarl.europa.eu/news/it/press-room/20180411IPR01529/human-rights-breaches-in-gaza-the-philippines-and-belarus (in inglese)

 

Vaccinazione

Giovedì 18 aprile, gli eurodeputati hanno votato una risoluzione relativa alla situazione attuale nell’UE in materia di vaccinazione. L’opinione pubblica si fida sempre meno della vaccinazione, e questo sta già producendo un impatto sulla salute dei cittadini: tra il 2008 e il 2015, si sono registrati 215.000 casi di malattie che avessero potuto essere prevenute dalla vaccinazione.

Il progetto del Parlamento mira a rafforzare la fiducia degli europei nella vaccinazione con una trasparenza maggiore a proposito della produzione e della valutazione dei vaccini.

http://www.europarl.europa.eu/news/it/press-room/20180412IPR01612/rischi-per-la-salute-derivanti-dalla-caduta-dei-tassi-di-vaccinazione-nell-ue

 

Risoluzione del Parlamento europeo per la protezione dei giornalisti nell’UE

La risoluzione non legislativa adottata dal Parlamento giovedì 18 aprile, in seguita al dibattito tenutosi durante la sessione plenaria di marzo sottolinea la necessità per l’UE di proteggere meglio i giornalisti.

I deputati europei chiedono anche al governo slovacco di assicurare lo svolgimento di un’inchiesta seria, indipendente e condotta da diversi paesi, in collaborazione con Europol.

Il Presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani ha dichiarato “Gli omicidi di Daphne Caruana Galizia [una giornalista investigativa maltese, uccisa nell’ottobre 2017] e di Jan Kuciak sono tentativi che mettono a repentaglio i nostri valori fondamentali e sono un attacco allo stato di diritto nell’Unione Europea. (...)”

http://www.europarl.europa.eu/news/it/press-room/20180411IPR01528/murder-of-jan-kuciak-meps-urge-action-to-protect-journalists-across-the-eu (in inglese)

 

Lotta al riciclaggio e alla frode fiscale

Il Parlamento europeo ha adottato l’aggiornamento alla direttiva anti-riciclaggio dell’UE, con 574 voti a favore, 13 contrari e 60 astensioni.

Questo testo mira a completare la direttiva originale, pubblicata in risposta agli attache terroristici del 2015 e del 2016 e alle informazioni pubblicate dai Panama Papers, e ad accrescere la regolamentazione delle monete virtuali come i Bitcoin, che facilita il riciclaggio di denaro e il finanziamento al terrorismo.

Il progetto previste di rafforzare la trasparenza finanziare con la possibilità per i cittadini di accedere a tutte le informazioni riguardando le imprese che operano nell’UE con l’obiettivo di reprimere l’uso di società fantasma e altre forme di frode fiscale.
Sarà anche possibile, per chi dimostra avere un ‘interesse legittimò (principalmente ONG e giornalisti investigativi), di chiedere un accesso a informazioni più apie agli Stati membri.

Le nuove misure hanno anche preso in conto il contesto contemporanea in matteria di valute virtuale: le piattaforme e i prestatori di servizi online dovranno essere registrati e così, porre fine al sistema anonimo del uso delle valute virtuali con una riduzione della soglia per l’identificazione dei titolari di carte prepagate a €150 (contro 250 ora).

In segue dell’adotto del testo dal Parlamento Europeo, la direttiva entrerà in vigore quando sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale  dell’Unione europea e gli Stati membri avranno allora 18 mesi per trascrivere le nuove norme nel loro sistema legale.

Più dettagli nella comunica stampa del Parlamento Europeo :  
http://www.europarl.europa.eu/news/it/press-room/20180411IPR01527/antiriciclaggio-obbligo-di-far-luce-sui-proprietari-effettivi-delle-aziende

TRASPARENZA E INFORMAZIONE PER I CITTADINI: PROTEGGERE GLI INFORMATORI NELL’UE

Luxleaks in europe

Luxleaks in europe

Lunedì 23 aprile 2018 la Commissione europea ha presentato una proposta di direttiva per rafforzare la protezione per coloro che denunciano scandali di rilievo e rivelano attività illecite e contrarie alle regole dell’UE.

Il testo pubblicato dalla Commissione europea dovrà essere approvato dal Consiglio dell’Unione europea e dal Parlamento europeo, prima di entrare in vigore.


Contesto: dieselgate, luxleaks panama papers, cambridge analytica ...

Il vicepresidente della Commissione europea ha esposto il contesto nel quale la proposta è stata elaborata durante la conferenza stampa del 23 aprile: “Molti dei recenti scandali non sarebbero mai venuti alla luce se chi aveva accesso ad informazioni privilegiate non avesse avuto il coraggio di parlare. Chi lo ha fatto si è però assunto rischi enormi. [...] Non dovrebbe esserci alcuna sanzione per chi fa la cosa giusta.”

Vĕra Jourová, la Commissaria europea per la giustizia, i consumatori e la parità di genere, ha aggiunto: “In un mondo globalizzato in cui la tentazione di massimizzare i profitti, talvolta a scapito della legge, è reale, è nostro dovere sostenere chiunque sia pronto a correre il rischio di smascherare violazioni gravi del diritto dell’UE”, prima di qualificare questo progetto legislativo come destinato ai “cittadini europei onesti.”

Sul piano giuridico nell’Unione, finora solo dieci dei ventotto Stati membri (Francia, Ungheria, Italia, Lituania, Malta, Paesi Bassi, Slovacchia, Svezia e Regno Unito) offrono una protezione integrale agli informatori. Gli altri diciotto Stati garantiscono una protezione giuridica parziale, limitata a settori specifici.      
A livello UE, esistono misure che, tuttavia, sono concretamente applicate solamente in alcuni settori (il settore della finanzia, ad esempio, è coperto dalla Direttiva 2014/65/EU).

La proposta della Commissione europea segue una raccomandazione fatta dal Consiglio d’Europa per la protezione degli informatori nel 2014 e dalla giurisprudenza della Corte europea dei diritti umani (Consiglio d’Europa), particolarmente nella sentenza Guja c. Moldavia del 2008 (link al testo inglese). Due anni dopo, nell’ottobre 2016, il Consiglio dell’Unione europea ha incoraggiato la Commissione ad agire in un rapporto intitolato ‘Conclusioni del Consiglio sulla trasparenza fiscale’ e la Commissione si è impegnata a creare norme europee per la protezione degli informatori durante il convegno annuale sui diritti fondamentali, sul tema del pluralismo dei mezzi d’informazione e della democrazia.       
Nell’ottobre 2017, il Parlamento europeo ha anche adottato una Risoluzione per la protezione degli informatori che agiscono nell’interesse pubblico (Risoluzione 2016/2224(INI))

Contenuto della proposta della Commissione europea

La proposta di direttiva mira ad adottare regole a livello europeo per garantire una protezione armonizzata in ogni Stato. La proposta si articola in quattro pilastri principali.

Innanzitutto, assicurare la protezione dell’informatore nel processo di rivelazione nelle sue tre fasi:
1. rivelazione a livello interno (tranne quando l’informazione riguarda la stessa struttura),
2. possibilità di trasmettere le informazioni scoperte alle autorità competenti,
3. pubblicazione delle rivelazioni nei media per informare il pubblico.

Poi, proteggere l’informatore dopo le rivelazioni, e dopo che sono state pubblicate, con verifiche fatte dalla Commissione europea nei tre mesi che seguono.

La proposta della Commissione consiste nel creare delle regole per le imprese e le autorità pubbliche: le aziende con più di 50 impegnati e con un bilancio annuale superiore a 10 milioni di euro devono mettere in atto una procedura interna per la gestione dei rapporti prodotti dagli informatori.
La stessa regola si applica ai comuni, alle autorità regionali e agli Stati con più di 10.000 abitanti.

L’ultimo pilastro si svolge a livello nazionale: gli Stati membri saranno incaricati di fornire accesso ad un numero maggiore di informazioni ai cittadini (processo per denunciare una violazione di legge, passi da seguire...)

 

Tasso di sensibilizzazione per quanto riguarda gli informatori – Commissione Europea(49% dei cittadini non sa dove denunciare la corruzione; 15% dei cittadini sa che esistono regole per proteggere gli informatori)

Tasso di sensibilizzazione per quanto riguarda gli informatori – Commissione Europea
(49% dei cittadini non sa dove denunciare la corruzione; 15% dei cittadini sa che esistono regole per proteggere gli informatori)

In caso di attacco verso il denunciante

Generalmente, quando gli informatori denunciano un caso di corruzione o di frode, si espongono al rischio di attacco da parte del colpevole. Quindi, il testo della Commissione prevede la creazione di un sistema di protezione degli informatori, e consente di ricorrere alla legge in caso di rappresaglia. La Direttiva dovrebbe garantire agli informatori protezione e consulenza legale in caso di procedimento giudiziale. I colpevoli si esporrebbero alle sanzioni conseguenti.

 

https://ec.europa.eu/commission/news/whistleblower-protection-2018-apr-23 (in inglese)

Factsheet ‘Whistleblower protection’ (in inglese) [PDF]

Video della Commissione europea (in inglese): http://europa.eu/!fQ39Db

Comunicato stampa della Commissione : http://europa.eu/rapid/press-release_IP-18-3441_it.htm

Q&A della Commissione : http://europa.eu/rapid/press-release_MEMO-18-3442_en.htm (in inglese)

Euronews:  http://it.euronews.com/2018/04/23/l-ue-vuole-proteggere-gli-informatori

Ansa: http://www.ansa.it/europa/notizie/rubriche/altrenews/2018/04/23/da-luxleaks-a-facebookora-norme-ue-a-protezione-informatori_de33c2ea-15c1-41d9-8188-9a015bde28ae.html

Comunicato dell’ONG Transparency international (in inglese) : https://transparency.eu/wp-content/uploads/2017/11/EU-Whistleblower-Protection_Brief.pdf

Il Mercato Unico Digitale online nel sito della Rete italiana dei Centri di Documentazione Europea

CDE

CDE

Il Mercato Unico Digitale, volume contenente gli atti del convegno dal titolo omonimo che si è tenuto a Macerata il 26 ottobre 2016 e pubblicato come Numero speciale 2017 della rivista Diritto Mercato Tecnologia, è ora online alla pagina Dossier tematici del sito della Rete italiana dei Centri di Documentazione Europea (http://cdeita.it/node/35).

I LAVORATORI DISTACCATI NELL’UE

Distacco del lavoro

Distacco del lavoro

 

È stato pubblicato un documento dal Parlamento europeo sul tema dei lavoratori distaccati e della normativa in vigore nell’UE. I membri della Commissione Occupazione del Parlamento europeo hanno presentato proposte per nuove regole e obiettivi per proteggere il diritto al lavoro e la competizione economica leale in questa situazione.


Contesto

Prima di affrontare il tema delle nuove norme proposte relativamente alla disciplina dei lavoratori distaccati, bisogna capire bene cosa si intende con ‘lavoratore distaccato’. Secondo la definizione data dalla Commissione europea, un lavoratore è considerato distaccato quando viene temporaneamente inviato dal suo datore di lavoro a svolgere un certo servizio in un altro paese dell’Unione Europea, chiamato paese ospitante.

Per esempio, un lavoratore di un’impresa italiana che viene mandato a lavorare in Germania per due mesi per il compimento di un’opera come la costruzione di un edificio o di un impianto o per la prestazione di un servizio.

I lavoratori distaccati restando sempre impiegati dall’azienda nel proprio paese, rimangono coperti dal diritto nazionale anche per quanto riguarda la previdenza sociale.         
Si devono differenziare i lavoratori distaccati dai lavoratori mobili nell’UE, perché essi non si spostano nel mercato del lavoro di un altro stato membro in quanto rimangono parte dell’impresa di origine; i lavoratori mobili non sono protetti dalle norme di previdenza sociale del loro paese di origine.

Il concetto di lavoratore distaccato è frutto diretto della libera circolazione dei servizi economici nel mercato unico UE, garantita dall’articolo 56 del TFUE (Trattato sul Funzionamento dell’Unione europea) e regolata dalla Direttiva 96/71/CE del 1996, che garantisce condizioni minime di protezione per i lavoratori distaccati. I lavoratori interinali distaccati sono protetti dalla Direttiva 2008/104/CE.
Nel 1990, la questione è stata trattata per la prima volta quando la Corta di Giustizia dell’UE ha emesso la sentenza nella causa Rush Portuguesa (C-11/89). Prima della emanazione della Direttiva nel 1996, il lavoratore distaccato non era regolato a livello europeo.

La disciplina europea in materia di distacco di lavoratori unisce due principi essenziali: la libertà di prestare servizi nell’UE e la coesione sociale tra i lavoratori nell’UE (protezione dei loro diritti sociali).

In termini numerici, la Commissione europea stima che, nel 2016, erano 2.3 milioni i lavoratori distaccati in tutta l’Unione; con un aumento del 69% tra il 2010 e il 2016 –e del 44.4% tra il 2010 e il 2014. Però, questi 2.3 milioni di cittadini UE che lavorano all’estero rappresentano meno dell’1% del totale dei lavoratori sul territorio UE.    
I paesi che mandano più impiegati all’estero sono la Polonia (513.972)*, la Germania (260.068) e la Slovenia (164.226). Paesi come la Spagna, la Francia, l’Italia, la Slovacchia e il Belgio mandano più di 100.000 lavoratori distaccati.            
D’altra parte, i Stati membri che ricevono più lavoratori sono la Germania (440.065), la Francia (203.019) e il Belgio (178.319); questi tre paesi rappresentano circa il 50% dei lavoratori distaccati accolti nell’Unione. L’Austria, i Paesi Bassi, l’Italia, il Regno Unito e la Spagna ricevono più di 50.000 lavoratori stranieri. 
I settori che più ricorrono ai lavoratori distaccati sono l’industria, che rappresenta circa il 69% del totale, l’edilizia (45%), il settore dei servizi (appena 25%) e l’agricoltura e la pesca che impiegano l’1,5% dei lavoratori distaccati.

*Tutti i numeri sono presi dalle stime della Commissione Europea per l’anno 2016.

Proposte di azione

Tra la emanazione della Direttiva nel 1996 e l’anno 2016, ci sono stati cambiamenti rilevanti nel mercato del lavoro e nell’economia europea. Il divario nel livello dei salari tra gli Stati membri è cresciuto negli ultimi anni, quindi c’era bisogno di riformare la legislazione UE sul lavoro. Lo sviluppo delle frodi fiscali, mediante l’uso di compagnie di facciata per esempio, è parte delle ragioni per le quali la riforma era necessaria.         
Importanti incertezze giuridiche sono state sottolineate con riferimento al testo della Direttiva del 1996, particolarmente in materia di diritti sociali dei lavoratori. La CGUE è intervenuta sull’interpretazione del testo della direttiva nelle cause Viking (C-438/05), Laval (C-341/05), Rüffert (C-346/06) e Commissione v. Lussemburgo (C-319/06), con le quali sono stati stabiliti criteri minimi per quanto riguarda la protezione dei lavoratori. Nelle cause Sähköalojen ammattiliitto (C-396/13)  e RegioPost (C-115/14), la Corta di Giustizia ha emesso sentenze volte alla protezione dei lavoratori.

Nel 2014, la Direttiva 2014/67/UE è stata adottata per rafforzare la Direttiva 96/71/CE e renderla più chiara. Inoltre, ha creato un quadro giuridico comune per gli Stati membri in materia di diritto al lavoro, con la finalità di garantire la certezza giuridica nell’applicazione della Direttiva 96/71/EC. 
Però, questo testo non conteneva nessun provvedimento riguardante i diritti sociali dei lavoratori.

Nel marzo 2016, la Commissione ha preparato una seconda proposta, per il completamento della Direttiva del 2014. Questo testo prevedeva di limitare la durata del distacco a due anni al massimo, di modificare il salario minimo dei lavoratori per garantire parità di trattamento tra lavoratori distaccati e locali, accrescere il controllo degli Stati membri sulle imprese in materia di collaborazione con altre imprese europee e creare una clausola obbligatoria sul diritto dei lavoratori distaccati tramite agenzie interinali.

Dieci Stati membri si sono opposti alla proposta della Commissione (Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Polonia and Romania) usando la procedura del “cartellino giallo”. (link in inglese)

Nell’ottobre 2017, il Parlamento europeo ha invitato la Commissione a presentare una proposta di direttiva sulla questione dei diritti sociali dei lavoratori distaccati con l’intento di regolare la retribuzione e l’informazione dei lavoratori, il sistema di indennità delle spese, la contrattazione collettiva e la previdenza sociale; ma anche di limitare la durata del distacco.

Il Consiglio si è concentrato sulla questione della durata del distacco (limitato a 12 mesi, con possibilità di prolungarlo per altri 6 mesi, contro i 24 mesi proposti dalla Commissione europea) e la questione della contrattazione collettiva.

Nel marzo 2018, il Parlamento ha votato un accordo con il Consiglio sulla questione, e ciò ha condotto alla definizione di un testo comune, raggiunta il 25 aprile 2018.

Profili essenziali della riforma

Il 25 aprile 2018, la Commissione Occupazione del Parlamento europeo ha approvato un testo recante nuove regole per assicurare migliori condizioni di lavoro ai lavoratori distaccati; in particolare per rafforzare il principio della “parità di retribuzione a parità di lavoro”, per garantire una previdenza sociale equa e per preservare forme leali di concorrenza tra le imprese europee.

Il testo adottato dalla commissione parlamentare contiene cinque punti essenziali.
Il primo, e principale, punto è la volontà di garantire parità di trattamento tra lavoratori distaccati e locali. Fino ad oggi, un lavoratore distaccato è pagato secondo le regole del suo paese di origine, il testo propone di cambiare questa norma, per ristabilire una parità di retribuzione tra lavoratori distaccati e lavoratori del mercato nazionale del lavoro.   
La riforma riguarda anche le imprese che distaccano i lavoratori: esse saranno responsabili non solo per il pagamento del viaggio dei loro lavoratori, ma anche delle spese di alloggio e degli eventuali costi amministrativi.

La durata del distacco sarà limitata secondo la Direttiva riformata: un’impresa non potrà più mandare un lavoratore distaccato per più di 12 mesi consecutivi, con la possibilità di estendere il contratto una sola volta, per 6 mesi al massimo. Trascorso questo tempo massimo, il lavoratore verrà considerato come lavoratore mobile sul mercato unico europeo, e dunque sarà coperto dalla legge del paese in cui lavora.           
Il settore del trasporto sarà integrato nella nuova direttiva europea sui lavoratori distaccati.
La riforma della Direttiva 96/71/EC mira anche a rafforzare la cooperazione tra le autorità nazionali nei casi di frode.

Il testo approvato dalla Commissione Occupazione del Parlamento europeo sarà messo al voto dei parlamentari europei durante la sessione plenaria di giugno 2018. Dopo l’entrata in vigore dell’atto, gli Stati membri avranno due anni per recepire le nuove norme europee nella legge nazionale.

 

Per saperne di più:

Sintitesi della Direttiva 96/71/CE relativa al distacco dei lavoratori nell'ambito di una prestazione di servizi

Sintitesi della Direttiva 2008/104/CE relativa al lavoro tramite agenzia interinale

Direttiva 2014/67/UE relativa al distacco dei lavoratori nell'ambito di una prestazione di servizi

Contesto - Commissione europea (in inglese): http://ec.europa.eu/social/main.jsp?catId=471&langId=en

Proposta di riforma 2016 – Commissione europea : http://ec.europa.eu/social/main.jsp?langId=en&catId=89&newsId=2488&furtherNews=yes

Comunicato stampa del Parlamento europeo (19.03.18) (in inglese) : http://www.europarl.europa.eu/news/it/press-room/20180319IPR00014/posting-of-workers-meps-and-council-strike-a-deal-on-pay-and-working-conditions

Comunicato stampa del Parlamento europeo (26.04.18) : http://www.europarl.europa.eu/news/it/headlines/society/20171012STO85930/lavoratori-distaccati-i-fatti-e-le-riforme-infografica

Infografica del Parlamento europeo

Note sintetiche sull’Unione europea ‘Distacco dei lavoratori’ – Think tank Parlamento europeo : [PDF]

Briefing del Parlamento europeo sulla revisione della Direttiva 96/71/EC (in inglese) [PDF]