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Lo Stato dell’Unione 2025: l’“Independence Moment” dell’Europa

Lo Stato dell'Unione 2025: l’“Independence Moment” dell’Europa

Nel suo discorso sullo Stato dell’Unione 2025, la Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha tracciato un quadro netto e senza illusioni: l’Europa è impegnata in una lotta decisiva per il proprio futuro. Una lotta per la pace, per la libertà, per la democrazia e per la capacità di determinare autonomamente il proprio destino in un mondo sempre più instabile e competitivo.
11 settembre 2025

Il messaggio centrale è chiaro: questo è il momento dell’indipendenza europea. Un’Europa capace di garantire la propria sicurezza, controllare le tecnologie e le energie strategiche, proteggere le sue democrazie e scegliere i propri partner globali. Non si tratta di chiudersi al mondo, ma di essere abbastanza forti da restare aperti senza dipendenze pericolose.

Il discorso ha posto al centro la guerra in Ucraina, ricordata attraverso la storia toccante di Sasha e di sua nonna Liudmyla, simbolo di un popolo che combatte per la libertà. L’Europa, ha ribadito von der Leyen, continuerà a sostenere Kiev con aiuti militari, finanziari e diplomatici, aumentando la pressione sulla Russia attraverso nuove sanzioni e utilizzando i proventi degli asset russi immobilizzati per finanziare la ricostruzione e la difesa ucraina. La libertà dell’Ucraina è la libertà dell’Europa.

Accanto alla sicurezza, la Presidente ha delineato una strategia ambiziosa per la competitività europea: investimenti massicci in digitale e tecnologie pulite, rafforzamento del mercato unico, semplificazione normativa e sostegno alle imprese innovative. L’obiettivo è chiaro: fare in modo che il meglio dell’innovazione europea resti e cresca in Europa.

Ampio spazio è stato dedicato anche alle questioni sociali: costo dell’energia, accesso alla casa, lavoro di qualità, lotta alla povertà e tutela dei cittadini più vulnerabili. La transizione verde e digitale, ha sottolineato la Presidente, può avere successo solo se è giusta e inclusiva.

Sul piano internazionale, il discorso ha affrontato senza ambiguità la crisi di Gaza, riaffermando il rifiuto dell’uso della fame come arma di guerra, la necessità di un cessate il fuoco, il rilascio degli ostaggi e il rilancio della soluzione dei due Stati. L’Europa, pur divisa, è chiamata a fare di più e a parlare con una voce più unita.

Infine, von der Leyen ha lanciato un appello politico forte: unità, rapidità decisionale e superamento dei veti che paralizzano l’azione europea. Perché, come ha ricordato, se una cosa conta per i cittadini europei, allora deve contare anche per l’Europa.

Questo discorso non è solo un bilancio annuale. È una chiamata all’azione: per un’Europa più forte, più giusta e più libera.

Un’Europa pronta a scegliere il proprio futuro.

ENGLISH VERSION
State of the Union 2025: Europe’s Independence Moment

 

In her 2025 State of the Union address, European Commission President Ursula von der Leyen delivered a stark and resolute message: Europe is in a fight for its future. A fight for peace, democracy, freedom, and the ability to decide its own destiny in an increasingly unstable and power-driven world.

At the heart of the speech lies a defining idea: this is Europe’s Independence Moment. Independence in defence and security. Independence in energy and critical technologies. Independence in shaping the kind of society Europeans want to live in. Not isolation, but strategic strength – the capacity to remain open to the world without being vulnerable to coercion or dependency.

Ukraine stood at the centre of the address. Through the powerful story of Sasha, a child abducted by Russian forces and reunited with his grandmother, von der Leyen reminded Europeans what is at stake. Europe will continue to stand firmly with Ukraine, increasing military and financial support, tightening sanctions on Russia, and mobilising frozen Russian assets to help finance Ukraine’s defence and reconstruction. Ukraine’s freedom, she stressed, is Europe’s freedom.

Beyond security, the speech set out an ambitious agenda for European competitiveness. Massive investments in digital and clean technologies, a stronger and more integrated Single Market, simplified rules for businesses, and new tools to help innovative companies scale up in Europe are all part of a broader effort to ensure that Europe can compete – and win – in the global economy.

Social fairness was another key pillar. Rising energy costs, housing shortages, job insecurity and poverty are not abstract challenges, but daily realities for millions of Europeans. The green and digital transitions, von der Leyen argued, must go hand in hand with social justice, quality jobs and strong protections for citizens.

On the international stage, the President addressed the humanitarian catastrophe in Gaza with unusual bluntness. She condemned the use of starvation as a weapon of war, called for an immediate ceasefire, the release of hostages, and reaffirmed Europe’s commitment to a two-state solution. While acknowledging internal divisions, she made clear that Europe must act more decisively and responsibly.

The speech closed with a political call to action: unity, speed and courage. Europe, von der Leyen argued, cannot afford paralysis or endless internal disputes. Delivering for citizens requires stronger cooperation between institutions, greater use of qualified majority voting, and a renewed commitment to democratic values and the rule of law.

This State of the Union was more than an annual address. It was a declaration of intent.

A call for a stronger, fairer and more sovereign Europe – ready to defend its values and shape its future.

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