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Foreste, clima e biodiversità: perché la loro protezione è centrale nelle politiche europee

Il Regolamento (UE) 2023/1115 interviene sulle filiere e sul mercato dell’Unione per ridurre il contributo europeo alla deforestazione e alla perdita di biodiversità
Foreste, clima e biodiversità: perché la loro protezione è centrale

Foreste, clima e biodiversità: perché la loro protezione è centrale

Le foreste assorbono e immagazzinano carbonio, ospitano gran parte della biodiversità terrestre, contribuiscono alla regolazione delle acque e alla protezione dei suoli e sostengono comunità ed economie locali. Quando vengono distrutte o degradate, si indeboliscono funzioni cruciali per il clima, gli ecosistemi e le persone.

La Normativa europea sul clima rende giuridicamente vincolante l’obiettivo della neutralità climatica entro il 2050, da raggiungere attraverso la riduzione delle emissioni e l’aumento degli assorbimenti. In questo quadro, le foreste svolgono un ruolo essenziale come serbatoi naturali di carbonio.

La tutela delle foreste è strettamente legata alla Strategia dell'UE sulla biodiversità 2030, che mira a rimettere la natura sulla via del recupero e a promuovere la protezione e il ripristino degli ecosistemi.

In questo quadro, le foreste svolgono più funzioni: contribuiscono all’azione per il clima, tutelano la biodiversità e forniscono benefici ambientali, economici e sociali.

Questo approccio si estende anche oltre l'Unione europea. Il Regolamento (UE) 2023/1115 sulla deforestazione e il degrado forestale si applica alle filiere di approvvigionamento di determinate materie prime, tra cui bovini, cacao, caffè, olio di palma, gomma, soia e legno. I prodotti contemplati dal regolamento possono essere immessi o messi a disposizione sul mercato dell’Unione oppure esportati solo se sono a deforestazione zero, sono stati prodotti nel rispetto della legislazione pertinente del Paese di produzione e sono oggetto di una dichiarazione di dovuta diligenza.

In questo modo, la politica ambientale europea collega la tutela degli ecosistemi al funzionamento delle filiere di approvvigionamento globali, riducendo il rischio che la domanda del mercato dell'UE contribuisca alla deforestazione e al degrado forestale altrove.

La sola protezione, tuttavia, non è sufficiente laddove gli ecosistemi siano già stati danneggiati. Il Regolamento sul ripristino della natura prende in considerazione indicatori utili a valutare la biodiversità e la salute degli ecosistemi forestali, come la connettività delle foreste e la presenza di legno morto. Il ripristino può quindi rafforzare sia la biodiversità sia la capacità degli ecosistemi di rispondere ai cambiamenti climatici.

L’attuazione del regolamento dipende anche dalla disponibilità di informazioni affidabili. Gli operatori devono raccogliere dati sulla provenienza e sulla geolocalizzazione delle materie prime, mentre le autorità possono utilizzare strumenti di osservazione della Terra, compresi i dati del programma europeo Copernicus, per verificare se i prodotti siano associati a deforestazione o degrado forestale.

Il Green Deal europeo collega così azione per il clima, tutela della biodiversità, ripristino degli ecosistemi e sostenibilità delle filiere. Approfondire questi strumenti rientra nella missione del Centro di Documentazione Europea dell’Università di Macerata: rendere più accessibili le politiche e il diritto dell’Unione e aiutare cittadini, studenti e ricercatori a comprendere il rapporto tra scelte di mercato, protezione delle foreste e responsabilità ambientale europea.

Riferimenti: